Ciao a tutti. Sono iscritto al forum da molti anni, vi seguo sempre ma non scrivo mai, ogni volta che penso di farlo interviene qualcuno molto più bravo di me che scrive quello che penso io

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Però il Lotito di quest'inizio stagione mi ha fatto ripiombare nella crisi che ebbi non appena arrivò. Confesso che pensai: "ecco qua, ce mancava pure l'ultimo epigono del generone romano, questo non è capace, saremo ridotti ad un fenomeno folkloristico, perché proprio a noi, ecc. ecc.". Ma la strizza all'epoca fu tremenda, enorme. Se ci ripenso me sento ancora male. Poi ho cercato di digerirlo seguendo un ragionamento banale che fu il seguente: "insomma quanto devo campà ancora? se questo resta per vent'anni o trenta anni che faccio? m'avveleno la mia vita da laziale?". E mi sono rassegnato. E, obiettivamente, tra alti e bassi, qualche soddisfazione niente male è arrivata. In mezzo a incazzature e frustrazioni memorabili, ma è arrivata.
Ora, quello che è successo quest'estate è un po' diverso. La precedente qualificazione in Champions non fa testo. Era stata troppo casuale e condizionata dall'eccezionalità della situazione. E poi era lo spessore stesso di quella squadra che non convinceva. Quest'anno era diverso. Direte voi: "ma la squadra dell'anno scorso chi l'ha fatta?" Lui l'ha fatta. E appunto per questo, cazzo. Continua.
Lo so, lo so, non c'è nulla da fare. Dovrò rifare lo stesso ragionamento dell'epoca tanto me resta da campà ancora meno e godiamoci quello che viene. E Forza Lazio.
Mi rassegno. Ma finisce qui. Altri discorsi non sono validi. Tipo la crescita costante o ancor di più la riflessione storica sui piazzamenti della squadra nel tempo. Secondo me non hanno nessun senso. Non consolano. Non confortano. Nello sport, e nel calcio in particolare non si ragiona così. E, meno di tutti ragiona così il tifoso, ci mancherebbe altro. Se dovessi fare un grafico (non me ne voglia Zanzalf) delle performance del trentennio 1970 - 2000 (badate bene, si tratta un lungo periodo in termini di significatività statistica) che otterrei? Serie B, Scudetto, galleggiamento, Serie B, Serie A, ariserie B, drammi, Serie A, progressione, Coppe, Scudetto. Una bella curva varia. Me che significa? Non ci fu crescita, non ci fu decrescita. Ci fu tutto, ci fu storia. Ciò che contò fu quello che accadde in termini di emozioni, di vita vissuta, di mezzi infarti e di gioie mozzafiato. Il calcio è questo, la vita del tifoso è questa. La competizione è rischio. La programmazione è solo la base.
A scanso di equivoci, io, personalmente non sono abituato bene. mio padre mi regalò la prima tessera quando ho compiuto 10 anni, nel 1973. Prima stagione 73 - 74 (sono stato fortunato lo so, ma poi...).
Insomma, sarò matto io, ma se dovessi scegliere tra un trentennio come quello dal 1970 al 2000 e un trentennio di programmazione attenta e oculata tra il nono e il quarto posto, mi riprendo il secolo scorso tutta la vita. Tanto ho capito, io come tutti, che quando ti capita, ti ritiri.
Poi mi rassegno e mangio sta minestra eh, l'ho già detto.
Vi voglio bene. Un grandissimo Forza Lazio e un solenne e imperituro romammerda