Da ammalati a convalescenti in 72 ore, per la guarigione non ci ancora tempi certi.
Pioli ha messo in campo una formazione con più logica rispetto a quella di Napoli e la squadra riprende il filo di un discorso conosciuto, grande impatto sulla partita di un rientrante Djordjevic, prezioso nel portare immediatamente il pressing alla difesa genoana favorendo il recupero di molti palloni da parte di un centrocampo più tecnico degli ultimi visti, Milinkovic catalizza una marea di palloni e soprattutto si fa sentire con tutto il suo peso nei contrasti aerei in mezzo al campo, una delle mancanze che più soffrivamo lo scorso anno.
Bene gli esterni anche se si sono accesi tardi e sono sembrati timidi in avvio di gara ma la tensione era tanta e con la testa pesante forse è stato meglio non rischiare giocate difficili.
Migliori in campo Basta e Marchetti, una spinta costante ed una presenza importante in ogni zona di sua competenza ed oltre per Dusan ed un paio di parate decisive per Federico nel momento più difficile da gestire.
Sottotono Parolo e Cataldi, Danilo in particolare non riesce ancora ad anticipare quel poco necessario per trovare e trovarsi nel posto giusto e ribaltare l'azione con più velocità, Marco è sembrato invece più attento a contenere che ad andare e questo lavoro oscuro non gli fa mostrare tutte le sue qualità.
Centrali di difesa rivedibili e ancora poco coordinati nei movimenti però sono stati duri quanto bastava e i loro errori questa volta non hanno avuto conseguenze negative.
Rimane solo l'analisi della prestazione di Senad Lulic nel non consueto ruolo di terzino e delle sue sgroppate sulla fascia, ha certamente fatto meglio delle ultime partite ma è ancora lontano dall'essere al top della forma e, per chi fa della corsa la dote migliore, questo limita il suo apporto al collettivo, anche lui da rivedere come altri al rientro degli assenti, in particolare Biglia che potrebbe essere la medicina giusta per riportare la Lazio in piena salute.
P.S. In convalescenza ed incerottati a cominciare da Pioli che aveva intorno tanti giocatori per mantenere, correggere o cambiare l'assetto della squadra malgrado mancassero degli infortunati importanti, forse la rosa è squilibrata anagraficamente ma è una rosa completa.