La ferita aperta dello sport romano

Aperto da fish_mark, 08 Ott 2015, 10:46

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Il nostro Giorgione

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La soluzione é ovvia e legalmente praticabile.

La Lazio si prende il Flaminio gratis e lo rimette a posto, mantenendolo in uso per 99 anni, con riqualificazione dell'area circostante.

L. in via perequativa/compensativa si becca l'edificabilitá su una quota dei terreni della tiberina.

Se po' fá?   

SSL

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 09 Ott 2015, 00:19
La soluzione é ovvia e legalmente praticabile.

La Lazio si prende il Flaminio gratis e lo rimette a posto, mantenendolo in uso per 99 anni, con riqualificazione dell'area circostante.

L. in via perequativa/compensativa si becca l'edificabilitá su una quota dei terreni della tiberina.

Se po' fá?

Mica male!

robylele

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 09 Ott 2015, 00:19
La soluzione é ovvia e legalmente praticabile.

La Lazio si prende il Flaminio gratis e lo rimette a posto, mantenendolo in uso per 99 anni, con riqualificazione dell'area circostante.

L. in via perequativa/compensativa si becca l'edificabilitá su una quota dei terreni della tiberina.

Se po' fá?

no, per via di rischio esondazione. E' per questo che L. attende coi pop corn gli sviluppi relativi a TdV.

fish_mark

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Citazione di: meanwhile il 08 Ott 2015, 21:48
Ahahaha...la stessa frase, pari pari, dei miei amici laziali di roma stanziati quassù per lavoro, o perchè ce li ha portati la vita, chissà..
io umilmente abbozzo, perchè credo di capire che fare il laziale come me o fare il laziale a Roma, nel continuo confronto giornaliero con quelli là, non è davvero la stessa cosa  :D
Mi sembra però di sentire, ma sarò io suscettibile eh, un tono un pò come dire, matechennevoisapè (che può anche diventare mapoitechevoiahò).
Guarda che siamo in tanti fuori dalle mura, più di quanti crediate...Forza Lazio! :wlazio:

Ma no figurati. E' che cose normalissime come il recupero di precedenti impianti diventano idee lunari all'interno del GRA, nonostante ci siano fermenti culturali potenti da decenni e fervori ambientalistici che la fanno da padrone (ma solo all'opposizione).
Qui vige il dominio della palazzina e senza di quella non si muove niente. Per questo il Flaminio frega un cavolo a nessuno e sta lentamente e inesorabilmente morendo, al centro di Roma, di fronte all'Auditorium, cosa di cui vanno fieri tutti a Roma (ci sono cartelli con indicazioni "Auditoriu" ovunque, dal Portuense al Tiburtino, da Torpignattara a Vigna Clara). Che poi non sarebbe neanche la prima volta:


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robylele

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Citazione di: fish_mark il 09 Ott 2015, 13:05

Qui vige il dominio della palazzina e senza di quella non si muove niente. Per questo il Flaminio frega un cavolo a nessuno e sta lentamente e inesorabilmente morendo, al centro di Roma, di fronte all'Auditorium

certo sarebbe bello che proprio l'attuale presidente del club per cui tifiamo sovvertisse questo andazzo e, a costo di rimetterci di suo, ci regalasse questo sogno.

Che poi ci sono più pargheggi a Viale Tiziano che davanti al Foro Italico, va detto.

Bambino

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ogni volta che lo vedo mi piange il cuore, è un vero peccato.. per me poi, come immagino per molti della mia età è un vero sacrilegio, ho dei ricordi bellissimi di quello stadio, ricordo un lazio-napoli 3-0 (il napoli di maradona) con doppietta di amarildo.. per me la lazio in serie a è al flaminio, i ricordi più vivi sono li, avevo 12 anni..

dovrebbero rimetterlo a posto e farci giocare il rugby e tutti i concerti, così da lasciare all'olimpico solo il calcio e l'atletica che per ovvi motivi al flaminio non si può fare, risolverebbero anche il problema del campo devastato dopo ogni partita di rugby..

le ultime volte che sono andato al flaminio ci ho visto un'amichevole lazio-chelsea e un allenamento della nazionale prima della partenza per un mondiale, non ricordo quale, forse quello di corea e giappone..

