Addio Marino?

Aperto da Giako77, 08 Ott 2015, 13:34

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cartesio

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Citazione di: kelly slater il 08 Ott 2015, 23:48
la cosa piú divertente sarebbe comunque il vedere i meccanismi del conflitto
lacerante che attanaglia la nostra tifoseria allargarsi a 3 milioni di persone

Lotito c'hai levato la municipalità!!

cartesio

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Citazione di: chuck6 il 09 Ott 2015, 07:49
Roma, Renzi ha già deciso: "Niente primarie il nome lo scelgo io"

Per Renzi le primarie sono secondarie.    :oops:

FatDanny

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Pazzesco come la colpa sia sempre e comunque della gente.
Sempre.
Se vota Grillo è perché ha dato il voto all'antipolitica.
Se vota a destra è perché ha dato il voto ai fascisti.
Se vota l'estrema sinistra è perchè ha dato un voto agli estremisti.
Se vota il PD è perché ha dato il voto a Marino.

Sbagliano tutti, sbagliano sempre. Tranne loro.
Loro si che conoscono la Verità, il Giusto, il Bene per il paese e per la Città.

La peggiore tradizione del PCI insieme alla peggiore tradizione della DC.
Qualcuno ci salvi, si accettano anche divinità fuorimoda...

arkham

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Per me c'è un solo nome spendibile da Pd, per credibilità, storia politica e cv: Fabrizio Barca.
Coniuga l'essere avulso da dinamiche incancrenite proprie del pd romano (qualità che Marino aveva), ad una certa esperienza in ambito amministrativo (qualità non riconosciuta a Marino).
Sarebbe considerato indipendente (è l'uomo che ha scoperchiato il pd romano) e autorevole (è stato un Ministro, gode di un prestigio politico che Marino non aveva, può contare su una base nel partito).

Tutti motivi per cui non sarà lui il candidato, ma qualche palazzinaro o funzionario allineato.

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Zanzalf

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Ma "loro" chi Danny?
Vuoi capire che loro e noi sono la stessa cosa?
Buzzi è un ex carcerato che ha messo su una coperativa. E' uno di "noi".
Marino era della società civile, un medico, anticasta, antiapparato, anticlericale (guarda Auparayo, come ti invita a sostenerlo). Uno di "noi".

fish_mark

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Che il sindaco di Roma abbia contatti con i costruttori non dovrebbe destare scandalo visto che la più potente forza imprenditoriale nella città eterna sono appunto i costruttori. Che il sindaco si schieri con una o l'altra fazione quindi rientra nell'ambito naturale (si fa per dire) delle dinamiche di potere. Che il sindaco di Roma riesca a contenere le potenti spinte incanaldole verso una corretta gestione del territorio questa rappresenterebbe una vera e propria notizia.

Il sindaco Marino nel caso dello stadio dela Roma si è gettato con tutto il suo corpo nell'impresa ma finora i suoi sforzi non sono stati ancora premiati. Si è distinto per idee e posizioni nuove ed estreme per una città come Roma, dalla pedonalizzazione dei Fori ai matrimoni gay, ma per il resto è stato travolto dallo scandalo di Roma capitale e da cui non è stato capace di tirarsi fuori, anche se va detto che sarebbe stata una impresa davvero titanica.

La gestione della sua immagine e della sua figura è stata poi una sequenza di errori, con un crescendo davvero rossiniano. Verrebbe voglia di parlare con il suo consigliere politico per farsi dire le dritte che gli ha fornito, per un sindaco di una capitale costretto a rendere conto pubblicamente la scelta dei piatti in un ristorante: uno spettacolo degno di una commedia all'italiana. Il risultato è stata la sua figura totalmente compromessa (è meglio che ritorni al suo antico mestiere), mentre dall'altra parte è da rimarcare lo sforzo del suo partito nella sua difesa pari allo zero.

Cosa ci sia da festeggiare è interessante scoprire. Viviamo in una città che da una decina di anni ha perso la bussola politica, è sempre più immersa in una confusione totale a livello amministrativo mentre è sempre più evidente come la presa della criminalità sia generale e cresce il disagio nelle periferie.

