I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti "strisciate" per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole.
Sono, insomma, quelli che non c'è gusto.
Poi ci sono gli altri, che riempiono il gap di vittorie con il senso d'appartenenza e pensano che sia meglio tifare per una squadra che vince uno scudetto ogni tanto, per ricordarsi tutto nei minimi particolari, che tifare per una squadra che non distingue più nella memoria un titolo dall'altro, un avversario dall'altro, una stagione dall'altra. Che rimuove le sconfitte e aspetta il ritorno dello squadrone.
La Lazio è una delle migliori squadre di seconda linea. Due scudetti, un bel po' di Coppe, un paio addirittura internazionali. Una tifoseria in grado di sciorinare tempi e modi della propria storia, affinità e divergenze con gli altri modelli, tratti distintivi esclusivi. Tra questi c'è (c'era) la capacità di mantenere la rotta della fede tifosa anche e soprattutto nella sconfitta.
Diversi eventi leggendari della storia della Lazio raccontano sconfitte epiche, sfighe cosmiche, soprusi, tradimenti, angherie, lutti e lacrime. Uno dei più limpidi eroi biancocelesti è Giuliano Fiorini, centravanti di ottime credenziali appassito fino a scendere in cadetteria, faccia da rocker e fisico all'altezza del ruolo. Il bomber, oggi passato prematuramente a miglior vita, rimane nei cuori dei laziali per un gol segnato al Vicenza nel torrido pomeriggio del 21 giugno 1987.
Quel gol, segnato a 8 minuti dalla fine del campionato, consentiva alla Lazio di approdare al minitorneo a tre con Taranto e Campobasso per evitare la retrocessione in serie C. Due delle tre squadre si sarebbero salvate, solo l'ultima sarebbe retrocessa. La Lazio, persa la prima sfida col Taranto, s'impose al Campobasso nell'ultima gara decisiva, a Napoli, con un gol di Fabio Poli, stranamente non mitizzato come Fiorini dai tifosi. La partita col Vicenza stracciò ogni record di presenze paganti allo stadio per il campionato di Serie B.
Eventi che per un non laziale non sembrano degni di celebrazione. Per la squadra biancoceleste si tratta, in effetti, del punto più basso mai toccato nella sua storia. Quella gara arrivava, però, in fondo a una stagione affrontata con un grave handicap in classifica: 9 punti di penalizzazione per il secondo calcioscommesse, frutto della responsabilità oggettiva per il ruolo di primo piano recitato da Claudio Vinazzani, giocatore della Lazio, nell'organizzazione delle partite combinate.
Evitare la retrocessione malgrado un simile fardello fu una grande impresa. Che rischiava di sfumare per un vistoso calo della squadra nel finale di stagione, poi conclusa con i drammatici spareggi di Napoli. Nella personale classifica dei successi storici il laziale medio tiene quella squadra in grande considerazione, quasi alla stregua delle due Lazio scudettate o di quella che vinse la Coppa Italia nell'epico confronto con la Roma nel 2013.
Il culto della sconfitta, insomma, che spiega bene la psicologia del tifoso della squadra che non fa parte delle "strisciate". Che però non è immutabile. E infatti i tifosi laziali stanno cambiando. La contestazione alla gestione Lotito, che dal 2004 a oggi ha ottenuto discreti risultati sul campo risanando una situazione economica disperata, va avanti da dieci anni. A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo.
La Lazio, durante gli undici anni della gestione attuale, ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, superando di gran lunga la propria media storica. Questo però non basta ai tifosi, che desiderano il ritorno ai fasti dei tempi di Cragnotti, in cui la Lazio conduceva campagne acquisti faraoniche ed era nel gotha del calcio europeo.
Le nuove aspettative dei tifosi laziali sembrano cozzare col culto della squadra di Fiorini, che lottava nei bassifondi della serie B. In realtà nascono da due elementi combinati tra loro: il primo è la necessità di alzare l'asticella delle aspettative nei confronti della contestata proprietà, che negli ultimi anni esprime una squadra stabilmente proiettata su buone posizioni di classifica. La Lazio è arrivata terza nell'ultimo campionato di serie A, giocando un calcio di alto livello, ma questo per i tifosi è un punto di partenza. L'altro elemento che gioca è la ritrovata ambizione della Roma, che galleggia da anni su una crisi economica che non sembra limitarne le mire. Anzi.
L'eterno duello tra le due squadre della capitale produce due sistemi di pensiero. La Roma tende a rimuovere l'esistenza stessa della Lazio, fastidioso dettaglio cittadino che smentisce il racconto di una società che si riaggancia alla grandezza imperiale e che cerca di ricostruire ascendenze nobili che non ha, mentre rivendica un'appartenenza al popolo che non può che condividere con i concittadini biancocelesti, diffusi nel territorio con le innumerevoli sezioni della polisportiva laziale e presenti a centinaia di migliaia, disseminati nelle pieghe del territorio cittadino e regionale.
La Lazio rivendica, invece, la primogenitura e i quarti di nobiltà che possiede, dimenticando che il calcio si gioca nel presente e che a poco serve opporre la data di nascita e le valorose storie dei pedatori antiqui a chi dovesse, eventualmente, proporsi con una squadra vincente nel terzo millennio. Questo lo scontro, condito dalle molte mancate vittorie dei giallorossi, abbonati al secondo posto in campionato fin dai tempi delle Inter di Mancini e Mourinho, subalterni oggi alla Juventus pigliatutto e polemici contro arbitri e palazzo con toni che ancora non consentono la catalogazione nel novero delle "strisciate". Forse perché la Roma non ha la maglia a strisce...
I tifosi biancocelesti, divisi tra la contestazione antilotitiana e la resistenza al vicino di casa con mire egemoni, hanno perso all'improvviso le coordinate. Hanno salutato positivamente la galoppata della squadra dell'anno scorso, che ha centrato il prestigioso obiettivo della finale di Coppa Italia e della qualificazione alla finale della Supercoppa italiana e ai playoff di Champions League. Le prime due contro la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi e finalista dell'ultima Champions League. L'altra contro il Bayer Leverkusen, solida protagonista della Bundesliga e del massimo torneo continentale.
I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.
Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
Citazione di: ThomasDoll il 28 Ago 2015, 11:30
I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti "strisciate" per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole.
Sono, insomma, quelli che non c'è gusto.
Poi ci sono gli altri, che riempiono il gap di vittorie con il senso d'appartenenza e pensano che sia meglio tifare per una squadra che vince uno scudetto ogni tanto, per ricordarsi tutto nei minimi particolari, che tifare per una squadra che non distingue più nella memoria un titolo dall'altro, un avversario dall'altro, una stagione dall'altra. Che rimuove le sconfitte e aspetta il ritorno dello squadrone.
La Lazio è una delle migliori squadre di seconda linea. Due scudetti, un bel po' di Coppe, un paio addirittura internazionali. Una tifoseria in grado di sciorinare tempi e modi della propria storia, affinità e divergenze con gli altri modelli, tratti distintivi esclusivi. Tra questi c'è (c'era) la capacità di mantenere la rotta della fede tifosa anche e soprattutto nella sconfitta.
Diversi eventi leggendari della storia della Lazio raccontano sconfitte epiche, sfighe cosmiche, soprusi, tradimenti, angherie, lutti e lacrime. Uno dei più limpidi eroi biancocelesti è Giuliano Fiorini, centravanti di ottime credenziali appassito fino a scendere in cadetteria, faccia da rocker e fisico all'altezza del ruolo. Il bomber, oggi passato prematuramente a miglior vita, rimane nei cuori dei laziali per un gol segnato al Vicenza nel torrido pomeriggio del 21 giugno 1987.
Quel gol, segnato a 8 minuti dalla fine del campionato, consentiva alla Lazio di approdare al minitorneo a tre con Taranto e Campobasso per evitare la retrocessione in serie C. Due delle tre squadre si sarebbero salvate, solo l'ultima sarebbe retrocessa. La Lazio, persa la prima sfida col Taranto, s'impose al Campobasso nell'ultima gara decisiva, a Napoli, con un gol di Fabio Poli, stranamente non mitizzato come Fiorini dai tifosi. La partita col Vicenza stracciò ogni record di presenze paganti allo stadio per il campionato di Serie B.
Eventi che per un non laziale non sembrano degni di celebrazione. Per la squadra biancoceleste si tratta, in effetti, del punto più basso mai toccato nella sua storia. Quella gara arrivava, però, in fondo a una stagione affrontata con un grave handicap in classifica: 9 punti di penalizzazione per il secondo calcioscommesse, frutto della responsabilità oggettiva per il ruolo di primo piano recitato da Claudio Vinazzani, giocatore della Lazio, nell'organizzazione delle partite combinate.
Evitare la retrocessione malgrado un simile fardello fu una grande impresa. Che rischiava di sfumare per un vistoso calo della squadra nel finale di stagione, poi conclusa con i drammatici spareggi di Napoli. Nella personale classifica dei successi storici il laziale medio tiene quella squadra in grande considerazione, quasi alla stregua delle due Lazio scudettate o di quella che vinse la Coppa Italia nell'epico confronto con la Roma nel 2013.
Il culto della sconfitta, insomma, che spiega bene la psicologia del tifoso della squadra che non fa parte delle "strisciate". Che però non è immutabile. E infatti i tifosi laziali stanno cambiando. La contestazione alla gestione Lotito, che dal 2004 a oggi ha ottenuto discreti risultati sul campo risanando una situazione economica disperata, va avanti da dieci anni. A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo.
La Lazio, durante gli undici anni della gestione attuale, ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, superando di gran lunga la propria media storica. Questo però non basta ai tifosi, che desiderano il ritorno ai fasti dei tempi di Cragnotti, in cui la Lazio conduceva campagne acquisti faraoniche ed era nel gotha del calcio europeo.
Le nuove aspettative dei tifosi laziali sembrano cozzare col culto della squadra di Fiorini, che lottava nei bassifondi della serie B. In realtà nascono da due elementi combinati tra loro: il primo è la necessità di alzare l'asticella delle aspettative nei confronti della contestata proprietà, che negli ultimi anni esprime una squadra stabilmente proiettata su buone posizioni di classifica. La Lazio è arrivata terza nell'ultimo campionato di serie A, giocando un calcio di alto livello, ma questo per i tifosi è un punto di partenza. L'altro elemento che gioca è la ritrovata ambizione della Roma, che galleggia da anni su una crisi economica che non sembra limitarne le mire. Anzi.
L'eterno duello tra le due squadre della capitale produce due sistemi di pensiero. La Roma tende a rimuovere l'esistenza stessa della Lazio, fastidioso dettaglio cittadino che smentisce il racconto di una società che si riaggancia alla grandezza imperiale e che cerca di ricostruire ascendenze nobili che non ha, mentre rivendica un'appartenenza al popolo che non può che condividere con i concittadini biancocelesti, diffusi nel territorio con le innumerevoli sezioni della polisportiva laziale e presenti a centinaia di migliaia, disseminati nelle pieghe del territorio cittadino e regionale.
La Lazio rivendica, invece, la primogenitura e i quarti di nobiltà che possiede, dimenticando che il calcio si gioca nel presente e che a poco serve opporre la data di nascita e le valorose storie dei pedatori antiqui a chi dovesse, eventualmente, proporsi con una squadra vincente nel terzo millennio. Questo lo scontro, condito dalle molte mancate vittorie dei giallorossi, abbonati al secondo posto in campionato fin dai tempi delle Inter di Mancini e Mourinho, subalterni oggi alla Juventus pigliatutto e polemici contro arbitri e palazzo con toni che ancora non consentono la catalogazione nel novero delle "strisciate". Forse perché la Roma non ha la maglia a strisce...
I tifosi biancocelesti, divisi tra la contestazione antilotitiana e la resistenza al vicino di casa con mire egemoni, hanno perso all'improvviso le coordinate. Hanno salutato positivamente la galoppata della squadra dell'anno scorso, che ha centrato il prestigioso obiettivo della finale di Coppa Italia e della qualificazione alla finale della Supercoppa italiana e ai playoff di Champions League. Le prime due contro la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi e finalista dell'ultima Champions League. L'altra contro il Bayer Leverkusen, solida protagonista della Bundesliga e del massimo torneo continentale.
I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.
Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
Un quadro esemplare, bravo.
Il problema sono le merde.
Loro stanno in champions e noi no
ThomasDoll non ho trovato nemmeno una virgola fuoriposto nel tuo discorso.
Dovresti fare il giornalista....
Citazione di: LuloFr il 28 Ago 2015, 13:57
ThomasDoll non ho trovato nemmeno una virgola fuoriposto nel tuo discorso.
Dovresti fare il giornalista....
concordo, mi pare una fotografia lucida della realtà
Clap! Clap! Clap!
Topic eccelso, quasi superfluo dirlo.
E allora faccio outing: anche se sono cresciuto con la Lazio di Fiorini e Poli, se nella mia adolescenza c'è stato come idolo appena... Thomas Doll, in base alla giusta bipartizione operata dall'omonimo netter, mi si potrebbe definire:
Un tifoso di prima fascia, che per natura avrebbe dovuto tifare per una delle strisciate tutta la vita, che il culto della sconfitta non ce l'ha e non ce l'avrà mai e anzi brucerebbe vivi tutti quelli che ce l'hanno, che è nato e cresciuto in una famiglia di romanisti sfegatati e nonostante tutto ciò, non si riesce a capire perché, è caduto dentro una casacca della Lazio che non gli si stacca giammai dalla pelle.
So' un caso grave? Che devo fa'?
Molto bello!
Assolutamente molto bello. Che, poi, perdere (e perdere occasioni) faccia rodere er culo è, credo, umano
Citazione di: ThomasDoll il 28 Ago 2015, 11:30
I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti "strisciate" per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole.
Sono, insomma, quelli che non c'è gusto.
Poi ci sono gli altri, che riempiono il gap di vittorie con il senso d'appartenenza e pensano che sia meglio tifare per una squadra che vince uno scudetto ogni tanto, per ricordarsi tutto nei minimi particolari, che tifare per una squadra che non distingue più nella memoria un titolo dall'altro, un avversario dall'altro, una stagione dall'altra. Che rimuove le sconfitte e aspetta il ritorno dello squadrone.
La Lazio è una delle migliori squadre di seconda linea. Due scudetti, un bel po' di Coppe, un paio addirittura internazionali. Una tifoseria in grado di sciorinare tempi e modi della propria storia, affinità e divergenze con gli altri modelli, tratti distintivi esclusivi. Tra questi c'è (c'era) la capacità di mantenere la rotta della fede tifosa anche e soprattutto nella sconfitta.
Diversi eventi leggendari della storia della Lazio raccontano sconfitte epiche, sfighe cosmiche, soprusi, tradimenti, angherie, lutti e lacrime. Uno dei più limpidi eroi biancocelesti è Giuliano Fiorini, centravanti di ottime credenziali appassito fino a scendere in cadetteria, faccia da rocker e fisico all'altezza del ruolo. Il bomber, oggi passato prematuramente a miglior vita, rimane nei cuori dei laziali per un gol segnato al Vicenza nel torrido pomeriggio del 21 giugno 1987.
Quel gol, segnato a 8 minuti dalla fine del campionato, consentiva alla Lazio di approdare al minitorneo a tre con Taranto e Campobasso per evitare la retrocessione in serie C. Due delle tre squadre si sarebbero salvate, solo l'ultima sarebbe retrocessa. La Lazio, persa la prima sfida col Taranto, s'impose al Campobasso nell'ultima gara decisiva, a Napoli, con un gol di Fabio Poli, stranamente non mitizzato come Fiorini dai tifosi. La partita col Vicenza stracciò ogni record di presenze paganti allo stadio per il campionato di Serie B.
Eventi che per un non laziale non sembrano degni di celebrazione. Per la squadra biancoceleste si tratta, in effetti, del punto più basso mai toccato nella sua storia. Quella gara arrivava, però, in fondo a una stagione affrontata con un grave handicap in classifica: 9 punti di penalizzazione per il secondo calcioscommesse, frutto della responsabilità oggettiva per il ruolo di primo piano recitato da Claudio Vinazzani, giocatore della Lazio, nell'organizzazione delle partite combinate.
Evitare la retrocessione malgrado un simile fardello fu una grande impresa. Che rischiava di sfumare per un vistoso calo della squadra nel finale di stagione, poi conclusa con i drammatici spareggi di Napoli. Nella personale classifica dei successi storici il laziale medio tiene quella squadra in grande considerazione, quasi alla stregua delle due Lazio scudettate o di quella che vinse la Coppa Italia nell'epico confronto con la Roma nel 2013.
Il culto della sconfitta, insomma, che spiega bene la psicologia del tifoso della squadra che non fa parte delle "strisciate". Che però non è immutabile. E infatti i tifosi laziali stanno cambiando. La contestazione alla gestione Lotito, che dal 2004 a oggi ha ottenuto discreti risultati sul campo risanando una situazione economica disperata, va avanti da dieci anni. A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo.
La Lazio, durante gli undici anni della gestione attuale, ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, superando di gran lunga la propria media storica. Questo però non basta ai tifosi, che desiderano il ritorno ai fasti dei tempi di Cragnotti, in cui la Lazio conduceva campagne acquisti faraoniche ed era nel gotha del calcio europeo.
Le nuove aspettative dei tifosi laziali sembrano cozzare col culto della squadra di Fiorini, che lottava nei bassifondi della serie B. In realtà nascono da due elementi combinati tra loro: il primo è la necessità di alzare l'asticella delle aspettative nei confronti della contestata proprietà, che negli ultimi anni esprime una squadra stabilmente proiettata su buone posizioni di classifica. La Lazio è arrivata terza nell'ultimo campionato di serie A, giocando un calcio di alto livello, ma questo per i tifosi è un punto di partenza. L'altro elemento che gioca è la ritrovata ambizione della Roma, che galleggia da anni su una crisi economica che non sembra limitarne le mire. Anzi.
L'eterno duello tra le due squadre della capitale produce due sistemi di pensiero. La Roma tende a rimuovere l'esistenza stessa della Lazio, fastidioso dettaglio cittadino che smentisce il racconto di una società che si riaggancia alla grandezza imperiale e che cerca di ricostruire ascendenze nobili che non ha, mentre rivendica un'appartenenza al popolo che non può che condividere con i concittadini biancocelesti, diffusi nel territorio con le innumerevoli sezioni della polisportiva laziale e presenti a centinaia di migliaia, disseminati nelle pieghe del territorio cittadino e regionale.
La Lazio rivendica, invece, la primogenitura e i quarti di nobiltà che possiede, dimenticando che il calcio si gioca nel presente e che a poco serve opporre la data di nascita e le valorose storie dei pedatori antiqui a chi dovesse, eventualmente, proporsi con una squadra vincente nel terzo millennio. Questo lo scontro, condito dalle molte mancate vittorie dei giallorossi, abbonati al secondo posto in campionato fin dai tempi delle Inter di Mancini e Mourinho, subalterni oggi alla Juventus pigliatutto e polemici contro arbitri e palazzo con toni che ancora non consentono la catalogazione nel novero delle "strisciate". Forse perché la Roma non ha la maglia a strisce...
I tifosi biancocelesti, divisi tra la contestazione antilotitiana e la resistenza al vicino di casa con mire egemoni, hanno perso all'improvviso le coordinate. Hanno salutato positivamente la galoppata della squadra dell'anno scorso, che ha centrato il prestigioso obiettivo della finale di Coppa Italia e della qualificazione alla finale della Supercoppa italiana e ai playoff di Champions League. Le prime due contro la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi e finalista dell'ultima Champions League. L'altra contro il Bayer Leverkusen, solida protagonista della Bundesliga e del massimo torneo continentale.
I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.
Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
APPLAUSI!!!
Citazione di: ThomasDoll il 28 Ago 2015, 11:30
I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti "strisciate" per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole.
Sono, insomma, quelli che non c'è gusto.
Poi ci sono gli altri, che riempiono il gap di vittorie con il senso d'appartenenza e pensano che sia meglio tifare per una squadra che vince uno scudetto ogni tanto, per ricordarsi tutto nei minimi particolari, che tifare per una squadra che non distingue più nella memoria un titolo dall'altro, un avversario dall'altro, una stagione dall'altra. Che rimuove le sconfitte e aspetta il ritorno dello squadrone.