Zarathustra

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Molto prima che si parlasse di Tor di Valle la fregola edificatrice di Lotito si spense.

Per una ragione molto semplice e che sta sotto gli occhi di tutti, da anni: l'edilizia è stata ed è ancora in crisi profonda, ha collezionato record negativi sotto tutti i punti di vista. I debiti, l'invenduto e gli inutilizzi hanno raggiunto livelli spaventosi. L'emorragia di posti di lavoro ha toccato record mondiali.

Indipendentemente da quello che succederà a Tor di Valle, quando e se il settore si riprenderà, anche lui riprenderà con i suoi progetti.

Che senz'altro non comprenderanno affatto il Flaminio (ahimè).




alex73

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 09 Ott 2015, 00:19
La soluzione é ovvia e legalmente praticabile.

La Lazio si prende il Flaminio gratis e lo rimette a posto, mantenendolo in uso per 99 anni, con riqualificazione dell'area circostante.

L. in via perequativa/compensativa si becca l'edificabilitá su una quota dei terreni della tiberina.

Se po' fá?
mi sembra la soluzione più ragioneve....

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alex73

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Citazione di: AquilaCalva il 08 Ott 2015, 23:27
E perché non torna a chiederlo?
ignoro le logiche che sono dietro a richieste simili ...a mio avviso per fare queste cose ci deve essere una volontà poli a che si sposa con una fattibilità imprenditoriale

alteadler

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Ne abbiamo parlato gia' tantissime volte del Flaminio. Una in piu' ci puo' stare anche per me visto che me ne sono occupato abbastanza e che conosco bene gli eredi Nervi (amicizia, non  lavoro).
Allora: per cominciare il manufatto e' bello marcio. Bisogna raderlo al suolo e qui nasce il primo problema. Anni fa (non chiedetemi perche' e/o per come) si e' deciso di fare del Flaminio una sorta di monumento nazionale. Proibito toccarlo, proibito modificarlo se non con il consenso della famiglia dell'architetto. Mettiamo che la famiglia ci stia (ma non e' cosi': qualcuno vuole rifarlo ma com'era e non come servirebbe) ecco la seconda questione. Dalle macerie spunteranno (non uso appositamente il condizionale) cocci, piastrelle, pezzi di colonna del primo secolo. Se ne accorsero quando, buttata giu' la Rondinella, iniziarono a scavare per il Flaminio (N.B. il vero nome e' "stadio Torino") e se ne riaccorsero quando iniziarono a scavare le fondamenta dell'auditorium. Ma vuoi che i sindaci dell'epoca facessero spallucce perche' la prospettiva olimpica e museale fosse prioritaria, vuoi perche' gli ecologisti non entrarono in campo, vuoi perche' si nascose bene il tutto, i reperti furono imbucati in qualche foiba o magari concessi ai manovali per rivenderli alpostodi pagargli gli straordinari (la leggenda vuole che sia per il Flaminio  sia per l'auditorium fossero rivenduti una mezza dozzina di busti e di teste marmoree in buono stato.....).
E veniamo a noi. Il Coni, cheavanza pretese milionarie per l'affitto dell'Olimpico, provo' dopo gli anni '60-'70 a sbolognarese non lo stadio, almeno piscina e palestre. Ma il non uso aveva gia' cominciato a degradarle. Poi, dopo i mondiali del '90, ad Olimpico rinnovato, torno' alla carica. Gli costava troppo il mantenimento dell'impianto e non lo affitava nessuno. O meglio, provo' ad affitarlo per concerti rock, rimendiando una serie infernale di denunce da parte dei pariolini alloggiati li' sopra e che gia' digrignavano i denti per i fumi delle canne che si sprecavano e si trovavano bombardati dai decibel fino alle 2 di notte. Allora che ti studiano Petrucci & company? Molliamo l'impianto al comune. In Campidoglio abboccano pensando a chissa' quale avvenieristica soluzione (e' a questo punto che cominciano ad offrirlo alle squadre romane ma soprattutto alla Lazio) ma poi si trovanoa dover fare i conti con una marea di no. La Lazio ad esempio, scopre che forse potrebbe anche ristrutturare,ma con  soldi suoi e con la proprieta' che sarebberimasta al Coni. Anche il Coni dice no: troppo facile per il comune affittare a reuma o Lazio. Allora lo faccio io. Insomma si ricomincia da capo.
viene in soccorso il rugby con gli indimenticabili tubi Innocenti nelle curve per aumentare la capienza. Ma anche qui dura poco. Servono stadi da 50-60mila posti per il 6 nazioni. E siamo di nuovo ds capo.

