3 indici sulle labbra

Aperto da Adler Nest, 25 Gen 2016, 10:45

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Aregai

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OT
Me tocca cambia' avatar.
Quando scrive Aregai rileggo sempre pensando "Ma quando l'ho scritta 'sta cosa?"
[/quote]

OT
ho cambiato io, via...c'hai più post  :D   
annaffio un po' fiore (semicit.)
EOT

Alcares

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Citazione di: Aregai il 28 Gen 2016, 10:02
Citazione di: Alcares
OT
Me tocca cambia' avatar.
Quando scrive Aregai rileggo sempre pensando "Ma quando l'ho scritta 'sta cosa?"

OT
ho cambiato io, via...c'hai più post  :D   
annaffio un po' fiore (semicit.)
EOT
Per evitare nonnismi, ho cambiato anche io.
Restando in tema floreale  ;)

Tornando invece in topic, io spero che 'sti tre indici siano almeno serviti per far capire a tutti, giocatori e tifosi, che così non si va da nessuna parte.

cersius

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Citazione di: Alcares il 28 Gen 2016, 10:36


Tornando invece in topic, io spero che 'sti tre indici siano almeno serviti per far capire a tutti, giocatori e tifosi, che così non si va da nessuna parte.

la dirigenza no?

Alcares

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* 5.524
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Citazione di: cersius il 28 Gen 2016, 12:44
la dirigenza no?
La Dirigenza non la calcolo più.

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orchetto

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* 12.967
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Ripeto quello che dicevo.
Candreva indirizzava il suo gesto ai giornalisti;
Cataldi non ha fatto nulla di che, si è gasato per la rete ed è corso verso la curva sotto cui ha segnato;l'impeto dimnostrato...insomma... si capiva che se segnava sotto la Maestrelli veniva sotto il distinto o la tevere.
La cosa a mio avviso andrebbe focalizzata sul solo Keita, tenendo fuori il resto della squadra.

Alcares

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Citazione di: orchetto il 28 Gen 2016, 17:08
Ripeto quello che dicevo.
Candreva indirizzava il suo gesto ai giornalisti;
Cataldi non ha fatto nulla di che, si è gasato per la rete ed è corso verso la curva sotto cui ha segnato;l'impeto dimnostrato...insomma... si capiva che se segnava sotto la Maestrelli veniva sotto il distinto o la tevere.
La cosa a mio avviso andrebbe focalizzata sul solo Keita, tenendo fuori il resto della squadra.
Non lo so.

Mi pare che le dichiarazioni post partita facciano pensare altrimenti.

Kredskin

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* 9.072
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Citazione di: orchetto il 28 Gen 2016, 17:08
Ripeto quello che dicevo.
Candreva indirizzava il suo gesto ai giornalisti;
Cataldi non ha fatto nulla di che, si è gasato per la rete ed è corso verso la curva sotto cui ha segnato;l'impeto dimnostrato...insomma... si capiva che se segnava sotto la Maestrelli veniva sotto il distinto o la tevere.
La cosa a mio avviso andrebbe focalizzata sul solo Keita, tenendo fuori il resto della squadra.
Sono completamente d'accordo

gesulio

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* 19.411
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Citazione di: orchetto il 28 Gen 2016, 17:08
Ripeto quello che dicevo.
Candreva indirizzava il suo gesto ai giornalisti;
Cataldi non ha fatto nulla di che, si è gasato per la rete ed è corso verso la curva sotto cui ha segnato;l'impeto dimnostrato...insomma... si capiva che se segnava sotto la Maestrelli veniva sotto il distinto o la tevere.
La cosa a mio avviso andrebbe focalizzata sul solo Keita, tenendo fuori il resto della squadra.

che poi, rivedendo il gesto, mi pare che lo esegua in maniera piuttosto discreta, trascurabile, quasi sommessa. almeno dal mio punto di vista.