GGW

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Citazione di: FatDanny il 09 Ott 2015, 10:07
Pazzesco come la colpa sia sempre e comunque della gente.
Sempre.
Se vota Grillo è perché ha dato il voto all'antipolitica.
Se vota a destra è perché ha dato il voto ai fascisti.
Se vota l'estrema sinistra è perchè ha dato un voto agli estremisti.
Se vota il PD è perché ha dato il voto a Marino.

Sbagliano tutti, sbagliano sempre. Tranne loro.
Loro si che conoscono la Verità, il Giusto, il Bene per il paese e per la Città.

La peggiore tradizione del PCI insieme alla peggiore tradizione della DC.
Qualcuno ci salvi, si accettano anche divinità fuorimoda...
per quello che mi riguarda finche' ci saranno persone talmente ottuse che sostengono acriticamente qualcuno "PERCHE' ME L'HA DETTO IL PARTITO E IL PARTITO HA SEMPRE RAGIONE" allora non cambiera' mai niente.chi viene da quei partiti ragiona cosi' purtroppo

marco87

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Scusate la domanda ma se lotito entrasse in politica non si potrebbe candidare lui? Con la sua bravura nei bilanci farebbe belle cose per me, :S metterebbe più in ordine tutto

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FatDanny

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Co Lotito sindaco de Roma a Valmontone ce vado io...

(sarebbe probabilmente l'ipotesi peggiore dopo la Meloni)

purple zack

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Citazione di: GGW il 09 Ott 2015, 10:44
per quello che mi riguarda finche' ci saranno persone talmente ottuse che sostengono acriticamente qualcuno "PERCHE' ME L'HA DETTO IL PARTITO E IL PARTITO HA SEMPRE RAGIONE" allora non cambiera' mai niente.chi viene da quei partiti ragiona cosi' purtroppo

è il cruccio del PD romano. io non li capisco.

domani è convocata un'assemblea d'urgenza dei GD, ce l'hanno tutti con Renzi, tutti cazzo. so' tutti contro le dimissioni di Marino, tutti sanno cosa c'è stato dietro, eppure niente.

l'unica cosa certa che sanno è che resteranno nel PD. Ma porcaputtana, siete una forza, siete un gruppo saldo, non siate solo una sigla, sfanculate il nazionale che vi ha sfanculato e radunate attorno a una proposta seria per Roma le forze attive che ci sono!

NO! noi comunque siamo del PD, mica come quel traditore di Civati.

gente intelligente e  di sinistra che si sente tradita da Civati più che da Renzi. boh