La Lazio è una delle migliori squadre di seconda linea. Due scudetti, un bel po' di Coppe, un paio addirittura internazionali. Una tifoseria in grado di sciorinare tempi e modi della propria storia, affinità e divergenze con gli altri modelli, tratti distintivi esclusivi. Tra questi c'è (c'era) la capacità di mantenere la rotta della fede tifosa anche e soprattutto nella sconfitta.
Diversi eventi leggendari della storia della Lazio raccontano sconfitte epiche, sfighe cosmiche, soprusi, tradimenti, angherie, lutti e lacrime. Uno dei più limpidi eroi biancocelesti è Giuliano Fiorini, centravanti di ottime credenziali appassito fino a scendere in cadetteria, faccia da rocker e fisico all'altezza del ruolo. Il bomber, oggi passato prematuramente a miglior vita, rimane nei cuori dei laziali per un gol segnato al Vicenza nel torrido pomeriggio del 21 giugno 1987.
Quel gol, segnato a 8 minuti dalla fine del campionato, consentiva alla Lazio di approdare al minitorneo a tre con Taranto e Campobasso per evitare la retrocessione in serie C. Due delle tre squadre si sarebbero salvate, solo l'ultima sarebbe retrocessa. La Lazio, persa la prima sfida col Taranto, s'impose al Campobasso nell'ultima gara decisiva, a Napoli, con un gol di Fabio Poli, stranamente non mitizzato come Fiorini dai tifosi. La partita col Vicenza stracciò ogni record di presenze paganti allo stadio per il campionato di Serie B.
Eventi che per un non laziale non sembrano degni di celebrazione. Per la squadra biancoceleste si tratta, in effetti, del punto più basso mai toccato nella sua storia. Quella gara arrivava, però, in fondo a una stagione affrontata con un grave handicap in classifica: 9 punti di penalizzazione per il secondo calcioscommesse, frutto della responsabilità oggettiva per il ruolo di primo piano recitato da Claudio Vinazzani, giocatore della Lazio, nell'organizzazione delle partite combinate.
Evitare la retrocessione malgrado un simile fardello fu una grande impresa. Che rischiava di sfumare per un vistoso calo della squadra nel finale di stagione, poi conclusa con i drammatici spareggi di Napoli. Nella personale classifica dei successi storici il laziale medio tiene quella squadra in grande considerazione, quasi alla stregua delle due Lazio scudettate o di quella che vinse la Coppa Italia nell'epico confronto con la Roma nel 2013.
Il culto della sconfitta, insomma, che spiega bene la psicologia del tifoso della squadra che non fa parte delle "strisciate". Che però non è immutabile. E infatti i tifosi laziali stanno cambiando. La contestazione alla gestione Lotito, che dal 2004 a oggi ha ottenuto discreti risultati sul campo risanando una situazione economica disperata, va avanti da dieci anni. A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo.
La Lazio, durante gli undici anni della gestione attuale, ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, superando di gran lunga la propria media storica. Questo però non basta ai tifosi, che desiderano il ritorno ai fasti dei tempi di Cragnotti, in cui la Lazio conduceva campagne acquisti faraoniche ed era nel gotha del calcio europeo.
Le nuove aspettative dei tifosi laziali sembrano cozzare col culto della squadra di Fiorini, che lottava nei bassifondi della serie B. In realtà nascono da due elementi combinati tra loro: il primo è la necessità di alzare l'asticella delle aspettative nei confronti della contestata proprietà, che negli ultimi anni esprime una squadra stabilmente proiettata su buone posizioni di classifica. La Lazio è arrivata terza nell'ultimo campionato di serie A, giocando un calcio di alto livello, ma questo per i tifosi è un punto di partenza. L'altro elemento che gioca è la ritrovata ambizione della Roma, che galleggia da anni su una crisi economica che non sembra limitarne le mire. Anzi.
L'eterno duello tra le due squadre della capitale produce due sistemi di pensiero. La Roma tende a rimuovere l'esistenza stessa della Lazio, fastidioso dettaglio cittadino che smentisce il racconto di una società che si riaggancia alla grandezza imperiale e che cerca di ricostruire ascendenze nobili che non ha, mentre rivendica un'appartenenza al popolo che non può che condividere con i concittadini biancocelesti, diffusi nel territorio con le innumerevoli sezioni della polisportiva laziale e presenti a centinaia di migliaia, disseminati nelle pieghe del territorio cittadino e regionale.
La Lazio rivendica, invece, la primogenitura e i quarti di nobiltà che possiede, dimenticando che il calcio si gioca nel presente e che a poco serve opporre la data di nascita e le valorose storie dei pedatori antiqui a chi dovesse, eventualmente, proporsi con una squadra vincente nel terzo millennio. Questo lo scontro, condito dalle molte mancate vittorie dei giallorossi, abbonati al secondo posto in campionato fin dai tempi delle Inter di Mancini e Mourinho, subalterni oggi alla Juventus pigliatutto e polemici contro arbitri e palazzo con toni che ancora non consentono la catalogazione nel novero delle "strisciate". Forse perché la Roma non ha la maglia a strisce...
I tifosi biancocelesti, divisi tra la contestazione antilotitiana e la resistenza al vicino di casa con mire egemoni, hanno perso all'improvviso le coordinate. Hanno salutato positivamente la galoppata della squadra dell'anno scorso, che ha centrato il prestigioso obiettivo della finale di Coppa Italia e della qualificazione alla finale della Supercoppa italiana e ai playoff di Champions League. Le prime due contro la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi e finalista dell'ultima Champions League. L'altra contro il Bayer Leverkusen, solida protagonista della Bundesliga e del massimo torneo continentale.
I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.
Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
Se si potesse postare un file audio, pubblicherei 10 minuti di applausi!
Da simpatizzante Laziale ti batto le mani. :).
Citazione di: fiord il 28 Ago 2015, 13:38
Il problema sono le merde.
Loro stanno in champions e noi no
Nel 1984 le merde giocavano, col tricolore sul petto (vinto con noi in B), il 30 maggio, la finale di coppa campioni, punto più alto della loro fetida storia. Noi abbiamo strappato un punto a pisa per non retrocedere. Questo è stato uno dei gap massimi tra noi e loro. Questo gap c'è stato fino a quando siamo ritornati in A, nel 1988.
Da lì in poi, più o meno siamo sullo stesso piano. Dal maggio del 2000 invece c'è chi vive questo stramaledetto dualismo malissimo. Lo scorso anno, ad inizio campionato, quando in tanti davano le merde campioni si parlava di gap incolmabile.
1 punto. E sappiamo TUTTI come hanno fatto a starci davanti...
Ecco un innesto di mercato che ci vorrebbe!
Aridatece ThomasDoll!!!
altra cosa...
ho notato che con chi "alza" sempre l'asticella sulle ambizioni che deve avere la Lazio, guai a dire... "eh, ma massa con l'inter... i rigori che non ci hanno dato col napoli all'andata... il derby d'andata con il gol del 2 a 1 con falli su Parolo e Djordjevic... Oppure che col Leverkusen all'andata i tedeschi dovevano finire in 9... e al ritorno nel primo tempo c'era un rigorone su Keita" ti dicono "complottaro, non fa er romanista, devi essere più forte ecc..." allora con sto discorso, il campionato 98/99 il milan lo ha vinto MERITATAMENTE.
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Grande Thomas Doll, condivido in pieno.
Citazione di: fiord il 28 Ago 2015, 13:38
Il problema sono le merde.
Loro stanno in champions e noi no
Ma chi se li incula.
Fiord, non so quanti anni hai, io me legavo simpaticamente al catzo quando eravamo in B.
Ora se li incontro, e spesso li cerco per incontrarli, sono (per essi) un dito al culo.
Con la mano sinistra.
Citazione di: ThomasDoll il 28 Ago 2015, 11:30
I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.
Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
Ma neanche per niente.
Le sconfitte bruciano a tutti, chi più chi meno.
Il malumore, almeno il mio, deriva dal fatto che la mia squadra queste PARTITE DECISIVE non se le è giocate al massimo delle sue possibilità. Le cause possono essere addebitate a molti fattori in particolare:
alla preparazione sbagliata (divisa in più periodi, anticipata, dall'altra parte del mondo sotto afa e caldo, non per tutti i giocatori perche molti ti sono arrivati dopo ma li ha fatti giocare lo stesso). Se non sei presentabile per le PARTITE DECISIVE allora potevi fare a meno di farla in questi modi;
alla campagna acquisti. Nessun giocatore tra quelli acquistati è sceso in campo titolare, mi sarei aspettato un paio di innesti "titolarissimi";
alla testa, o perchè il mister non ha saputo motivare adeguatamente i suoi giocatori facendogli capire la posta in palio ma non credo perchè nelle conferenze stampa e interviste vari tutti evidenziavano l'importanza delle sfide o perchè alcuni si sono ripresentato senza quella fame che avevano l'altro anno. E con la pancia piena non vai da nessuna parte...
Non so quale possa essere stato decisivo, magari un mix di tutti questi fattori IMHO ha inciso notevolmente.
Di più, contraddicendo quanto hai detto.
Non c'è nessun cambio nel tifoso laziale in rapporto alla sconfitta. La finale di coppa Italia persa con la Juve e giocata col coltello tra i denti non ha suscitato malumori (4 mesi fa!!).
La Lazio del meno 9, viene ricordata oltre che per aver raggiunto l'obiettivo salvezza anche perchè era un gruppo di giocatori/uomini con le palle e queste le hanno tirate fuori fino all'ultimo dei minuti.
Il LAZIALE ti porta sul palmo della mano per una vita se gli dimostri attaccamento alla maglia e alla sua storia. Diversamente, se vede mancanza di impegno, a maggior ragione se in presenza di obiettive qualità professionali, è il tuo primo e più grande fustigatore.
Citazione di: erredielle il 28 Ago 2015, 14:50
Ma neanche per niente.
Le sconfitte bruciano a tutti, chi più chi meno.
Il malumore, almeno il mio, deriva dal fatto che la mia squadra queste PARTITE DECISIVE non se le è giocate al massimo delle sue possibilità. Le cause possono essere addebitate a molti fattori in particolare:
alla preparazione sbagliata (divisa in più periodi, anticipata, dall'altra parte del mondo sotto afa e caldo, non per tutti i giocatori perche molti ti sono arrivati dopo ma li ha fatti giocare lo stesso). Se non sei presentabile per le PARTITE DECISIVE allora potevi fare a meno di farla in questi modi;
alla campagna acquisti. Nessun giocatore tra quelli acquistati è sceso in campo titolare, mi sarei aspettato un paio di innesti "titolarissimi";
alla testa, o perchè il mister non ha saputo motivare adeguatamente i suoi giocatori facendogli capire la posta in palio ma non credo perchè nelle conferenze stampa e interviste vari tutti evidenziavano l'importanza delle sfide o perchè alcuni si sono ripresentato senza quella fame che avevano l'altro anno. E con la pancia piena non vai da nessuna parte...
Non so quale possa essere stato decisivo, magari un mix di tutti questi fattori IMHO ha inciso notevolmente.
Di più, contraddicendo quanto hai detto.
Non c'è nessun cambio nel tifoso laziale in rapporto alla sconfitta. La finale di coppa Italia persa con la Juve e giocata col coltello tra i denti non ha suscitato malumori (4 mesi fa!!).
La Lazio del meno 9, viene ricordata oltre che per aver raggiunto l'obiettivo salvezza anche perchè era un gruppo di giocatori/uomini con le palle e queste le hanno tirate fuori fino all'ultimo dei minuti.
Il LAZIALE ti porta sul palmo della mano per una vita se gli dimostri attaccamento alla maglia e alla sua storia. Diversamente, se vede mancanza di impegno, a maggior ragione se in presenza di obiettive qualità professionali, è il tuo primo e più grande fustigatore.
Grazie! Stavo scrivendo la stessa cosa!
Il problema non è perdere ma giocarsela e in supercoppa e in Germania la squadra non è esistita affatto.
Non pretendo di vincere sempre ma di giocare per farlo e pretendo che chi indossa quella maglia la onori sempre e soprattutto quando conta di più.
Poi i ragionamenti sull'origine del tifo vanno bene ma non c'entrano nulla sul perché uno si incazza quando fai mezzo tiro in porta in una partita da vincere
Quindi desumo che voi abbiate visto "scarso impegno".
Per me non è così: la squadra ha indubbiamente sbagliato tutto nella interpretazione della partita, vuoi per una questione di inesperienza, vuoi per, forse, una questione caratteriale e di immaturità, vuoi per la forza dell'avversario (never forget).
Ma di "scarso impegno" non parlerei.
Semmai questo gruppo ha dimostrato un impegno ed un attaccamento che erano ANNI che non si vedevano
Secondo me non si può paragonare i tempi della tv in bianco e nero e delle radioline con l'epoca attuale che pretende il passaggio, non dico al caviale e champagne, ma almeno a du tartine come si deve.
Paragonare i tempi del -9 con l'era Lotito è un po' una forzatura a mio avviso, le aspettative sono diverse, lì sapevi il tuo valore e quindi pure Fiorini diventava idolo alla Maradona, ora passi da Lulic del 26 maggio al Lulic visto quest'anno e non pensi al 26 maggio. E te rode perchè gioca malissimo.
Il laziale per essere laziale, ha la cultura della sconfitta insita, ce nasci con la cultura della sconfitta per essere laziale, però se permetti se ho esultato con Fiorini perchè me tira fuori dal pantano, allo stesso modo me rode er chicchero quando vedo che dalla mediocrità non si riesce ad uscire pur sbandierando ai 4 venti aspettative di crescita sempre futuribile. Un futuro senza data ormai da anni e anni.
Quindi non è che si voglia emulare i peperonati, è che c'è stato anche un salto generazionale tra i tifosi, molti dei quali l'epoca dei -9 manco l'hanno vissuta.
E chi pure l'ha vissuta ora magari si aspetta di vedere una crescita, mica siamo masochisti che solo perchè siamo laziali allora dobbiamo accettare le sconfitte in maniera cavalleresca.
Ai tempi pre-televisivi gli incassi erano solo del botteghino. Allora la Lazio aveva lo stadio più grande d'Italia ed un pubblico in città che poteva riempirlo.
In sostanza, dal punto di vista degli incassi potenziali, il gap era a NOSTRO favore. Eppure abbiamo vinto solo uno scudetto e una coppa in 90 anni.
Citazione di: Zanzalf il 28 Ago 2015, 15:32
Ai tempi pre-televisivi gli incassi erano solo del botteghino. Allora la Lazio aveva lo stadio più grande d'Italia ed un pubblico in città che poteva riempirlo.
In sostanza, dal punto di vista degli incassi potenziali, il gap era a NOSTRO favore. Eppure abbiamo vinto solo uno scudetto e una coppa in 90 anni.
Dimentichi anche i presidenti che mettevano soldi loro. Pochi, ma quei pochi vincevano a dispetto di chi non li cacciava, o sbaglio?
Credo che l'attuale malumore latente sia dato:
a) da un precampionato che ha fatto scattare piu' di un allarme;
b) dal solito atteggiamento della dirigenza in sede di potenziamento;
c) da scelte tecniche non proprio adamantine.
Il tifoso della Lazio sono anche i duemila che fino al terzo gol urlavano e sostenevano la squadra, a volte piu' della moltitudine rossonera.
Il tuo discorso e' da sposare in toto se fatto in linee generali. Ora l'occasione per saltare nell'elite del calcio europeo era troppo ghiotta per gettarla alle ortiche cosi' malamente.
In che senso"dalla mediocrità non si resce ad uscire"? Il terzo posto sarebbe mediocrità?
Citazione di: Eagles77 il 28 Ago 2015, 15:24
Secondo me non si può paragonare i tempi della tv in bianco e nero e delle radioline con l'epoca attuale che pretende il passaggio, non dico al caviale e champagne, ma almeno a du tartine come si deve.
Paragonare i tempi del -9 con l'era Lotito è un po' una forzatura a mio avviso, le aspettative sono diverse, lì sapevi il tuo valore e quindi pure Fiorini diventava idolo alla Maradona, ora passi da Lulic del 26 maggio al Lulic visto quest'anno e non pensi al 26 maggio. E te rode perchè gioca malissimo.
Il laziale per essere laziale, ha la cultura della sconfitta insita, ce nasci con la cultura della sconfitta per essere laziale, però se permetti se ho esultato con Fiorini perchè me tira fuori dal pantano, allo stesso modo me rode er chicchero quando vedo che dalla mediocrità non si riesce ad uscire pur sbandierando ai 4 venti aspettative di crescita sempre futuribile. Un futuro senza data ormai da anni e anni.
Quindi non è che si voglia emulare i peperonati, è che c'è stato anche un salto generazionale tra i tifosi, molti dei quali l'epoca dei -9 manco l'hanno vissuta.
E chi pure l'ha vissuta ora magari si aspetta di vedere una crescita, mica siamo masochisti che solo perchè siamo laziali allora dobbiamo accettare le sconfitte in maniera cavalleresca.
Ma quale mediocrità ?
Perdere 2 finali con la squadra che da 4 anni domina in lungo ed in largo qui in italia e che in europa, si è inchinata solo al barça ?
Uscire in un doppio confronto contro una squadra che al momento ha dimostrato oltre ad essere un pò più fortunata, di avere qualcosa in più di noi ?
Il nocciolo è questo.
La cultura della sconfitta è una cosa, come dice Marcantonio, non ce l'ha non la vuole avere, gli rode ad ogni sconfitta e basta.
Un altro conto, è parlare di mediocrità, asticelle, quando come dice TD, gli 11 anni di Lotito sono stati una crescita continua, lenta ma continua !!
Sei partito dai leoni filippini, sull'orlo del baratro finanziario, ad avere una squadra zeppa di talenti cristallini che iniziano ad avere un valore e ti potranno presto permettere di avere tanti bei soldoni da investire sul mercato per fare uno squadrone, il tutto condito dalle gesta dell'ultima stagione !!
Quelli che non sanno perdere, hanno riportato un ambiente che stava in paradiso, fino ai più bassifondi meandri dell'inferno, per il semplice motivo di non saper ammettere che le partite si vincono e si perdono.
C'è sempre, quando si arriva a certi livelli, chi è più bravo di te !!
Citazione di: cartesio il 28 Ago 2015, 15:38
In che senso"dalla mediocrità non si resce ad uscire"? Il terzo posto sarebbe mediocrità?
La mediocrità che intendo io è che manca sempre un centesimo pe' fa l'euro.
Quando stai lì e devi dare prova di maturità le toppi costantemente tutte.
Quando dici di voler raggiungere traguardi importanti in poco tempo e poi fai una campagna acquisti in cui dimostri il contrario.
Quando fai una preparazione approssimativa che ti porta ad arrivare spento agli appuntamenti importanti.
Quando dai l'idea che di crescere non ne vuoi sapere.
Bello il terzo posto, di fatto non c'è servito a molto.
Brujita76, quindi era allora che aveva più senso chiedere ai presidenti di "cacciare i soldi". Cosa che, a quanto pare, i nostri non facevano.
Il confronto è tra i tifosi di allora, più appassionati, più vicini alla squadra, e quelli di oggi. Che pretendono.
Io penso che per molti tifosi, la "mediocrità" sia il non riuscire a crescere per 2 anni di fila.
A fare sempre un passo avanti, uno indietro, due in avanti, tre indietro, altri due in avanti, uno indietro. A essere un'eterna sinusoide, insomma.
Purtroppo, questo è un fatto. La Lazio spesso è riuscita a crescere da una stagione all'altra, anche in modo consistente, ma solo una volta per due anni di fila. E ciò è accaduto nella notte dei tempi lotitiani e in un campionato davvero sui generis, quello del 2006-'07 in cui si riuscirono a migliorare i 62 punti dell'anno prima e i 44 punti dell'anno ancora precedente.
Per il resto, la classifica un anno migliora e l'anno dopo stai pur certo che peggiorerà.
Quanti di voi pensano di poter fare meglio di 69 punti, quest'anno?
Ve lo dico io. Non lo pensa nessuno.
Io, oramai, sono laicamente rassegnato a questo.
Che poi, per carità, essere rassegnati a stare 6 volte in 11 anni tra le prime 7, vincendo 3 coppe nazionali e giocando altre 3 finali non è affatto una brutta rassegnazione.
Ma questo è. E questo sarà per sempre finché ci sarà Lotito Claudio, classe 1957.
Citazione di: Eagles77 il 28 Ago 2015, 15:47
La mediocrità che intendo io è che manca sempre un centesimo pe' fa l'euro.
