la elle sul cuore

Aperto da Pikkio, 09 Dic 2015, 20:34

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Bello, bellissimo, superlativo!

PabloHoney

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Sempre bello leggerti, e con la L sul cuore...
Forza LAZIO

Paquito

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Il cuore a forma di L.

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a dodici ore o poco più dalla partita di ieri ho ancora molta delusione dentro, sento il bisogno di ritirare su questo topic perchè molto laziale, pieno di lazialità.. e di laziali.
lo avranno detto almeno 100000 persone, se volevamo avere una squadra vincente dovevamo guardare altrove, noi abbiamo scelto di soffrire, di godere poco, di arrabbiarci tanto.
a me la lazio calza a pennello, le cose semplici non mi sono mai piaciute, in questi momenti mi sento ancora più laziale, ho ancora più voglia di biancoceleste, non so bene come spiegarlo ma è come se mi sentissi in dovere di proteggere qualcosa che amo in modo quasi maniacale, e che invece mi fa soffrire tremendamente.. come dite? è autolesionismo? si, forse, o forse no.
è troppo facile quando tutto va bene, non che preferisco che va male, ci mancherebbe.. ma in questi momenti ritrovo tutto l'orgoglio di essere laziale e di indossare questi colori, nessuno mi potrà mai togliere questa sensazione, né i presidenti, né gli allenatori, né i giocatori..

con la elle sul cuore, sempre..

L

zorba

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Citazione di: Pikkio il 09 Dic 2015, 20:34
la domanda che ci dovremmo fare e': stiamo veramente parlando di un gioco? se la risposta e' si, allora vanno bene tutte le analisi che abbiamo fatto e che faremo.

se stiamo parlando davvero di un gioco, il problema principale e' che giochiamo male. in questi casi o sono sbagliati gli interpreti, o e' sbagliato il modulo. in ogni caso c'e' un errore, o di pianificazione o di realizzazione: sulla prima non si puo' tornare indietro adesso, sulla seconda si. servirebbe una mano, in questi casi. ma problema chiama problema, la gente si disaffeziona, la sfica non si distrae mai e continuiamo a giocare tutte le partite da zero a uno senza manco far fare la fatica agli avversari di fare un tiro in porta che ci pensiamo da soli, e non parliamo della questione arbitrale per carita'. ma anche in questo caso, se e' vero che degli arbitri non si deve neanche parlare, se e' vero che contro la sfica tutto cio' che possiamo fare e' usare la scaramanzia, quello su cui si dovrebbe lavorare e' la disaffezione. il problema, un altro, e' che preferiamo entrare allo stadio camminando solo su un piede, sedersi sempre costantemente allo stesso seggiolino, vedere tutta la partita con le dita incrociate sulla palle e non fare un fiato per novantacinque minuti ma se qualcuno intona lotitopezzodimerda, oh, il problema manco me lo pongo. cosi' mentre la samp affonda, la sua gente canta e sventola le bandiere fino al novantesimo, quando partono i giusti fischioni; mentre il verona e' ultimissimo la sua gente canta e tifa e sventola le bandiere, dice che non serve a un cazzo ma, ohibo', mi sembra qualcosa di vicino al tifo. tutti quanti noi a parole cantiamo e beviamo per la lazio, poi andiamo allo stadio e non abbiamo che una sola reazione al silenzio, rivolta verso la tribuna d'onore.

ma lo giuro, io non volevo aprire l'ennesimo topic sugli errori della societa', di pioli, dei calciatori, di lotito e dei laziali, e su quanto invece sono fichi gli altri. e' tutto vero e tutto giusto: gli errori individuali di mauricio sono evidenti come quelli della societa' in sede di calciomercato, o quelli del parrucchiere di felipe anderson nella ricerca del taglio alla michael jackson quando aveva sette anni e cantava coi fratelli nei jackson five, o ancora quelli del pioli di questa stagione, del quale non abbiamo che una foto, preso di spalle, testa bassa e braccia larghe, fatta durante qualsiasi evento, sportivo e non, alla quale ha partecipato anche a livello personale. insomma, lotito va avanti per la sua strada, pioli pure, noi anche, i calciatori idem, e ognuno di noi sbatte contro un altro. sembra un quadro di snake con quattro serpenti che camminano e si ingrandiscono: il gioco dura poco, qualcuno si piglia subito di sicuro.

io non ho medicine ne' cure. dovremmo dare tutti qualcosa in piu', non so cosa: qualcosa. ma darlo noi, senza chiedere che lo facciano gli altri. e invece pioli lo chiede alla squadra, la squadra al pubblico, il pubblico alla societa', la societa' a pioli e finisce il giro. fermiamo 'sto cazzo di giro della morte. c'e' livore, di tutti nei riguardi di tutti, mentre dovremmo essere quantomeno solidali. ci gonfiamo il petto quando parliamo dell'appartenenza ma non ci apparteniamo, stiamo perdendo la gioia, il sorriso, l'orgoglio di essere quelli che siamo per diventare quelli che vorremmo essere. la verita', forse, e' una sola: l'assunto iniziale e' sbagliato, non stiamo parlando di un gioco. non solo, almeno.