anderz

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Tornando su Ignazio.
È successo questo, più o meno: un PD, all'epoca ancora con labili elementi ideologici di centrosinistra e alleato col tristerrimo partito vendoliano, durante le prime elezioni italiane a 4 poli esprime,  tramite primarie, una delle sue grandi promesse in chiave futura come candidato sindaco di Roma. Vincere quelle elezioni, con il disastro Alemanno ancora vivo e un M5S ancora non radicato benissimo nella capitale, è un gioco da ragazzi. Agrandecoalizzionedercendrosinistra, frizzi e lazzi.
Marino, vero e proprio corpo avulso rispetto alla città, vuole prendere di petto alcuni problemi atavici del comune, ma il suo stesso partito è una bella fetta del malaffare romano, che spartisce d'amore e d'accordo con i "nemici" neofascisti; le battaglie contro i malagrottari e la volontà di implementare il trasporto su bici sono meritorie ma combattute malissimo: bike sharing morto subito e città sporchissima; ovvio, senza l'evidenza di un miglioramento ti fai nemici i cittadini, quelli che magari ignorano molte delle dinamiche interne al comune, e cominci rapidamente a perdere popolarità.
Il problema, quello che gli impedisce di emergere come leader di un movimento di opinione radicalmente in contrasto con un passato e presente di corruzione e magnaccia, de palazzinari e mafiosi, è anche il suo carattere vanesio condito dalla tendenza a mentire.
Vecchio vizio, intendiamoci. Marino venne ignominiosamente cacciato da Pittsburgh per una storia di rimborsi gonfiati (ma guarda), circostanza che in America gli avrebbe impedito di candidarsi a New York o Washington DC, ma in Italia, con personaggi capaci di nefandezze ben peggiori, la cosa è notata a malapena.
Poi arriva il caudillo Renzi, uomo di punta della Confindustria e artefice della definitiva ( forse irreversibile) trasformazione del PD in partito neoliberista. Renzi, almeno all'inizio, è indeciso se supportare Marino; sembrerebbe davvero l'unica ancora di salvezza del partito più corrotto della capitale, ma, visto che come Berlusconi campa di apparenza e sondaggi, si rende conto che la terra bruciata fatta intorno al sindaco può rappresentare davvero un problema nella tenuta del governo. Ignazio, che fiuta lo tsunami che lo sta per travolgere, comincia a comportarsi in maniera irrazionale nel goffo tentativo di salvare il salvabile: si appella ai romanisti per il progetto sssadio (una speculazione edilizia monstre che da sola squalifica tutto il suo operato) inimicandosi ancor di più il ras Caltagirone, si mette a trascrivere i matrimoni gay senza una base giuridica per ingraziarsi i progressisti facendo al contempo lo stalker baciapile del papa, alienandosi sia dagli anticlericali che dai cattolici, tenta tristemente la carta dell'antifascismo per riunire a sè la sinistra e poi, sui lavoratori del colosseo in sacrosanta assemblea sindacale, fa il thatcheriano de ferro.
Insomma, un disastro. Condito poi da una marea infinita di gaffe  e una pessima amministrazione dell'ordinario che, con tutti i nemici che aveva ( da casapound a sel passando per San Pietro), lo ha annientato politicamente per sempre.

Ciao Mari'

GGW

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Citazione di: purple zack il 09 Ott 2015, 11:16
è il cruccio del PD romano. io non li capisco.

domani è convocata un'assemblea d'urgenza dei GD, ce l'hanno tutti con Renzi, tutti cazzo. so' tutti contro le dimissioni di Marino, tutti sanno cosa c'è stato dietro, eppure niente.

l'unica cosa certa che sanno è che resteranno nel PD. Ma porcaputtana, siete una forza, siete un gruppo saldo, non siate solo una sigla, sfanculate il nazionale che vi ha sfanculato e radunate attorno a una proposta seria per Roma le forze attive che ci sono!

NO! noi comunque siamo del PD, mica come quel traditore di Civati.

gente intelligente e  di sinistra che si sente tradita da Civati più che da Renzi. boh
dalla parte di mio padre (piu' o meno 60enni)sono tutti militanti del vecchio PCI a sentirli parlare sono tutti contro Renzi pero'  votano PD ogni volta,a Natale mi sono beccato del fascista...io li capisco,una vita a dar battaglia,una vita a denunciare le storture e le ingiustizie di un sistema e sempre irrimediabilmente alle elezioni venivi sconfitto.ora vinci (diciamo cosi')sei maggioranza e sei al potere:a loro non sembra vero,la vivono come una rivalsa e sistematicamente se contesti sei un fascista.La scuola di Partito li faceva diventare cosi' e nonostante i tempi che cambiano la mentalita' resta quella

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arturo

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Un partito funziona così:
1 - si condivide il progetto e gli obiettivi
2 - si discute sul COME realizzare progetto ed obiettivi, se necessario dividendosi
3 - ci si predispone al CONFRONTO sul come, con la premessa, la promessa, di non mollare la baracca se viene deciso un COME diverso dal proprio
4 - si vota
5 - si sostiene chi è stato scelto, come fosse il proprio

Poi c'è l'alternativa dell'extrasinistra. Tipo che si presenta una listatsipras e poi ci si divide a mazzetti di tre. Tipo che ci sono una decina di organizzazioni post-comuniste ciascuna in mutua ripicca e in incipiente ulteriore scissione.

Lascio a voi vaticinare su quale delle due forme organizzative ha maggior possibilità di ottenere un qualsiasi risultato.

