Il tifoso della Lazio e la sconfitta

Aperto da ThomasDoll, 28 Ago 2015, 11:30

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ThomasDoll

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Non credo sia proprio così, cara mia, ma se la discussione vira sul presidente, come sappiamo tutti, finisce per impantanarsi. Lotito ha le sue teorie: pensa si possa vincere cose importanti senza pagare ingaggi faraonici. A oggi i fatti gli danno torto, ma la sua opera non è stata vana. Considerando anche i molti errori di valutazione compiuti. Schiacciamo tutto sotto il discorso, che faccio anche io, degli undici anni che ormai svelano tutto, ma se li vai a srotolare in filigrana vedi che gli undici anni non sono stati piatti, che sono successe tante cose, che ci ha fatto incaz.zare tante volte e che ha avuto tante intuizioni buone, o che, comunque, la sua tigna ha pagato.
Pensa alla prima Lazio improvvisata in due minuti, a Caso allenatore, a Papadopulo, a Martino, all'ipotesi-Maifredi. Quanta strada ha fatto in questi undici anni? Il divorzio da Sabatini, alla luce della centrifuga di mercato che Sabatini fa alla roma, ma anche alle reti di alleanze che tesse, non ti sembra la rottura di un nodo che ha prodotto una specie di cammino parallelo, che Lotito ha portato avanti inventandosi Tare di sana pianta? E la Salernitana, e le battaglie nel palazzo.
Lotito un disegno ce l'ha. Sia personale (di potere) che laziale. Io non credo che possa arrivare a vincere senza spendere molto di più, lui forse pensa che spendere di più si possa dopo aver vinto. E' un meccanismo che forse non si metterà in moto mai, ma oggi abbiamo una squadra ad alto potenziale, la migliore che abbiamo mai avuto, probabilmente, con un allenatore che cerca di metterla su binari internazionali. Sono curioso di vedere cosa farà Pioli in Europa con questi uomini, che cosa tireremo fuori da Kishna e da Milinkovic, da Morrison, e anche da Cataldi e da Keita. Questo non è un orizzonte piatto, non è un palcoscenico dove non succede niente, non è un film già visto. Semplicemente, all'orizzonte non ci sono grandi vittorie. Forse. Però ci sono una cinquantina di partite dove vedremo all'opera gente di talento, molto giovane, che farà delle belle imprese e qualche stupidaggine.
Mi pare di poter dire che si tratta di calcio di alto livello. Non è altissimo, non lo diventerà, ma è uno spettacolo che merita di essere seguito. Meno interessante è il mercato, ma se poi nel tempo produce frutti, com'è successo l'anno scorso con gli acquisti di due anni fa, per me può ancora andare bene.
Certo, dopo tutte queste belle parole, se il roma vincesse lo scudetto sarebbe dura consolarsi con le giocate di Kishna. Però la roma un modo per perdere alla fine lo trova sempre...   

GoodbyeStranger

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Citazione di: cartesio il 28 Ago 2015, 15:38
In che senso"dalla mediocrità non si resce ad uscire"? Il terzo posto sarebbe mediocrità?

la mediocrità è uno stato mentale, indipendente dalla classifica

fish_mark

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Carissimo Thomas

Questa Lazio non e in assoluto la più forte mai vista nella nuova era lotitiana. E soltanto la più giovane ma già la Lazio degli hernanes e klose era a un passo dalla vetta.
Molto e successo qualche trofeo e arrivato ma per il botto grosso servono investimenti adeguati e una visione ambiziosa che non sono pervenuti ne credo arriveranno.
Ora poi il modello e quello dei giovani di prospettiva i campioni del domani, l' udinese in pratica, mentre dei sortilegi di palazzo e dei possedimenti d'oltremare al tifoso laziale medio non gliene potrebbe fregare di meno (prego qualcuno di fare una piccola ricostruzione dei grandi ritorni verso Formello)
Non si spende di più dopo aver vinto semmai e il contrario. Da parte mia personale c e la ripetizione di un romanzo circolare dove si ritorna alla Casella di partenza per riprovare a vedere la "prospettiva". E notizia di oggi la dichiarazione che si terranno i big tanto e vero che sono stati pure richiamati.