io sinceramente faccio volentieri a meno di tutta la retorica delle maglie bagnate di sangue [!] e di sudore, dell'onore e la gloria, del ritorno dalle battaglie con la testa del nemico o senza la propria. ma mi sono visto al termine del primo tempo di lazio-juventus: rassegnato, triste, svuotato. no, cazzo. il giorno dopo, tutti tristi, rassegnati, svuotati. incazzati, chi con lotito, chi con pioli, chi con mauricio. no, cazzo, no. ho piegato il braccio destro, mano chiusa a pugno, pollice e indice aperti. "ma che stai a fa, james bond?" m'ha detto uno spiritoso. non ha capito: ho messo la elle sul cuore.

Citazione di: zorba il 10 Dic 2015, 20:01
Grazie Pikkio!!!

Da riuppare anche e soprattutto dopo il prossimo venturo Lazio - Sampdoria, a prescindere dal risultato, dal gioco espresso e dall'umore post-partita di ciascuno di noi.

Prometto che lo faccio...

:since :since :since

Ogni promessa è debito!

Forza Lazio.

:since :since :since

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valpa62

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Questa L stampata sul mio cuore

pentiux

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La L sul cuore: è un fatto di appartenenza.

El Matador

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Io a Pikkio voglio bene. Veramente.

One Love.

zorba

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Up natalizio per il fantastico topic di Pikkio!!!
Buon NataLe

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arkham

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Capolavoro di Pikkio, che leggo solo oggi.
"Solo Amore" è lo slogan più laziale di sempre.

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paolo71

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non c'è vita senza Te

L

Sliver

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Entro in questo topic di Pikkio in punta di piedi, per quanto è scritto (bene) con il cuore e con lucidità.
Però c'è qualcosa che non mi torna, una sorta di lato oscuro della forza (indubbia, della lazialità), che rischia di confinare con l'accettazione dello status quo, in nome di un destino ritenuto immutabile, che coinciderebbe con la storia sofferta della Lazio, e che rischia di far coincidere il ruolo di tifoso con quello dello spettatore di un calcio che non c'è più.
Non dico che questo sia il pensiero di Pikkio, ma sento questa risonanza quando si discute della presunta "mutazione antropologica" del tifoso laziale o del tifoso in generale nell'epoca del calcio 2.0.

Mi spiego con un esempio: il mito di Superga e del "grande Torino" ha costituito, per i tifosi granata, un atto fondativo del proprio essere appassionati, un marchio di fede, di attaccamento, che li ha sempre spinti ad andare oltre i risultati tecnici della squadra, diciamo "altalenanti", negli ultimi 40 anni.
A distanza di 40 anni dall'ultimo scudetto, rileggendo la storia in controluce, emerge anche un'altra verità: la storia moderna del Toro, dei suoi presidenti e proprietà, si è nascosta dietro quell'icona, inanellando una serie di disastri economici e sportivi, ben rappresentati dall'acclamata subalternità con i cugini juventini. Il derby di Torino, negli ultimi 30 anni (almeno), è diventato il derby meno avvincente della penisola, una differenza tecnica che non si può spiegare solo con la differenza economica, ma soltanto con una subalternità "strutturale" di proporzioni imbarazzanti. Nessuna altra tifoseria avrebbe "accettato" senza far casino una inferiorità così acclarata: hanno vinto un derby dopo 20 anni - non segnavano da non so quanto - ma subito dopo hanno riperso in campionato all'ultimo secondo e vengono distrutti in coppa italia. Non esiste, in Italia, un corrispettivo simile. Anche nei drammatici anni 80, con la Roma a due passi dalla Coppa dei campioni, quella Lazio in bilico sulla B se l'è sempre giocata (9 sfide totali, 1 di coppa italia: 3 vittorie Roma, 1 Lazio, 5 pareggi).
Ecco, secondo me, il caso del Toro è quello di una tradizione gloriosa che, spogliata da una rivendicazione di esigibilità sul presente, diventa ideologia e poi alibi per la società e il presidente di turno che, una volta arrivato, si infila la sciarpa al collo, omaggia Superga e poi lascia la squadra in balia delle barzellette sui derby.

Le parole di Pikkio sono importanti perché rimettono al centro il punto di partenza di questa passione da matti, al di là delle considerazioni tecniche, gestionali, strategiche. Quella L che ci ha emozionati fin da piccoli, senza calcoli o razionalità da ragionieri. Il punto, oggi, è capire perché tanti fratelli e sorelle di curva o di tribuna, su cui hai visto sempre brillare quella L, anche in momenti bui, si tengono quella lettera sul cuore per sé, feriti frustrati e distanti. E' così diffuso e pervasivo questo sentimento che sarebbe riduttivo ridurlo semplicemente a una "sbagliata" volontà soggettiva. Resto convinto che ogni attore di questa vicenda debba fare qualcosa per ridare forza a quella lettera.
Sono fiducioso, però, che con la primavera stia tornando anche un po' di buon senso.

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