Igli Tare (Topic Ufficiale)

Aperto da Lazio.net, 01 Set 2015, 20:01

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sharp

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Fabius nell'articolo scritto dopo gli arrivi si parla di uomini di esperienza chiesti da Reja , ma sta sicurezza che i nomi di Basta e Parolo li abbia fatti io non cell'ho poi tra l'altro  gli allenatori , generalmente di nomi ne fanno tanti , per indicare in tale ruolo che tipologia di giocatore vorrebbero,però è già difficile che le società li accontentino (con i nomi precisi), figurati le possibilità
che ci sono che lo abbiano accontentato per così dire "postumo" :D

Fabius

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Citazione di: sharp il 14 Feb 2016, 01:01
Fabius nell'articolo scritto dopo gli arrivi si parla di uomini di esperienza chiesti da Reja , ma sta sicurezza che i nomi di Basta e Parolo li abbia fatti io non cell'ho poi tra l'altro  gli allenatori , generalmente di nomi ne fanno tanti , per indicare in tale ruolo che tipologia di giocatore vorrebbero,però è già difficile che le società li accontentino (con i nomi precisi), figurati le possibilità
che ci sono che lo abbiano accontentato per così dire "postumo" :D
L'articolo veniva scritto in un momento in cui ancora non era chiaro se Reja fosse rmasto o sarebbe andato e mi ricordo bene, i tre tizi sono stati trattati, due presi prima  e Devrji preso dopo la famosa "sceneggiata" quando già ormai Edy era un ex e Pioli la scelta proposta da lui... che ti devo dire sono fatti, sui quali baso una mia teoria, ripeto vedremo questa estate con una o più cessioni pesanti chi arriva e in che ruolo, magari (e ci spero come pochi) mi smentiscono altrimenti... su questo thread si scatena l'inferno, e non da parte mia ovviamente... che vorrei solo una programmazione un tantinello più mirata :) :)

Kredskin

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Citazione di: RubinCarter il 13 Feb 2016, 22:44

Astori l ha preso e pagato Prade' però.
Mauricio fin ora è andato come tutta la squadra. È un onesto mestierante pagato il giusto che una stagione fa messo vicino a DeVrij ti ha portato con tutta la squadra a sfiorare il secondo posto.

Perché a Dicembre 2014 quello che chiedevamo ogni 3 post era un centrale.

Ps. Non so se era per me il "difendere l indifendibile" ma sta cosa è fastidiosa oltreché sciocca.

O il confronto va bene solo in una direzione?
Allora...
1 Astori lo aveva preso la Lazio, c'era l'accordo e tutto, quindi io smetterei di usarlo come paragone per mettere in luce tare, perché se astori è costato troppo ed ha reso poco (intanto la fiore sta dove sta, con astori), tare avrebbe preso una sòla.

2 di astori non me ne frega niente come non me ne frega niente di un qualunque difensore medio... sennò te ne vado a pescare alcuni pagati pochissimo e che hanno reso molto. Il discorso era su Mauricio e secondo me dire "vicino a De Vrij" annulla qualunque valutazione positiva.

3 Chiedevamo un difensore ed è arrivato un difensore, infatti nessuno dice nulla. Un difensore che è andato bene per 6 mesi (vicino a De Vrij) e nei 6 successivi è andato malissimo (sta cosa dei pregiudizi offende la mia intelligenza).

Io continuo a non vederci questa grande operazione di mercato, perché se va male Hoedt ci sta, è un ragazzino e viene da un campionato completamente differente, ma se va male Mauricio no.