Quando stai lì e devi dare prova di maturità le toppi costantemente tutte.
Quando dici di voler raggiungere traguardi importanti in poco tempo e poi fai una campagna acquisti in cui dimostri il contrario.
Quando fai una preparazione approssimativa che ti porta ad arrivare spento agli appuntamenti importanti.
Quando dai l'idea che di crescere non ne vuoi sapere.
Bello il terzo posto, di fatto non c'è servito a molto.
E quello mancherà sempre !!
Manca alle strisciate che hanno bilanci faraonici, manca a real, bayern, utd, psg ecc ecc che nonostante abbiamo mezzi assolutamente illimitati, non vincono sempre.
Funziona così !!
Bisogna saper perdere e rispettare la propria dimensione, avere speranze che qualche volta si possa andare oltre i propri limiti (come l'anno scorso).
Questa non è mediocrità, questa è la realtà dei fatti, migliorabile, certamente...ed infatti si sta lavorando intelligentemente su questo.
E la campagna acquisti estiva, lo dimostra..checché se ne dica !! (Per assunto, potevi uscire dalla champions e perdere coi gobbi, anche con rvp, chicharito,witsel e giù di lì )
Sti giocatori, non ce li possimao permetteee, ma ce li stiamo creando in casa...questo mi sembra palese !!
Citazione di: Zanzalf il 28 Ago 2015, 15:52
Brujita76, quindi era allora che aveva più senso chiedere ai presidenti di "cacciare i soldi". Cosa che, a quanto pare, i nostri non facevano.
Il confronto è tra i tifosi di allora, più appassionati, più vicini alla squadra, e quelli di oggi. Che pretendono.
Vero, concordo su tutto
Magari una spiegazione può essere: prima era inutile che chiedevi soldi a presidenti che non ne avevano, quindi ti rassegnavi e davi lo stesso sfogo alla tua passione. Ora si pretende perchè, parlando per esempio della Lazio, si chiede a lotito non di cacciare soldi suoi, ma di fare in modo di reperirli in altri modi (sponsor in primis) per poi poterli spendere
Citazione di: cuchillo il 28 Ago 2015, 15:53
Io penso che per molti tifosi, la "mediocrità" sia il non riuscire a crescere per 2 anni di fila.
A fare sempre un passo avanti, uno indietro, due in avanti, tre indietro, altri due in avanti, uno indietro. A essere un'eterna sinusoide, insomma.
Purtroppo, questo è un fatto. La Lazio spesso è riuscita a crescere da una stagione all'altra, anche in modo consistente, ma solo una volta per due anni di fila. E ciò è accaduto nella notte dei tempi lotitiani e in un campionato davvero sui generis, quello del 2006-'07 in cui si riuscirono a migliorare i 62 punti dell'anno prima e i 44 punti dell'anno ancora precedente.
Per il resto, la classifica un anno migliora e l'anno dopo stai pur certo che peggiorerà.
Quanti di voi pensano di poter fare meglio di 69 punti, quest'anno?
Ve lo dico io. Non lo pensa nessuno.
Io, oramai, sono laicamente rassegnato a questo.
Che poi, per carità, essere rassegnati a stare 6 volte in 11 anni tra le prime 7, vincendo 3 coppe nazionali e giocando altre 3 finali non è affatto una brutta rassegnazione.
Ma questo è. E questo sarà per sempre finché ci sarà Lotito Claudio, classe 1957.
Quindi dopo una giornata di campionato già hai la certezza di come andrà il campionato ?
Perché é questa la questione.
Manco arrivati a fine agosto e già abbiamo deciso che questa stagione é fallimentare ?
Mi sembra esagerato.
Io, se vuoi, sono tra quelli che é convinto che la Lazio ha tutto per superare tranquillamente i 69 punti.
Citazione di: asteN_A. il 28 Ago 2015, 15:47
Ma quale mediocrità ?
Perdere 2 finali con la squadra che da 4 anni domina in lungo ed in largo qui in italia e che in europa, si è inchinata solo al barça ?
Uscire in un doppio confronto contro una squadra che al momento ha dimostrato oltre ad essere un pò più fortunata, di avere qualcosa in più di noi ?
Il nocciolo è questo.
La cultura della sconfitta è una cosa, come dice Marcantonio, non ce l'ha non la vuole avere, gli rode ad ogni sconfitta e basta.
Un altro conto, è parlare di mediocrità, asticelle, quando come dice TD, gli 11 anni di Lotito sono stati una crescita continua, lenta ma continua !!
Sei partito dai leoni filippini, sull'orlo del baratro finanziario, ad avere una squadra zeppa di talenti cristallini che iniziano ad avere un valore e ti potranno presto permettere di avere tanti bei soldoni da investire sul mercato per fare uno squadrone, il tutto condito dalle gesta dell'ultima stagione !!
Quelli che non sanno perdere, hanno riportato un ambiente che stava in paradiso, fino ai più bassifondi meandri dell'inferno, per il semplice motivo di non saper ammettere che le partite si vincono e si perdono.
C'è sempre, quando si arriva a certi livelli, chi è più bravo di te !!
Una squadra piena zeppa di talenti così cristallini che manco riesci a vendere e per levarli di mezzo devi rescindere contratti e lasciarli liberi.
Ma con chi abbiamo fatto cassa come se deve? Hernanes 20 milioni, poi? Quest'anno hai preso 3 milioni per Cavanda al massimo.
Tra l'altro la mediocrità, secondo me, è pure continuare a valutare la squadra come futuribile, da 11 anni. Ma sto futuro quando arriva?
P.s. avere la cultura della sconfitta non implica che non te debba rode quando perdi e quando vedi che stai lì lì ma non fai mai il salto di qualità.
Ottimo post. Ti faccio i complimenti. Però la frustrazione deriva solo ed unicamente da quel piccolo passo che potrebbe cambiarti le sorti della stagione. Ogni volta che la Lazio si trova ad un bivio va sempre a finire di merda (o quasi). Ed allora questa frustrazione ti porta a vedere il bicchiere mezzo vuoto ed a prendertela con Lotito.
Un astio che deriva anche dalla certezza che nel calcio moderno i miracoli non esistono, e che se non hai alle spalle mostri della finanza e dell'industria o sceicchi e petrolieri, a livello internazionale non vincerai un cazzo. Purtroppo l'equazione via Lotito=arrivo sceicco è un'utopia. Spero di no, ma mi vedo in un sorta di limbo calcistico molto, ma molto lungo...
DEPRESSION MODE: ON :(
Topic abbastanza surreale, senza offese per l'autore, ma proprio perchè distante dalla realtà.
Credo invece che il tifoso laziale è il meno irrazionale in assoluto, è quello più attento e allineato alla realtà dei fatti.
Credo piuttosto che chi apre un topic così sia ancora un pochino ancora all'idea della lazio anni 80.
Bella, bellissima, e infatti ne conserviamo la maglia più bella, ma finisce li.
Quella lazio non esiste più, il mondo è cambiato, il tifoso è cambiato, anche quello laziale, come è normale che sia.
Questo pensiero purtroppo, che è ancora costituisce una palla al piede per una consepevolezza vera ed un'unione sostanziale della tifoseria, è presente ancora in tanti.
Lo vedi quando senti parlare di straordinarietà l'aver vinto una coppa italia, o che la lazio abbia ottimi giocatori come candreva o felipe anderson in rosa.
Perchè guardano tutto ciò con gli occhi della lazio che fu. Si per quella lazio tutto ciò sarebbe una straordinarietà.
Per questa lazio è la normalità, lo è nei numeri e nella cilindrata del bacino d'utenza.
E' il minimo da qui partire, a cui però questa gestione non è stato capace mai di aggiungere alcunchè.
Parlare di filippini, mea vitali e mutarelli non è normale. Non è un'evoluzione quella.
Era anormale per un club di questo livello che solo si vedessero a formello certi giocatori. Purtroppo questa proprietà ci abituò all'epoca anche a questo e ora sembra che partendo da li abbiamo fatto una crescita lenta e costante.
Ma da lì neanche ci dovevi partire, questo è il punto.
Se si fa la tara a questo concetto obiettivamente chiaro ed evidente, ci si renderà conto dell'estrema razionalità di questo magnifico tifoso da champions che non fa altro che osservare i fatti e registrare che in 10 anni dove eri nella sostanza piu o meno sei. anno più anno meno.
Ed ogni possibilità di fare il salto è stata sistematica sbagliata o comunque non colta. Per vari motivi.
Di cui due sere fa abbiamo avuto ennesima riprova.
Ma questa è la realtà e questo i tifosi sanno cogliere perfettamente.
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 15:59
Quindi dopo una giornata di campionato già hai la certezza di come andrà il campionato ?
Perché é questa la questione.
Manco arrivati a fine agosto e già abbiamo deciso che questa stagione é fallimentare ?
Mi sembra esagerato.
Io, se vuoi, sono tra quelli che é convinto che la Lazio ha tutto per superare tranquillamente i 69 punti.
La stagione è iniziata in modo fallimentare perchè i tuoi due obiettivi li hai falliti. E questo è un dato di fatto.
Io spero si possano superare i 69 punti, la vedo durissima quest'anno, dipende pure da come reagiranno a questa sconfitta con Bayer.
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 15:59
Quindi dopo una giornata di campionato già hai la certezza di come andrà il campionato ?
Perché é questa la questione.
Manco arrivati a fine agosto e già abbiamo deciso che questa stagione é fallimentare ?
Mi sembra esagerato.
Io, se vuoi, sono tra quelli che é convinto che la Lazio ha tutto per superare tranquillamente i 69 punti.
Amico mio, però ricordatela questa profezia. La Lazio che fa più di 69 punti. E quindi arriva terza o quarta. Con quel punteggio, difficile arrivare sotto il quarto posto.
Però ricordatelo, eh! Non fare che poi te scordi... ;)
Per inciso.
L'ho scritto altrove che io ho fiducia in questa rosa, quasi più nei nuovi arrivi che in quelli che già ci sono, a onor del vero.
Ma con le Coppe, penso che 69 punti non li facciamo manco se arriva Bruno Giordano 23enne a puntellare l'attacco.
Citazione di: Zanzalf il 28 Ago 2015, 15:52
Il confronto è tra i tifosi di allora, più appassionati, più vicini alla squadra, e quelli di oggi. Che pretendono.
Comunque si pretendeva anche allora.
Io credo che la differenza sostanziale sia che si é moltiplicato il media attraverso il quale un tifoso poteva partecipare della vita e dell'ambiente di un club.
Oggi si
sentenzia più che si pretende, in positivo e in negativo, grazie all'evoluzione dei social networks e di altri media.
E' questa la differenza.
Ad esempio, quando, negli anni 80, la Lazio perdeva o vinceva, la questione, nel resto della settimana, restava tra me e eventualmente qualche mio compagno di scuola.
Oggi, ogni risultato della Lazio lo vengo a discutere qui sopra, 7 giorni su 7, con altri 10mila netters.
Cambia la percezione e cambia anche il nostri vissuto.
Ma si pretendeva e si era sboroni anche allora. Eccome.
Solo che lo facevamo nel nostro piccolo e non c'erano casse di risonanza.
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 16:06
Comunque si pretendeva anche allora.
Io credo che la differenza sostanziale sia che si é moltiplicato il media attraverso il quale un tifoso poteva partecipare della vita e dell'ambiente di un club.
Oggi si sentenzia più che si pretende, in positivo e in negativo, grazie all'evoluzione dei social networks e di altri media.
E' questa la differenza.
Ad esempio, quando, negli anni 80, la Lazio perdeva o vinceva, la questione, nel resto della settimana, restava tra me e eventualmente qualche mio compagno di scuola.
Oggi, ogni risultato della Lazio lo vengo a discutere qui sopra, 7 giorni su 7, con altri 10mila netters.
Cambia la percezione e cambia anche il nostri vissuto.
Ma si pretendeva e si era sboroni anche allora. Eccome.
Solo che lo facevamo nel nostro piccolo e non c'erano casse di risonanza.
Vero anche questo :up:
Citazione di: asteN_A. il 28 Ago 2015, 15:55
E quello mancherà sempre !!
Manca alle strisciate che hanno bilanci faraonici, manca a real, bayern, utd, psg ecc ecc che nonostante abbiamo mezzi assolutamente illimitati, non vincono sempre.
Fai esempi sbagliatissimi di squadre che vincono sempre, almeno a casa loro lo scudetto a casa lo portano, e in champions vanno ogni anno, e vincono supercoppe varie.
Hanno il merchandising che noi non abbiamo, e non abbiamo manco uno sponsor o uno stadio di proprietà come lo hanno loro.
Che paragone è?
Citazione di: asteN_A. il 28 Ago 2015, 15:55
Funziona così !!
Bisogna saper perdere e rispettare la propria dimensione, avere speranze che qualche volta si possa andare oltre i propri limiti (come l'anno scorso).
Quindi la nostra dimensione è questa? Quindi l'anno scorso siamo andati oltre i nostri limiti?
Allora mai più discorsi di futuribilità per cortesia, e neanche il discorso che fai dopo vale.
Se questa è la nostra dimensione che cosa lavori a fare per migliorare?
Citazione di: asteN_A. il 28 Ago 2015, 15:55
Questa non è mediocrità, questa è la realtà dei fatti, migliorabile, certamente...ed infatti si sta lavorando intelligentemente su questo.
E la campagna acquisti estiva, lo dimostra..checché se ne dica !! (Per assunto, potevi uscire dalla champions e perdere coi gobbi, anche con rvp, chicharito,witsel e giù di lì )
Sti giocatori, non ce li possimao permetteee, ma ce li stiamo creando in casa...questo mi sembra palese !!
La campagna acquisti dimostra la mediocrità più assoluta, perchè potevi fare il salto per passare il preliminare e invece non hai preso titolari ma riserve "futuribili".
In casa chi crei? Cataldi che ora manco lo vede? Keita che se ne vuole andare?
Gli altri sono creazioni di altre case eh, non la nostra.
d'accordo con cuchillo, anche se con Bruno gol qualche speranza la potrei coltivare... :)
69 punti e quante partite giocate in tutto? 44 l'anno scorso?...già quest'anno minimo sono 48 se non vado erro.
Citazione di: Eagles77 il 28 Ago 2015, 16:03
La stagione è iniziata in modo fallimentare perchè i tuoi due obiettivi li hai falliti. E questo è un dato di fatto.
Io spero si possano superare i 69 punti, la vedo durissima quest'anno, dipende pure da come reagiranno a questa sconfitta con Bayer.
I due obiettivi erano legati alla scorsa stagione.
La supercoppa, con questa stagione non ha nulla a che fare.
Il preliminare solo in parte.
A mio avviso dare già per scontato il fallimento dell'intera stagione é un azzardo.
Citazione di: cuchillo il 28 Ago 2015, 16:05
Amico mio, però ricordatela questa profezia. La Lazio che fa più di 69 punti. E quindi arriva terza o quarta. Con quel punteggio, difficile arrivare sotto il quarto posto.
Però ricordatelo, eh! Non fare che poi te scordi... ;)
Ma perché mi sono scordato qualche cosa ?
Un po' di più, lo scorso anno.
Sono state 38 di campionato e 7 di Coppa Italia.
45, quindi. Di cui 2 con Virtus Bassano e Varese in casa.
Quest'anno, anche uscendo ai gironi e alla prima di Coppa Italia (grattamose forte), già sarebbero 48.
Diciamo che, ottimisticamente, arriviamo ai quarti di EL e in semifinale di TIM CUP.
Avresti 58 partite.
Il 30% in più.
Ottimo ThomasDoll.
Una piccola postilla l'aggiungo per qualcuno che dice che la Lazio non vuole crescere.
A mio avviso c'è una via di mezzo tra il non voler crescere e il voler crescere tutto insieme.
Per questo penso che al momento la EL sia la nostra dimensione, e forse anche per il prossimo anno.
Le crescite sono graduali.
Citazione di: cuchillo il 28 Ago 2015, 16:16
Un po' di più, lo scorso anno.
Sono state 38 di campionato e 7 di Coppa Italia.
45, quindi. Di cui 2 con Virtus Bassano e Varese in casa.
Quest'anno, anche uscendo ai gironi e alla prima di Coppa Italia (grattamose forte), già sarebbero 48.
Diciamo che, ottimisticamente, arriviamo ai quarti di EL e in semifinale di TIM CUP.
Avresti 58 partite.
Il 30% in più.
avevo rimosso il varese.
hai capito perfettamente il senso di quello che intendevo.
a sottovalutarlo non siamo ovviamente noi, per giocare almeno una competizione in più (l'EL, la coppa italia neanche la conto), siamo troppo corti, soprattutto in avanti dove un brunogiordano servirebbe come il pane.
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 16:14
I due obiettivi erano legati alla scorsa stagione.
La supercoppa, con questa stagione non ha nulla a che fare.
Il preliminare solo in parte.
A mio avviso dare già per scontato il fallimento dell'intera stagione é un azzardo.
Stai a fa Califano che deve valutà se considerà la seconda come la prima del giorno successivo o come la seconda dello stesso giorno?
La stagione è iniziata con preliminare e supercoppa, se poi vuoi fare il pignolo ok, ma la supercoppa l'hai giocata anche con giocatori che la scorsa stagione non c'erano, quindi con questa squadra.
Ed erano obiettivi. Falliti.
Della scorsa stagione non ho menzionato infatti nè il derby nè la coppa italia. Altri obiettivi dichiarati. E falliti.
Di questa stagione non ho detto nè penso che sarà fallimentare. E' iniziata con una vittoria in campionato, speriamo di continuare così.
Comunque se la classifica di tutte le squadre - ma anche di una sola - migliorasse ogni anno ci sarebbe un problema logico degno di Escher.
Citazione di: Eagles77 il 28 Ago 2015, 16:20
Stai a fa Califano che deve valutà se considerà la seconda come la prima del giorno successivo o come la seconda dello stesso giorno?
La stagione è iniziata con preliminare e supercoppa, se poi vuoi fare il pignolo ok, ma la supercoppa l'hai giocata anche con giocatori che la scorsa stagione non c'erano, quindi con questa squadra.
Ed erano obiettivi. Falliti.
Della scorsa stagione non ho menzionato infatti nè il derby nè la coppa italia. Altri obiettivi dichiarati. E falliti.
Di questa stagione non ho detto nè penso che sarà fallimentare. E' iniziata con una vittoria in campionato, speriamo di continuare così.
Scusami, non pensavo che per giudicare la "mediocrità" valevano solo le partite perse.
Pensavo che potevamo ragionare anche su qualche partita vinta e sulla classifica del campionato.
Scusami tanto.
Ma cosa vado a pensare...
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 16:14
Ma perché mi sono scordato qualche cosa ?
Scordato, non credo.
Di cose dette in estate di cui non si è più parlato a maggio a conti fatti e a stagioni chiuse, avoja... :)
Citazione di: Tarallo il 28 Ago 2015, 16:22
Comunque se la classifica di tutte le squadre - ma anche di una sola - migliorasse ogni anno ci sarebbe un problema logico degno di Escher.
Escher lo sorpassi se la classifica già te la sei disegnata dopo soltanto una giornata di campionato.
In cui comunque hai vinto.
Tarà, ma l'ottimo cuchillo non dice che il problema è che la classifica non migliora SEMPRE, ma possibile che non riusciamo a dare continuità ai risultati per 2/3 anni consecutivi?
Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
Tarallo, inaspettatamente, coglie il punto.
Il calcio non è come l'economia, che ogni anno deve crescere il PIL sennò è magra. Non si può.
(Come detto non è neanche come la scienza, ovvero non è deterministico).
Citazione di: asteN_A. il 28 Ago 2015, 15:55
Funziona così !!
Bisogna saper perdere e rispettare la propria dimensione, avere speranze che qualche volta si possa andare oltre i propri limiti (come l'anno scorso).
asteN_A, non sono quasi mai d'accordo con te ma ti rispetto perché sei simpatico, positivo (cosa che io non sono) e un gran tifoso della Lazio.
Perciò, per favore, non te la prendere se ti dico che la tua frase che ho evidenziato in grassetto mi sembra più propria di persone subalterne o col complesso d'inferiorità che di tifosi come te che - mi sembra - puntano in alto. Certo, non possiamo pretendere di trovarci adesso al livello delle grandi corazzate nazionali e internazionali, ma l'aspirazione a crescere e al meglio è sacrosanta.
