Il sedicente family day

Aperto da MisterFaro, 21 Gen 2016, 12:52

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Gio

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Lazionetter
* 10.897
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I credenti non sono obbligati a nulla. Sono tutti film che vi fate per sostenere le vostre tesi.
E per appendere a testa in giú, democraticamente ed in piena libertá, quelli che la pensano diversamente.
Non si vuole vietare nulla. In Italia giá esistono molte norme che riconoscono le unioni civili di ogni genere  e non é successo nulla. Tutta propaganda.
Si propone un modello di societá dove possano convivere i sentimenti di tutti, con pari dignitá, tenendo ben distinti gli ambiti in cui ciò possa avvenire.
É un diritto e si agisce democraticamente, con gli strumenti che si hanno a disposizione, per farlo valere.
Giusto o sbagliato,  ognuno giudichi per sé, secondo le proprie convinzioni.
Poi il Parlamento deciderá e si rispetteranno le leggi. 

FatDanny

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Lazionetter
* 41.056
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Nessun rispetto per il family day, nessun rispetto per chi vi partecipa, come per ogni manifestazione fascista.

Il family day, come detto da Tarallo, non chiede riconoscimento per sé.
non chiede diritti, finanziamenti, agevolazioni per la famiglia "tradizionale".
Cosa che magari io non avrei condiviso, ma avrei rispettato come legittima posizione in campo.

No, il family day Chiede che dei diritti vengano negati ad altri.

Chiede che altri vedano negate delle possibilità sulla base di un loro convincimento.
Questa per me è l'essenza del fascismo.
Per altro si parla di gente che, almeno nei suoi protagonisti pubblici, in merito di famiglia dovrebbe solo star zitta.
Gente che non ne ha mai avuta una (preti), gente che tra divorzi, separazioni e cazzi vari ne ha 3-4, gente che sulla famiglia ha sputato con indifferenza attraverso le sue politiche antipopolari.


Nessun rispetto, nessun riconoscimento democratico.
Per me siete solo gramigna da estirpare.

vaz

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Citazione di: FatDanny il 26 Gen 2016, 09:47
Nessun rispetto per il family day, nessun rispetto per chi vi partecipa, come per ogni manifestazione fascista.

Il family day, come detto da Tarallo, non chiede riconoscimento per sé.
non chiede diritti, finanziamenti, agevolazioni per la famiglia "tradizionale".
Chiede che dei diritti vengano negati ad altri.
Chiede che altri vedano negate delle possibilità sulla base di un loro convincimento.
Questa per me è l'essenza del fascismo.

Nessun rispetto, nessun riconoscimento democratico.
Per me siete solo gramigna da estirpare.


Sbracchiosauro

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* 10.819
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Citazione di: FatDanny il 26 Gen 2016, 09:47
Nessun rispetto per il family day, nessun rispetto per chi vi partecipa, come per ogni manifestazione fascista.

aggiungerei, perché sò strònzo, anche nessun rispetto per chi difende sti quattro bigotti e nessun rispetto pure per chi non li condanna, complici

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Rorschach

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* 13.706
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Quando sei un ragazzo ti sembra che la Società stia cambiando con te, quando cresci ti accorgi con amarezza che lì dove stava 20 anni fa è rimasta.

Vecchi scapoli di 70 anni sposati con il potere che si arrogano il diritto di difendere i bambini, sfruttando la complicità dei lori simili e l'ignoranza dei loro sudditi.

Spero che i miei figli possano emigrare, questo paese e la sua società sono stantii.

Jeffry

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* 13.391
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Citazione di: FatDanny il 26 Gen 2016, 09:47
Nessun rispetto per il family day, nessun rispetto per chi vi partecipa, come per ogni manifestazione fascista.

Il family day, come detto da Tarallo, non chiede riconoscimento per sé.
non chiede diritti, finanziamenti, agevolazioni per la famiglia "tradizionale".
Cosa che magari io non avrei condiviso, ma avrei rispettato come legittima posizione in campo.

