Non è questione tecnica o di tattica.
E' questione di atteggiamento, di subalternità mentale, di soffrire sempre Garcia, di non motivare nessuno, di venire da due sconfitte consecutive e non cambiare nulla, di caricare inutilmente la squadra alla fine di lazio-milan, di non saper scuotere nessuno, di non incazzarsi davanti la mafia dell'arbitro l'antisportività dei romanisti i raccattapalle che ti prendono per il culo, di stare in piedi per 90 minuti come uno zombi, di non capire che tifosi fantastici quei tremila, da soli contro tutto e tutti.
Io non voglio cacciarlo, né che si dimette: vorrei che uno di noi ci parlasse per fargli capire cosa ci ha regalato - per la terza volta consecutiva - e toglierli tutti gli alibi, a partire dalle mosse della società, visto che per primo ha fatto pippa dal 31 maggio 2015.
Di Lotito e del (solito) suicidio sportivo ne parleremo a tempo debito, quando anche qui dentro tutti metteremo da parte il risiko ridicolo egocentrico per concentrarci sul bene della Lazio. E la vergogna di oggi ha molti padri.
Mister, oggi, ti devi vergognare. Già sarebbe qualcosa per ripartire.