Quest'anno Tare ha toppato malamente e il difendere l'indifendibile è relativo a questo: non si può dire che il mercato fosse quello che serviva per la squadra o che SMS (ancorché grande acquisto) fosse quello che serviva a centrocampo, che non servisse una punta o che non servisse un difensore (Gentiletti rotto dallo scorso anno, De Vrij rotto e non traumatico, Hoedt giovane e Mauricio ha i suoi limiti).

trax_2400

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Che quest'anno Tare abbia toppato è reso clamorosamente evidente dai risultati.
Però la domanda che va fatta è: ma il ragionamento che sta dietro ad una campagna (non) acquisti come quella della scorsa estate è proprio del tutto sbagliato?
Secondo me loro hanno visto una Lazio che ha fatto diversi mesi alla grande, con ottimi risultati e gioco spettacolare ed hanno pensato: abbiamo in mano un gioiello, non tocchiamolo.
Tra l'altro avranno sicuramente pensato di iniziare il campionato alla grande disponendo di un gruppo già affiatato.
Ed in campagna acquisti hanno preso dei giovani da inserire poco alla volta senza l'assillo di dover essere titolari.
Poi DV si è infortunato, ma se non sbaglio alla chiusura della campagna acquisti non era chiaro che si dovesse operare.
D'altro canto anche tifosi ed opinionisti cosa chiedevano? Un terzino sinistro ed un centravanti. Al massimo un centrocampista. Il terzino fino ad ora non è stato necessario perchè alla fine non abbiamo avuto un problema lì tra Radu Lulic e Konko.
Per quanto riguarda il centravanti alla fine hanno ceduto ed hanno preso Matri che finora non ha reso moltissimo (ma dal rendimento della scorsa stagione si poteva pensare di aver fatto un buon colpo).
Se avessero preso un centrocampista con più esperienza poi Cataldi e Milinkovic non avrebbero giocato più.
Quindi alla fine io sono sicuro che abbiano sbagliato alla grande ma dal punto di vista concettuale era una (non l'unica) delle vie percorribili.

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ranocchio

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Citazione di: trax_2400 il 14 Feb 2016, 18:18
Che quest'anno Tare abbia toppato è reso clamorosamente evidente dai risultati.
Però la domanda che va fatta è: ma il ragionamento che sta dietro ad una campagna (non) acquisti come quella della scorsa estate è proprio del tutto sbagliato?
Secondo me loro hanno visto una Lazio che ha fatto diversi mesi alla grande, con ottimi risultati e gioco spettacolare ed hanno pensato: abbiamo in mano un gioiello, non tocchiamolo.
Tra l'altro avranno sicuramente pensato di iniziare il campionato alla grande disponendo di un gruppo già affiatato.
Ed in campagna acquisti hanno preso dei giovani da inserire poco alla volta senza l'assillo di dover essere titolari.
Poi DV si è infortunato, ma se non sbaglio alla chiusura della campagna acquisti non era chiaro che si dovesse operare.
D'altro canto anche tifosi ed opinionisti cosa chiedevano? Un terzino sinistro ed un centravanti. Al massimo un centrocampista. Il terzino fino ad ora non è stato necessario perchè alla fine non abbiamo avuto un problema lì tra Radu Lulic e Konko.
Per quanto riguarda il centravanti alla fine hanno ceduto ed hanno preso Matri che finora non ha reso moltissimo (ma dal rendimento della scorsa stagione si poteva pensare di aver fatto un buon colpo).
Se avessero preso un centrocampista con più esperienza poi Cataldi e Milinkovic non avrebbero giocato più.
Quindi alla fine io sono sicuro che abbiano sbagliato alla grande ma dal punto di vista concettuale era una (non l'unica) delle vie percorribili.
È un ragionamento che ci sta e che sicuramente è alla base dell'operato della società.
Ovviamente è un ragionamento indotto dalla mancanza di disponibilità economiche, il bilancio è già in sofferenza così.
Per quello Tare ha affermato che la squadra è difficilmente migliorabile. Non perché non gli sia chiaro che esistano centravanti migliori di DJ ma perché non rientrano nelle nostre possibilità di acquisto/ingaggio.
Purtroppo è una situazione di stallo non così ovvia da sbloccare.