No, il family day Chiede che dei diritti vengano negati ad altri.

Chiede che altri vedano negate delle possibilità sulla base di un loro convincimento.
Questa per me è l'essenza del fascismo.
Per altro si parla di gente che, almeno nei suoi protagonisti pubblici, in merito di famiglia dovrebbe solo star zitta.
Gente che non ne ha mai avuta una (preti), gente che tra divorzi, separazioni e cazzi vari ne ha 3-4, gente che sulla famiglia ha sputato con indifferenza attraverso le sue politiche antipopolari.


Nessun rispetto, nessun riconoscimento democratico.
Per me siete solo gramigna da estirpare.

Paro paro.
Si scende in piazza per fare una guerra e lo chiamano Family Day.

MisterFaro

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Lazionetter
* 18.003
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Citazione di: FatDanny il 26 Gen 2016, 09:47
Nessun rispetto per il family day, nessun rispetto per chi vi partecipa, come per ogni manifestazione fascista.

Il family day, come detto da Tarallo, non chiede riconoscimento per sé.
non chiede diritti, finanziamenti, agevolazioni per la famiglia "tradizionale".
Cosa che magari io non avrei condiviso, ma avrei rispettato come legittima posizione in campo.

No, il family day Chiede che dei diritti vengano negati ad altri.

Chiede che altri vedano negate delle possibilità sulla base di un loro convincimento.
Questa per me è l'essenza del fascismo.
Per altro si parla di gente che, almeno nei suoi protagonisti pubblici, in merito di famiglia dovrebbe solo star zitta.
Gente che non ne ha mai avuta una (preti), gente che tra divorzi, separazioni e cazzi vari ne ha 3-4, gente che sulla famiglia ha sputato con indifferenza attraverso le sue politiche antipopolari.


Nessun rispetto, nessun riconoscimento democratico.
Per me siete solo gramigna da estirpare.

Condivido però penso vada distinto tra chi manipola per un proprio tornaconto e chi è manipolato, con questi ultimi si deve provare a dialogare.

FatDanny

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Lazionetter
* 41.056
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Chi è manipolato se svejasse.
Perché nella società dell'opinione pubblica manipolanti e manipolati rappresentano un'unica articolazione.
E, in caso, un'unica colpa.

Stiamo parlando di un concetto semplice: il Family Day non chiede nulla per i soggetti proponenti, cerca solo di limitare altri. Se non capisci questo, sei parte del problema.
E quindi il dialogo è presto raggiunto o è presto eliminato dalle possibili alternative.

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MisterFaro

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Lazionetter
* 18.003
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Sì alle unioni civili, senza se e senza ma, nonostante papa Francesco

Stavolta, propongo due articoli, contemporaneamente. Il primo è l'ho scritto prima dell'intervento di papa Francesco, il secondo dopo. In ogni caso, sono due articoli complementari.

