visto ora
i "valori" che veicola il bambino sono pessimi, sono dis/valori in realtà.
gioca da solista, deride chi non sa giocare e infine rifiuta di offrire un gelato a quella bambina perchè dovrebbe vergognarsi d'esser laziale. vergognarsi, usa queste parole
alla fine il "messaggio" - non ti discrimino in quanto disabile ma in quanto tifoso di altra squadra, resta a prima vista positivo, dopo una lettura superficiale, ma se si guarda più dentro l'elemento discriminante resta tutto
il messaggio positivo prevedeva un finale dove il bambino assieme alla bimba se ne andavano a prendere il gelato, anche dopo il siparietto "roma-lazio"
alla fine sono due bambini che si dividono, pure in modo brutto, nonostante il sorriso di lei
e quel sorriso finale infatti suona falso, amaro, è una forzatura registica
nella realtà non funziona cosi, nella realtà nessun bambino farebbe notare con stupore la disabilità ad una bambina, elemento dove la regista costruisce il "colpo di scena"
per cui resta il sapore di falso, di furberia, di conoscenza perfetta del meccanismo facile che punta alla pancia, quel meccanismo capace di viralizzare il prodotto.
robetta, pure girata male tecnicamente
non stupisce il coro di consensi, qui siamo dentro l'estetica facebook, proprio dentro...dentro