FatDanny

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Citazione di: GGW il 09 Ott 2015, 11:25
dalla parte di mio padre (piu' o meno 60enni)sono tutti militanti del vecchio PCI a sentirli parlare sono tutti contro Renzi pero'  votano PD ogni volta,a Natale mi sono beccato del fascista...io li capisco,una vita a dar battaglia,una vita a denunciare le storture e le ingiustizie di un sistema e sempre irrimediabilmente alle elezioni venivi sconfitto.ora vinci (diciamo cosi')sei maggioranza e sei al potere:a loro non sembra vero,la vivono come una rivalsa e sistematicamente se contesti sei un fascista.La scuola di Partito li faceva diventare cosi' e nonostante i tempi che cambiano la mentalita' resta quella

quante verità e quante risposte alla crisi attuale della sinistra in così poche righe....

Thorin

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Citazione di: anderz il 09 Ott 2015, 11:24
Tornando su Ignazio.
È successo questo, più o meno: un PD, all'epoca ancora con labili elementi ideologici di centrosinistra e alleato col tristerrimo partito vendoliano, durante le prime elezioni italiane a 4 poli esprime,  tramite primarie, una delle sue grandi promesse in chiave futura come candidato sindaco di Roma. Vincere quelle elezioni, con il disastro Alemanno ancora vivo e un M5S ancora non radicato benissimo nella capitale, è un gioco da ragazzi. Agrandecoalizzionedercendrosinistra, frizzi e lazzi.
Marino, vero e proprio corpo avulso rispetto alla città, vuole prendere di petto alcuni problemi atavici del comune, ma il suo stesso partito è una bella fetta del malaffare romano, che spartisce d'amore e d'accordo con i "nemici" neofascisti; le battaglie contro i malagrottari e la volontà di implementare il trasporto su bici sono meritorie ma combattute malissimo: bike sharing morto subito e città sporchissima; ovvio, senza l'evidenza di un miglioramento ti fai nemici i cittadini, quelli che magari ignorano molte delle dinamiche interne al comune, e cominci rapidamente a perdere popolarità.
Il problema, quello che gli impedisce di emergere come leader di un movimento di opinione radicalmente in contrasto con un passato e presente di corruzione e magnaccia, de palazzinari e mafiosi, è anche il suo carattere vanesio condito dalla tendenza a mentire.
Vecchio vizio, intendiamoci. Marino venne ignominiosamente cacciato da Pittsburgh per una storia di rimborsi gonfiati (ma guarda), circostanza che in America gli avrebbe impedito di candidarsi a New York o Washington DC, ma in Italia, con personaggi capaci di nefandezze ben peggiori, la cosa è notata a malapena.
Poi arriva il caudillo Renzi, uomo di punta della Confindustria e artefice della definitiva ( forse irreversibile) trasformazione del PD in partito neoliberista. Renzi, almeno all'inizio, è indeciso se supportare Marino; sembrerebbe davvero l'unica ancora di salvezza del partito più corrotto della capitale, ma, visto che come Berlusconi campa di apparenza e sondaggi, si rende conto che la terra bruciata fatta intorno al sindaco può rappresentare davvero un problema nella tenuta del governo. Ignazio, che fiuta lo tsunami che lo sta per travolgere, comincia a comportarsi in maniera irrazionale nel goffo tentativo di salvare il salvabile: si appella ai romanisti per il progetto sssadio (una speculazione edilizia monstre che da sola squalifica tutto il suo operato) inimicandosi ancor di più il ras Caltagirone, si mette a trascrivere i matrimoni gay senza una base giuridica per ingraziarsi i progressisti facendo al contempo lo stalker baciapile del papa, alienandosi sia dagli anticlericali che dai cattolici, tenta tristemente la carta dell'antifascismo per riunire a sè la sinistra e poi, sui lavoratori del colosseo in sacrosanta assemblea sindacale, fa il thatcheriano de ferro.
Insomma, un disastro. Condito poi da una marea infinita di gaffe  e una pessima amministrazione dell'ordinario che, con tutti i nemici che aveva ( da casapound a sel passando per San Pietro), lo ha annientato politicamente per sempre.

Ciao Mari'

Non so chi voti e non lo voglio sapere, ma analisi perfetta.