Anch'io, prete, dico sì
di don Giorgio De Capitani

Sì, io prete dico sì alle unioni civili e alla "adozione del figliastro" (non uso l'espressione inglese, sia perché mi risulterebbe difficile pronunciarla bene, sia perché non amo né gli inglesismi né i francesismi o quei termini mutuati dalle lingue straniere).
Dico sì, per varie ragioni. Anzitutto, sono uno spirito libero, e vorrei che il mondo non fosse più diviso tra coloro che stanno nelle regole istituzionali e coloro che sono giudicati irregolari. Il verbo dividere contiene già la radice del male. Il bene risiede nell'unità. Ma la Chiesa, si sa, ha sempre avuto un concetto di unità a modo suo: accorpare ogni valore nel seno della propria struttura massificante. Per fare questo, non le interessa dividere anche l'anima, pur di farla propria, ma lo spirito è un'altra cosa, e sfugge sempre ad ogni appropriazione. Per questo la Chiesa ha sempre dato la caccia agli spiriti liberi, pensando che, distruggendo il loro corpi, anche lo spirito si potesse spegnere.
Ho parlato a proposito di Chiesa, perché essa è il vero ostacolo ancora oggi, nonostante papa Francesco (solo apparenza, ma anch'egli chiuso tra le quattro mura di una religione dogmatica e moralistica).
E sappiamo quanto la Chiesa-religione influenzi ancora politici e fondamentalisti, sempre pronti, nonostante vergognose contraddizioni, a sbandierare i principi cattolici, e preoccupati dell'avanzare di un laicismo distruttivo della famiglia, dimenticando che il virus corrosivo è invece all'interno della Chiesa, a partire dalla gerarchia che predica bene e poi razzola male, e anche dalle pecore che belano nell'ovile, solo perché c'è ancora erba da brucare, disposti anche a rubare l'erba del vicino.
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo a tempo perso di Genova, in merito al dibattito parlamentare sul ddl Cirinnà sulle unioni civili, a margine della Messa celebrata domenica, 17 gennaio, nella cattedrale San Lorenzo, nel capoluogo ligure, in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato, ha detto. «Nelle nostre parrocchie noi vediamo una grandissima coda di disoccupati, inoccupati, di gente disperata che non sa come portare avanti giorno per giorno la propria famiglia. Di fronte a questa situazione, tanto accanimento su determinati punti che impegnano il governo e lo mettono in continua fibrillazione mi pare che sia una distrazione grave e irresponsabile».
Già, caro Bagnasco, lo Stato deve impegnarsi altrove, quando ti fa comodo. Infatti, in fondo il problema del lavoro e della povertà non vanno a colpire il dogma della Chiesa, che invece, quando si tocca la famiglia, allora salta in cattedra e detta legge a tutti.
E quale famiglia lo Stato metterebbe in crisi? La famiglia tradizionale, ovvero quella sempre sostenuta dallo stesso potere politico ed ecclesiastico? Ma la Chiesa dimentica che il vero motore di una famiglia non è il diritto civile o il diritto canonico, ma l'amore, e l'amore non può essere regolamentato da nessuna norma istituzionale.
Ecco, qui sta il cuore del problema: l'amore umano, che la Chiesa nei suoi organi gerarchici non conosce, perché è proibito, tanto proibito da essere vissuto come un dramma per i suoi ministri, che talora si vedono costretti a nasconderlo.
L'amore che cos'è? Che la Chiesa la smetta di dire che è un riflesso dell'amore di Dio, ma per costringerlo poi sui binari della propria pretesa di sindacare anche su Dio, e ci è riuscita finora, da quando, fin dall'inizio del cristianesimo, si è costruito un proprio dio.
Ma l'amore finalmente si sta svincolando dagli artigli di una Chiesa che ha sempre preteso di stabilire ciò che è amore da ciò che non lo è, e che tuttora pretende che tutti, cattolici e non cattolici, la seguano, condizionando anche lo Stato, sostenendo anche economicamente manifestazioni in favore della famiglia tradizionale, che non sono altro che la dimostrazione della peggiore umanità.