trax_2400

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Citazione di: ranocchio il 14 Feb 2016, 19:10
È un ragionamento che ci sta e che sicuramente è alla base dell'operato della società.
Ovviamente è un ragionamento indotto dalla mancanza di disponibilità economiche, il bilancio è già in sofferenza così.
Per quello Tare ha affermato che la squadra è difficilmente migliorabile. Non perché non gli sia chiaro che esistano centravanti migliori di DJ ma perché non rientrano nelle nostre possibilità di acquisto/ingaggio.
Purtroppo è una situazione di stallo non così ovvia da sbloccare.
Esatto! (tra l'altro DJ forse doveva ancora essere compiutamente valutato visto che l'anno scorso ha giocato poco ed ha pure segnato qualche goal).
Infatti per la Lazio è più facile ripartire da zero che non migliorare una situazione di ottimo livello come sembrava quella dell'anno scorso.

PARISsn

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Citazione di: trax_2400 il 14 Feb 2016, 18:18
Che quest'anno Tare abbia toppato è reso clamorosamente evidente dai risultati.
Però la domanda che va fatta è: ma il ragionamento che sta dietro ad una campagna (non) acquisti come quella della scorsa estate è proprio del tutto sbagliato?
Secondo me loro hanno visto una Lazio che ha fatto diversi mesi alla grande, con ottimi risultati e gioco spettacolare ed hanno pensato: abbiamo in mano un gioiello, non tocchiamolo.
Tra l'altro avranno sicuramente pensato di iniziare il campionato alla grande disponendo di un gruppo già affiatato.
Ed in campagna acquisti hanno preso dei giovani da inserire poco alla volta senza l'assillo di dover essere titolari.
Poi DV si è infortunato, ma se non sbaglio alla chiusura della campagna acquisti non era chiaro che si dovesse operare.
D'altro canto anche tifosi ed opinionisti cosa chiedevano? Un terzino sinistro ed un centravanti. Al massimo un centrocampista. Il terzino fino ad ora non è stato necessario perchè alla fine non abbiamo avuto un problema lì tra Radu Lulic e Konko.
Per quanto riguarda il centravanti alla fine hanno ceduto ed hanno preso Matri che finora non ha reso moltissimo (ma dal rendimento della scorsa stagione si poteva pensare di aver fatto un buon colpo).
Se avessero preso un centrocampista con più esperienza poi Cataldi e Milinkovic non avrebbero giocato più.
Quindi alla fine io sono sicuro che abbiano sbagliato alla grande ma dal punto di vista concettuale era una (non l'unica) delle vie percorribili.

ohhhh finalmente  un analisi lucida e onesta!! ma la societa' poteva sapere che DV era rotto per una stagione  intera ?? e che  il Gentiletti osannato l'anno scorso per 3 partite non se ripijava piu'?? e che tra Djo e Klose avremmo avuto il nulla cosmico quest'anno?? che Cataldi che doveva essere il vice Biglia ( osannato da tutti come  il futuro pilastro della nazionale ) quest'anno non strusciava un pallone per mezza stagione?? non hai ceduto nessuno dei big anche di fronte ad offerte faraoniche ( se e' vera quella dei 50 milioni per FA ) hai preso un giovane di belle speranze come Hoedt che cmq doveva fa' il quarto o quinto difensore...Kishna Milinkovic...a alla fine ( ecco l'unica colpa che do alla societa' magari si poteva prendere prima ) Matri...che cmq dovunque ha giocato ( e non solo in squadrette ) l'ha sempre imbustata....a gennaio che voi fa' di mercato?? si sa che e' difficile...quelli forti non si muovono o te levano la sete col prosciutto per venderli....hai preso Bisevac che me pare una buona alternativa ( se e' sano )....quindi torno pure sul discorso della contestazione...che  mi pare ancor piu....alla  luce di questi ragionamenti onesti e corretti...priva di fondamento... :asrm