in un altro ambiente si sarebbe potuto tranquillamente sorvolare su questo gesto, magari evitabile, questo sì, però ad opera di un ragazzetto poco più che ventenne, pieno zeppo di talento, istinto e voglia di sfondare.
e a maggior ragione perché il ragazzo si chiama Keita, uno che non ho mai visto avere mezzo atteggiamento pubblico non improntato alla dimostrazione di grande affetto per i nostri colori e assoluta fedeltà alla maglia.

e invece siamo qui, a Roma, sponda Lazio (frega cazzi che anche di là fanno così quando le cose non vanno...). qui tutto va amplificato e drammatizzato, soprattutto laddove si possa esacerbare fino alle estreme conseguenze una mezza colpa da parte di chiunque rappresenti ufficialmente la Lazio, in campo e fuori.

quello che sta accadendo sui social ufficiali, del ragazzo e della SS Lazio, relativamente alla questione dito sulle labbra, è un qualcosa di inaudito. è vero che la maggiorparte dei tifosi ha avuto atteggiamenti di sostegno e incitazione, ma a me pare assurdo anche un solo commento pieno di insulti che non provenga da un romanista.
e invece ce ne sono a dozzine.

vabbe', sarò strano io, è molto probabile.

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MisterFaro

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Citazione di: gesulio il 28 Gen 2016, 17:28
che poi, rivedendo il gesto, mi pare che lo esegua in maniera piuttosto discreta, trascurabile, quasi sommessa. almeno dal mio punto di vista.

in un altro ambiente si sarebbe potuto tranquillamente sorvolare su questo gesto, magari evitabile, questo sì, però ad opera di un ragazzetto poco più che ventenne, pieno zeppo di talento, istinto e voglia di sfondare.
e a maggior ragione perché il ragazzo si chiama Keita, uno che non ho mai visto avere mezzo atteggiamento pubblico non improntato alla dimostrazione di grande affetto per i nostri colori e assoluta fedeltà alla maglia.

e invece siamo qui, a Roma, sponda Lazio (frega cazzi che anche di là fanno così quando le cose non vanno...). qui tutto va amplificato e drammatizzato, soprattutto laddove si possa esacerbare fino alle estreme conseguenze una mezza colpa da parte di chiunque rappresenti ufficialmente la Lazio, in campo e fuori.

quello che sta accadendo sui social ufficiali, del ragazzo e della SS Lazio, relativamente alla questione dito sulle labbra, è un qualcosa di inaudito. è vero che la maggiorparte dei tifosi ha avuto atteggiamenti di sostegno e incitazione, ma a me pare assurdo anche un solo commento pieno di insulti che non provenga da un romanista.
e invece ce ne sono a dozzine.

vabbe', sarò strano io, è molto probabile.

Sono d'accordo con te, quindi è moltissimo probabile che sei strano

RubinCarter

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* 48.162
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Citazione di: gesulio il 28 Gen 2016, 17:28

quello che sta accadendo sui social ufficiali, del ragazzo e della SS Lazio, relativamente alla questione dito sulle labbra, è un qualcosa di inaudito.


Ma pure su altre questioni più o meno rilevanti .


ES

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* 20.560
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Citazione di: gesulio il 28 Gen 2016, 17:28
che poi, rivedendo il gesto, mi pare che lo esegua in maniera piuttosto discreta, trascurabile, quasi sommessa. almeno dal mio punto di vista.

in un altro ambiente si sarebbe potuto tranquillamente sorvolare su questo gesto, magari evitabile, questo sì, però ad opera di un ragazzetto poco più che ventenne, pieno zeppo di talento, istinto e voglia di sfondare.
e a maggior ragione perché il ragazzo si chiama Keita, uno che non ho mai visto avere mezzo atteggiamento pubblico non improntato alla dimostrazione di grande affetto per i nostri colori e assoluta fedeltà alla maglia.

