Terza amichevole estiva per la Lazio, finora la più sfortuna. Non tanto per la sconfitta per 1-0 contro il Vicenza, con i big entrati in campo solo intorno al 60′, ma quanto per l'infortunio di Morrison, costretto a lasciare il campo con le stampelle. Marco Parolo ha commentato la gara ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3:
Si chiude il ritiro, a che punto siete?
"Stiamo lavorando, ci sta aver le gambe un po' imballate. Non ci sta perdere, perché bisogna sempre cercare il risultato. Da domani pensiamo a una partita importante e a crescere. La strada è ancora lunga, il lavoro paga: se continuiamo a lavorare i risultati arriveranno".
Giusto mix tra giovani e esperienza?
"Il mix è giusto, ma bisogna avere cattiveria e rabbia, come l'anno scorso. Non bisogna dare nulla per scontato, è mancata un po' di cattiveria e voglia di lottare. I giovani devono capire cosa vuol dire giocare nella Lazio, dobbiamo fargli capire il nostro spirito. Se lo facciamo torneremo ad essere la squadra dell'anno scorso".
Questa l'intervista del 18 luglio a fine partita a Marco Parolo dopo Lazio-Vicenza 0-1.
Un'intervista dai toni abbastanza "esagerati" visto che stiamo parlando di una semplice amichevole, ed era pure la prima che perdevano. Non era, cioè, neppure dopo il filotto di sconfitte in Belgio e Germania.
Parolo si è aggregato in ritiro, come tutti i nazionali, solamente il 13 luglio. Non ha fatto né preraduno, né raduno, ne primi giorni di ritiro.
In poche parole, in appena 4 giorni, già aveva capito che c'era qualcosa che non andava.
Chi sono questi "giovani" di cui parla Parolo? Milinkovic e Kishna ancora dovevano essere acquistati. Patric gia s'era rotto in ritiro. Morrison stava risultando il migliore in quell'inizio di raduno. Hoedt, poveraccio, non credo visto che avevano giocato solo coi campagnoli dell'Auronzo e la difesa più o meno non era stata sollecitata.
A esclusione i "giovani" dovrebbero essere Keita, Cataldi, Felipe Anderson. Immagino. Non penso a Murgia o a Oikonomidis.
Perché Parolo dopo soli 4 giorni di ritiro già era incazzato?
Che è successo?