Io amo il motto che campeggia sulla maglia dell'Everton (che come dimensioni somiglia alla nostra Lazio - e ultimamente è ancóra più floscio - ma ogni tanto nella sua storia la sua l'ha detta e non credo che voglia "rispettare la propria dimensione" e rimanere dov'è adesso): "
Nil satis nisi optimum". "Nulla è abbastanza se non è perfetto". Ecco. Io glielo ruberei quel motto.
Citazione di: cuchillo il 28 Ago 2015, 16:26
Scordato, non credo.
Di cose dette in estate di cui non si è più parlato a maggio a conti fatti e a stagioni chiuse, avoja... :)
Scrivilo con ironia perché senno' non si capisce.
E potrei trovarlo abbastanza fastidioso.
Di stronzate ne scriviamo tutti e anche parecchie, non mi ricordo di una tua infallibilità assoluta.
Anzi.
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 16:26
Scusami, non pensavo che per giudicare la "mediocrità" valevano solo le partite perse.
Pensavo che potevamo ragionare anche su qualche partita vinta e sulla classifica del campionato.
Scusami tanto.
Ma cosa vado a pensare...
Io ho parlato di "obiettivi dichiarati" e falliti.
Sulla classifica del campionato ha influito la sconfitta con l'Inter dovuta ad un furto storico, e la sconfitta al Derby che non ci ha permesso pure quella di arrivare secondi.
Non penso che vincere con Sassuolo fosse un obiettivo dichiarato di cui esultare.
Citazione di: Eagles77 il 28 Ago 2015, 16:31
Io ho parlato di "obiettivi dichiarati" e falliti.
Sulla classifica del campionato ha influito la sconfitta con l'Inter dovuta ad un furto storico, e la sconfitta al Derby che non ci ha permesso pure quella di arrivare secondi.
Non penso che vincere con Sassuolo fosse un obiettivo dichiarato di cui esultare.
E77, hai parlato di mediocrità, e secondo me é esagerato.
Poi ognuno ha le sue opinioni.
La scorsa stagione senza gli episodi che hai citato la Lazio sarebbe finita seconda.
Un risultato fenomenale.
E' stato fenomenale anche il terzo, ma il secondo lo sarebbe stato ancora di più.
Diciamo che comunque siamo lontani dal concetto normale di mediocrità.
Ora inizia un'altra stagione, é iniziata con due partite che abbiamo affrontato in virtù dei risultati della scorsa stagione, non c'entra Califano. Sono andate male, nessuno lo discute, ma non sono le uniche partite di questa stagione.
Parlare già di fallimento, di non crescita rispetto alla scorsa stagione, soprattutto con eccessiva sicurezza, mi sembra un azzardo.
Poi fate voi.
Citazione di: Tarallo il 28 Ago 2015, 16:22
Comunque se la classifica di tutte le squadre - ma anche di una sola - migliorasse ogni anno ci sarebbe un problema logico degno di Escher.
Nessuno pretende di migliorare la propria classifica per 4 o 5 anni di fila.
Ma coltivare l'ambizione di migliorare per 2 stagioni di fila, non mi pare questa pretesa anti-scientifica.
Parti da 56 punti in un anno balordo, ne fai 69 l'anno successivo, è così impensabile sperare di poterne fare, chessò, 72?
Poi magari riscendi l'anno dopo.
Invece, quando si arriva ai 65 punti, l'anno dopo sei condannato a farne di meno, quasi fosse un plafond prestabilito. Della serie, adesso occorre tornare nei ranghi prima che ci facciamo male.
Citazione di: fiord il 28 Ago 2015, 13:38
Il problema sono le merde.
Loro stanno in champions e noi no
E' vero, ma non ci dimentichiamo come ci sono arrivati. Non ci dimentichiamo che la Lazio nel finale di campionato è stata pesantemente danneggiata dagli arbitraggi ( con l'Inter ) e dalla Lega che ci ha costretto a giocare la finale di Coppa Italia a quattro giorni di distanza da un derby decisivo per il secondo posto.
Non bisogna guardare sull'altra sponda, dove la campagna acquisti è basata su giocatori presi in prestito con diritto di riscatto. I nodi prima o poi vengono al pettine, ed io aspetto con ansia quel momento. Loro sono andati " all in ", ma se non vincono quest'anno qualcosa saranno " peni per diabetici " e allora ne vedremo delle belle!!.
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 16:40
E77, hai parlato di mediocrità, e secondo me é esagerato.
Poi ognuno ha le sue opinioni.
La scorsa stagione senza gli episodi che hai citato la Lazio sarebbe finita seconda.
Un risultato fenomenale.
E' stato fenomenale anche il terzo, ma il secondo lo sarebbe stato ancora di più.
Diciamo che comunque siamo lontani dal concetto normale di mediocrità.
Ora inizia un'altra stagione, é iniziata con due partite che abbiamo affrontato in virtù dei risultati della scorsa stagione, non c'entra Califano. Sono andate male, nessuno lo discute, ma non sono le uniche partite di questa stagione.
Parlare già di fallimento, di non crescita rispetto alla scorsa stagione, soprattutto con eccessiva sicurezza, mi sembra un azzardo.
Poi fate voi.
Infatti sono punti di vista, ho scritto e lo ripeto sempre, che quello che scrivo sono solo i miei pensieri, niente di assoluto e assolutamente opinabili.
L'elenco di cosa intendo per mediocrità l'ho scritto.
Non mi sembra di aver parlato di fallimento in termini assoluti ma solo di fallimento degli obiettivi, e lì ci sono le dichiarazioni e i fatti, che non sono opinioni.
Non ho neanche parlato di non crescita rispetto alla scorsa stagione, per ora in classifica abbiamo un +3 rispetto allo scorso anno.
Speriamo bene, che te devo dì?
Io speravo pure di passare il turno dei preliminari. Speriamo, è na vita che speriamo.
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 16:28
Scrivilo con ironia perché senno' non si capisce.
E potrei trovarlo abbastanza fastidioso.
Di stronzate ne scriviamo tutti e anche parecchie, non mi ricordo di una tua infallibilità assoluta.
Anzi.
A parte che ho messo l'emoticon. E a parte che questo discorso lo facciamo ogni anno, di questi tempi.
Io sono il re delle stronzate. Nessuno mi potrà spodestare quanto a cazzate dette, che dico e che dirò.
Ma spesso, però, le ricordo.
Ci ho aperto pure i topic. E in uno ti riconoscevo la validità della tua previsione su Inter e Lazio post-mercato di gennaio scorso.
Nel tuo caso, André, non dà MAI la soddisfazione di ricordare qualcosa che avevi sbagliato tu e indovinato l'altro. MAI.
Mi spiace, ma è così.
Poi, ovviamente, ci vogliamo un gran bene lo stesso.
Ot
ThomasDoll. Forse sbaglio, ma è un grande ritorno il suo. Sono iscritto a lazionet da 13 lunghi anni e lo ricordo molti anni fa con grande affetto e ammirazione.
Se fosse così...ben tornato!
Eot
quoto thomas doll x la bellezza del topic.
cuchillo e blow xche' la penso come loro.
quoto anche fiord xche' in due parole ha sintetizzato. i suini sono il problema, se loro fanno quello, anche noi dobbiamo farlo, perche' come scrive TD se la storia e' storia , la loro storia e' come la nostra.
quindi il presente deve essere uguale, o noi come loro o loro come noi.
la citta' e' abituata a questo da sempre.
non e' questione di vittorie ormai, conta solo partecipare alla giostra dei ricchi.
o stai dentro o stai fuori e il tifoso laziale ha capito che stara' fuori per sempre.
e questo non lo accetta.
non e' l'accettazione della sconfitta il problema.
e' accettare di non competere mai coi grandi, anche senza vincere.
vorremmo illuderci di poter vincere o competere, tutto qua'.
Citazione di: Property il 28 Ago 2015, 16:00
Topic abbastanza surreale, senza offese per l'autore, ma proprio perchè distante dalla realtà.
Credo invece che il tifoso laziale è il meno irrazionale in assoluto, è quello più attento e allineato alla realtà dei fatti.
Credo piuttosto che chi apre un topic così sia ancora un pochino ancora all'idea della lazio anni 80.
Bella, bellissima, e infatti ne conserviamo la maglia più bella, ma finisce li.
Quella lazio non esiste più, il mondo è cambiato, il tifoso è cambiato, anche quello laziale, come è normale che sia.
Questo pensiero purtroppo, che è ancora costituisce una palla al piede per una consepevolezza vera ed un'unione sostanziale della tifoseria, è presente ancora in tanti.
Lo vedi quando senti parlare di straordinarietà l'aver vinto una coppa italia, o che la lazio abbia ottimi giocatori come candreva o felipe anderson in rosa.
Perchè guardano tutto ciò con gli occhi della lazio che fu. Si per quella lazio tutto ciò sarebbe una straordinarietà.
Per questa lazio è la normalità, lo è nei numeri e nella cilindrata del bacino d'utenza.
E' il minimo da qui partire, a cui però questa gestione non è stato capace mai di aggiungere alcunchè.
Parlare di filippini, mea vitali e mutarelli non è normale. Non è un'evoluzione quella.
Era anormale per un club di questo livello che solo si vedessero a formello certi giocatori. Purtroppo questa proprietà ci abituò all'epoca anche a questo e ora sembra che partendo da li abbiamo fatto una crescita lenta e costante.
Ma da lì neanche ci dovevi partire, questo è il punto.
Se si fa la tara a questo concetto obiettivamente chiaro ed evidente, ci si renderà conto dell'estrema razionalità di questo magnifico tifoso da champions che non fa altro che osservare i fatti e registrare che in 10 anni dove eri nella sostanza piu o meno sei. anno più anno meno.
Ed ogni possibilità di fare il salto è stata sistematica sbagliata o comunque non colta. Per vari motivi.
Di cui due sere fa abbiamo avuto ennesima riprova.
Ma questa è la realtà e questo i tifosi sanno cogliere perfettamente.
Ma i Filippini e i Mea Vitali erano una realtà a cui ci avevano portato quelli che c'erano prima di Lotito.
Se adesso abbiamo in squadra i Candreva, i Felipe Anderson, i Biglia, i Kishna è merito dell' attuale " gestore " della Lazio.
Io pero', ragazzi, veramente non arrivo a capire...
Dice "Abbiamo fallito tutti gli obiettivi".
Abbiamo perso la finale di Coppa Italia ai supplementari e con una sfiga da doppio palo che capita 1 volta su 100.000.
Abbiamo perso la SuperCoppa giocando male (sicuramente) ma senza essere umiliati o schiacciati.
Ed entrambe le volte abbiamo perso contro la Juventus, ovvero, la squadra numero 2 d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Al preliminare siamo stati eliminati, vincendo l'andata 1-0 e perdendo il ritorno 3-0 in 10.
E abbiamo giocato con il Bayer Leverkusen, tra la nona e la sedicesima squadra piu' forte d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Siamo stati sconfitti da due squadre ADESSO piu' forti di noi.
Ma fino a qualche anno fa ci chiedevamo: ma noi quand'e' che potremmo sognare? Quand'e' che potremmo giocare contro queste squadre.
Ecco.
Quest'anno ci siamo arrivati.
E siamo stati battuti.
Ci riproveremo.
E miglioreremo.
No.
Pessimismo.
E fastidio.
Citazione di: pantarei il 28 Ago 2015, 16:55
non e' l'accettazione della sconfitta il problema.
e' accettare di non competere mai coi grandi, anche senza vincere.
vorremmo illuderci di poter vincere o competere, tutto qua'.
Veramente chi illude è la società parlando di lottare per lo scudetto entro 2-3 anni oppure di entrare in champions ecc...se si viene illusi e si creano aspettative, non è colpa del tifoso se poi je rode er chiccherone perchè vede una società che non ci pensa proprio a voler arrivare ai livelli promessi.
Citazione di: cuchillo il 28 Ago 2015, 16:52
Nel tuo caso, André, non dà MAI la soddisfazione di ricordare qualcosa che avevi sbagliato tu e indovinato l'altro. MAI.
Mi spiace, ma è così.
Questo é fastidioso. Anche solo scriverlo.
Sei poco delicato.
Non entro neanche nel merito della questione, che mi sembra di una stupidaggine unica.
Come se qui dentro ci sia la corsa folle a scrivere e ad aprire topic di "ho sbagliato".
Che tu l'abbia fatto una volta é una cosa che riguarda te, non me.
Né mi obbliga a rileggere tutte le cose che scrivo con l'impegno poi di dover poi aprire i topic per dire che ho sbagliato.
In genere pecco per eccesso di ottimismo, da tifoso non mi sembra una cosi' grande pecca.
Comunque, la tua faccetta, scusa, soprattutto dopo quello che hai scritto me la sbatto al cazzo.
Citazione di: Giako77 il 28 Ago 2015, 16:55
Ot
ThomasDoll. Forse sbaglio, ma è un grande ritorno il suo. Sono iscritto a lazionet da 13 lunghi anni e lo ricordo molti anni fa con grande affetto e ammirazione.
Se fosse così...ben tornato!
Eot
Per far tornare TD, in pianta stabile, ce vorebbe er-proggetto e la voglia de fa er-salto-de-qualità...
Io parlo per me.a
Non sono le sconfitte il problema, né le merxe.
Oggi abbiamo quello che era un sogno cinque anni fa, ma l'asticella ancora non é posta piú in alto.
É che Lotito ci sta sul cavolo e quell'asticella la porremo sempre piú in alto di dove lui sará capace di arrivare.
Se avessimo passato il preliminare oggi ci lamenteremmo perché non abbiamo la squadra per arrivare secondi nel girone.
Non so che deve fare per sanare questa situazione (per mettere uno al posto suo che lo rappresenti verso i tifosi), ma per me é tutto lí il problema.
Citazione di: Gio il 28 Ago 2015, 17:05
Io parlo per me.a
Non sono le sconfitte il problema, né le merxe.
Oggi abbiamo quello che era un sogno cinque anni fa, ma l'asticella ancora non é posta piú in alto.
É che Lotito ci sta sul cavolo e quell'asticella la porremo sempre piú in alto di dove lui sará capace di arrivare.
Se avessimo passato il preliminare oggi ci lamenteremmo perché non abbiamo la squadra per arrivare secondi nel girone.
Non so che deve fare per sanare questa situazione (per mettere uno al posto suo che lo rappresenti verso i tifosi), ma per me é tutto lí il problema.
concordo... se fossimo passati, ora la gente si lamenterebbe perchè "co sta squadra vai a prende le pizze" (anche a ragione eh)...non si è mai contenti di nulla... a me rode MOLTO di più per la supercoppa, giocata in modo vergognoso...ma almeno lì anche l0avversario era in quella condizione e invece gli hai lasciato la coppa senza battere ciglio...
Rosico più per Supercoppa e Coppa Italia, dove mi apre che la ffame sia veramente mancata...occasioni perse.
Non credo sia solo quello il problema, perchè se è vero che il laziale medio si lamenta sempre, è anche vero che Lotito non ti soprende mai...MAI.
Citazione di: Sirius il 28 Ago 2015, 17:02
Io pero', ragazzi, veramente non arrivo a capire...
Dice "Abbiamo fallito tutti gli obiettivi".
Abbiamo perso la finale di Coppa Italia ai supplementari e con una sfiga da doppio palo che capita 1 volta su 100.000.
Abbiamo perso la SuperCoppa giocando male (sicuramente) ma senza essere umiliati o schiacciati.
Ed entrambe le volte abbiamo perso contro la Juventus, ovvero, la squadra numero 2 d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Al preliminare siamo stati eliminati, vincendo l'andata 1-0 e perdendo il ritorno 3-0 in 10.
E abbiamo giocato con il Bayer Leverkusen, tra la nona e la sedicesima squadra piu' forte d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Siamo stati sconfitti da due squadre ADESSO piu' forti di noi.
Ma fino a qualche anno fa ci chiedevamo: ma noi quand'e' che potremmo sognare? Quand'e' che potremmo giocare contro queste squadre.
Ecco.
Quest'anno ci siamo arrivati.
E siamo stati battuti.
Ci riproveremo.
E miglioreremo.
No.
Pessimismo.
E fastidio.
per quel che mi riguarda, hai fallito 3 obiettivi su 3. mi sto inventando qualcosa?
allo stesso tempo chiaramente non sottovaluto l'avversario e condivido che la sconfitta purtroppo ci poteva stare. l'amarezza, il pessimismo e l'incaxxatura nasce dalla descrizione delle sconfitte: dopo la finale di coppa italia eravamo scontenti ma orgogliosi della squadra. in supercoppa e a leverkusen non ce la siamo proprio giocata! c'è modo e modo di perdere, 2 su 3 in maniera [...].
altro discorso è l'approssimazione con cui si è programmato il calciomercato; nessun innesto tra i titolari e inserimento dei nuovi troppo tardivo. che segnale ha dato la società con questa condotta? a molti ha dato l'idea di essere una società arrivata al massimo delle proprie possibilità, nonostante i proclami che annualmente ci propinano.
diciamo che ci vorrà un po' di tempo per superare questa fase, ma come sempre passerà e si tornerà a pensare solo al campo
Citazione di: italicbold il 28 Ago 2015, 17:02
Né mi obbliga a rileggere tutte le cose che scrivo con l'impegno poi di dover poi aprire i topic per dire che ho sbagliato.
Non è affatto questo il punto, se permetti.
Ma se su una specifica questione ci scanniamo simpaticamente per un mese (quasi sempre ad agosto...) a me verrebbe naturale a cose verificabili, in quanto avvenute, riconoscere che ci si è sbagliati o che si è - perlomeno - esagerato.
Sai, faccio parte della scuola per la quale le parole sono importanti e le contrapposizioni dialettiche ancora di più.
Vale per la Lazio ma vale un po' per tutto.
Visto che ti considero un amico e non un semplice netter - di cui posso non ricordare neanche il nick, figuriamoci quello che ci siamo scritti - se discutiamo per un mese di una cosa, anche in modo energico, magari mi aspetto che tu te lo possa ricordare qualche mese dopo.
Ma evidentemente non fa parte del tuo carattere. Lo hai chiaramente detto.
La mia è una pretesa oziosa, me ne rendo conto.
Citazione di: Sirius il 28 Ago 2015, 17:02
Io pero', ragazzi, veramente non arrivo a capire...
Dice "Abbiamo fallito tutti gli obiettivi".
Abbiamo perso la finale di Coppa Italia ai supplementari e con una sfiga da doppio palo che capita 1 volta su 100.000.
Abbiamo perso la SuperCoppa giocando male (sicuramente) ma senza essere umiliati o schiacciati.
Ed entrambe le volte abbiamo perso contro la Juventus, ovvero, la squadra numero 2 d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Al preliminare siamo stati eliminati, vincendo l'andata 1-0 e perdendo il ritorno 3-0 in 10.
E abbiamo giocato con il Bayer Leverkusen, tra la nona e la sedicesima squadra piu' forte d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Siamo stati sconfitti da due squadre ADESSO piu' forti di noi.
Ma fino a qualche anno fa ci chiedevamo: ma noi quand'e' che potremmo sognare? Quand'e' che potremmo giocare contro queste squadre.
Ecco.
Quest'anno ci siamo arrivati.
E siamo stati battuti.
Ci riproveremo.
E miglioreremo.
No.
Pessimismo.
E fastidio.
Io mi ricordo bene un ottavo di finale (?) del Napoli qualche anno fa, in EL, il San Paolo pieno, e mi chiedevo la stessa cosa. Quando saremo in grado di arrivare li?
Per me ci siamo. Io sono contento. Sono un perdente? Certo. Ma sono in buona compagnia. E a me la Lazio sta bene cosi'.
Citazione di: cuchillo il 01 Gen 1970, 05:00
Parti da 56 punti in un anno balordo, ne fai 69 l'anno successivo, è così impensabile sperare di poterne fare, chessò, 72?
Poi magari riscendi l'anno dopo.
:lol: :sisisi: Ce lo vedo il tifoso laziale, e questo Forum
Citazione di: Zanzalf il 28 Ago 2015, 16:27
Tarallo, inaspettatamente, coglie il punto.
:ass:
e arza st'asticella
e abbassa st'asticella
io taa darebbe 'ntesta st'asticella
Citazione di: Sirius il 28 Ago 2015, 17:02
Io pero', ragazzi, veramente non arrivo a capire...
Dice "Abbiamo fallito tutti gli obiettivi".