e invece siamo qui, a Roma, sponda Lazio (frega cazzi che anche di là fanno così quando le cose non vanno...). qui tutto va amplificato e drammatizzato, soprattutto laddove si possa esacerbare fino alle estreme conseguenze una mezza colpa da parte di chiunque rappresenti ufficialmente la Lazio, in campo e fuori.

quello che sta accadendo sui social ufficiali, del ragazzo e della SS Lazio, relativamente alla questione dito sulle labbra, è un qualcosa di inaudito. è vero che la maggiorparte dei tifosi ha avuto atteggiamenti di sostegno e incitazione, ma a me pare assurdo anche un solo commento pieno di insulti che non provenga da un romanista.
e invece ce ne sono a dozzine.

vabbe', sarò strano io, è molto probabile.
100%

Alcares

*
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* 5.524
Registrato
Citazione di: gesulio il 28 Gen 2016, 17:28
che poi, rivedendo il gesto, mi pare che lo esegua in maniera piuttosto discreta, trascurabile, quasi sommessa. almeno dal mio punto di vista.

in un altro ambiente si sarebbe potuto tranquillamente sorvolare su questo gesto, magari evitabile, questo sì, però ad opera di un ragazzetto poco più che ventenne, pieno zeppo di talento, istinto e voglia di sfondare.
e a maggior ragione perché il ragazzo si chiama Keita, uno che non ho mai visto avere mezzo atteggiamento pubblico non improntato alla dimostrazione di grande affetto per i nostri colori e assoluta fedeltà alla maglia.

e invece siamo qui, a Roma, sponda Lazio (frega cazzi che anche di là fanno così quando le cose non vanno...). qui tutto va amplificato e drammatizzato, soprattutto laddove si possa esacerbare fino alle estreme conseguenze una mezza colpa da parte di chiunque rappresenti ufficialmente la Lazio, in campo e fuori.

quello che sta accadendo sui social ufficiali, del ragazzo e della SS Lazio, relativamente alla questione dito sulle labbra, è un qualcosa di inaudito. è vero che la maggiorparte dei tifosi ha avuto atteggiamenti di sostegno e incitazione, ma a me pare assurdo anche un solo commento pieno di insulti che non provenga da un romanista.
e invece ce ne sono a dozzine.

vabbe', sarò strano io, è molto probabile.
Secondo me tutto 'sto carosello è dovuto dalla combinazione dei due fatti
1) il clima di merda, tra contestazioni e scontenti
2) prima di lui nella stessa partita lo hanno fatto altri due

Il che dà il via a speculazioni di ogni genere.

La cosa certa è che se tutti e tre evitavano, nun facevano 'n sordo de danno e non se ne parlava.

Magari si faceva polemica su altro, ma non su questo, dato che non sarebbe successo.

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PabloHoney

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* 13.135
Registrato
Citazione di: gesulio il 28 Gen 2016, 17:28
che poi, rivedendo il gesto, mi pare che lo esegua in maniera piuttosto discreta, trascurabile, quasi sommessa. almeno dal mio punto di vista.

in un altro ambiente si sarebbe potuto tranquillamente sorvolare su questo gesto, magari evitabile, questo sì, però ad opera di un ragazzetto poco più che ventenne, pieno zeppo di talento, istinto e voglia di sfondare.
e a maggior ragione perché il ragazzo si chiama Keita, uno che non ho mai visto avere mezzo atteggiamento pubblico non improntato alla dimostrazione di grande affetto per i nostri colori e assoluta fedeltà alla maglia.

e invece siamo qui, a Roma, sponda Lazio (frega cazzi che anche di là fanno così quando le cose non vanno...). qui tutto va amplificato e drammatizzato, soprattutto laddove si possa esacerbare fino alle estreme conseguenze una mezza colpa da parte di chiunque rappresenti ufficialmente la Lazio, in campo e fuori.

quello che sta accadendo sui social ufficiali, del ragazzo e della SS Lazio, relativamente alla questione dito sulle labbra, è un qualcosa di inaudito. è vero che la maggiorparte dei tifosi ha avuto atteggiamenti di sostegno e incitazione, ma a me pare assurdo anche un solo commento pieno di insulti che non provenga da un romanista.
e invece ce ne sono a dozzine.

vabbe', sarò strano io, è molto probabile.

