Citazione di: Tarallo il 09 Feb 2016, 09:22
Io faccio veramente fatica a capire come non si riesca a separare le due componenti. E' chiaro che Lotito non fa tutto quello che si deve fare per generare l'entusiasmo che vorremmo (anzi), in particolare perche' ossessivamente interessato al singolo euro in linea con una politica virtuosa i vantaggi della quale restano ancora un mistero per i piu'.
Ma "lanciare un messaggio", una squadra che ha fatto quello che ha fatto la Lazio l'anno scorso? Ma che altro messaggio vuoi lanciare? Ma e' cosi' difficile ammettere che, orrori lotitiani a parte, siamo fracichi dentro e dobbiamo risolvere questo problema SE VOGLIAMO AVERE IL DIRITTO DI RECLAMARE un miglioramento da parte di Lotito?
Se i tifosi sono "fracichi dentro" - e spesso capita - si può dire la stessa cosa del circo che gli sta attorno, di fianco e sopra. Senza questa complessità poco complicata, non si capisce ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Con il rischio di ridurre tutto a una macchietta di slogan: "Lotito muori" o "tifoso geneticamente modificato".
Per dirne una: oggi si incontrano quel liberale gentiluomo di Gabrielli, quell'ente non profit del Coni e la SS Lazio presieduta dall'impeccabile Lotito. Oggetto, la farsa dei divisori in curva.
Dopo sei mesi di presa per il culo, il prefetto inizia a smarcarsi da un provvedimento senza capo né coda e ammette che l'unica motivazione/pretesto che ha presieduto quella decisione ha riguardato l'obbligo di far rispettare la reale capienza del settore: 8 mila posti, "a fronte di un sovraffollamento in certe partite di circa 12 mila spettatori".
Se prendete un bambino che va allo stadio da pochi mesi, vi può spiegare l'assurdità di tale affermazione. Primo, perché non si è mai visto uno scavalco di 4 mila persone. Secondo, perché eventualmente, la colpa di tanto affollamento dovrebbe ricadere sulle società che emettono troppi biglietti per fare cassa. Cosa, questa, accaduta più volte (Lazio Juve di coppa italia, ad esempio, nei distinti nord est), ma non nelle dimensioni incriminate.
Noi viviamo in questo paese e in questa città.
Aggiungiamoci tutte le motivazioni di natura tecnica, gestionale, sportiva - motivazioni che, nei contenuti, oggi sembrano ormai condivise trasversalmente dalle diverse "fazioni" del tifo - e forse ci approssimiamo al disastro odierno. Pochi spettatori, molti incattiviti da una pedagogia schifosa in voga da 25 anni, una squadra che non trova la quadra "smarmellando" alibi e opportunismi, e, su tutto, una società incapace o non desiderosa di mantenere le aspettative e le promesse. Una società che in 8 mesi ha sbagliato tutto quello che c'era da sbagliare, ma con un piglio alcune volte "provocatore" (le recenti dichiarazioni su Morrison e Braafa sono perle di approssimazione).
Secondo me non cambierà nulla, se non in peggio, se ognuna delle parti in campo non decide di accollarsi un pezzetto di responsabilità muovendosi di conseguenza.
Partiamo da noi. La parte più dura è per i tifosi, costretti a misurarsi con gente di cui non fidarsi, che rende l'esercizio della passione una continua corsa ad ostacoli. Dopo lo scempio di Lazio-Napoli, però, serve un segnale di dignità che non faccia coincidere la giusta rabbia per una cattiva gestione con lo scempio di quei rigurgiti [...]. Con quelle "armi", si diventa come e peggio del "nemico" che si dice di combattere.
Da qualche parte il cervello funziona ancora e potrebbe ispirare le nostre desolate terre italiche:
http://ilbuzz.it.eurosport.com/xtravaganza/caro-biglietti-per-i-ragazzi-e-i-tifosi-del-liverpool-lasciano-anfield-5651/