Non inizia bene la stagione e prego Dio che non avvengano altri fatti che riaccendano la contestazione. Non serve 
A niente ricordare la media storica perché e illogico. Nello sport i limiti sono fatti per essere superati   


Ciao Thomas sai quanto ti voglio bene (e ancora ti ringrazio per le belle parole per quella cosina)

Gianluko

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Monsieur Opale

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bak

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Citazione di: Ulissechina il 28 Ago 2015, 20:57

Grazie! Abbiamo visto la partita qui in Sardegna, terra che mi ospita per sei mesi l'anno, io, mio figlio e mio nipote di otto anni, la cosa che mi ha fatto più male è stata vederlo piangere a fine partita, come è tenero mio nipote, io ormai c'ho fatto il callo e mio figlio quasi. :D

Lo sai che vi aspetto sempre ad Oristano  :))

bak

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Citazione di: NoSurrender il 29 Ago 2015, 00:00
Mentre quello che si rimprovera alla Società, più che all'allenatore o ai giocatori della Lazio, è proprio il non aver provato per niente a mettere su una squadra competitiva per i due appuntamenti falliti di questo inizio stagione.

Donatè  :luv:
non facciamo di Lotito l'unica foglia di fico, dietro alla quale nascondiamo gli errori di Pioli e dei giocatori.

Pioli s'è presentato con uno strambo 3 4 3 che non era né in cielo né in terra. Ha presentato Mauricio, uno che di cappelle nel finale dello scorso campionato ne ha fatte a bizzeffe a scapito di Gentiletti. Ha presentato un centrocampo di burro, senza neanche prendere in considerazione l'idea di mettere Cataldi vice Biglia.

Lasciamo stare i calciatori. Candreva e FA impalpabili tanto all'andata quanto al ritorno, Keita che da solo ci portava alla qualificazione se solo l'arbitro avesse visto il mani in area sullo 0-0. Il resto fuffa, perfino da gente come DV, che ti aspetteresti un attimo più determinata. E' andata così perché i renani sono più squadra e perché tra andata e ritorno, a parte i due pali rossoneri, tutto è girato storto.
Poi certo lotito, doveva fare molto di più che acquistare le speranze di giovani ventenni. Ma questo è un discorso trito e ritrito, il personaggio lo conosciamo bene. Mi aspetto come colpo di fine estate un emulo di Saha o Postiga, ora che sono andati sia Matri che Gilardino, per non parlare di Balotelli.

Palo

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Ogni tanto mi diverte andare su forum di altre squadre.

La schizofrenia laziale è molto simile a quella di tutte le altre tifoserie. Le differenze sono sfumature e, spesso, sono più marcate nell'atteggiamento degli ultras, non dei tifosi "senza mentalità ultras". Milanisti, interisti,doriani, genoani, torinisti ...

E credo che sia lo stesso anche all'estero. Pensate al Real e alle contestazioni che hanno fatto ad Ancellotti ... e all'inferno che attende Benitez. Il Real! Quello che due anni fa ha vinto la "Decima" ...

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tommasino

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Citazione di: ThomasDoll ulink=topic=27432.msg2293402#msg2293402 date=1440754244
I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti "strisciate" per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole.

Sono, insomma, quelli che non c'è gusto.

Poi ci sono gli altri, che riempiono il gap di vittorie con il senso d'appartenenza e pensano che sia meglio tifare per una squadra che vince uno scudetto ogni tanto, per ricordarsi tutto nei minimi particolari, che tifare per una squadra che non distingue più nella memoria un titolo dall'altro, un avversario dall'altro, una stagione dall'altra. Che rimuove le sconfitte e aspetta il ritorno dello squadrone.

La Lazio è una delle migliori squadre di seconda linea. Due scudetti, un bel po' di Coppe, un paio addirittura internazionali. Una tifoseria in grado di sciorinare tempi e modi della propria storia, affinità e divergenze con gli altri modelli, tratti distintivi esclusivi. Tra questi c'è (c'era) la capacità di mantenere la rotta della fede tifosa anche e soprattutto nella sconfitta.

