Quando cragnotti definì i tifosi clienti non lo fece per insultarli, come si vuol far spesso intendere, lo fece perchè aveva la straordinaria capacità di capire in anticipo, in largo anticipo quale direzione avrebbe preso il calcio.
l'ingresso delle tv e la possibilità di vedere partite 24 h su 24, sette giorni su sette, ci ha impigrito e ci ha fatto cambiare atteggiamento, si ci ha fatto diventare dei clienti che se insoddisfatti cercano altri modi per passare il tempo.
cragnotti aveva capito con almeno 10 anni di anticipo che il calcio era diventato uno spettacolo televisivo dove lo spettatore continuava ad interessarsi solo se i protagonisti erano di un certo livello altrimenti cambiava canale..
aggiungiamoci tutto quello che è successo da allora in poi, stadi fatiscenti, protagonisti non più così importanti, scarsa comunicazione in un mondo dove saper comunicare è fondamentale ed il gioco è fatto.
Il Laziale ne risente come le altre tifoserie con una differenza, cerca ancora il lato romantico di questo baraccone che è diventato il calcio in Italia, lo fa con la maglia bandiera, lo fa in piazza della libertà ogni 9 gennaio, lo fa parlando continuamente del gol di Fiorini o ricordando Maestrelli e tanti altri, quindi forse è ancora più tifoso di tanti altri.
Ma questo, secondo me, vale solo fino ad una certa generazione di tifosi, poi, purtroppo, per le generazioni a venire torna a valere la regola del Dottore, oggi si vende di tutto ed il calcio è un prodotto da vendere a dei clienti, non lo vendi se non fai vedere che hai ambizione, che vuoi provare a vincere, che vuoi migliorarti ed è in questo che manca Lotito e questa stagione ne è l'ennesima dimostrazione, ha la straordinaria capacità di farti vedere qualcosa che potrebbe essere ma che poi puntualmente non sarà.