***

Sì alle unioni civili, senza se e senza ma,
nonostante papa Francesco

Non credo di essere l'unico prete che dice sì alle unioni civili e anche alla "adozione del figliastro", tuttavia pochi hanno il coraggio di manifestare pubblicamente il proprio pensiero, forse per paura di ritorsioni. Ma, rimanendo sempre nascosti, i preti non potranno mai fare una vera rivoluzione all'interno della Chiesa, la quale, tra apparenti silenzi e dichiarazioni buoniste alla Bergoglio, alla fine riesce sempre a imporre le proprie direttive, manovrando dietro le quinte cattolici fondamentalisti e politici ciecamente succubi del Vaticano, magari sostenendo anche economicamente manifestazioni di piazza.
Venerdì 22 gennaio, durante la tradizionale udienza al Tribunale della Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, papa Bergoglio ha detto tra l'altro: "Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione". Che dire? In quanto capo supremo della Chiesa cattolica, il Papa ha il diritto e il dovere di dire tutto ciò che vuole sulla famiglia, ma all'interno della Chiesa, per i suoi membri. Non lo contesto per questo. Casomai, contesto il suo buonismo: con dichiarazioni a grande effetto mediatico, Bergoglio sembra il più aperto tra i pontefici di tutti i secoli, quando in realtà è come tutti gli altri, tranne che i suoi predecessori non fingevano. E contesto il fatto che vuole imporre il proprio modello di famiglia, al di fuori della Chiesa.
Ciò che mi ha fatto arrabbiare, anche in quanto cristiano, è quando il Papa ha detto: «La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al "sogno" di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell'umanità». Qual è il "sogno" di Dio? Se è un "sogno", come tu, povero papa di una Chiesa che si è inventato un proprio dio, puoi dire che si tratta della famiglia tradizionale? A meno che il "sogno" non sia quello di una Chiesa diventata religione che, proprio per questo, ha tradito il Mistero di Dio.
E poi, che significa "per la salvezza dell'umanità"? Salvezza e umanità: due parole da capogiro! Se "salvezza" è un termine tipicamente biblico, su cui bisognerebbe discutere per intere giornate, "umanità" abbraccia un universo di valori che non possono essere la prerogativa di nessuna religione, e tantomeno di quella cattolica. La religione non deve servirsi dell'umanità, ma servire l'umanità!
Ma non è finita. Il Papa ha detto: «Quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell'amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa». Ho letto bene: "vivono in uno stato oggettivo di errore"? Con quale presunzione la Chiesa parla di stato oggettivo e di stato soggettivo, come se avesse il diritto di distinguere ciò che è legge naturale da ciò che non lo è? Da qui è facile arrivare alla distinzione tra buoni e cattivi, tra giusti e peccatori. Ma l'ipocrisia di papa Bergoglio arriva al punto di affermare, sempre con il solito buonismo accattivante: «Quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell'amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa». Come a dire: meno male che ci siete voi, che vivete in uno stato di errore, così Dio potrà dimostrare di essere misericordioso, ma non solo Dio, ma anche la Chiesa, che in tal modo potrà attivare il meccanismo sacramentario, per non farlo arrugginire. Ma la Chiesa-struttura non si è mai guardata nello specchio? Se lo facesse, forse non avrebbe bisogno di creare altri stati oggettivi di errore, dal momento che essa stessa è in stato permanente oggettivo di errore.
Dovrei a questo punto allargare il discorso e parlare di amore. Ma non è qui il momento di trattare argomenti che meriterebbero un altro confronto. Con la Chiesa-struttura sarà sempre difficile parlare di amore in tutta la sua ampiezza. Basterebbe dire che, quando si scende nel proprio essere, la Chiesa preferisce starsene fuori, perché l'essere è qualcosa di profondamente divino che sfugge alla religione in quanto tale. Eppure, basterebbe scendere un pochino dentro di noi, per incontrare quell'unità che coinvolge tutti, senza dover distinguere o separare, perché questo è il vero male dell'umanità: distinguere e separare, in nome di un ordine che solo apparentemente compatta, per il semplice motivo che ognuno di noi è se stesso, indipendentemente da ogni imposizione politica o religiosa. Le parole come normalità o anormalità, regolarità o irregolarità, stato oggettivo o stato soggettivo non fanno parte del mondo dell'essere. Ma la Chiesa, continuerà, nonostante papa Francesco, a dare sfoggio di bravura distinguendo e separando. Questa è l'arte del maligno.

da http://www.dongiorgio.it/24/01/2016/16900/

vagabond

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Da credente e praticante non mi sento obbligato a fare nulla in quanto ho una mia testa per ragionare.
Il family day è una porcata come tutte le cose atte a ledere i diritti altrui. Ognuno deve essere libero di vivere la propria vita come meglio crede, senza nuocere al prossimo ovviamente.

