Caro tornado, avere degli amici non è reato.
E cmq, uno Stato in cui "poliziotti e secondini" cambiano atteggiamento nei confronti di un cittadino in base al contesto in cui avviene questo contatto, o peggio ancora, si sostituiscono al giudice, IMHO, è uno Stato con dei grossi problemi. Specie se è uno Stato la cui Costituzione all'articolo 3 (3, non 3333333) primo comma cita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.
Dovremmo preoccuparci di pretendere dalle ffoo. di trattare FD&co. esattamente come trattano Mario Rossi, non insinuare che FD se vengono trattati in un certo modo è perché sicuramente hanno fatto qualcosa (oppure, prima o poi combinano qualcosa). IMHO questo atteggiamento culturale piuttosto diffuso in Italia è da estirpare quanto prima poiché è INCOSTITUZIONALE e REAZIONARIO. Si giustifica infatti uno Stato di polizia fondato sulla giustizia preventiva da applicare "per strada" caso per caso in base al censo e ai tratti somatici dei cittadini...