Diversi eventi leggendari della storia della Lazio raccontano sconfitte epiche, sfighe cosmiche, soprusi, tradimenti, angherie, lutti e lacrime. Uno dei più limpidi eroi biancocelesti è Giuliano Fiorini, centravanti di ottime credenziali appassito fino a scendere in cadetteria, faccia da rocker e fisico all'altezza del ruolo. Il bomber, oggi passato prematuramente a miglior vita, rimane nei cuori dei laziali per un gol segnato al Vicenza nel torrido pomeriggio del 21 giugno 1987.

Quel gol, segnato a 8 minuti dalla fine del campionato, consentiva alla Lazio di approdare al minitorneo a tre con Taranto e Campobasso per evitare la retrocessione in serie C. Due delle tre squadre si sarebbero salvate, solo l'ultima sarebbe retrocessa. La Lazio, persa la prima sfida col Taranto, s'impose al Campobasso nell'ultima gara decisiva, a Napoli, con un gol di Fabio Poli, stranamente non mitizzato come Fiorini dai tifosi. La partita col Vicenza stracciò ogni record di presenze paganti allo stadio per il campionato di Serie B.

Eventi che per un non laziale non sembrano degni di celebrazione. Per la squadra biancoceleste si tratta, in effetti, del punto più basso mai toccato nella sua storia. Quella gara arrivava, però, in fondo a una stagione affrontata con un grave handicap in classifica: 9 punti di penalizzazione per il secondo calcioscommesse, frutto della responsabilità oggettiva per il ruolo di primo piano recitato da Claudio Vinazzani, giocatore della Lazio, nell'organizzazione delle partite combinate.

Evitare la retrocessione malgrado un simile fardello fu una grande impresa. Che rischiava di sfumare per un vistoso calo della squadra nel finale di stagione, poi conclusa con i drammatici spareggi di Napoli. Nella personale classifica dei successi storici il laziale medio tiene quella squadra in grande considerazione, quasi alla stregua delle due Lazio scudettate o di quella che vinse la Coppa Italia nell'epico confronto con la Roma nel 2013.

Il culto della sconfitta, insomma, che spiega bene la psicologia del tifoso della squadra che non fa parte delle "strisciate". Che però non è immutabile. E infatti i tifosi laziali stanno cambiando. La contestazione alla gestione Lotito, che dal 2004 a oggi ha ottenuto discreti risultati sul campo risanando una situazione economica disperata, va avanti da dieci anni. A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo.

La Lazio, durante gli undici anni della gestione attuale, ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, superando di gran lunga la propria media storica. Questo però non basta ai tifosi, che desiderano il ritorno ai fasti dei tempi di Cragnotti, in cui la Lazio conduceva campagne acquisti faraoniche ed era nel gotha del calcio europeo.

Le nuove aspettative dei tifosi laziali sembrano cozzare col culto della squadra di Fiorini, che lottava nei bassifondi della serie B. In realtà nascono da due elementi combinati tra loro: il primo è la necessità di alzare l'asticella delle aspettative nei confronti della contestata proprietà, che negli ultimi anni esprime una squadra stabilmente proiettata su buone posizioni di classifica. La Lazio è arrivata terza nell'ultimo campionato di serie A, giocando un calcio di alto livello, ma questo per i tifosi è un punto di partenza. L'altro elemento che gioca è la ritrovata ambizione della Roma, che galleggia da anni su una crisi economica che non sembra limitarne le mire. Anzi.

L'eterno duello tra le due squadre della capitale produce due sistemi di pensiero. La Roma tende a rimuovere l'esistenza stessa della Lazio, fastidioso dettaglio cittadino che smentisce il racconto di una società che si riaggancia alla grandezza imperiale e che cerca di ricostruire ascendenze nobili che non ha, mentre rivendica un'appartenenza al popolo che non può che condividere con i concittadini biancocelesti, diffusi nel territorio con le innumerevoli sezioni della polisportiva laziale e presenti a centinaia di migliaia, disseminati nelle pieghe del territorio cittadino e regionale.