Tu sei strano... anzi molto strano
ma sono (ahime') totalmente d'accordo con quello che scrivi, meno sulla parte in grassetto, perche per me quella e' un'aggravante, dato che dall'altra parte, essendo notoriamente decelebrati, vomitano sui loro il giorno dopo averli portati a spalla sulla sedia del papa, ma li salva il contorno giornalistico, che tende a proteggere qualsiasi cosa con quei colori dalle polemiche piu' velenose e pericolose...

Da noi no, non gli pare vero di poter rovesciare un po' di merda sulla Lazio, qualsiasi occasione e' buona.. e noi glie ne diamo sempre di nuove

La Lazio non la protegge nessuno, se non lo fanno i tifosi, mi domando di altri dovrebbe farlo
ma forse so strano pure io
(sempre meno de te)

Alcares

*
Lazionetter
* 5.524
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Nella parte in piccolo, ha scritto questo.

Citazione di: PabloHoney il 28 Gen 2016, 19:38
(sempre meno de te)

Gesulio, reagisci  :=))

Rugiule

*
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* 5.847
Registrato
M'iscrivo agli strani pure io, e concordo totalmente anche con le puntualizzazioni di PabloHoney

PabloHoney

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* 13.135
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Citazione di: Alcares il 28 Gen 2016, 19:50
Nella parte in piccolo, ha scritto questo.

Gesulio, reagisci  :=))

'stardo  :p

gesulio

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* 19.411
Registrato
Citazione di: Alcares il 28 Gen 2016, 19:50
Nella parte in piccolo, ha scritto questo.

Gesulio, reagisci  :=))

:x
sto maledetto... eppure lo accompagno allo stadio tutte le domeniche, dovrebbe portare un po' più di rispetto.
:pp

tornando all'argomento: evitare, sì, è giusto. l'avevo scritto anche io.
così come avrebbero potuto evitare prestazioni indecenti durante l'arco della stagione.
tutto vero.

così come lo è altrettanto il fatto che si potrebbero evitare tante altre cose, come ad esempio i fischi preventivi alle formazioni, gli appelli a riempire lo stadio sempre disattesi, laddove a farteli è la stessa identica squadra che abbiamo accolto in maniera trionfale a maggio di ritorno da Napoli, gli olè ai passaggi degli avversari, e più in generale l'atmosfera assurda che c'è allo stadio in cui quello che si percepisce più forte è l'attesa spasmodica non tanto della vittoria della Lazio ma dell'errore di qualcuno o dell'episodio contrario.

lo sai che c'è Alcares? che questa non è una situazione simmetrica.
perché quando a fare qualcosa di "evitabile" è chi veste o rappresenta ufficialmente la maglia della Lazio di solito ha un nome e e cognome, un volto, è semplice individuare chi, come dove, perché e quando non è così facile, la responsabilità si rimanda ai vertici della società (a volte correttamente, ma non è questo il punto).

quando a fare qualcosa di evitabile è il pubblico Laziale, invece, tutta questa riconoscibilità viene meno, essendo quello dei tifosi un corpo collettivo. e non c'è neanche l'interesse a cercare di capire chi, come, dove e perché. si afferma che non si può accusare tutta una tifoseria per un gesto o atteggiamento evitabile di alcuni (al di là della sua "estensione", come ad esempio i fischi alla lettura delle formazioni nei riguardi di alcuni nomi, in certe partite molto più intensi che in altre), e come nel caso precedente, di fronte a eventi più difficili da decifrare si tende a rimandare certe responsabilità nei confronti dell'entità più rappresentativa della tifoseria, cioè la curva (sappiamo benissimo che non è questa la risposta che esaurisce tutte le domande, ce lo siamo detti più volte).
   