Abbiamo perso la finale di Coppa Italia ai supplementari e con una sfiga da doppio palo che capita 1 volta su 100.000.
Abbiamo perso la SuperCoppa giocando male (sicuramente) ma senza essere umiliati o schiacciati.
Ed entrambe le volte abbiamo perso contro la Juventus, ovvero, la squadra numero 2 d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Al preliminare siamo stati eliminati, vincendo l'andata 1-0 e perdendo il ritorno 3-0 in 10.
E abbiamo giocato con il Bayer Leverkusen, tra la nona e la sedicesima squadra piu' forte d'Europa.
Mi sto inventando qualcosa?
Siamo stati sconfitti da due squadre ADESSO piu' forti di noi.
Ma fino a qualche anno fa ci chiedevamo: ma noi quand'e' che potremmo sognare? Quand'e' che potremmo giocare contro queste squadre.
Ecco.
Quest'anno ci siamo arrivati.
E siamo stati battuti.
Ci riproveremo.
E miglioreremo.
No.
Pessimismo.
E fastidio.
Ma come te va de scrive ste cose..
Ho conoscenti zozzoni che sono 3 giorni che me dicono che giocano con il Barcellona e io non ci arriverò mai..
Ho Pioli che mi dice che non siamo pronti per giocare a questi livelli
Ho le parole di Hernanes ancora nelle orecchie.. Che mi dice che più di tanto con la Lazio non si può
Ho Tare che mi dice che la Lazio non è facilmente migliorabile quando ci hanno preso a pizze nelle partite più importanti degli ultimi anni
Ho er presidente che me parla de nuova era
Ho tutto il mercato in panca .. Ma poi certo diventeranno forti...
Ma che me stai a di ? Essu facessero silenzio e lavorassero che a livello imprenditoriale stanno a carissimo amico!
Citazione di: ThomasDoll il 28 Ago 2015, 11:30
I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti "strisciate" per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole.
Sono, insomma, quelli che non c'è gusto.
Poi ci sono gli altri, che riempiono il gap di vittorie con il senso d'appartenenza e pensano che sia meglio tifare per una squadra che vince uno scudetto ogni tanto, per ricordarsi tutto nei minimi particolari, che tifare per una squadra che non distingue più nella memoria un titolo dall'altro, un avversario dall'altro, una stagione dall'altra. Che rimuove le sconfitte e aspetta il ritorno dello squadrone.
La Lazio è una delle migliori squadre di seconda linea. Due scudetti, un bel po' di Coppe, un paio addirittura internazionali. Una tifoseria in grado di sciorinare tempi e modi della propria storia, affinità e divergenze con gli altri modelli, tratti distintivi esclusivi. Tra questi c'è (c'era) la capacità di mantenere la rotta della fede tifosa anche e soprattutto nella sconfitta.
Diversi eventi leggendari della storia della Lazio raccontano sconfitte epiche, sfighe cosmiche, soprusi, tradimenti, angherie, lutti e lacrime. Uno dei più limpidi eroi biancocelesti è Giuliano Fiorini, centravanti di ottime credenziali appassito fino a scendere in cadetteria, faccia da rocker e fisico all'altezza del ruolo. Il bomber, oggi passato prematuramente a miglior vita, rimane nei cuori dei laziali per un gol segnato al Vicenza nel torrido pomeriggio del 21 giugno 1987.
Quel gol, segnato a 8 minuti dalla fine del campionato, consentiva alla Lazio di approdare al minitorneo a tre con Taranto e Campobasso per evitare la retrocessione in serie C. Due delle tre squadre si sarebbero salvate, solo l'ultima sarebbe retrocessa. La Lazio, persa la prima sfida col Taranto, s'impose al Campobasso nell'ultima gara decisiva, a Napoli, con un gol di Fabio Poli, stranamente non mitizzato come Fiorini dai tifosi. La partita col Vicenza stracciò ogni record di presenze paganti allo stadio per il campionato di Serie B.
Eventi che per un non laziale non sembrano degni di celebrazione. Per la squadra biancoceleste si tratta, in effetti, del punto più basso mai toccato nella sua storia. Quella gara arrivava, però, in fondo a una stagione affrontata con un grave handicap in classifica: 9 punti di penalizzazione per il secondo calcioscommesse, frutto della responsabilità oggettiva per il ruolo di primo piano recitato da Claudio Vinazzani, giocatore della Lazio, nell'organizzazione delle partite combinate.
Evitare la retrocessione malgrado un simile fardello fu una grande impresa. Che rischiava di sfumare per un vistoso calo della squadra nel finale di stagione, poi conclusa con i drammatici spareggi di Napoli. Nella personale classifica dei successi storici il laziale medio tiene quella squadra in grande considerazione, quasi alla stregua delle due Lazio scudettate o di quella che vinse la Coppa Italia nell'epico confronto con la Roma nel 2013.
Il culto della sconfitta, insomma, che spiega bene la psicologia del tifoso della squadra che non fa parte delle "strisciate". Che però non è immutabile. E infatti i tifosi laziali stanno cambiando. La contestazione alla gestione Lotito, che dal 2004 a oggi ha ottenuto discreti risultati sul campo risanando una situazione economica disperata, va avanti da dieci anni. A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo.
La Lazio, durante gli undici anni della gestione attuale, ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, superando di gran lunga la propria media storica. Questo però non basta ai tifosi, che desiderano il ritorno ai fasti dei tempi di Cragnotti, in cui la Lazio conduceva campagne acquisti faraoniche ed era nel gotha del calcio europeo.
Le nuove aspettative dei tifosi laziali sembrano cozzare col culto della squadra di Fiorini, che lottava nei bassifondi della serie B. In realtà nascono da due elementi combinati tra loro: il primo è la necessità di alzare l'asticella delle aspettative nei confronti della contestata proprietà, che negli ultimi anni esprime una squadra stabilmente proiettata su buone posizioni di classifica. La Lazio è arrivata terza nell'ultimo campionato di serie A, giocando un calcio di alto livello, ma questo per i tifosi è un punto di partenza. L'altro elemento che gioca è la ritrovata ambizione della Roma, che galleggia da anni su una crisi economica che non sembra limitarne le mire. Anzi.
L'eterno duello tra le due squadre della capitale produce due sistemi di pensiero. La Roma tende a rimuovere l'esistenza stessa della Lazio, fastidioso dettaglio cittadino che smentisce il racconto di una società che si riaggancia alla grandezza imperiale e che cerca di ricostruire ascendenze nobili che non ha, mentre rivendica un'appartenenza al popolo che non può che condividere con i concittadini biancocelesti, diffusi nel territorio con le innumerevoli sezioni della polisportiva laziale e presenti a centinaia di migliaia, disseminati nelle pieghe del territorio cittadino e regionale.
La Lazio rivendica, invece, la primogenitura e i quarti di nobiltà che possiede, dimenticando che il calcio si gioca nel presente e che a poco serve opporre la data di nascita e le valorose storie dei pedatori antiqui a chi dovesse, eventualmente, proporsi con una squadra vincente nel terzo millennio. Questo lo scontro, condito dalle molte mancate vittorie dei giallorossi, abbonati al secondo posto in campionato fin dai tempi delle Inter di Mancini e Mourinho, subalterni oggi alla Juventus pigliatutto e polemici contro arbitri e palazzo con toni che ancora non consentono la catalogazione nel novero delle "strisciate". Forse perché la Roma non ha la maglia a strisce...
I tifosi biancocelesti, divisi tra la contestazione antilotitiana e la resistenza al vicino di casa con mire egemoni, hanno perso all'improvviso le coordinate. Hanno salutato positivamente la galoppata della squadra dell'anno scorso, che ha centrato il prestigioso obiettivo della finale di Coppa Italia e della qualificazione alla finale della Supercoppa italiana e ai playoff di Champions League. Le prime due contro la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi e finalista dell'ultima Champions League. L'altra contro il Bayer Leverkusen, solida protagonista della Bundesliga e del massimo torneo continentale.
I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.
Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
Grande come al solito. :beer:
Ho un amico molto critico con lotito con cui è diventato difficile parlare di Lazio... È quasi più semplice, e non scherzo, farlo con un riomista... Lo scorso anno la sua asticella era impazzita...
perdiamo astori... Lotito pdm!
Prendiamo DeVrij era incavolato xché mancava il secondo centrale
Prendiamo Gentiletti... "ma chi cazz'è" Gentiletti
Perdiamo col milan... il settimo posto è un miracolo
Perdiamo col genoamerda e se rompe Gentiletti... Basta, la stagione è morta (ma come... Fino a 2 giorni fa diceva chi è Gentiletti...)
Portace portanova!
La squadra va... Voglio lo scudetto!!! Ed io... Ma sei pazzo!? Magari ovvio... Ma è quasi impossibile (posto che dopo le 8 vittorie un pochino anche io... Ma ecco che con lempoli te se rompe DeVrij Parolo e te squalificano mezza difesa...)
Ecco... Questo fu il suo anno scorso :D
Fatto sta che è Dura... Esse Laziali
Inviato dal mio SM-T310 utilizzando Tapatalk
Grazie a tutti per le risposte (e ringrazio Giako, ma non sono mai andato via, è solo che non riesco a interagire con i tempi miei con un forum così popolato e attivo). Il topic serviva a stimolare il ragionamento e mi pare abbia ottenuto buoni risultati. Il problema è stabilire cosa significa essersela giocata: in Coppa Italia siamo stati bravissimi e sfortunati, è stata un bella sconfitta, anche se nessuna sconfitta lo è davvero. In supercoppa abbiamo incontrato grossi problemi ambientali, che c'erano anche per la Juve ma hanno inciso sulla nostra condizione in quel momento, perché giocare un tempo con quel vento impossibile contro, e con il campo dissodato come un orto, ci ha bruciato le poche energie che avevamo, in piena preparazione e con parecchi problemi di formazione, di fronte, comunque, alla Juventus. Alla Lazio del playoff di CL non mi sento di rimproverare niente: ha centrato una vittoria importante all'andata, si è battuta fino al gol al ritorno contro una squadra che l'ha soverchiata a centrocampo, forte in quel reparto di due nazionali tedeschi, uno dei quali campione del mondo, contro un valoroso e volenteroso Onazi e un Parolo che ancora stenta a imporsi. Un pressing feroce sulla nostra difesa ha fatto il resto, la Lazio non aveva modo di ripartire perché era inferiore sul campo e finire in dieci ha chiuso la contesa. Nelle due gare tutti gli episodi hanno girato contro.
Sono sconfitte che ci stanno. Come ci stava, entrando nella fase a gironi, di prendere qualche sveglia di quelle brutte con il Barcellona e il Bayern della situazione. Il calcio rimane uno sport e perdere una finale o partecipare senza incidire è ancora meglio che non giocare una finale o non partecipare a un torneo.
Non è da Lazio giocare solo se in grado di vincere. Poi è giusto nutrire il massimo delle ambizioni, ma ci vuole realismo e bisogna esser consapevoli delle proprie possibilità. La Lazio è questa e preferisco arrivare terzo e perdere il preliminare a un quarto posto senza misurarmi con i più bravi nemmeno ad agosto.
Quanto alla società, inutile parlarne, in undici anni sappiamo tutto, limiti e punti di forza. Non starei a ripeterli.
Un SFL e un sesquipedale romammerda (cit.) a tutti.
Citazione di: Sirius il 28 Ago 2015, 17:02
Abbiamo perso la SuperCoppa giocando male (sicuramente) ma senza essere umiliati o schiacciati.
Certo, essere umiliati e schiacciati dalla Juve vista in tutto il mese di agosto - sperando che domenica faccia eccezione - ce ne voleva...
Pensa che se ti devo dire una partita degli ultimi 5 anni dove mi sono sentito umiliato, ti dico proprio con la Juve in Supercoppa.
Alla Lazio perdòno molto di più la sconfitta a Leverkusen, contro una squadra tosta, in condizione e perlomeno a casa loro, che contro la Juve di Ferrara e Delneri. Perché quella di Shangai era la Juve di Ferrara e Delneri.
E' bastato che accelerassero di cinque chilometri orari per spazzarci via in un attimo.
Ve prego, non ridimensioniamo quella sconfitta.
Partita LARGAMENTE alla nostra portata, letteralmente buttata via.
Caro Cuchillo, pensa correre un 800 contro un avversario più forte di te ed essere costretto, per qualche ragione, a fare un passaggio folle ai 400. Questo è quello che è successo in Cina, la Lazio ha giocato il primo tempo con 50 all'ora di vento in faccia. Immagino che chiunque di noi abbia corso controvento qualche volta in vita sua. Certo, si tratta di alibi, ma la squadra era ancora a corto di preparazione, e una circostanza del genere ti prosciuga. Nel secondo tempo ci hanno raccolto col cucchiaino, infatti. Loro non hanno fatto un gran mese d'agosto, noi ad agosto le avevamo perse tutte. La Lazio vista col Bayer e col Bologna non mi sembra una manica di scarsoni, comunque.
E l'anno scorso, di questi tempi, giravamo quasi tutti attaccati al tubo del gas.
Quanto mi mancava, un topic di TD.
Citazione di: ThomasDoll il 28 Ago 2015, 19:17
La Lazio vista col Bayer e col Bologna non mi sembra una manica di scarsoni, comunque.
Ah, non dirlo a me.
Il mio rammarico risiede proprio nel fatto che a Shangai non eravamo, neanche negli effettivi in campo, così peggio di loro.
In verità, lo scorso anno di questi tempi, dopo la sconfitta col Milan, io avevo grande fiducia, perché quella partita l'avevo vista. E avevo capito che c'era molto di casuale in quella sconfitta, e molto poco di casuale nel come la squadra aveva giocato.
Ma non eravamo in molti ad avere fiducia dopo quella batosta, su questo non ci piove.
IL grande TD , per voi giovani non sapete che ve siete persi , grandi perle di questo anziano signore :)
bella pank
...direi....
gli è che il tifoso è bipolare
e sconfitta/vittoria è solo una dette tante dicotomie
Ciao Thomas, ti tengo anche come amico su FB, nascendo in una famiglia di laziali per tradizione, mio nonno e mio padre, avendo iniziato a seguire la Lazio allo stadio con mio padre e mio nonno già nel primo dopoguerra, ricordo un Lazio/Bologna vinto per 8 a 2 credo fosse il 1947, come sai sono un VECCHIO laziale, l'ultima sconfitta non mi ha fatto ne caldo ne freddo, e' nel DNA della Lazio perdere quasi tutti i treni, ricordo quando eravamo poveri e felici per una vittoria con la pro patria perché significava il ritorno in A.
Purtro per noi laziali c'è stata la parentesi Cragnotti, tutto di un botto ci siamo trovati ricchi, guardavamo tutti dall'alto in basso, sicuro che nulla c'era precluso, finita l'era Cragnotti moltissimi di noi non si sono rassegnati a togliersi il vestito di flanella per indossare di nuovo abiti da lavoro. In questi 10/11 anni abbiamo vinto qualcosa che prima neanche era nei nostri pensieri, primo trofeo vinto dopo 58 anni. La fame però non si placa con la coppa Italia, il tifoso vuole di più, secondo me ha ragione, dall'altra parte quelli che vincono lo scudetto di agosto, QUASI ogni anno si attrezzano per vincere anche quello di maggio, noi invece stiamo spesso a bagnomaria, non partiamo mai con la speranza che il campionato che inizierà ci vedrà protagonisti e pronti a combattere per la PRIMA posizione, noi ci accontentiamo come massimo traguardo di poter raggiungere una posizione che ci farà gareggiare in Europa, credo che il laziale dopo 115 anni di storia e di amarezze debba alzare la testa e pretendere di più, per quale legge divina dobbiamo essere i Belloni del calcio? Vogliamo partecipare per vincere e non per avere un buon piazzamento.
P.S. Belloni per chi non lo sa era l'eterno secondo, arrivava sempre dietro Learco Guerra.
Chiedo scusa per gli errori ma sto scrivendo con l'iPhone, spero comunque che sia chiara la mia ambizione dopo quasi 70 anni di Lazio.
Citazione di: BomberMax il 28 Ago 2015, 19:51
IL grande TD , per voi giovani non sapete che ve siete persi , grandi perle di questo anziano signore :)
bella pank
...direi....
13 anni fa quando mi sono iscritto a Lazionet, leggevo tanto e scrivevo poco. Ma leggevo sempre con molta attenzione quello che scriveva ThomasDoll...
e anche BomberMAx ...direi.... :)
Citazione di: tommasinomio il 28 Ago 2015, 16:44
E' vero, ma non ci dimentichiamo come ci sono arrivati. Non ci dimentichiamo che la Lazio nel finale di campionato è stata pesantemente danneggiata dagli arbitraggi ( con l'Inter ) e dalla Lega che ci ha costretto a giocare la finale di Coppa Italia a quattro giorni di distanza da un derby decisivo per il secondo posto.
Non bisogna guardare sull'altra sponda, dove la campagna acquisti è basata su giocatori presi in prestito con diritto di riscatto. I nodi prima o poi vengono al pettine, ed io aspetto con ansia quel momento. Loro sono andati " all in ", ma se non vincono quest'anno qualcosa saranno " peni per diabetici " e allora ne vedremo delle belle!!.
Fai come ti pare ma io preferisco imbattermi in potenziali peni per diabetici ma giocare con una rosa che mi permette di competere. Lotito ormai lo conoscono pure i sassi, corsi e ricorsi storici dal since 2004: come si presenta l'occasione per aumentare il fomento puntualmente spegne tutti i fuochi di passione, con del nero e vignaroli nel 2007 e con keita inventato punta centrale nel 2015
Io uno che tifa Lazio da 70 anni glie farei un monumento
(E poi studierei la grande tenuta delle coronarie)
Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
Citazione di: reds1984 il 28 Ago 2015, 20:38
Io uno che tifa Lazio da 70 anni glie farei un monumento
(E poi studierei la grande tenuta delle coronarie)
Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
Grazie! Abbiamo visto la partita qui in Sardegna, terra che mi ospita per sei mesi l'anno, io, mio figlio e mio nipote di otto anni, la cosa che mi ha fatto più male è stata vederlo piangere a fine partita, come è tenero mio nipote, io ormai c'ho fatto il callo e mio figlio quasi. :D
Scrivere dopo Ulisse è come essere un diciottenne che entra in campo per sostituire Klose, ti tremano un po' le gambe e sei cosciente del fatto che le stupidaggini che puoi fare (nel mio caso, dire) peseranno doppio nell'immediato confronto con il gigante.
Mi arrischio però a postare un'obiezione e un commento.
L'obiezione: mi sciocca un po' leggere che "purtroppo" è arrivato (il pur controverso ma vincente) Cragnotti che ci ha abituato a guardare tutti dall'alto in basso. È un male? La natura della Lazio sarebbe dunque intrinsecamente cenerentola e sarebbe una hybris pretendere di rimanere al vertice, soprattutto visto che l'eterno confronto - in questo caso sì "purtroppo" - è con quellidellà e che si tratta della prima squadra della capitale d'Italia?
Il commento: a me sembra che la dicotomia in realtà sia intrinseca al mondo laziale e veda da una parte quelli che risponderebbero a questa domanda "sì" e quelli che - come me - rispondono "no".
Citazione di: gianluca72 il 28 Ago 2015, 18:52
Ma come te va de scrive ste cose..
Ho conoscenti zozzoni che sono 3 giorni che me dicono che giocano con il Barcellona e io non ci arriverò mai..
Te dovevo chiede il permesso prima de scrive il mio pensiero e le mie impressioni?
Scusa, non lo sapevo...
Rimediero' in futuro, tranquillo.
Ieri due riomisti:"Bella figura che avete fatto ieri sera coi tedeshi"
Io:"Sempre migliore della vostra che coi tedeschi avete preso 7 fischi"
Fine della discussione.
E mentre se ne andavano "E in casa per giunta!"
Se so' girati
"E me pare che avete perso pure il ritorno: in totale 9-1 vanno fatto. Ancora che parlate?"
Se ne so' annati...
Sai che cazzo me frega dei zozzoni.
Come dice qualcuno, me li lego al pisello.
Come dicono molti, me lo sgrullano.
A me so' i laziali che me preoccupano.
Sono anni, anni porco cazzo che ogni santo mercato diciamo le stesse cose.
Sempre le stesse cose...
Ottima lettura,
Contesto solo una cosa
" A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo."