La Lazio rivendica, invece, la primogenitura e i quarti di nobiltà che possiede, dimenticando che il calcio si gioca nel presente e che a poco serve opporre la data di nascita e le valorose storie dei pedatori antiqui a chi dovesse, eventualmente, proporsi con una squadra vincente nel terzo millennio. Questo lo scontro, condito dalle molte mancate vittorie dei giallorossi, abbonati al secondo posto in campionato fin dai tempi delle Inter di Mancini e Mourinho, subalterni oggi alla Juventus pigliatutto e polemici contro arbitri e palazzo con toni che ancora non consentono la catalogazione nel novero delle "strisciate". Forse perché la Roma non ha la maglia a strisce...

I tifosi biancocelesti, divisi tra la contestazione antilotitiana e la resistenza al vicino di casa con mire egemoni, hanno perso all'improvviso le coordinate. Hanno salutato positivamente la galoppata della squadra dell'anno scorso, che ha centrato il prestigioso obiettivo della finale di Coppa Italia e della qualificazione alla finale della Supercoppa italiana e ai playoff di Champions League. Le prime due contro la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi e finalista dell'ultima Champions League. L'altra contro il Bayer Leverkusen, solida protagonista della Bundesliga e del massimo torneo continentale.

I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.

Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
Stendingovescion!

Indaco

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Citazione di: [GG] il 28 Ago 2015, 14:57
Grazie! Stavo scrivendo la stessa cosa!
Il problema non è perdere ma giocarsela e in supercoppa e in Germania la squadra non è esistita affatto.
Non pretendo di vincere sempre ma di giocare per farlo e pretendo che chi indossa quella maglia la onori sempre e soprattutto quando conta di più.
Poi i ragionamenti sull'origine del tifo vanno bene ma non c'entrano nulla sul perché uno si incazza quando fai mezzo tiro in porta in una partita da vincere

Scusami la citazione, ma tu e l'utente che ti ha preceduto in ordine di scrittura davvero pensate che la Lazio ha perso l'altra sera e in Cina con la juve perché non s'è voluta giocare le partite? Che i calciatori non abbiamo onorato la maglia? No, perché se è così, allora Thomas Doll ha ragione da vendere quando parla di mutazione genetica del tifoso laziale. Come fate a pensare una cosa del genere? Ma che partite vedete, vorrei sapere. Alla Lazio di Pioli riuscite addirittura a fare critiche del genere? Di non aver onorato la maglia? Ma se c'è una certezza nella Lazio di Pioli è proprio quella che i calciatori si spaccano il culo tutte le volte, dal 1° al 90°! Ma li vedo solo io Basta, Biglia, De Vrji, Candreva, Cataldi, Parolo uscire dal campo trasfigurati dalla fatica tutte le volte, spaccati in due, con le maglie inzuppate di sudore che le puoi solo strizzare? Come fate, dico io, come fate a imputare una cosa del genere? Decine di mischie a partita, scontri, falli, ammonizioni, espulsioni, ritmo alto, fisico... E questo sarebbe l'atteggiamento di una squadra rinunciataria o senza palle? E quando anche mai fosse accaduto di non essere presenti al 100% in Cina per svariati motivi, embe' che famo alla prima sconfitta critichiamo così accusando di scarso attaccamento alla maglia e di non aver voluto giocare la partita? Ma fate i bravi su, se volete evidenziare le magagne fatelo, ma almeno scegliete quelle giuste! Dite che siamo stati inferiori tecnicamente al Bayer, oppure che nelle lunghe e oziose giornate di agosto il Bayer è stato un po' troppo sottovalutato da tutti e poi alla resa dei conti c'ha ucciso, dite che la campagna acquisti è stata carente, dite che l'organizzazione di tutta la fase precampionato è stata cervellotica e sbagliata, ok, giusto, possiamo discutere su tutto. Ma accusare questa squadra di non aver voluto giocare o di non aver rispettato la maglia è veramente da ciechi. Permettimi. E quando anche fosse successo (non è accaduto, ma ammettiamolo anche come base di discussione), accusiamo la squadra di tutto ciò, così, d'acchito? Come se fosse una cosa ricorrente? Senza nemmeno dare una prova successiva? Ci lanciamo in un'accusa pesantissima alla prima volta che, eventualmente, la cosa è accaduta? Ma che è la storia della Lazio di Pioli quella di tirarsi indietro nelle partite? Io non credo. Ma invece di lanciare accuse infamanti e immeritate (tutte le volte che vedo Parolo uscire dal campo in quel modo mi prende male per lui) ma non è più semplice dire che la juve è più forte e chi ci batte a seconda dei nostri atteggiamenti sul campo, quindi sia se la attacchiamo furenti sia se stiamo al posto nostro e proviamo a controllarla? E invece di dire che l'altra sera non abbiamo rispettato la maglia e dato tutto, non è più onesto intellettualmente dire che il bayer è più forte di noi o che per una serie di colpevoli motivi siamo arrivati impreparati al match? Perché andare a toccare la cosa più bella portata da Pioli da quando sta qui, cioè la combattività, il coraggio, lo spirito della squadra. Perchè? Ma questa Lazio qui ti sembra una squadra cui andare a ricordare a ogni inizio di partita che "bisogna vincere" come fa la curva nord tutte le volte? Ti sembrano Parolo, Biglia, Basta, Candreva, De Vrji, gentiletti e compagnia cantando persone cui vada ricordata questa cosa? Non lo hanno fatto sempre? Non vi hanno sempre rispettato? Io ve darei quei 4 cialtroni della roma, "superprofessionisti" che non vogliono allenarsi la mattina e chiedono lo spostamento delle sedute al pomeriggio oppure che boicottano le doppie sedute d'allenamento dandosi malati. Forse vorreste quelli...
Tu pretendi ma forse non vedi bene.