FatDanny

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Citazione di: anderz il 09 Ott 2015, 11:24
Tornando su Ignazio.
È successo questo, più o meno: un PD, all'epoca ancora con labili elementi ideologici di centrosinistra e alleato col tristerrimo partito vendoliano, durante le prime elezioni italiane a 4 poli esprime,  tramite primarie, una delle sue grandi promesse in chiave futura come candidato sindaco di Roma. Vincere quelle elezioni, con il disastro Alemanno ancora vivo e un M5S ancora non radicato benissimo nella capitale, è un gioco da ragazzi. Agrandecoalizzionedercendrosinistra, frizzi e lazzi.
Marino, vero e proprio corpo avulso rispetto alla città, vuole prendere di petto alcuni problemi atavici del comune, ma il suo stesso partito è una bella fetta del malaffare romano, che spartisce d'amore e d'accordo con i "nemici" neofascisti; le battaglie contro i malagrottari e la volontà di implementare il trasporto su bici sono meritorie ma combattute malissimo: bike sharing morto subito e città sporchissima; ovvio, senza l'evidenza di un miglioramento ti fai nemici i cittadini, quelli che magari ignorano molte delle dinamiche interne al comune, e cominci rapidamente a perdere popolarità.
Il problema, quello che gli impedisce di emergere come leader di un movimento di opinione radicalmente in contrasto con un passato e presente di corruzione e magnaccia, de palazzinari e mafiosi, è anche il suo carattere vanesio condito dalla tendenza a mentire.
Vecchio vizio, intendiamoci. Marino venne ignominiosamente cacciato da Pittsburgh per una storia di rimborsi gonfiati (ma guarda), circostanza che in America gli avrebbe impedito di candidarsi a New York o Washington DC, ma in Italia, con personaggi capaci di nefandezze ben peggiori, la cosa è notata a malapena.
Poi arriva il caudillo Renzi, uomo di punta della Confindustria e artefice della definitiva ( forse irreversibile) trasformazione del PD in partito neoliberista. Renzi, almeno all'inizio, è indeciso se supportare Marino; sembrerebbe davvero l'unica ancora di salvezza del partito più corrotto della capitale, ma, visto che come Berlusconi campa di apparenza e sondaggi, si rende conto che la terra bruciata fatta intorno al sindaco può rappresentare davvero un problema nella tenuta del governo. Ignazio, che fiuta lo tsunami che lo sta per travolgere, comincia a comportarsi in maniera irrazionale nel goffo tentativo di salvare il salvabile: si appella ai romanisti per il progetto sssadio (una speculazione edilizia monstre che da sola squalifica tutto il suo operato) inimicandosi ancor di più il ras Caltagirone, si mette a trascrivere i matrimoni gay senza una base giuridica per ingraziarsi i progressisti facendo al contempo lo stalker baciapile del papa, alienandosi sia dagli anticlericali che dai cattolici, tenta tristemente la carta dell'antifascismo per riunire a sè la sinistra e poi, sui lavoratori del colosseo in sacrosanta assemblea sindacale, fa il thatcheriano de ferro.
Insomma, un disastro. Condito poi da una marea infinita di gaffe  e una pessima amministrazione dell'ordinario che, con tutti i nemici che aveva ( da casapound a sel passando per San Pietro), lo ha annientato politicamente per sempre.

Ciao Mari'

mi associo a Thorin, lettura più che condivisibile.

laziAle82

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 "Ho un sms di Veltroni che mi consigliava Luca Odevaine come capo dei vigili  urbani di Roma"

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FatDanny

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Io spero solo che in un moto di orgoglio Marino tiri fuori cos'è davvero il PD.
Non ci credo tanto perché pure se lo facesse, poco dopo lo condurrebbero a più miti consigli, con le buone o con le cattive.

ma a scoperchiare questo vaso di pandora ci sarebbe da divertirsi.
"er partito daaa sinistra"...  :sisisi: :sisisi:

GGW

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certo che vedere e sentire persone cento volte piu' corrotte di Marino fare cori da stadio per festeggiare le sue dimissioni e' sconfortante

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