ad un occhio esterno lo squilibrio per me è evidente: la tifoseria tende sempre ad autoassolversi, in quanto quasi impossibile stabilire la paternità di certi atteggiamenti, mentre per quanto riguarda squadra e società la tendenza è ovviamente amplificare le colpe, isolarle, attribuirle con certezza a qualcuno.

per carità, tutto fisiologico. però la ricerca spasmodica di una colpa da esaltare porta chi la subisce a reagire male e quando possibile a cercare di fuggire da un contesto che ti mette sempre nelle condizioni di dover fronteggiare una mortificazione.
saranno anche i risultati di quest'anno e più in generale l'incapacità societaria di confermare le buone stagioni, però questa tendenza in noi Laziali comincia ad essere un po' troppo accentuata, e le reazioni al gesto di Keita mi sembra lo dimostrino fin troppo bene.

il rischio appunto, come detto un paio di righe sopra, è che i calciatori si stufino di prendere sempre insulti e mai applausi, e che chiedano di andarsene, o quantomeno che rimangano ma senza grandi stimoli. le reazioni in oggetto dichiarano proprio la loro insofferenza a questa situazione.
sì, la maglia, l'appartenenza, tutto quello che volete. ma è calcio professionistico.
loro prima o poi se ne andranno. e magari tanti altri non vorranno venire.

mentre noi resteremo qui. dopo aver insultato e mortificato gente che non più di nove mesi fa ci ha fatto gioire. gente che ha mostrato un grande attaccamento ai nostri colori. da Keita a Candreva, a Felipetto a Biglia a Radu ecc.
pensiamoci, sono loro che ci hanno zittito. non lotito.
a loro credo dobbiamo rispetto e comprensione. almeno qui dentro, in fase di analisi ed autocoscienza. 

PabloHoney

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* 13.135
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Citazione di: gesulio il 29 Gen 2016, 09:46
:x
sto maledetto... eppure lo accompagno allo stadio tutte le domeniche, dovrebbe portare un po' più di rispetto.
:pp

tornando all'argomento: evitare, sì, è giusto. l'avevo scritto anche io.
così come avrebbero potuto evitare prestazioni indecenti durante l'arco della stagione.
tutto vero.

così come lo è altrettanto il fatto che si potrebbero evitare tante altre cose, come ad esempio i fischi preventivi alle formazioni, gli appelli a riempire lo stadio sempre disattesi, laddove a farteli è la stessa identica squadra che abbiamo accolto in maniera trionfale a maggio di ritorno da Napoli, gli olè ai passaggi degli avversari, e più in generale l'atmosfera assurda che c'è allo stadio in cui quello che si percepisce più forte è l'attesa spasmodica non tanto della vittoria della Lazio ma dell'errore di qualcuno o dell'episodio contrario.

lo sai che c'è Alcares? che questa non è una situazione simmetrica.
perché quando a fare qualcosa di "evitabile" è chi veste o rappresenta ufficialmente la maglia della Lazio di solito ha un nome e e cognome, un volto, è semplice individuare chi, come dove, perché e quando non è così facile, la responsabilità si rimanda ai vertici della società (a volte correttamente, ma non è questo il punto).

quando a fare qualcosa di evitabile è il pubblico Laziale, invece, tutta questa riconoscibilità viene meno, essendo quello dei tifosi un corpo collettivo. e non c'è neanche l'interesse a cercare di capire chi, come, dove e perché. si afferma che non si può accusare tutta una tifoseria per un gesto o atteggiamento evitabile di alcuni (al di là della sua "estensione", come ad esempio i fischi alla lettura delle formazioni nei riguardi di alcuni nomi, in certe partite molto più intensi che in altre), e come nel caso precedente, di fronte a eventi più difficili da decifrare si tende a rimandare certe responsabilità nei confronti dell'entità più rappresentativa della tifoseria, cioè la curva (sappiamo benissimo che non è questa la risposta che esaurisce tutte le domande, ce lo siamo detti più volte).
   