ian

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Citazione di: ian il 28 Ago 2015, 15:11
Quindi desumo che voi abbiate visto "scarso impegno".
Per me non è così: la squadra ha indubbiamente sbagliato tutto nella interpretazione della partita, vuoi per una questione di inesperienza, vuoi per, forse, una questione caratteriale e di immaturità, vuoi per la forza dell'avversario (never forget).

Ma di "scarso impegno" non parlerei.
Semmai questo gruppo ha dimostrato un impegno ed un attaccamento che erano ANNI che non si vedevano


Perfettamente d'accordo con te, Indaco.

Mi cito perché anche io avevo sollevato dubbi circa questo fatto per cui la contestazione era giustificata dallo "scarso impegno"

cartesio

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Citazione di: Eagles77 il 28 Ago 2015, 16:08
In casa chi crei? Cataldi che ora manco lo vede? Keita che se ne vuole andare?

Ma che, davero davero?    :o

Cataldi è stato messo in campo col Bologna, Keita non se ne vuole affatto andare. Onazi era in campo a Leverkusen, Guerrieri fa il terzo in prima squadra col primo fuori combattimento, quanti ne vuoi?

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Lativm88

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Ho letto il topic con piacere e mi trovo, stranamente, d'accordo con persone che dicono l'esatto opposto le une delle altre. Quindi sarò umorale e contraddittorio.

Anche io vivo nella sensazione che oltre tot non riusciamo ad andare, che probabilmente ad un buon campionato ne segue uno sotto le aspettative. Contemporaneamente non mi frega molto e, come tutti, domani starò pensando solo a vincere col Chievo Verona .

La CL di quest'anno, per me, era un'occasione importantissima non tanto perché avremmo avuto la possibilità di andare a giocare partite importanti, ma perché i soldi sarebbero stati un balzo incredibile che avrebbe generato entusiasmo nel tifoso, nei giocatori e via discorrendo. Ed è in questa occasione, un'occasione che ci è capitata di rado quale che sia l'epoca presa in considerazione, che il discorso della società "la squadra di base è forte, quindi confidiamo in lei e ci aggiungiamo solo prospetti"  mi delude, nel senso vero del termine, ma non mi annichilisce.