Io a Lotito, personalmente, contesto principalmente il fatto di essere francamente un personaggio odioso, saccente, e neanche particolarmente "moralizzato". Ha fatto molto bene, dopo Cragnotti il miglior presidente che abbiamo avuto, ma, francamente , mi sta sulle balle.
...Dimenticavo: sono laziale dall'anno dei -9, le sconfitte tipo quelle col Bayer , mi fanno un baffo.
Io scenetta para para a quella de sirius. Con in aggiunta Manchester.
Gli è che a me mi prendevano per il culo con Pochesci, si sviluppano anticorpi, insomma...
Citazione di: Sirius il 28 Ago 2015, 22:18
Te dovevo chiede il permesso prima de scrive il mio pensiero e le mie impressioni?
Scusa, non lo sapevo...
Rimediero' in futuro, tranquillo.
Ieri due riomisti:"Bella figura che avete fatto ieri sera coi tedeshi"
Io:"Sempre migliore della vostra che coi tedeschi avete preso 7 fischi"
Fine della discussione.
E mentre se ne andavano "E in casa per giunta!"
Se so' girati
"E me pare che avete perso pure il ritorno: in totale 9-1 vanno fatto. Ancora che parlate?"
Se ne so' annati...
Sai che cazzo me frega dei zozzoni.
Come dice qualcuno, me li lego al pisello.
Come dicono molti, me lo sgrullano.
A me so' i laziali che me preoccupano.
Sono anni, anni porco cazzo che ogni santo mercato diciamo le stesse cose.
Sempre le stesse cose...
Non è per te perdonami..
È che tu mi dici di essere contento del livello raggiunto. A me ancora rode perché hai la grande opportunità di anticipare la crescita e non metti in squadra nemmeno 1 titolare.
A me rode tanto.. La champions volevo finalmente vederla allo stadio e non in televisione ..
Scusate lo sfogo
Citazione di: Ulissechina il 28 Ago 2015, 20:16
Ciao Thomas, ti tengo anche come amico su FB, nascendo in una famiglia di laziali per tradizione, mio nonno e mio padre, avendo iniziato a seguire la Lazio allo stadio con mio padre e mio nonno già nel primo dopoguerra, ricordo un Lazio/Bologna vinto per 8 a 2 credo fosse il 1947, come sai sono un VECCHIO laziale, l'ultima sconfitta non mi ha fatto ne caldo ne freddo, e' nel DNA della Lazio perdere quasi tutti i treni, ricordo quando eravamo poveri e felici per una vittoria con la pro patria perché significava il ritorno in A.
Purtro per noi laziali c'è stata la parentesi Cragnotti, tutto di un botto ci siamo trovati ricchi, guardavamo tutti dall'alto in basso, sicuro che nulla c'era precluso, finita l'era Cragnotti moltissimi di noi non si sono rassegnati a togliersi il vestito di flanella per indossare di nuovo abiti da lavoro. In questi 10/11 anni abbiamo vinto qualcosa che prima neanche era nei nostri pensieri, primo trofeo vinto dopo 58 anni. La fame però non si placa con la coppa Italia, il tifoso vuole di più, secondo me ha ragione, dall'altra parte quelli che vincono lo scudetto di agosto, QUASI ogni anno si attrezzano per vincere anche quello di maggio, noi invece stiamo spesso a bagnomaria, non partiamo mai con la speranza che il campionato che inizierà ci vedrà protagonisti e pronti a combattere per la PRIMA posizione, noi ci accontentiamo come massimo traguardo di poter raggiungere una posizione che ci farà gareggiare in Europa, credo che il laziale dopo 115 anni di storia e di amarezze debba alzare la testa e pretendere di più, per quale legge divina dobbiamo essere i Belloni del calcio? Vogliamo partecipare per vincere e non per avere un buon piazzamento.
P.S. Belloni per chi non lo sa era l'eterno secondo, arrivava sempre dietro Learco Guerra.
Chiedo scusa per gli errori ma sto scrivendo con l'iPhone, spero comunque che sia chiara la mia ambizione dopo quasi 70 anni di Lazio.
Caro Ulisse, respect!
comunque dopo Lazio-Campobasso figuate quanto m'e' rimbalzata la sconfitta coi tedeschi...del sano rosico e poi sti cazzi, la Lazio c'e' ancora, la Lazio c'e' sempre. E se riesci a rompe er culo a tutti, ancora meglio.
Citazione di: Kappa il 28 Ago 2015, 22:22
Ha fatto molto bene, dopo Cragnotti il miglior presidente che abbiamo avuto
Non esageriamo, dai.
Ci sarebbero almeno Lenzini, Zenobi e Calleri.
Ci sarebbe pure Tessarolo, che spendeva soldi che non c'erano. Il massimo per un tifoso...
Belloni come Poulidor.
Un buon piazzamento estemporaneo è una bella cosa, se si ripete spesso è frustrante e rompe i maroni.
Due volte con Reja abbiamo bussato e non ci hanno aperto, con Petkovic non abbiamo trovato parcheggio sotto casa, con Pioli siamo entrati nel portone e ci hanno cacciato fuori.
Questo è frustrante. Non lo cambierei con la vita del tifoso del Toro o della Samp, ma penso che nessuno di noi lo farebbe.
La reazione giusta è quella di chi dice che la sconfitta col Bayer ci fa un baffo. Ora però vediamo a Verona se è vero, l'importante è che la squadra reagisca subito, poi magari il Bayer ci fa anche un regalo più avanti, chissà.
(Non sono vecchio, Max, sò del '62. Di mezza età)
Citazione di: gianluca72 il 28 Ago 2015, 22:38
Non è per te perdonami..
È che tu mi dici di essere contento del livello raggiunto. A me ancora rode perché hai la grande opportunità di anticipare la crescita e non metti in squadra nemmeno 1 titolare.
A me rode tanto.. La champions volevo finalmente vederla allo stadio e non in televisione ..
Scusate lo sfogo
Scusami tu, non volevo essere scortese...
E' che rode a tutti, a me per primo.
Ma il rodimento di culo non mi fa perdere la visione generale del quadro...
Forse perche', avendo a che fare da 20 anni con i campionati giovanili, mi riesce piu' facile cogliere le strategie della societa'. E mi riesce piu' facile essere paziente.
Io lo dissi lo scorso anno molto prima che iniziasse il campionato: spero che la Lazio torni in Europa, quale che sia non mi importa. Voglio portare mio padre allo stadio.
Abbiamo "sfiorato" la Champions diretta (maledetto Massa e tutta la sua cricca di mafiosi di merda), abbiamo "sfiorato" il passaggio del preliminare (dove comunque c'eravamo, sia io che mio padre)
Siamo comunque in Europa League.
Con una squadra che mi incuriosisce parecchio, costruita su giovani di talento.
A me sta bene.
Me rode per come Pioli ha messo la partita di ritorno, ma me sta bene.
TD, che saluto :)), scrive di certo molto bene, ma non mi trova d'accordo nelle conclusioni di un pur interessante excursus storico-psicologico.
Arrivare ad esempio a dire che un laziale critico equivarrebbe ad uno sportivo che schiferebbe Gaitlin non ha a mio parere alcun senso. Perché sono sicura che Gaitlin e tutti gli altri si sono uccisi di lavoro per cercare di battere un imbattibile Bolt.
Mentre quello che si rimprovera alla Società, più che all'allenatore o ai giocatori della Lazio, è proprio il non aver provato per niente a mettere su una squadra competitiva per i due appuntamenti falliti di questo inizio stagione.
E se uno fa poco, stringe poco.
E noi sappiamo benissimo che gli sprazzi di miglioramento che vediamo in una stagione li pagheremo in un'altra.
Che sarà sempre così, come dice cuchillo, tutto è prevedibile e tutto previsto. Ormai, dopo 10 anni si tirano precise conclusioni.
Ogni volta si ricomincia e i giovani ottimi che ci dovevano garantire un grande futuro andranno via, i vecchi saranno più vecchi e il ventilato progetto Lotito non decollerà mai davvero, mai completamente.
Basta accettarlo. Io lo accetto per forza di cose, ma non chiedetemi di essere contenta. Non di uno che va a sfidare Bolt con pochi allenamenti nelle gambe ;))
Non credo sia proprio così, cara mia, ma se la discussione vira sul presidente, come sappiamo tutti, finisce per impantanarsi. Lotito ha le sue teorie: pensa si possa vincere cose importanti senza pagare ingaggi faraonici. A oggi i fatti gli danno torto, ma la sua opera non è stata vana. Considerando anche i molti errori di valutazione compiuti. Schiacciamo tutto sotto il discorso, che faccio anche io, degli undici anni che ormai svelano tutto, ma se li vai a srotolare in filigrana vedi che gli undici anni non sono stati piatti, che sono successe tante cose, che ci ha fatto incaz.zare tante volte e che ha avuto tante intuizioni buone, o che, comunque, la sua tigna ha pagato.
Pensa alla prima Lazio improvvisata in due minuti, a Caso allenatore, a Papadopulo, a Martino, all'ipotesi-Maifredi. Quanta strada ha fatto in questi undici anni? Il divorzio da Sabatini, alla luce della centrifuga di mercato che Sabatini fa alla roma, ma anche alle reti di alleanze che tesse, non ti sembra la rottura di un nodo che ha prodotto una specie di cammino parallelo, che Lotito ha portato avanti inventandosi Tare di sana pianta? E la Salernitana, e le battaglie nel palazzo.
Lotito un disegno ce l'ha. Sia personale (di potere) che laziale. Io non credo che possa arrivare a vincere senza spendere molto di più, lui forse pensa che spendere di più si possa dopo aver vinto. E' un meccanismo che forse non si metterà in moto mai, ma oggi abbiamo una squadra ad alto potenziale, la migliore che abbiamo mai avuto, probabilmente, con un allenatore che cerca di metterla su binari internazionali. Sono curioso di vedere cosa farà Pioli in Europa con questi uomini, che cosa tireremo fuori da Kishna e da Milinkovic, da Morrison, e anche da Cataldi e da Keita. Questo non è un orizzonte piatto, non è un palcoscenico dove non succede niente, non è un film già visto. Semplicemente, all'orizzonte non ci sono grandi vittorie. Forse. Però ci sono una cinquantina di partite dove vedremo all'opera gente di talento, molto giovane, che farà delle belle imprese e qualche stupidaggine.
Mi pare di poter dire che si tratta di calcio di alto livello. Non è altissimo, non lo diventerà, ma è uno spettacolo che merita di essere seguito. Meno interessante è il mercato, ma se poi nel tempo produce frutti, com'è successo l'anno scorso con gli acquisti di due anni fa, per me può ancora andare bene.
Certo, dopo tutte queste belle parole, se il roma vincesse lo scudetto sarebbe dura consolarsi con le giocate di Kishna. Però la roma un modo per perdere alla fine lo trova sempre...
Citazione di: cartesio il 28 Ago 2015, 15:38
In che senso"dalla mediocrità non si resce ad uscire"? Il terzo posto sarebbe mediocrità?
la mediocrità è uno stato mentale, indipendente dalla classifica
Carissimo Thomas
Questa Lazio non e in assoluto la più forte mai vista nella nuova era lotitiana. E soltanto la più giovane ma già la Lazio degli hernanes e klose era a un passo dalla vetta.
Molto e successo qualche trofeo e arrivato ma per il botto grosso servono investimenti adeguati e una visione ambiziosa che non sono pervenuti ne credo arriveranno.
Ora poi il modello e quello dei giovani di prospettiva i campioni del domani, l' udinese in pratica, mentre dei sortilegi di palazzo e dei possedimenti d'oltremare al tifoso laziale medio non gliene potrebbe fregare di meno (prego qualcuno di fare una piccola ricostruzione dei grandi ritorni verso Formello)
Non si spende di più dopo aver vinto semmai e il contrario. Da parte mia personale c e la ripetizione di un romanzo circolare dove si ritorna alla Casella di partenza per riprovare a vedere la "prospettiva". E notizia di oggi la dichiarazione che si terranno i big tanto e vero che sono stati pure richiamati.
Non inizia bene la stagione e prego Dio che non avvengano altri fatti che riaccendano la contestazione. Non serve
A niente ricordare la media storica perché e illogico. Nello sport i limiti sono fatti per essere superati
Ciao Thomas sai quanto ti voglio bene (e ancora ti ringrazio per le belle parole per quella cosina)
Citazione di: Dusk il 28 Ago 2015, 19:37
Quanto mi mancava, un topic di TD.
Già...
Citazione di: GoodbyeStranger il 29 Ago 2015, 00:17
la mediocrità è uno stato mentale, indipendente dalla classifica
:)
anche se
https://it.wikipedia.org/wiki/Aurea_mediocritas
Citazione di: Ulissechina il 28 Ago 2015, 20:57
Grazie! Abbiamo visto la partita qui in Sardegna, terra che mi ospita per sei mesi l'anno, io, mio figlio e mio nipote di otto anni, la cosa che mi ha fatto più male è stata vederlo piangere a fine partita, come è tenero mio nipote, io ormai c'ho fatto il callo e mio figlio quasi. :D
Lo sai che vi aspetto sempre ad Oristano :))
Citazione di: NoSurrender il 29 Ago 2015, 00:00
Mentre quello che si rimprovera alla Società, più che all'allenatore o ai giocatori della Lazio, è proprio il non aver provato per niente a mettere su una squadra competitiva per i due appuntamenti falliti di questo inizio stagione.
Donatè :luv:
non facciamo di Lotito l'unica foglia di fico, dietro alla quale nascondiamo gli errori di Pioli e dei giocatori.
Pioli s'è presentato con uno strambo 3 4 3 che non era né in cielo né in terra. Ha presentato Mauricio, uno che di cappelle nel finale dello scorso campionato ne ha fatte a bizzeffe a scapito di Gentiletti. Ha presentato un centrocampo di burro, senza neanche prendere in considerazione l'idea di mettere Cataldi vice Biglia.
Lasciamo stare i calciatori. Candreva e FA impalpabili tanto all'andata quanto al ritorno, Keita che da solo ci portava alla qualificazione se solo l'arbitro avesse visto il mani in area sullo 0-0. Il resto fuffa, perfino da gente come DV, che ti aspetteresti un attimo più determinata. E' andata così perché i renani sono più squadra e perché tra andata e ritorno, a parte i due pali rossoneri, tutto è girato storto.
Poi certo lotito, doveva fare molto di più che acquistare le speranze di giovani ventenni. Ma questo è un discorso trito e ritrito, il personaggio lo conosciamo bene. Mi aspetto come colpo di fine estate un emulo di Saha o Postiga, ora che sono andati sia Matri che Gilardino, per non parlare di Balotelli.
Ogni tanto mi diverte andare su forum di altre squadre.
La schizofrenia laziale è molto simile a quella di tutte le altre tifoserie. Le differenze sono sfumature e, spesso, sono più marcate nell'atteggiamento degli ultras, non dei tifosi "senza mentalità ultras". Milanisti, interisti,doriani, genoani, torinisti ...
E credo che sia lo stesso anche all'estero. Pensate al Real e alle contestazioni che hanno fatto ad Ancellotti ... e all'inferno che attende Benitez. Il Real! Quello che due anni fa ha vinto la "Decima" ...
Citazione di: ThomasDoll ulink=topic=27432.msg2293402#msg2293402 date=1440754244
I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti "strisciate" per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole.
Sono, insomma, quelli che non c'è gusto.
Poi ci sono gli altri, che riempiono il gap di vittorie con il senso d'appartenenza e pensano che sia meglio tifare per una squadra che vince uno scudetto ogni tanto, per ricordarsi tutto nei minimi particolari, che tifare per una squadra che non distingue più nella memoria un titolo dall'altro, un avversario dall'altro, una stagione dall'altra. Che rimuove le sconfitte e aspetta il ritorno dello squadrone.
La Lazio è una delle migliori squadre di seconda linea. Due scudetti, un bel po' di Coppe, un paio addirittura internazionali. Una tifoseria in grado di sciorinare tempi e modi della propria storia, affinità e divergenze con gli altri modelli, tratti distintivi esclusivi. Tra questi c'è (c'era) la capacità di mantenere la rotta della fede tifosa anche e soprattutto nella sconfitta.
Diversi eventi leggendari della storia della Lazio raccontano sconfitte epiche, sfighe cosmiche, soprusi, tradimenti, angherie, lutti e lacrime. Uno dei più limpidi eroi biancocelesti è Giuliano Fiorini, centravanti di ottime credenziali appassito fino a scendere in cadetteria, faccia da rocker e fisico all'altezza del ruolo. Il bomber, oggi passato prematuramente a miglior vita, rimane nei cuori dei laziali per un gol segnato al Vicenza nel torrido pomeriggio del 21 giugno 1987.
Quel gol, segnato a 8 minuti dalla fine del campionato, consentiva alla Lazio di approdare al minitorneo a tre con Taranto e Campobasso per evitare la retrocessione in serie C. Due delle tre squadre si sarebbero salvate, solo l'ultima sarebbe retrocessa. La Lazio, persa la prima sfida col Taranto, s'impose al Campobasso nell'ultima gara decisiva, a Napoli, con un gol di Fabio Poli, stranamente non mitizzato come Fiorini dai tifosi. La partita col Vicenza stracciò ogni record di presenze paganti allo stadio per il campionato di Serie B.
Eventi che per un non laziale non sembrano degni di celebrazione. Per la squadra biancoceleste si tratta, in effetti, del punto più basso mai toccato nella sua storia. Quella gara arrivava, però, in fondo a una stagione affrontata con un grave handicap in classifica: 9 punti di penalizzazione per il secondo calcioscommesse, frutto della responsabilità oggettiva per il ruolo di primo piano recitato da Claudio Vinazzani, giocatore della Lazio, nell'organizzazione delle partite combinate.
Evitare la retrocessione malgrado un simile fardello fu una grande impresa. Che rischiava di sfumare per un vistoso calo della squadra nel finale di stagione, poi conclusa con i drammatici spareggi di Napoli. Nella personale classifica dei successi storici il laziale medio tiene quella squadra in grande considerazione, quasi alla stregua delle due Lazio scudettate o di quella che vinse la Coppa Italia nell'epico confronto con la Roma nel 2013.
Il culto della sconfitta, insomma, che spiega bene la psicologia del tifoso della squadra che non fa parte delle "strisciate". Che però non è immutabile. E infatti i tifosi laziali stanno cambiando. La contestazione alla gestione Lotito, che dal 2004 a oggi ha ottenuto discreti risultati sul campo risanando una situazione economica disperata, va avanti da dieci anni. A Lotito si rimprovera la mancanza d'ambizione, i programmi di piccolo cabotaggio, le campagne acquisti al risparmio e il basso profilo.
La Lazio, durante gli undici anni della gestione attuale, ha vinto due volte la Coppa Italia e una volta la Supercoppa italiana, superando di gran lunga la propria media storica. Questo però non basta ai tifosi, che desiderano il ritorno ai fasti dei tempi di Cragnotti, in cui la Lazio conduceva campagne acquisti faraoniche ed era nel gotha del calcio europeo.
Le nuove aspettative dei tifosi laziali sembrano cozzare col culto della squadra di Fiorini, che lottava nei bassifondi della serie B. In realtà nascono da due elementi combinati tra loro: il primo è la necessità di alzare l'asticella delle aspettative nei confronti della contestata proprietà, che negli ultimi anni esprime una squadra stabilmente proiettata su buone posizioni di classifica. La Lazio è arrivata terza nell'ultimo campionato di serie A, giocando un calcio di alto livello, ma questo per i tifosi è un punto di partenza. L'altro elemento che gioca è la ritrovata ambizione della Roma, che galleggia da anni su una crisi economica che non sembra limitarne le mire. Anzi.
L'eterno duello tra le due squadre della capitale produce due sistemi di pensiero. La Roma tende a rimuovere l'esistenza stessa della Lazio, fastidioso dettaglio cittadino che smentisce il racconto di una società che si riaggancia alla grandezza imperiale e che cerca di ricostruire ascendenze nobili che non ha, mentre rivendica un'appartenenza al popolo che non può che condividere con i concittadini biancocelesti, diffusi nel territorio con le innumerevoli sezioni della polisportiva laziale e presenti a centinaia di migliaia, disseminati nelle pieghe del territorio cittadino e regionale.