La chiesa si impicciasse di meno e cercasse di mantenere i pochi superstiti che ancora le vanno dietro (compreso me) aggiornandosi e riconoscendo i diritti altrui.

Mi hanno stancato tutte queste polemiche, lo stato è Laico, e leggere tanti post su facebook o altri posti mi fa ribrezzo. Ormai sono ricicciati fuori tutti i democristiani, fascisti e bigotti che per un po si erano nascosti.
(Magari questi poi hanno 7 mogli 3 amanti oppure vanno a prostitute etc.)

Gio

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Il pensiero che chi non la pensa allo stesso modo sia fascista o manipolato chiude ogni possibile discussione. Si parte da basi sbagliate.
L'idea che si agisca per negare diritti e non per proporre un modello é nella testa di chi si oppone.
Si agisce democraticamente e questo basta. Chi non é d'accordo se ne fará una ragione.
Poi si rispetterá la legge che verrá come é giusto che sia.

Family Day, comunque, in sé non significa nulla e raccoglie dentro di sé mille anime spesso nemmeno troppo d'accordo tra loro.
É un po' come quando ti dicono che la Lazio ha una tifoseria fascista, rendendo generale, per convenienza dialettica, un solo aspetto della questione.
Buona discussione.

Rorschach

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* 13.706
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Citazione di: Gio il 26 Gen 2016, 11:02
Il pensiero che chi non la pensa allo stesso modo sia fascista o manipolato chiude ogni possibile discussione. Si parte da basi sbagliate.
L'idea che si agisca per negare diritti e non per proporre un modello é nella testa di chi si oppone.
Si agisce democraticamente e questo basta. Chi non é d'accordo se ne fará una ragione.
Poi si rispetterá la legge che verrá come é giusto che sia.

Family Day, comunque, in sé non significa nulla e raccoglie dentro di sé mille anime spesso nemmeno troppo d'accordo tra loro.
É un po' come quando ti dicono che la Lazio ha una tifoseria fascista, rendendo generale, per convenienza dialettica, un solo aspetto della questione.
Buona discussione.

Non proporre, bensì imporre.
Il 'modello' è già proposto e fruibile al 100% per chi lo vuole applicare.
Offrire opportunità diverse è un aumento dei diritti disponibili, e non una diminuzione di quelli esistenti.

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Jeffry

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* 13.391
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Citazione di: Gio il 26 Gen 2016, 11:02
...
Si agisce democraticamente e questo basta.
...

Avoja.
Come Maroni che usa il Pirellone come manifesto.
Bel paese democratico e civile l'Italia.

Eagles77

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Lazionetter
* 14.436
Registrato
Citazione di: Gio il 26 Gen 2016, 11:02

Si agisce democraticamente e questo basta. Chi non é d'accordo se ne fará una ragione.


Come se ne sono fatta una ragione quelli del family day...uguale uguale.
Democrazia a orologeria.
Nessun rispetto per chi non ha rispetto.

er polipo

*
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* 2.555
Registrato
Citazione di: MisterFaro il 21 Gen 2016, 12:52
Sabato 30 gennaio a Roma, ci sarà la nuova edizione del sedicente "Family Day", decine di migliaia di persone che manifesteranno per continuare a non dare diritti alle persone sulla base delle scelte in ambito affettivo e sessuale.
Esponendo cartelli che affermano falsità in alcuni casi, credenze popolari in altre, tutto fa brodo per contrastare quello che definiscono "sterco del demonio", "contronatura", "sconfitta per l'umanità", eccetera.

....

Cosa farete per contrastare culturalmente questa ondata omofoba?

Se non si è d'accordo con il decreto Cirinna, si è omofobi. Vabbe'...  :roll:

FatDanny

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Lazionetter
* 41.056
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No, il decreto Cirinna per me è tutto fuorché perfetto, quindi hai voglia a non essere d'accordo, a criticarlo, a cassarlo proprio.
Così come è giusto ritenere più importante altre cose, così come è giusto pretendere aiuti per la famiglia "tradizionale". Peccato che tutto questo il Family day non lo faccia.
E allora si, ci si accolla la responsabilità di essere omofobi.