Achab77

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Citazione di: PARISsn il 14 Feb 2016, 19:37
ohhhh finalmente  un analisi lucida e onesta!! ma la societa' poteva sapere che DV era rotto per una stagione  intera ?? e che  il Gentiletti osannato l'anno scorso per 3 partite non se ripijava piu'?? e che tra Djo e Klose avremmo avuto il nulla cosmico quest'anno?? che Cataldi che doveva essere il vice Biglia ( osannato da tutti come  il futuro pilastro della nazionale ) quest'anno non strusciava un pallone per mezza stagione?? non hai ceduto nessuno dei big anche di fronte ad offerte faraoniche ( se e' vera quella dei 50 milioni per FA ) hai preso un giovane di belle speranze come Hoedt che cmq doveva fa' il quarto o quinto difensore...Kishna Milinkovic...a alla fine ( ecco l'unica colpa che do alla societa' magari si poteva prendere prima ) Matri...che cmq dovunque ha giocato ( e non solo in squadrette ) l'ha sempre imbustata....a gennaio che voi fa' di mercato?? si sa che e' difficile...quelli forti non si muovono o te levano la sete col prosciutto per venderli....hai preso Bisevac che me pare una buona alternativa ( se e' sano )....quindi torno pure sul discorso della contestazione...che  mi pare ancor piu....alla  luce di questi ragionamenti onesti e corretti...priva di fondamento... :asrm
Perdonami se estrapolo solo una parte del tuo ragionamento, però una cosa la devo contestare: il flop in attacco te lo dovevi assolutamente aspettare, perché in tutte le serie maggiori di calcio non si è mai vista una squadra vincere qualcosa di importante, anche fosse solo un preliminare di CL, senza spendere bei soldi per un centravanti. E noi abbiamo solo parametri zero e Klose che era ampiamente prevedibile che avrebbe perso il suo smalto.

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ranocchio

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Citazione di: Achab77 il 14 Feb 2016, 20:39
Perdonami se estrapolo solo una parte del tuo ragionamento, però una cosa la devo contestare: il flop in attacco te lo dovevi assolutamente aspettare, perché in tutte le serie maggiori di calcio non si è mai vista una squadra vincere qualcosa di importante, anche fosse solo un preliminare di CL, senza spendere bei soldi per un centravanti. E noi abbiamo solo parametri zero e Klose che era ampiamente prevedibile che avrebbe perso il suo smalto.

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Ma credo che Tare potendo avrebbe senz'altro alzato il livello in attacco.
Purtroppo prendere attaccanti di valore e' tremendamente difficile, i talenti anche non confermati costano cifre importanti e sono al centro di aste internazionali.

RubinCarter

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Citazione di: Kredskin il 14 Feb 2016, 17:38
Allora...
1 Astori lo aveva preso la Lazio, c'era l'accordo e tutto, quindi io smetterei di usarlo come paragone per mettere in luce tare, perché se astori è costato troppo ed ha reso poco (intanto la fiore sta dove sta, con astori), tare avrebbe preso una sòla.

2 di astori non me ne frega niente come non me ne frega niente di un qualunque difensore medio... sennò te ne vado a pescare alcuni pagati pochissimo e che hanno reso molto. Il discorso era su Mauricio e secondo me dire "vicino a De Vrij" annulla qualunque valutazione positiva.

3 Chiedevamo un difensore ed è arrivato un difensore, infatti nessuno dice nulla. Un difensore che è andato bene per 6 mesi (vicino a De Vrij) e nei 6 successivi è andato malissimo (sta cosa dei pregiudizi offende la mia intelligenza).

Io continuo a non vederci questa grande operazione di mercato, perché se va male Hoedt ci sta, è un ragazzino e viene da un campionato completamente differente, ma se va male Mauricio no.