Il non passaggio del turno, che ci può pure stare visto l'avversario esperto, è un misto di questa decisione societaria, NON certo di scarso impegno della squadra, e un tremare di gambe di chi non è abituato a giocare a questi livelli. Ovviamente ci dobbiamo aggiungere la solita dose di sfiga con gli infortuni traumatici, perché senza sfortune non possiamo stare.

Il misto di delusione e rammarico non spegne l'entusiasmo che risorgerà domani, non mi fa schifare l'el cui tengo e che vorrei tanto vivere sino all'ultima partita, né mi fa disperare sul campionato. Forse non arriveremo terzi ed il preliminare perso mi renderà ancora più aspra questa consapevolezza, ma voglio ritagliarmi un posto stabile in Europa, guadagnarmi i galloni di squadra ostica anche in campo europeo e non solo nella teoria.

So che la squadra ce la metterà tutta, so che i giovani arrivati potranno fallire come riuscire, ma in entrambi i casi hanno bisogno di tempo, so che la società non farà di più per quest'anno.

E sinceramente mi spiace e al contempo non me ne frega niente. In evidente contraddizione.

asteN_A.

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Citazione di: cartesio il 29 Ago 2015, 14:32
Ma che, davero davero?    :o

Cataldi è stato messo in campo col Bologna, Keita non se ne vuole affatto andare. Onazi era in campo a Leverkusen, Guerrieri fa il terzo in prima squadra col primo fuori combattimento, quanti ne vuoi?

Cataldi e Keita titolari nella formazione di domani  ;)
Sipperò uno se ne vuole andare e l'altro non è visto da Pioli  8)

eaglemiky

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Citazione di: asteN_A. il 29 Ago 2015, 16:02
Cataldi e Keita titolari nella formazione di domani  ;)
Sipperò uno se ne vuole andare e l'altro non è visto da Pioli  8)
Sippero' Cataldi doveva giocare a Leverkusen . Sbaglio enorme di Pioli nella formazione che ha messo in campo. Infatti ora si rimangia le scelte fatte. Meglio tardi che mai


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Il Mitico™

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Citazione di: eaglemiky il 29 Ago 2015, 16:05
Sippero' Cataldi doveva giocare a Leverkusen . Sbaglio enorme di Pioli nella formazione che ha messo in campo. Infatti ora si rimangia le scelte fatte. Meglio tardi che mai

Dai, lo sanno anche i muri che oggi avrebbe messo Cataldi anche se passavamo il turno, non penso che voglia andare a Verona per difendersi.

Monsieur Opale

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Citazione di: asteN_A. il 29 Ago 2015, 16:02
Cataldi e Keita titolari nella formazione di domani  ;)
Sipperò uno se ne vuole andare e l'altro non è visto da Pioli  8)

e, pare, Hoedt titolare

asteN_A.

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Citazione di: Monsieur Opale il 29 Ago 2015, 16:36
e, pare, Hoedt titolare

Anche Kishna...mi sembra chiaro che in champions non si sia voluti esporre i nuovi acquisti all'esposizione mediatica e all'onda d'urto della nostra tifoseria.
Da domani, saranno lanciati pian pianino tutti e tempo 6/7 partite ne valuteremo le reali potenzialità. (anche se ai più attenti, il potenziale appare subito agli occhi  ;) )

Non vedo l'ora,  soprattutto di vedere anche Morrison, magari al posto di Lulic, con quest'ultimo, terzino sx !!!

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ian

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Il problema è che dopo aver cianciato per anni sulla mancanza der proggietto, quando poi esso (er proggietto) prende corpo laggente non lo riconosce, non lo sa riconoscere.

fish_mark

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Citazione di: ian il 29 Ago 2015, 17:25
Il problema è che dopo aver cianciato per anni sulla mancanza der proggietto, quando poi esso (er proggietto) prende corpo laggente non lo riconosce, non lo sa riconoscere.

Colpa della ggente o del proggetto?

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