ad un occhio esterno lo squilibrio per me è evidente: la tifoseria tende sempre ad autoassolversi, in quanto quasi impossibile stabilire la paternità di certi atteggiamenti, mentre per quanto riguarda squadra e società la tendenza è ovviamente amplificare le colpe, isolarle, attribuirle con certezza a qualcuno.

per carità, tutto fisiologico. però la ricerca spasmodica di una colpa da esaltare porta chi la subisce a reagire male e quando possibile a cercare di fuggire da un contesto che ti mette sempre nelle condizioni di dover subire una mortificazione.
saranno anche i risultati di quest'anno e più in generale l'incapacità societaria di confermare le buone stagioni, però questa tendenza in noi Laziali comincia ad essere un po' troppo accentuata, e le reazioni al gesto di Keita mi sembra lo dimostrino fin troppo bene.

il rischio appunto, come detto un paio di righe sopra, è che i calciatori si stufino di prendere sempre insulti e mai applausi, e che chiedano di andarsene, o quantomeno che rimangano ma senza grandi stimoli. le reazioni in oggetto dichiarano proprio la loro insofferenza a questa situazione.
sì, la maglia, l'appartenenza, tutto quello che volete. ma è calcio professionistico.
loro prima o poi se ne andranno. e magari tanti altri non vorranno venire.

mentre noi resteremo qui. dopo aver insultato e mortificato gente che non più di nove mesi fa ci ha fatto gioire. gente che ha mostrato un grande attaccamento ai nostri colori. da Keita a Candreva, a Felipetto a Biglia a Radu ecc.
pensiamoci, sono loro che ci hanno zittito. non lotito.
a loro credo dobbiamo rispetto e comprensione. almeno qui dentro, in fase di analisi ed autocoscienza.
Post da applausi, mirabile, lo appenderei al muro della mia stanza.... Ora sono, ovviamente, totalmente d'accordo.

(e cio' mi preoccupa sempre di piu.... Ma L'onore di accompagnarmi allo stadio non ha prezzo, quindi... )

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Alcares

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* 5.524
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Citazione di: gesulio il 29 Gen 2016, 09:46
lo sai che c'è Alcares? che questa non è una situazione simmetrica.
perché quando a fare qualcosa di "evitabile" è chi veste o rappresenta ufficialmente la maglia della Lazio di solito ha un nome e e cognome, un volto, è semplice individuare chi, come dove, perché e quando non è così facile, la responsabilità si rimanda ai vertici della società (a volte correttamente, ma non è questo il punto).

quando a fare qualcosa di evitabile è il pubblico Laziale, invece, tutta questa riconoscibilità viene meno, essendo quello dei tifosi un corpo collettivo. e non c'è neanche l'interesse a cercare di capire chi, come, dove e perché. si afferma che non si può accusare tutta una tifoseria per un gesto o atteggiamento evitabile di alcuni (al di là della sua "estensione", come ad esempio i fischi alla lettura delle formazioni nei riguardi di alcuni nomi, in certe partite molto più intensi che in altre), e come nel caso precedente, di fronte a eventi più difficili da decifrare si tende a rimandare certe responsabilità nei confronti dell'entità più rappresentativa della tifoseria, cioè la curva (sappiamo benissimo che non è questa la risposta che esaurisce tutte le domande, ce lo siamo detti più volte).
   
ad un occhio esterno lo squilibrio per me è evidente: la tifoseria tende sempre ad autoassolversi, in quanto quasi impossibile stabilire la paternità di certi atteggiamenti, mentre per quanto riguarda squadra e società la tendenza è ovviamente amplificare le colpe, isolarle, attribuirle con certezza a qualcuno.
Che ci sia uno squilibrio è, come ha detto tu, tanto evidente quanto fisiologico.