Quest'anno Tare ha toppato malamente e il difendere l'indifendibile è relativo a questo: non si può dire che il mercato fosse quello che serviva per la squadra o che SMS (ancorché grande acquisto) fosse quello che serviva a centrocampo, che non servisse una punta o che non servisse un difensore (Gentiletti rotto dallo scorso anno, De Vrij rotto e non traumatico, Hoedt giovane e Mauricio ha i suoi limiti).

E perché scusa?
Quelli che finora sono andati al di sotto dei loro standard sono proprio i vecchi.

Forse Tare doveva studiate ortopedia e capire meglio di tutti che de vrij avrebbe avuto più di un problemino al ginocchio.


Il nostro Giorgione

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Citazione di: RubinCarter il 14 Feb 2016, 22:43

E perché scusa?
Quelli che finora sono andati al di sotto dei loro standard sono proprio i vecchi.

Forse Tare doveva studiate ortopedia e capire meglio di tutti che de vrij avrebbe avuto più di un problemino al ginocchio.

Mah, su DV io ho una sensazione diversa. Credo che lo sapessero che il rischio di buttare la stagione fosse altissimo. È ovvio, credo, che il DS abbia una comunicazione totale con lo staff medico circa le condizioni dei calciatori. Quindi, o Tare ha sottovalutato il problema, o i medici hanno toppato, oppure è davvero uno sfortunatissimo caso di infortunio imprevedibile.

Dopodiché, sul centravanti credo che Tare abbia scelto apposta di non investire. Io ad esempio, non avrei scommesso,su Savic  ma su un giovane talento d'attacco come Milik o Calleri.

PARISsn

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Citazione di: Achab77 il 14 Feb 2016, 20:39
Perdonami se estrapolo solo una parte del tuo ragionamento, però una cosa la devo contestare: il flop in attacco te lo dovevi assolutamente aspettare, perché in tutte le serie maggiori di calcio non si è mai vista una squadra vincere qualcosa di importante, anche fosse solo un preliminare di CL, senza spendere bei soldi per un centravanti. E noi abbiamo solo parametri zero e Klose che era ampiamente prevedibile che avrebbe perso il suo smalto.

Lazio Patria Nostra

si ma Djo l'anno scorso ha fatto 10 goal e ha avuto un infortunio tremendo !! era il primo anno in italia ect...non era cosi' fantascentifico pensare si confermasse in doppia cifra e anche qualcosa di piu... :asrm

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RubinCarter

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 15 Feb 2016, 00:31
Mah, su DV io ho una sensazione diversa. Credo che lo sapessero che il rischio di buttare la stagione fosse altissimo. È ovvio, credo, che il DS abbia una comunicazione totale con lo staff medico circa le condizioni dei calciatori. Quindi, o Tare ha sottovalutato il problema, o i medici hanno toppato, oppure è davvero uno sfortunatissimo caso di infortunio imprevedibile.

Dopodiché, sul centravanti credo che Tare abbia scelto apposta di non investire. Io ad esempio, non avrei scommesso,su Savic  ma su un giovane talento d'attacco come Milik o Calleri.


Su de vrij pre intervento si è perso tempo per la terapia conservativa.  Magari risolveva e stavi a posto.


Bono Calleri. Mammagari.

RubinCarter

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Tare: «La Lazio può far sognare» (Corriere dello Sport)
 
«Con le idee giuste, credendo nei giovani, possiamo crescere: siamo sulla buona strada, ora ci serve la mentalità vincente»
 