La Lazio rivendica, invece, la primogenitura e i quarti di nobiltà che possiede, dimenticando che il calcio si gioca nel presente e che a poco serve opporre la data di nascita e le valorose storie dei pedatori antiqui a chi dovesse, eventualmente, proporsi con una squadra vincente nel terzo millennio. Questo lo scontro, condito dalle molte mancate vittorie dei giallorossi, abbonati al secondo posto in campionato fin dai tempi delle Inter di Mancini e Mourinho, subalterni oggi alla Juventus pigliatutto e polemici contro arbitri e palazzo con toni che ancora non consentono la catalogazione nel novero delle "strisciate". Forse perché la Roma non ha la maglia a strisce...
I tifosi biancocelesti, divisi tra la contestazione antilotitiana e la resistenza al vicino di casa con mire egemoni, hanno perso all'improvviso le coordinate. Hanno salutato positivamente la galoppata della squadra dell'anno scorso, che ha centrato il prestigioso obiettivo della finale di Coppa Italia e della qualificazione alla finale della Supercoppa italiana e ai playoff di Champions League. Le prime due contro la Juventus, vincitrice di quattro scudetti consecutivi e finalista dell'ultima Champions League. L'altra contro il Bayer Leverkusen, solida protagonista della Bundesliga e del massimo torneo continentale.
I biancocelesti hanno perso tutti e tre i confronti, scatenando il malumore dei tifosi verso società e allenatore, rei di perdere i cosiddetti treni decisivi. Come se per Gatlin fosse disonorevole doversi inchinare a Bolt, come se fosse obbligatorio per una squadra emergente vincere uno spareggio dentro o fuori contro una squadra più esperta e robusta e in migliori condizioni di forma. Il paradosso è che lo stesso tifoso che mitizza la squadra che perse col Taranto e acciuffò la serie B col Campobasso non sopporta di arrendersi, come tutte le grandi squadre italiane, allo strapotere della Juventus, o di perdere uno spareggio per la Champions League.
Confondendo, così, con l'irrazionalità del tifoso, l'inferno col paradiso. Arrivando più volte a sostenere di preferire l'inferno al parsimonioso paradiso in bianco e nero di Lotito. Cadendo nel tranello di emulare l'odiato rivale cittadino nel raccontarsi una grandeur che non è mai esistita.
Stendingovescion!
Citazione di: [GG] il 28 Ago 2015, 14:57
Grazie! Stavo scrivendo la stessa cosa!
Il problema non è perdere ma giocarsela e in supercoppa e in Germania la squadra non è esistita affatto.
Non pretendo di vincere sempre ma di giocare per farlo e pretendo che chi indossa quella maglia la onori sempre e soprattutto quando conta di più.
Poi i ragionamenti sull'origine del tifo vanno bene ma non c'entrano nulla sul perché uno si incazza quando fai mezzo tiro in porta in una partita da vincere
Scusami la citazione, ma tu e l'utente che ti ha preceduto in ordine di scrittura davvero pensate che la Lazio ha perso l'altra sera e in Cina con la juve perché non s'è voluta giocare le partite? Che i calciatori non abbiamo onorato la maglia? No, perché se è così, allora Thomas Doll ha ragione da vendere quando parla di mutazione genetica del tifoso laziale. Come fate a pensare una cosa del genere? Ma che partite vedete, vorrei sapere. Alla Lazio di Pioli riuscite addirittura a fare critiche del genere? Di non aver onorato la maglia? Ma se c'è una certezza nella Lazio di Pioli è proprio quella che i calciatori si spaccano il culo tutte le volte, dal 1° al 90°! Ma li vedo solo io Basta, Biglia, De Vrji, Candreva, Cataldi, Parolo uscire dal campo trasfigurati dalla fatica tutte le volte, spaccati in due, con le maglie inzuppate di sudore che le puoi solo strizzare? Come fate, dico io, come fate a imputare una cosa del genere? Decine di mischie a partita, scontri, falli, ammonizioni, espulsioni, ritmo alto, fisico... E questo sarebbe l'atteggiamento di una squadra rinunciataria o senza palle? E quando anche mai fosse accaduto di non essere presenti al 100% in Cina per svariati motivi, embe' che famo alla prima sconfitta critichiamo così accusando di scarso attaccamento alla maglia e di non aver voluto giocare la partita? Ma fate i bravi su, se volete evidenziare le magagne fatelo, ma almeno scegliete quelle giuste! Dite che siamo stati inferiori tecnicamente al Bayer, oppure che nelle lunghe e oziose giornate di agosto il Bayer è stato un po' troppo sottovalutato da tutti e poi alla resa dei conti c'ha ucciso, dite che la campagna acquisti è stata carente, dite che l'organizzazione di tutta la fase precampionato è stata cervellotica e sbagliata, ok, giusto, possiamo discutere su tutto. Ma accusare questa squadra di non aver voluto giocare o di non aver rispettato la maglia è veramente da ciechi. Permettimi. E quando anche fosse successo (non è accaduto, ma ammettiamolo anche come base di discussione), accusiamo la squadra di tutto ciò, così, d'acchito? Come se fosse una cosa ricorrente? Senza nemmeno dare una prova successiva? Ci lanciamo in un'accusa pesantissima alla prima volta che, eventualmente, la cosa è accaduta? Ma che è la storia della Lazio di Pioli quella di tirarsi indietro nelle partite? Io non credo. Ma invece di lanciare accuse infamanti e immeritate (tutte le volte che vedo Parolo uscire dal campo in quel modo mi prende male per lui) ma non è più semplice dire che la juve è più forte e chi ci batte a seconda dei nostri atteggiamenti sul campo, quindi sia se la attacchiamo furenti sia se stiamo al posto nostro e proviamo a controllarla? E invece di dire che l'altra sera non abbiamo rispettato la maglia e dato tutto, non è più onesto intellettualmente dire che il bayer è più forte di noi o che per una serie di colpevoli motivi siamo arrivati impreparati al match? Perché andare a toccare la cosa più bella portata da Pioli da quando sta qui, cioè la combattività, il coraggio, lo spirito della squadra. Perchè? Ma questa Lazio qui ti sembra una squadra cui andare a ricordare a ogni inizio di partita che "bisogna vincere" come fa la curva nord tutte le volte? Ti sembrano Parolo, Biglia, Basta, Candreva, De Vrji, gentiletti e compagnia cantando persone cui vada ricordata questa cosa? Non lo hanno fatto sempre? Non vi hanno sempre rispettato? Io ve darei quei 4 cialtroni della roma, "superprofessionisti" che non vogliono allenarsi la mattina e chiedono lo spostamento delle sedute al pomeriggio oppure che boicottano le doppie sedute d'allenamento dandosi malati. Forse vorreste quelli...
Tu pretendi ma forse non vedi bene.
Citazione di: ian il 28 Ago 2015, 15:11
Quindi desumo che voi abbiate visto "scarso impegno".
Per me non è così: la squadra ha indubbiamente sbagliato tutto nella interpretazione della partita, vuoi per una questione di inesperienza, vuoi per, forse, una questione caratteriale e di immaturità, vuoi per la forza dell'avversario (never forget).
Ma di "scarso impegno" non parlerei.
Semmai questo gruppo ha dimostrato un impegno ed un attaccamento che erano ANNI che non si vedevano
Perfettamente d'accordo con te, Indaco.
Mi cito perché anche io avevo sollevato dubbi circa questo fatto per cui la contestazione era giustificata dallo "scarso impegno"
Citazione di: Eagles77 il 28 Ago 2015, 16:08
In casa chi crei? Cataldi che ora manco lo vede? Keita che se ne vuole andare?
Ma che, davero davero? :o
Cataldi è stato messo in campo col Bologna, Keita non se ne vuole affatto andare. Onazi era in campo a Leverkusen, Guerrieri fa il terzo in prima squadra col primo fuori combattimento, quanti ne vuoi?
Ho letto il topic con piacere e mi trovo, stranamente, d'accordo con persone che dicono l'esatto opposto le une delle altre. Quindi sarò umorale e contraddittorio.
Anche io vivo nella sensazione che oltre tot non riusciamo ad andare, che probabilmente ad un buon campionato ne segue uno sotto le aspettative. Contemporaneamente non mi frega molto e, come tutti, domani starò pensando solo a vincere col Chievo Verona .
La CL di quest'anno, per me, era un'occasione importantissima non tanto perché avremmo avuto la possibilità di andare a giocare partite importanti, ma perché i soldi sarebbero stati un balzo incredibile che avrebbe generato entusiasmo nel tifoso, nei giocatori e via discorrendo. Ed è in questa occasione, un'occasione che ci è capitata di rado quale che sia l'epoca presa in considerazione, che il discorso della società "la squadra di base è forte, quindi confidiamo in lei e ci aggiungiamo solo prospetti" mi delude, nel senso vero del termine, ma non mi annichilisce.
Il non passaggio del turno, che ci può pure stare visto l'avversario esperto, è un misto di questa decisione societaria, NON certo di scarso impegno della squadra, e un tremare di gambe di chi non è abituato a giocare a questi livelli. Ovviamente ci dobbiamo aggiungere la solita dose di sfiga con gli infortuni traumatici, perché senza sfortune non possiamo stare.
Il misto di delusione e rammarico non spegne l'entusiasmo che risorgerà domani, non mi fa schifare l'el cui tengo e che vorrei tanto vivere sino all'ultima partita, né mi fa disperare sul campionato. Forse non arriveremo terzi ed il preliminare perso mi renderà ancora più aspra questa consapevolezza, ma voglio ritagliarmi un posto stabile in Europa, guadagnarmi i galloni di squadra ostica anche in campo europeo e non solo nella teoria.
So che la squadra ce la metterà tutta, so che i giovani arrivati potranno fallire come riuscire, ma in entrambi i casi hanno bisogno di tempo, so che la società non farà di più per quest'anno.
E sinceramente mi spiace e al contempo non me ne frega niente. In evidente contraddizione.
Citazione di: cartesio il 29 Ago 2015, 14:32
Ma che, davero davero? :o
Cataldi è stato messo in campo col Bologna, Keita non se ne vuole affatto andare. Onazi era in campo a Leverkusen, Guerrieri fa il terzo in prima squadra col primo fuori combattimento, quanti ne vuoi?
Cataldi e Keita titolari nella formazione di domani ;)
Sipperò uno se ne vuole andare e l'altro non è visto da Pioli 8)
Citazione di: asteN_A. il 29 Ago 2015, 16:02
Cataldi e Keita titolari nella formazione di domani ;)
Sipperò uno se ne vuole andare e l'altro non è visto da Pioli 8)
Sippero' Cataldi doveva giocare a Leverkusen . Sbaglio enorme di Pioli nella formazione che ha messo in campo. Infatti ora si rimangia le scelte fatte. Meglio tardi che mai
Sent from my iPad using Tapatalk
Citazione di: eaglemiky il 29 Ago 2015, 16:05
Sippero' Cataldi doveva giocare a Leverkusen . Sbaglio enorme di Pioli nella formazione che ha messo in campo. Infatti ora si rimangia le scelte fatte. Meglio tardi che mai
Dai, lo sanno anche i muri che oggi avrebbe messo Cataldi anche se passavamo il turno, non penso che voglia andare a Verona per difendersi.
Citazione di: asteN_A. il 29 Ago 2015, 16:02
Cataldi e Keita titolari nella formazione di domani ;)
Sipperò uno se ne vuole andare e l'altro non è visto da Pioli 8)
e, pare, Hoedt titolare
Citazione di: Monsieur Opale il 29 Ago 2015, 16:36
e, pare, Hoedt titolare
Anche Kishna...mi sembra chiaro che in champions non si sia voluti esporre i nuovi acquisti all'esposizione mediatica e all'onda d'urto della nostra tifoseria.
Da domani, saranno lanciati pian pianino tutti e tempo 6/7 partite ne valuteremo le reali potenzialità. (anche se ai più attenti, il potenziale appare subito agli occhi ;) )
Non vedo l'ora, soprattutto di vedere anche Morrison, magari al posto di Lulic, con quest'ultimo, terzino sx !!!
Il problema è che dopo aver cianciato per anni sulla mancanza der proggietto, quando poi esso (er proggietto) prende corpo laggente non lo riconosce, non lo sa riconoscere.
Citazione di: ian il 29 Ago 2015, 17:25
Il problema è che dopo aver cianciato per anni sulla mancanza der proggietto, quando poi esso (er proggietto) prende corpo laggente non lo riconosce, non lo sa riconoscere.
Colpa della ggente o del proggetto?
Prendo spunto dal bel post di TD per dire la mia sull'attuale situazione, ma in alcuni casi sarebbe meglio la locuzione "salute mentale", del tifoso laziale degli anni '10.
Un tifoso in molti casi debole, spaventato, distaccato dal passato della propria squadra e dal presente del calcio italiano, senza memoria storica e con scarsa capacità di interpretare i risultati stagionali. Un tifoso impaziente, che si deprime a stagione a malapena iniziata, che non tollera più nemmeno le sconfitte in partite in cui la Lazio parte da sfidante, non da favorita. Un tifoso che parla di bilanci senza saperne leggere uno, che soffre per il mercato flamboyant di gente avvezza agli impicci della quale ci dovrebbe importare meno di zero. In definitiva uno che si è dimenticato di cosa significa soffrire su un prato verde, che si arrabbia per tempi in cui, rispetto a ieri, le vacche sono grasse e pasciute. Che glorifica un passato che non conosce o scorda, fatto di poche, sofferte vittorie, di tante tragedie e di un vero e proprio, irripetibile, miracolo sportivo, i cui artefici vennero prelevati da Foggia e Internapoli, non dall'Ajax o dal Santos. La Lazio, da quando c'è il girone unico, ha seriamente lottato per lo scudo in non più di sei occasioni, perfino i "fasti" cragnottiani sono durati solo 4 stagioni, pagati a caro prezzo (non a carissimo grazie a questo presidente) come ogni nostra vittoria.
Che volemo fa quindi? Ci sta bene piangerci addosso? Ci sta bene rosicare per un giocatore x che non vestirà la nostra maglia? Ci sta bene fare la voce grossa contro la Lazio piuttosto che contro i suoi molteplici avversari?
Forza Lazio e abbasso i piagnistei.
l'ho scritto da qualche parte
quando arrivò il Maestro molti storcevano la bocca, nel '72 se uno avesse parlato di scudetto con una squadra fatta di giocatori sconosciuti e finanziata con la vendita di Massa, sarebbe stato preso a sassate
le vie della gloria sono infinite
Citazione di: Monsieur Opale il 29 Ago 2015, 17:41
l'ho scritto da qualche parte
quando arrivò il Maestro molti storcevano la bocca, nel '72 se uno avesse parlato di scudetto con una squadra fatta di giocatori sconosciuti e finanziata con la vendita di Massa, sarebbe stato preso a sassate
le vie della gloria sono infinite
Stai parlando di una felice eccezione, non della regola.
Poi, per carità, magari la Storia si ripeta.
Citazione di: ian il 29 Ago 2015, 17:25
Il problema è che dopo aver cianciato per anni sulla mancanza der proggietto, quando poi esso (er proggietto) prende corpo laggente non lo riconosce, non lo sa riconoscere.
Perché il proggietto deve essere quello della gente, non quello della società.
Negli ultimi anni solo qui ci saranno stati scritti trenta o quaranta proggietti diversi. E si è puntato sull'acquisto di tre/quattrocento giocatori. Va a capi' qual'era la strada giusta.
Comunque tutti erano sicuramente meglio di quelli della Lazio, questo è poco ma sicuro.
Citazione di: Ranxerox il 29 Ago 2015, 17:43
Perché il proggietto deve essere quello della gente, non quello della società.
Negli ultimi anni solo qui ci saranno stati scritti trenta o quaranta proggietti diversi. E si è puntato sull'acquisto di tre/quattrocento giocatori. Va a capi' qual'era la strada giusta.
Comunque tutti erano sicuramente meglio di quelli della Lazio, questo è poco ma sicuro.
che poi meno male che non se so' mai filati la ggiente, basta rilegge certe perle de sto forum per capirlo
poi, vabbè', fanno i topic di scuse
Citazione di: fish_mark il 29 Ago 2015, 17:28
Colpa della ggente o del proggetto?
Evidentemente della gente (per me), Fish.
Per anni si è lamentata l'assenza di progettualità senza peraltro delinearne i contorni i limiti le dimensioni il perimetro nè i contenuti.
Cosa, quest'ultima, di cui non faccio colpa a nessuno: io per esempio che non lavoro nel mondo del calcio nè dal punto di vista tecnico men che mai da quello gestionale non avrei idea, in concreto, da dove partire nè quindi dove arrivare.
Ed ora mi sembra che siamo a quel punto: il progetto è assolutamente up and running (che non vuol dire vincere tutte le partite) e mi pare non lo si riconosca.
Rectius, e peius, il tema del progetto non è più di attualità.
Citazione di: Monsieur Opale il 29 Ago 2015, 17:47
che poi meno male che non se so' mai filati la ggiente, basta rilegge certe perle de sto forum per capirlo
poi, vabbè', fanno i topic di scuse
Io non mi scuso mai delle mie cazzate (come non esigo scuse agli altri). Almeno sono coerente. 8)
quando sento dire: assenza di progggetto e yessmen
mi viene in mente la scena di Palombella Rossa...
Citazione di: Monsieur Opale il 29 Ago 2015, 17:41
l'ho scritto da qualche parte
quando arrivò il Maestro molti storcevano la bocca, nel '72 se uno avesse parlato di scudetto con una squadra fatta di giocatori sconosciuti e finanziata con la vendita di Massa, sarebbe stato preso a sassate
le vie della gloria sono infinite
Questo è vero. Aggiungo che all'inizio il Maestro arrivò a 1 centimetro dall'esonero. Poi, qualcosa di miracoloso accadde.
Però, cari fratelli, QUEL miracolo credo sia irripetibile.
Condivido la tua riflessione Thomasdoll e aggiungo in un impeto da epico "fanciullino pascoliano" che io mi "contento" di essere LAZIALE, tutto il resto lo prendo con la necessaria filosofia, e tutta questa guerra fratricida che da almeno cinque anni anima il Popolo laziale mi ha reso ancora più orgoglioso di "essere semplicemente laziale" e tifare la stessa squadra di mio nonno e mio padre. Per alcuni probabilmente sarò un tifoso che sostiene Lotito, per altri uno di quelli che lo aiuta a prosperare, perdendo di vista un elemento imprescindibile per me: essere laziale non dipende da chi è il presidente o l'allenatore, è qualcosa di più profondo, di più radicato e sono convinto che lo è in molti.
Quindi, d'accordo parlare di calciatori, di magliette, di classifica, di calciomercato ma alla fine della fiera davanti a tutto c'è la Lazio e il suo simbolo.
Citazione di: fish_mark il 29 Ago 2015, 17:28
Colpa della ggente o del proggetto?
Bella domanda, in fondo conoscere la risposta non è importante, importante il progetto ci sia. Ma se dovessimo ragionarci, gridare al lupo al lupo certamente non ha aiutato. D'altra parte, se si vuole cercare di essere onesti, non si può chiedere alla tifoseria la competenza di saper leggere tra le righe.
Se la tifoseria si rendesse conto di questo suo naturale limite il cerchio si chiuderebbe e sarebbe un gran bel vivere. È la confusione nei ruoli che ha limitato il nostro bel paese, amico mio,in ogni campo ;)
Citazione di: marcantonio il 29 Ago 2015, 17:43
Stai parlando di una felice eccezione, non della regola.
La regola dice che vince chi ha il grano.
Citazione di: ES il 29 Ago 2015, 22:15
È la confusione nei ruoli che ha limitato il nostro bel paese, amico mio,in ogni campo ;)
ES, permettimi di abbracciarti in pubblico.
Sono anni che lo dico, ma non mi ascoltano. Rispetto dei ruoli, diritti/doveri, responsabilità.
Citazione di: Monsieur Opale il 29 Ago 2015, 17:47
che poi meno male che non se so' mai filati la ggiente, basta rilegge certe perle de sto forum per capirlo
poi, vabbè', fanno i topic di scuse
Almeno li fanno, i topic di scuse, gli autori di "certe" perle. Altri non se lo sognano proprio, nemmeno dopo certe disfatte, materiali e soprattutto verbali.
Citazione di: Gio il 28 Ago 2015, 17:05
Io parlo per me.a
Non sono le sconfitte il problema, né le merxe.
Oggi abbiamo quello che era un sogno cinque anni fa, ma l'asticella ancora non é posta piú in alto.