Era vero 40 anni fa, quando il calcio non era così vicino allo spettacolo e i calciatori non erano assimilabili a star di Hollywood, è a maggior ragione vero oggi.

E non ne faccio solo ed esclusivamente un discorso di denaro, ma piuttosto un discorso di posizione sociale.

Io tifoso, da tifoso, non sono nessuno.
Magari nella mio lavoro sono uno scienziato o un gesucristo, ma lì allo stadio sono uno dei tanti.
Faccio parte di una massa ed è in un certo senso giusto che io mi ci confonda dentro (a patto di restare nel legale, ovviamente, ma questa è altra faccenda).

Un calciatore ha un nome, una notorietà, un ruolo pubblico.
Che gli porta onori nel momento in cui le cose vanno bene e rotture di cazzo nel momento in cui le cose vanno male.

Fa parte del gioco della vita, solo che nel loro caso il gioco è tanto più amplificato quanto più è altisonante la loro notorietà.

Il discorso della maglia, sono con te, fa a cazzotti col concetto di professionismo.
Te la dico tutta: se io fossi un calciatore professionista, so già che se giocassi con la maglia delle merde e segnassi, pure fosse contro la Lazio, esulterei come un invasato (o comunque in relazione all'importanza di quel gol per la squadra per cui gioco).

Ma qui il discorso è diverso.
Esula totalmente dalla faccenda della maglia e investe solamente il discorso del professionismo.

Se sei professionista, devi accettare di adattare il tuo carattere ai lati oscuri della professione che hai scelto, oppure devi cambiare mestiere o il livello a cui lo svolgi.
Se fai il calciatore professionista e non riesci a sopportare contestazioni e fischi, o cambi mestiere o accetti di svolgerlo in lidi meno impegnativi: Udine, Verona, Bergamo... ce ne stanno tanti di posti.

Perché a certi livelli, in certe piazze che poi sono quelle che possono potenzialmente far di te un giocatore del sopracitato livello superiore, se giochi di merda, ti becchi i fischi dalle decine di migliaia di signor nessuno che ti vengono a guardare.

Fermo restando, sia chiaro, che se non dai er fritto, prima o poi te se inchiappettano pure a Carpi o Bergamo, perché tu, per i signor nessuno che ti vengono a guardare, sei la proiezione tangibile della loro fede calcistica.

Nel nostro caso la contestazione è particolare.
Ci sono almeno tre componenti che si sommano: prestazioni, dirigenza e prefetto.
E rendono la contestazione più aspra e confusa.

Però ripeto: lo squilibrio fa parte del gioco.

Questo non vuol dire che noi tifosi siamo nel giusto nella nostra opera di autoassolvimento.
Dobbiamo anche noi metterci in discussione.

Ma ritengo che sia sempre il più privilegiato colui che ha l'obbligo di farsi per primo un esame di coscienza.

giovannidef

*
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* 3.466
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tutto vero
ma dato che si parla di tre indici sulle labbra
prendiamo Cataldi primo gol fatto con la maglia della squadra per cui fa il tifo, completamente fuori fase poteva fare qualsiasi gesto anche quello del braccio non era in sé
Candreva invece fa in gesto con la mano verso una precisa zona dello stadio dove non ci sono tifosi ma i giornalisti anzi se faceva qualche gesto verso la tevere parterre non sbagliava visto quello che gli hanno detto durante tutta la partita anche dopo i due gol
alla fine resta Keita un ventenne che gioca poco che fa quel gesto più per i compagni che per lui perché non era in campo quando si perdeva
può aver sbagliato ma alcune critiche non qui ma sui social sono fuori di testa manco avesse sputato sulla maglia, io un ventenne con la qualità di saltare sempre l'avversario me lo terrei caro non lo insulterei

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