come la vedo io? Difficile che il Flaminio rinasca. Ed e' un peccato. Ma forse si potrebbe studiare con Lotito (che e' tutt'altro che scemo e che non butta via manco 10 csntesimi) una possibile soluzione a 4: Lazio, coni, comune, famiglia Nervi. Il cui succo puo' essere questo. Il Coni concede la possibilita' che la Lazio ristrutturi il Flaminio d'intesa con la famiglia Nervi e ne conceda la gestione alla stessa societa' per 150 anni con la possibilita' a quella data di riscattare lo stadio (dice: lo voi paga' du' spicci... ma se non t'accontenti, ci perdi e basta.....) e in piu' concede sempre alla Lazio con le stesse date e regole l'adiacente palazzetto dello sport (puro lui bello fatiscente) da destinare alla polisportiva.
Il Comune, da parte sua,s'impegna al varo del progetto entro 5 mesi, fa sapere (informalmente) che non cerchera' reperti durante il rifacimento e che, per ringraziare Lotito dell'impegno per ripristinare un monumento nazionale ed una quota importante della direttrice pontedellamusica-vialedelvignola-flaminio-auditorium, gli concedera' l'edificabilita' di X metricubi in terreni (non alluvionali) che lo stesso Lotito indichera' entro tre anni.
Dice: ma i soldi per lo stadio da 45mila? E per il palazzetto? Quelli, se fai l'accordo, li trovi.
Il problema vero e' invece arrivarea un qualche accordo. Altrimenti anche il Flaminio diverra' una ennesima "rovina" di Roma antica. Visto che non si potra' neanche tirarlo giu' come il povero, vecchio e bellissimo velodromo dell'Eur......




WhiteBluesBrother

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Citazione di: alteadler il 10 Ott 2015, 00:14
Ne abbiamo parlato gia' tantissime volte del Flaminio. Una in piu' ci puo' stare anche per me visto che me ne sono occupato abbastanza e che conosco bene gli eredi Nervi (amicizia, non  lavoro).
Allora: per cominciare il manufatto e' bello marcio. Bisogna raderlo al suolo e qui nasce il primo problema. Anni fa (non chiedetemi perche' e/o per come) si e' deciso di fare del Flaminio una sorta di monumento nazionale. Proibito toccarlo, proibito modificarlo se non con il consenso della famiglia dell'architetto. Mettiamo che la famiglia ci stia (ma non e' cosi': qualcuno vuole rifarlo ma com'era e non come servirebbe) ecco la seconda questione. Dalle macerie spunteranno (non uso appositamente il condizionale) cocci, piastrelle, pezzi di colonna del primo secolo. Se ne accorsero quando, buttata giu' la Rondinella, iniziarono a scavare per il Flaminio (N.B. il vero nome e' "stadio Torino") e se ne riaccorsero quando iniziarono a scavare le fondamenta dell'auditorium. Ma vuoi che i sindaci dell'epoca facessero spallucce perche' la prospettiva olimpica e museale fosse prioritaria, vuoi perche' gli ecologisti non entrarono in campo, vuoi perche' si nascose bene il tutto, i reperti furono imbucati in qualche foiba o magari concessi ai manovali per rivenderli alpostodi pagargli gli straordinari (la leggenda vuole che sia per il Flaminio  sia per l'auditorium fossero rivenduti una mezza dozzina di busti e di teste marmoree in buono stato.....).
E veniamo a noi. Il Coni, cheavanza pretese milionarie per l'affitto dell'Olimpico, provo' dopo gli anni '60-'70 a sbolognarese non lo stadio, almeno piscina e palestre. Ma il non uso aveva gia' cominciato a degradarle. Poi, dopo i mondiali del '90, ad Olimpico rinnovato, torno' alla carica. Gli costava troppo il mantenimento dell'impianto e non lo affitava nessuno. O meglio, provo' ad affitarlo per concerti rock, rimendiando una serie infernale di denunce da parte dei pariolini alloggiati li' sopra e che gia' digrignavano i denti per i fumi delle canne che si sprecavano e si trovavano bombardati dai decibel fino alle 2 di notte. Allora che ti studiano Petrucci & company? Molliamo l'impianto al comune. In Campidoglio abboccano pensando a chissa' quale avvenieristica soluzione (e' a questo punto che cominciano ad offrirlo alle squadre romane ma soprattutto alla Lazio) ma poi si trovanoa dover fare i conti con una marea di no. La Lazio ad esempio, scopre che forse potrebbe anche ristrutturare,ma con  soldi suoi e con la proprieta' che sarebberimasta al Coni. Anche il Coni dice no: troppo facile per il comune affittare a reuma o Lazio. Allora lo faccio io. Insomma si ricomincia da capo.
viene in soccorso il rugby con gli indimenticabili tubi Innocenti nelle curve per aumentare la capienza. Ma anche qui dura poco. Servono stadi da 50-60mila posti per il 6 nazioni. E siamo di nuovo ds capo.