ROMA - Lotito, dopo il caso Iodice, ha smesso di parlare. Ancora meno della Lazio. Un anno di silenzio. Nessuno l'estate scorsa ci faceva caso, ora è diverso, perché i risultati inferiori alle attese hanno moltiplicato i malumori della piazza, gli interrogativi, l'insofferenza, quel distacco mai colmato, a parte la notte dopo il terzo posto conquistato a Napoli, tra società e tifosi. La necessità di un'intervista, dopo il mercato di gennaio, era diventata improrogabile. Volevamo capire dove sta andando la Lazio, cosa ci dovremo aspettare nei prossimi mesi, quali diventeranno gli obiettivi dal punto di vista sportivo. A maggior ragione considerando la fuga dall'Olimpico e la malinconia di uno stadio semi-vuoto, come se lo spettacolo calcistico non interessasse più al popolo biancoceleste. Perché oggi c'è anche altro da approfondire e non riguarda solo il campo. Quel titolo in prima pagina («Lotito, ridacci la Lazio») era centrato. Ha fatto breccia nella piazza e ovviamente a Formello, dove lavorano per la Lazio, fornendo lo spunto per aprire un confronto. Il direttore sportivo Igli Tare e Stefano De Martino, responsabile della comunicazione, hanno accettato l'invito del Corriere dello Sport-Stadio. Due ore nell'ufficio del Direttore Alessandro Vocalelli per parlare di calcio e del mondo laziale in cui opera la società, per capire cosa è successo negli ultimi mesi e da dove si ripartirà. E' venuta fuori una bellissima chiacchierata, da cui sono emersi numerosi spunti, compreso un invito a Formello per quei cinque grandi ex che, parlando della Lazio nella nostra redazione, avevano mosso delle critiche. Alcune ritenute giuste, altre infondate dalla dirigenza, da cui è stata partorita un'altra idea: saranno invitati a Formello per parlarne, per aprirsi al dibattito, per consentire a chi guarda da fuori di capire cosa succede dentro, per spiegare da dentro che lavoro si fa. Una percezione è stata forte, slegata dal momento. Da fuori, per molti, la Lazio è chiusa. La Lazio, invece, si sente incompresa, avverte delle negatività palpabili e la frustrazione tipica di chi, qualsiasi buon risultato raggiunga, non viene mai premiato dal consenso, ma solo e quasi sempre contestato. Come se alcuno sforzo servisse per ricominciare. Le parole del ds Tare, tornando alle scelte calcistiche, sono state significative. Ha ammesso alcuni errori, ha rivendicato la bontà del progetto mirato sui giovani. La Lazio, intesa come società, deve acquisire una mentalità vincente per non fallire di nuovo, come era già successo nel 2014, dopo una buona stagione. Ma la Lazio ha anche gettato basi solide per il futuro e raccogliere con le idee, attraverso la programmazione, che sta andando avanti nonostante l'attuale settimo posto in classifica. Tare ha parlato di fatturato e risultati. E ha chiesto di rinviare il processo perché la stagione resta in salita, ma non è conclusa e c'è tanto da giocare, a partire da Istanbul e dall'Europa League, il primo appuntamento in cui la Lazio e tutti i suoi tifosi dovranno cominciare a ricostruire un'immagine danneggiata dal caso Koulibaly.


E' un momento critico per la Lazio, c'è una stagione in parte da giocare, c'è un'Europa League che potrebbe aprire chissà quali scenari eppure si respira un'aria di dismissione attorno alla società. Perché? Come si spiega e come si combatte questo clima, anche comprensibile, di grande pessimismo?
 
«Penso sia troppo presto parlare. Con una stagione in buona parte ancora da giocare, con un altro obiettivo importante come l'Europa League, che significa prestigio, non solo risultato sportivo, è prematuro mettere sotto processo la Lazio e la squadra. Ci sono due competizioni aperte e da giocare sino in fondo come il campionato e l'Europa League».
 
Perché la Lazio non ha continuato quel processo di crescita che l'anno scorso l'ha portata a firmare una stagione quasi capolavoro, con la conquista del terzo posto e la finale di Coppa Italia persa per un doppio palo?
 
