Citazione di: Monsieur Opale il 14 Ott 2015, 18:20
1) Si, c'è ma è marginale numericamente e fatica ad emergere. Giusto
La narrazione di sinistra che dovrebbe aggregare, organizzare e dar forza a queste voci fuori dal coro moderato/qualunquista/fascista secondo te nasce per opera dello spirito santo?
ad un certo punto, che ne so, dopodomani alle 15.30, qualcuno, da qualche parte saprà trovare i modi e le parole per risolvere sta cosa?
io invece penso che la narrazione di sinistra si possa affermare quando le condizioni oggettive siano favorevoli, quando i rapporti di forza iniziano a mutare a vantaggio...(neanche di una classe, è improprio), ma di alcuni settori del paese.
la narrazione per vivere ha bisogno di un contesto favorevole
2) le domande ve le faccio io: come mai le uniche alternative in grado di mettere in crisi i "poteri forti" sono in mano a grillo o a salvini e non alla sinistra di Fat?
eppure c'è crisi, caos, diseguaglianza, disoccupazione, terreno fertile per una narrazione di sinistra
...ma chi è "contro" invece sceglie opzioni di natura diversa
Perchè la narrazione di Fat non convince? E' colpa del pd?
3) E concludo: in attesa di tempi migliori (al netto dell'opinione pubblica e dei suoi storici vizi..) una idea di sinistra deve vivere. Ma oggi non può essere troppo radicale ed elitaria, altrimenti resta appannaggio di pochi discepoli illuminati che curano il fuoco mentre fuori il mondo cammina per altre vie. Serve una sinistra concreta, realista, che stia sul pezzo senza troppi voli ideologici. Che si sporchi le mani trattando con renzi, con alfano, col diavolo. Questo serve alla nostra gente orfana di riferimenti, non una sinistra nostalgica, novecentesca, elitaria, incapace di parlare se non ricorrendo ad un linguaggio incomprensibile ai più, che fa le pulci alla sinistra meno sinistra.
Hanno necessità di una sinistra che porti a casa risultati, che restituisca orgoglio.
Il resto è fuffa novecentesca.
Mi sono permesso di dividere le tue considerazioni in punti così da poterti rispondere meglio.
1) A mio avviso sbagli a dire che l'Italia è divisa tra salvini, renzi e grillo.
In questo modo disconosci una fetta enorme di popolazione italiana che non è convinta da nessuno di questi tre, ma allo stesso tempo non trova una collocazione. Ed è quasi la maggioranza, quindi dovrebbe godere di una grande considerazione e invece la tua lettura rischia di rendere assolutamente invisibile.
E' vero che però le posizioni di sinistra sono marginali e secondo me è altrettanto vero che lo sono perché non ci sono determinate condizioni. Quel che non condivido è che queste condizioni siano "oggettive".
Le condizioni sono in gran parte soggettive.
2) Per condizioni soggettive intendo due cose:
- le alternative sono altre rispetto a quelle di sinistra perché quelle di sinistra hanno storicamente perso tra socialismo reale (Urss e Cina) e riflusso dei movimenti del dopoguerra.
Non si può ricominciare una storia se non si capisce dove ha fallito. O si riprende in mano il modello di alternativa e lo si ripensa, oppure non c'è sinistra che tenga. Senza un modello a cui far riferimento si è come una nave in mezzo al mare senza bussola. E questo vale tanto per la sinistra moderata che per quella radicale.
- le alternative sono altre perchè sono saltati i rapporti sociali costituenti. Nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nei luoghi di formazione si è verificata un'atomizzazione crescente che ha prodotto la disillusione nei confronti dei processi collettivi. L'individuo è tutto e risolve i suoi problemi individualmente (ma questa è una pia illusione e infatti l'individuo prende un sacco di mazzate di questi tempi).
Come si recupera un livello collettivo? In rapporti concreti di socialità.
Il Mutuo Soccorso, la solidarietà sociale, la possibilità di produrre un aiuto concreto, materiale, per i bisogni sociali sono la precondizione a riprodurre relazioni sociali che possano darsi anche sul piano politico.
Non parlo di teoria, ma di pratica. Attuabile qui e ora, fin da subito. C'è infatti chi già lo fa, me compreso.
3) Una sinistra che fa quel che dici tu pensa di essere concreta ma nel migliore dei casi è naif e inconcludente, nel peggiore è in piena malafede e punta semplicemente a riprodurre il suo attuale stato di vantaggio relativo (ossia il mantenimento dell'attuale status quo politico).
oggi la sinistra deve ripensarsi profondamente, deve rimettere a critica anche i suoi assunti base e misurarli nuovamente all'interno delle contraddizioni sociali.
Quanto sta facendo Podemos in Spagna è un parziale esempio, non esente da limiti ed errori.
In termini più generali potrei dirti che il centro del discorso oggi è l'articolazione del cosiddetto "Poder Popular", che prova a ridefinire la democrazia, la partecipazione diretta e la socializzazione delle ricchezze facendosi carico del fallimento dei modelli centralizzati.