Se non si è d'accordo che le persone hanno dei diritti a prescindere dal loro orientamento sessuale si, si è omofobi.
Se si pensa che un bambino cresca "deviato" perché ha due padri o due madri si, si è omofobi (perché si ritiene che una coppia gay sia "problematica" di per sé, IN QUANTO GAY. Oppure dovremmo togliere i figli a tutte le madri single. Dovremmo togliere i figli a tutti i separati/divorziati.
Non è così? Allora non scassate il cazzo con teorie pseudo-scientifiche che non hanno alcuna attinenza con la realtà).
Se si pensa che dei diritti possano essere negati per un proprio convincimento personale, si, si è omofobi.

Non si può stabilire il confine dell'omofobia sulla base della propria percezione, fin troppo facile.
Il confine dell'omofobia te lo dicono i diretti interessati, i soggetti lgbt, così come il confine del razzismo te lo dicono quelli che lo subiscono sulla loro pelle.

Troppo facile che a stabilire il confine sia il soggetto che esercita la relazione di potere.
Anzi più che facile oserei dire che è quasi una buffonata...

er polipo

*
Lazionetter
* 2.555
Registrato
Citazione di: FatDanny il 26 Gen 2016, 12:43
No, il decreto Cirinna per me è tutto fuorché perfetto.

Ma se non si è d'accordo che le persone hanno dei diritti a prescindere dal loro orientamento sessuale si, si è omofobi.
Se si pensa che un bambino cresca "deviato" perché ha due padri o due madri si, si è omofobi (perché si ritiene che una coppia gay sia "problematica" di per sé, IN QUANTO GAY).
Se si pensa che dei diritti possano essere negati per un proprio convincimento personale, si, si è omofobi.

Non si può stabilire il confine dell'omofobia sulla base della propria percezione, fin troppo facile.
Il confine dell'omofobia te lo dicono i diretti interessati, i soggetti lgbt, così come il confine del razzismo te lo dicono quelli che lo subiscono sulla loro pelle.

Troppo facile che a stabilire il confine sia il soggetto che esercita la relazione di potere.
Anzi più che facile oserei dire che è quasi una buffonata...

Non contesto il merito di quel che scrivi: penso anche io che i diritti riconosciuti agli uni non detraggano nulla dei diritti dati agli altri. Non ho un'idea precisa di quanto l'adozione nell'ambito di una coppia omosessuale possa o meno essere un problema per i bambini, ma anche su questo direi che alla fine l'amore di due persone, qualunque sia il loro sesso, valga più di uno schema sociologico, qualunque esso sia e di qualunque natura.

Ma non mi piace che ogni volta, in questo tipo di polemiche, ne vada di mezzo la libertà di espressione e la demonizzazione di chi la pensa diversamente. Nel XXI secolo, ancora non abbiamo imparato a dialogare senza offenderci. Al gay pride nessuno si è messo a rovinare il diritto delle persone di manifestare le proprie idee, mentre a Torino, gli attivisti hanno fatto di tutto per provocare disordini e disturbare la manifestazione silenziosa dell'altra parte.

Nella contingenza, poi: se io non fossi d'accordo con il decreto Cirinna, che opzioni "pratiche" mi rimangono, a parte sostenere il family day?

MisterFaro

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Lazionetter
* 18.003
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Citazione di: er polipo il 26 Gen 2016, 12:52
Nel XXI secolo, ancora non abbiamo imparato a dialogare senza offenderci.



Citazione di: MisterFaro il 21 Gen 2016, 12:52







Cosa ti hanno risposto questi del sedicente family day?

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italicbold

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carib

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* 30.539
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La guera è guera.
Appoggio la mozione Tarallo/Allen

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