In ogni società i ruoli sono teoricamente ben definiti.
Nel calcio, alla dirigenza spetta costruire una squadra di livello in base alle proprie potenzialità e possibilità.
All'allenatore spetta mettere in campo, nel miglior modo possibile, la squadra costruita dalla dirigenza.
Ai giocatori spetta dare il 100 per cento in campo e seguire i dettami posti dal trainer.
Ora, a mio modo di vedere, il cortocircuito che si è creato è per lo più dovuto ai (non) rapporti fra il coach e la squadra nonchè, probabilmente, fra gli elementi della squadra stessa.
Senza dubbio si poteva operare meglio sul mercato ma non posso credere, e i fatti stanno li a dimostrarlo, che questa squadra non possa giocare meglio di come sta facendo quest'anno. Quindi le potenzialità per fare di più ci sono e spetta ai quadri tecnici fare in modo che ciò accada.
Sono oramai troppi gli indizi in questo senso, da quanto detto da Parolo in ritiro e ieri, dalle dichiarazioni di Candreva nel post partita, da quanto successo in panchina con il Milan e ancora ieri, dalle stesse dichiarazioni del Mister.
Così evidentemente non si può andare avanti. Le soluzioni possono essere molteplici. Col senno di poi, sarebbe stato opportuno cedere qualcuno in estate così da acqusitare dei giocatori magari meno forti o quotati ma più funzionali.
Ora si tratta di capire se allenatore e squadra possono ritrovare un'unità di intenti oppure a malincuore andrebbe forse sostituito il tecnico.
A questo proposito, servirebbe in effetti non tanto qualcuno con un curriculum più che vincente quanto un fijo de na... Da noi sono passati buoni allenatori ma tutti molto "puliti" e forse in un ambiente come questo serve altro (tipo un Fascetti dei bei tempi tanto per capirsi).
Anger1