É che Lotito ci sta sul cavolo e quell'asticella la porremo sempre piú in alto di dove lui sará capace di arrivare.
Se avessimo passato il preliminare oggi ci lamenteremmo perché non abbiamo la squadra per arrivare secondi nel girone.
Non so che deve fare per sanare questa situazione (per mettere uno al posto suo che lo rappresenti verso i tifosi), ma per me é tutto lí il problema.
Assolutamente no. Se fossimo passati si sarebbe aperta una pressione da tutta la tifoseria per fare quei 2/3 colpi importanti sul mercato. Tutto qui.
Poi cmq fosse andata non ci sarebbe stato problema perché avresti dimostrato di aver fatto tutto il possibile.
Questa è la normalità.
Correte dietro per me a comportamenti irrazionali di una tifoseria che non esistono solo per spiegare comportamenti anormali della societàm
Il calcio è più facile
Citazione di: tommasinomio il 28 Ago 2015, 16:59
Ma i Filippini e i Mea Vitali erano una realtà a cui ci avevano portato quelli che c'erano prima di Lotito.
Se adesso abbiamo in squadra i Candreva, i Felipe Anderson, i Biglia, i Kishna è merito dell' attuale " gestore " della Lazio.
Beh no. I filippini e i Mea vitali furono scelte di Lotito. Imposte da nessuno.
Il punto non è chi hai in rosa ora.
Il punto è chè è normale per un club come la lazio avere giocatori importanti come quelli che abbiamo. Sono semplicemente giocatori che qualunque gestore con i denari della Lazio potrebbe comprare.
Ma i giocatori sono mezzi.
Ciò che conta è a che livello è il club.
Ed mercoledì c'è stata l ennesima riprova che il club è rimasto più o meno Dov era e il salto non riesce a farlo e lo sbaglia sistematicamente
Non c'è stato quindi alcun valore aggiunto dall attuale proprietà.
I "progetti" nel calcio non esistono.
Esistono le società che assumono tecnici e ingaggiano calciatori.
La durata del "progetto" la stabiliscono i risultati. Di esempi se ne possono fare a bizzeffe.
Una società ha la sua fisionomia e la sua strategia. Se per progetto s'intende questo, fisionomia e strategia della Lazio sono immutabili da undici anni. Quindi il progetto c'è. Se si esaminano i comportamenti di Inter, Milan e roma negli ultimi cinque anni si vede gente che monta e smonta squadre in continuazione. Certo non si può individuare un progetto in questo turbinio d'attività. La Juventus ha anche lei una strategia leggibile, che serve a massimizzare la competitività della squadra. Il Napoli dà la sensazione di scommettere qua e là, la Fiorentina di puntare sulle occasioni che le presenta il mercato. Se si cercano coerenza e linearità la Lazio è un libro aperto, come l'Udinese.
Sono gli obiettivi che sono diversi. E torniamo al tifoso e la sconfitta: la strategia della Lazio è chiara: trovare talenti in giro e fabbricare in casa i grandi giocatori, oppure rilanciare elementi che escono da una fase della loro carriera. Punto. Non lo stiamo facendo per vincere lo scudetto, a quello ci arriveremmo se il calciatorificio, tra mercato e settore giovanile, produrrà un mix vincente. Il che è assai difficile. Se ci sta bene essere quelli che lanciano i talenti dobbiamo avere pazienza e prendere i risultati per quello che sono. Se vogliamo vincere in Italia, in Europa e nel mondo, nessun giocatore di quelli che abbiamo, tolto De Vrij, è adatto allo scopo. Ma faremmo prima, nel caso, a prestarci temporaneamente al Bayern o al Barcellona, come tifosi.
Poi è chiaro che chiunque di noi vorrebbe vedere la Lazio dominare la scena calcistica mondiale per i prossimi 50 anni, che c'entra.
Citazione di: AutumnLeaves il 29 Ago 2015, 23:24
Almeno li fanno, i topic di scuse, gli autori di "certe" perle. Altri non se lo sognano proprio, nemmeno dopo certe disfatte, materiali e soprattutto verbali.
be' insomma, fra il sostegno ad un progetto di crescita (giusto o sbagliato che sia) e lo spalare merda su presidente, ds e giocatori...ce ne corre.
Ne converrai.
ps
i progetti nel calcio, come altrove, esistono. e come se esistono. in casa Lazio soprattutto
Citazione di: paolo1971 il 29 Ago 2015, 18:05
Condivido la tua riflessione Thomasdoll e aggiungo in un impeto da epico "fanciullino pascoliano" che io mi "contento" di essere LAZIALE, tutto il resto lo prendo con la necessaria filosofia, e tutta questa guerra fratricida che da almeno cinque anni anima il Popolo laziale mi ha reso ancora più orgoglioso di "essere semplicemente laziale" e tifare la stessa squadra di mio nonno e mio padre. Per alcuni probabilmente sarò un tifoso che sostiene Lotito, per altri uno di quelli che lo aiuta a prosperare, perdendo di vista un elemento imprescindibile per me: essere laziale non dipende da chi è il presidente o l'allenatore, è qualcosa di più profondo, di più radicato e sono convinto che lo è in molti.
Quindi, d'accordo parlare di calciatori, di magliette, di classifica, di calciomercato ma alla fine della fiera davanti a tutto c'è la Lazio e il suo simbolo.
1000%....
Devo aggiungere soltanto che non ho abbastanza filosofia nelle sconfitte....
:since :asrm
Citazione di: Property il 30 Ago 2015, 00:02
Beh no. I filippini e i Mea vitali furono scelte di Lotito. Imposte da nessuno.
Tu mi sa che l'estate 2004 te la ricordi male male.
Adesso si contesta a Lotito pure il mercato di quell'estate, quando eravamo più dellà che dequà.
Bene bene.
Citazione di: Mohammed Hussein il 30 Ago 2015, 10:49
Tu mi sa che l'estate 2004 te la ricordi male male.
Adesso si contesta a Lotito pure il mercato di quell'estate, quando eravamo più dellà che dequà.
Bene bene.
VedI non riesci ad uscire dal concetto pro contro lotito.
Io non sto criticando quel mercato.
Ma.sto dicendo una verità. Che furono scelte.proprie di Lotito.
Tutto qui. Non capisco perché attribuirle ad altri.
A.cui nessuno punto' la pistola alla testa per entrare nella lazio.
In valutazione globale di questo lungo operato dunque non capisco perché escludere mea vitali e filippini.
Non esiste un solo modo di fare le cose. È lui che ha scelto l all epoca.di farle così. E se abbiamo visto a Formello simili profili la.paternità non può che essere attribuita a lotito.
Senza entrare nel merito.ovviamente.
Citazione di: Property il 30 Ago 2015, 10:56
VedI non riesci ad uscire dal concetto pro contro lotito.
Io non sto criticando quel mercato.
Ma.sto dicendo una verità. Che furono scelte.proprie di Lotito.
Tutto qui. Non capisco perché attribuirle ad altri.
A.cui nessuno punto' la pistola alla testa per entrare nella lazio.
In valutazione globale di questo lungo operato dunque non capisco perché escludere mea vitali e filippini.
Non esiste un solo modo di fare le cose. È lui che ha scelto l all epoca.di farle così. E se abbiamo visto a Formello simili profili la.paternità non può che essere attribuita a lotito.
Senza entrare nel merito.ovviamente.
E certo, senza entrare nel merito :lol:
Forse ti sfugge il significato della parola "scelta".
La Lazio quell'estate non aveva alcuna scelta, se non quella di provare a iscrivere una squadra già data per fallita da tutti quanti e allestire in poche settimane e senza na lira una rosa in grado di centrare la salvezza.
Ha del tutto ragione Fat Danny, qua dentro spesso manca proprio il contatto con la realtà, oltre che la memoria.
Citazione di: Mohammed Hussein il 30 Ago 2015, 10:49
Tu mi sa che l'estate 2004 te la ricordi male male.
Adesso si contesta a Lotito pure il mercato di quell'estate, quando eravamo più dellà che dequà.
Bene bene.
revisionismo storico
Siore e siori, ecco a voi ..... THE FILIPPINI TWINS AND MEA VITALI SHOW!!!
Uno spetaccolo che non si perde mai!!
Quando la Lazio perde: dagli al gestore che nun cià'r proggetto.
Quanno la Lazio vince: è grazzzie ai contestatori che jianno messo er pepearculo.
Venghino venghino!!!
Impossibile non essere d'accordo con il post iniziale di TD, ma la questione non riguarda solo i tifosi della Lazio, ma quasi tutti i tifosi delle squadre del secondo gruppo, magari illusi* dalle squadre costruite dai sceicchi oppure dalle manovre finanziarie dubbie.
Nel caso della Lazio, a questo si aggiungono pure Lotito e le merde.
*non mi viene in mente una parola più adatta
Citazione di: Mohammed Hussein il 30 Ago 2015, 11:13
E certo, senza entrare nel merito :lol:
Forse ti sfugge il significato della parola "scelta".
La Lazio quell'estate non aveva alcuna scelta, se non quella di provare a iscrivere una squadra già data per fallita da tutti quanti e allestire in poche settimane e senza na lira una rosa in grado di centrare la salvezza.
Ha del tutto ragione Fat Danny, qua dentro spesso manca proprio il contatto con la realtà, oltre che la memoria.
Uscire dal concetto pro o contro loty detto da uno che in un post di styilishkid che parlava delle zozzerie sentite ad un ristorante tra sabba e Ferrero ha risposto una cosa tipo "eh ma se c'era lotito avresti sentito le stesse schifezze"
:lol:
Lotitofobia
Lotitorama!
E pure sto topic e diventato un lotito story
Lotit-a-paloosa!!
Salsa di Lotito,
è come la Salsa di soia, rende il sapore dei topic tutti uguali.
Citazione di: happyeagle il 30 Ago 2015, 13:10
Salsa di Lotito,
è come la Salsa di soia, rende il sapore dei topic tutti uguali.
ebbene si. bella metafora, la riuserò!
Citazione di: Mohammed Hussein il 30 Ago 2015, 11:13
E certo, senza entrare nel merito :lol:
Forse ti sfugge il significato della parola "scelta".
La Lazio quell'estate non aveva alcuna scelta, se non quella di provare a iscrivere una squadra già data per fallita da tutti quanti e allestire in poche settimane e senza na lira una rosa in grado di centrare la salvezza.
Il pacchetto prendi la lazio con transazione già pronta ed individuata da baraldi era la confezione già predisposta per chiunque liberamente avesse voglia di intraprendere quell avventura, difficile per carità ma nessuno ti costringeva eh.
Da quel punto in poi ogni scelta tecnica è farina del proprio sacco.
In quel caso del sacco di Lotito.
È pura e semplice storia.
Lotitomania rules
Ma facevano così schifo i Filippini?
Quell'anno, come scala di valori per aver ottenuto la salvezza, li metto dietro Rocchi, Di Canio e Liverani.
Ma forse sono troppo vecchio e non ricordo bene le cose...
Citazione di: bak il 30 Ago 2015, 13:30
Ma facevano così schifo i Filippini?
Quell'anno, come scala di valori per aver ottenuto la salvezza, li metto dietro Rocchi, Di Canio e Liverani.
Ma forse sono troppo vecchio e non ricordo bene le cose...
Fecero un'ottima stagione e li ringrazieremo sempre.
Ma è pur vero che il loro livello quello era: lotta per la salvezza.
Dai su nel 2004 lotito avrà pure scelto i calciatori che sono arrivati... E meno male che ha scelto quelli e ci siamo salvati da una non impossibile retrocessione perché se ne avesse scelti altri forse non ce l'avremmo neanche fatta.
Già nella finale di coppa Italia vinta con mancini io avevo la sensazione che fossimo alla fine. Pensavo addirittura che oramai avessimo una squadra scarsa paragonata al passato.
C'è voluto del tempo ma da zero euro e dalla squadra parmacotto siamo andati migliorando pur con qualche flessione, questo non lo si può negare.
Citazione di: Property il 30 Ago 2015, 13:27
Il pacchetto prendi la lazio con transazione già pronta ed individuata da baraldi era la confezione già predisposta per chiunque liberamente avesse voglia di intraprendere quell avventura, difficile per carità ma nessuno ti costringeva eh.
Da quel punto in poi ogni scelta tecnica è farina del proprio sacco.
In quel caso del sacco di Lotito.
È pura e semplice storia.
Citazione di: Monsieur Opale il 30 Ago 2015, 11:18
revisionismo storico
"Il pacchetto Baraldi". Mortacci sua e de me che j'ho dato retta. Il pacchetto Baraldi è stato svuotare la Lazio, caricandogli addosso tutto il possibile e rifilarla al primo matto che l'avrebve accompagnata all'ammazzatora.
Applausi.
Ed è proprio la categoria di tifosi biancocelesti che è paradossalmente contro la Lazio in sé, quando questa non gli appare come a sua volontà, a essere raccapricciante. Categoria popolosa... :roll:
Che poi non credo fosse baraldi ma masoni.
Inviato dal mio GT-N7100 utilizzando Tapatalk
comunque per una volta mi tocca dar ragione a property
la scelta di acquistare la Lazio e di comprare i filippini è stata tutta di lotito.
poteva farci fallire e riprenderci a du spicci,
poteva farci andare in B con le campagne di svendita faraoniche di altri presidenti con il suo potenziale tipo genoa, samp, palermo, torino
invece no, non l'ha fatto.
ora arriverà bianchina a spiegarci che non l'ha fatto perché non gli conveniva.
invece gli conviene non portarci in CL. questo, ad oggi, ancora non è riuscito a spiegarmelo bene nessuno.
Citazione di: purple zack il 30 Ago 2015, 17:48hé non gli conveniva.
invece gli conviene non portarci in CL. questo, ad oggi, ancora non è riuscito a spiegarmelo bene nessuno.
Beh sono in tanti che cercano di convincerlo drl contrario.
Fai una cosa mandagli un fax per porgli la domanda o magari partecipa alla prossima assemblea degli azionisti di ottobre
Citazione di: purple zack il 30 Ago 2015, 17:48invece gli conviene non portarci in CL. questo, ad oggi, ancora non è riuscito a spiegarmelo bene nessuno.
I fautori di questa teoria,almeno molti tra quelli che ho sentito io,giornalisti,opinionisti e tifosi,dicono che non vuole andar in champions perché altrimenti è COSTRETTO a fare una squadra più costosa(nn considerando le entrate maggiori però),sia di giocatori che di ingaggi,poi però son gli stessi che dicono che fa sempre come gli pare e quando siamo andati in champions c'ha portato Vignaroli.Mah!Incoerenza assoluta.
Citazione di: MauroLaziale il 30 Ago 2015, 18:05
I fautori di questa teoria,almeno molti tra quelli che ho sentito io,giornalisti,opinionisti e tifosi,dicono che non vuole andar in champions perché altrimenti è COSTRETTO a fare una squadra più costosa(nn considerando le entrate maggiori però),sia di giocatori che di ingaggi,poi però son gli stessi che dicono che fa sempre come gli pare e quando siamo andati in champions c'ha portato Vignaroli.Mah!Incoerenza assoluta.
Non sono tra i seguaci di questo filone culturale ma nell unica champions arrivo vignaroli (e artipoli peraltrp mai schierati) mentte il resto e cronaca di qiesti giorni.
Citazione di: purple zack il 30 Ago 2015, 17:48
oggi, ancora non è riuscito a spiegarmelo bene nessuno.
no, non e' che non gli conviene.
non gli sposta niente.
perche' poi i soldi della CL lui li deve reinvesti' se non vuol essere inseguito coi forconi.
Troppa fatica, chi glielo fa ffa'?
Infatti mentre la squadra stava a Leverkusen con la sua cornice marcia, lui si stava a riposa' a Cortina.
:p
(a volte mi sembra che ve le cercate proprio. Forse per questo Lui vi piace tanto)
Data messaggio Oggi, 19:58
Comprate sto * di centrocampista di qualità, zio porcone, sennò facciamo la fine del milan del 2011.
Comunque non capisco perchè allegri si ostina a giocare col 352 sapendo che mette padoin regista. Uscito il buon pado la differenza si è vista, peccato per l'espulsione di evra.
Data messaggio Oggi, 19:58
io soffro, stiamo abdicando
Data messaggio Oggi, 19:58
Marotta si deve dimettere stasera.
Imprescindibili Morata, Pereyra, Marchisio. Basta 5-3-2, per l'amor del cielo - basta...
Commenti presi da u forum di gente che ha vinto gli ultimi 4 scudetti e 31 (o 33) in totale ... che ci ha battuto nelle recenti due finali e che ha sponsor, proprietà ricchissima e stadio di proprietà
Siamo tutti uguali!!
Citazione di: Palo il 30 Ago 2015, 20:14
Siamo tutti uguali!!
certi tifosi sono uguali a tutte le latitudini
Citazione di: Palo il 30 Ago 2015, 20:14
Data messaggio Oggi, 19:58
Comprate sto * di centrocampista di qualità, zio porcone, sennò facciamo la fine del milan del 2011.
Comunque non capisco perchè allegri si ostina a giocare col 352 sapendo che mette padoin regista. Uscito il buon pado la differenza si è vista, peccato per l'espulsione di evra.
Data messaggio Oggi, 19:58
io soffro, stiamo abdicando
Data messaggio Oggi, 19:58
Marotta si deve dimettere stasera.
Imprescindibili Morata, Pereyra, Marchisio. Basta 5-3-2, per l'amor del cielo - basta...
Commenti presi da u forum di gente che ha vinto gli ultimi 4 scudetti e 31 (o 33) in totale ... che ci ha battuto nelle recenti due finali e che ha sponsor, proprietà ricchissima e stadio di proprietà
Siamo tutti uguali!!
:o :o :o :o :o
L'erba del vicino...
Accidenti, il tifoso è tifoso ed irrazionale. Sempre ed a tutte le latitudini, in Italia e in Spagna o Inghilterra. Odiamo l'avversario, odiamo chi non ci fa godere (sia esso un portiere, un centravanti o un allenatore o un presidente). Io me ricordo le conta stazioni a Lenzini, a Calleri e a Cragnotti, voi?
Dopo le 8 vittorie il forum pullulava di "grazie Tare" ora è diventato uno che ne azzecca una sì e altre (molte secondo alcuni) no.
Non ci si può fare niente ma, almeno, manteniamo un po' di equilibrio.
Ovvio che se domani vendono Keita e/o FA e non prendono nessuno anche io faccio esplodere a formello.
Ecco, mò commentamo questa tragedia...
La sconfitta ci può stare, ma non come in queste due ultime partite.
Me fanno male le dita
Inviato dal mio iPhone utilizzando Coppainfaccia 71"
Citazione di: Palo il 30 Ago 2015, 20:43
Ovvio che se domani vendono Keita e/o FA e non prendono nessuno anche io faccio esplodere a formello.
Tipo dopo Hernanes?
Allora ti consiglierei di risparmiare i soldi per il tritolo, co sta crisi in atto costa tanto pure quello ;-)
Inviato dal mio Nexus 6 utilizzando Tapatalk
Ero sereno dopo la svela contro i tedeschi, oggi sto mettendo in discussione alcune cose....
Citazione di: ThomasDoll il 30 Ago 2015, 22:45
Ecco, mò commentamo questa tragedia...
La cosa che mi ha fatto terribilmente girare i c@@@@@@i è stata che Meggiorini ha potuto fare il c@@@o che gli pareva in mezzo al campo. Per chi non ricordasse:
Citazione di: radar il 17 Apr 2014, 08:44
Mentre noi ci dividiamo sulla "solita" questione, ai pezzi di sterco non sembra vero e ne approfittano per attaccare ancora una volta la Lazio ed i suoi giocatori... (http://www.lazio.net/news/2014/04/17/meggiorini-mauri-gioca-vergogna-gazzetta-dello-sport/)
:x :x :x
Citazione di: bak il 31 Ago 2015, 08:32
La cosa che mi ha fatto terribilmente girare i c@@@@@@i è stata che Meggiorini ha potuto fare il c@@@o che gli pareva in mezzo al campo. Per chi non ricordasse:
La avevo dimenticata ...
Meggiorini non doveva nemmeno arrivare al terzo minuto con le ginocchia intere ...
Si può perdere ma si deve onorare la maglia. E su questo non ci sono dicotomie tra laziali e tifosi d'altre squadre. Ecco il mio commento alla partita di ieri, che ha trasformato il Marc'Antonio Bentegodi in Marcantonio Benteróseghi.