come la vedo io? Difficile che il Flaminio rinasca. Ed e' un peccato. Ma forse si potrebbe studiare con Lotito (che e' tutt'altro che scemo e che non butta via manco 10 csntesimi) una possibile soluzione a 4: Lazio, coni, comune, famiglia Nervi. Il cui succo puo' essere questo. Il Coni concede la possibilita' che la Lazio ristrutturi il Flaminio d'intesa con la famiglia Nervi e ne conceda la gestione alla stessa societa' per 150 anni con la possibilita' a quella data di riscattare lo stadio (dice: lo voi paga' du' spicci... ma se non t'accontenti, ci perdi e basta.....) e in piu' concede sempre alla Lazio con le stesse date e regole l'adiacente palazzetto dello sport (puro lui bello fatiscente) da destinare alla polisportiva.
Il Comune, da parte sua,s'impegna al varo del progetto entro 5 mesi, fa sapere (informalmente) che non cerchera' reperti durante il rifacimento e che, per ringraziare Lotito dell'impegno per ripristinare un monumento nazionale ed una quota importante della direttrice pontedellamusica-vialedelvignola-flaminio-auditorium, gli concedera' l'edificabilita' di X metricubi in terreni (non alluvionali) che lo stesso Lotito indichera' entro tre anni.
Dice: ma i soldi per lo stadio da 45mila? E per il palazzetto? Quelli, se fai l'accordo, li trovi.
Il problema vero e' invece arrivarea un qualche accordo. Altrimenti anche il Flaminio diverra' una ennesima "rovina" di Roma antica. Visto che non si potra' neanche tirarlo giu' come il povero, vecchio e bellissimo velodromo dell'Eur......
Interessante intervento, che illustra in parte le problematiche, diciamo quelle più salienti.
A completamento, e sempre per i vincoli summenzionati, lo stadio non è né sopraelevabile, né scavabile, nè copribile. In pratica la cosiddetta ristrutturazione dovrebbe limitarsi a ripristinare il manufatto così com'era, un'operazione da decine di milioni di euro con ritorno zero, visto che un catino scoperto con spazi e linee da anni 50 oggi ha  valore zero, è come voler vendere al pubblico oggi una macchina molto elegante ma che parte a manovella e ha la capottina di cuoio e plastichetta. La differenza è che per gli stadi non esistono collezionisti, complicato spostarlo e metterselo in garage...
Ci sarebbe anche altro, per esempio i residenti a cui piace lo sfascio attuale perché "non c'è rumore". Ah, per quanto concerne gli eredi nervy, ho calcolato che nel 2027 scadono i loro vincoli (70 anni dal progetto definitivo) ma la natura di tali vincoli è discutibile. Essendo i vincoli sul progetto, dove sta scritto che una demolizione e ricostruzione violi tali vincoli? Si costruisce altro senza alterare. Il  problema è che per fare  questo il MIBACT dovrebbe rimangiarsi la sua dichiarazione di vincolo, e lo vedo improbabile.

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