«Per un semplice motivo. Sono ancora più convinto adesso del progetto e ne parlo in un momento negativo rispetto a quando lo abbiamo impostato in estate. L'anno scorso avevamo raggiunto un obiettivo importante. Secondo le nostre valutazioni, volendo dare la priorità al gruppo che aveva raggiunto l'obiettivo del terzo posto, abbiamo pensato di aggiungere dei giocatori giovani e da crescere in un contesto importante come il nostro. E' una squadra esperta, un mix perché ci sono ancora giocatori di grande esperienza internazionale. E poi i giovani presi dall'estero avevano già giocato qualche campionato diverso dal nostro. Sono da considerare giovani per il calcio italiano, ma nei rispettivi Paesi avevano già fatto esperienza. Così abbiamo aggiunto al gruppo Patric, Morrison, Milinkovic, Kishna e Hoedt: avevano e hanno le caratteristiche per poter crescere nella Lazio avendo anche la possibilità di conquistare il posto di titolare. Questa era l'idea. E così possiamo dire è andata per Milinkovic e Hoedt».
 
Molti si chiedono: dopo la passata stagione non era semplice rinforzare la Lazio acquistando un difensore centrale? Sembrava fosse la priorità. Perché è stata scelta una politica apparentemente distonica dalla realtà?
 
«Non è una politica. All'epoca l'acquisto di un difensore centrale non era la priorità. In partenza avevamo uno dei migliori difensori del campionato come De Vrij e un titolare come Gentiletti: veniva da un'esperienza positiva in Sudamerica, avendo vinto la Coppa Libertadores, e da un infortunio grave. Dietro di loro avevamo un giovane come Hoedt e Mauricio, già inserito. La difesa è stato il tendine d'Achille della Lazio perché c'è stato l'infortunio di De Vrij e perché Gentiletti, contrariamente a quanto pensavamo, non ha recuperato al 100 per cento dall'infortunio. La stagione scorsa era stata molto positiva. Quando si stava aprendo il mercato estivo mi è stato chiesto quali fossero gli obiettivi. Ho risposto che era difficile migliorare questa squadra. Una frase per cui sono stato molto criticato negli ultimi mesi, ma quando spiegai che non era semplice rinforzare quella Lazio non avevo sentito tante critiche, non dicevano che era sbagliato. Dicevano tutti è vero. Tutto era legato al passaggio o meno del preliminare di Champions. Purtroppo siamo arrivati al preliminare con la Lazio decimata dagli infortuni, senza una preparazione completa, senza quattro o cinque giocatori fondamentali. Assenze importanti. Tutto questo ha inciso tantissimo sul giudizio dato alla Lazio. Io sono abituato a pianificare con calma, prendendo atto degli aspetti positivi e degli aspetti negativi. La cosa positiva: l'ingresso in Champions sarebbe stato la ciliegina sulla torta, uno sviluppo importante al processo. La cosa negativa: non centrarla significava che gli sforzi fatti in precedenza non sarebbero stati apprezzati dalla piazza. Durante il periodo estivo, la Lazio ha rifiutato proposte pari a 150 milioni di euro per i suoi giocatori più forti. Sono cifre importanti, ma lo abbiamo fatto proprio perché eravamo convinti di avere una squadra solida e che con l'ingresso in Champions sarebbe potuta crescere ancora come valutazione. Credendo nel gruppo, non abbiamo ceduto nessuno con l'innesto di questi cinque giocatori giovani convinti di formare un gruppo adeguato».
 
Al di là degli infortuni, come si dice a Roma non ve la siete andati a cercare non rinforzando la squadra con un centravanti? D'accordo i problemi fisici di Klose e Djordjevic, ma che servisse un rinforzo in avanti è stato dimostrato dal fatto che avete acquistato Matri a fine mercato. Non era possibile comprare un attaccante prima del preliminare anziché giocare con Keita prima punta?
 
«Nel preliminare di ritorno abbiamo giocato con Keita centravanti perché sono venuti a mancare Klose e Djordjevic. Non era prevedibile, nei nostri calcoli, aggiungere un altro attaccante avendo in organico Klose e Djordjevic. Per la prima volta quest'anno il nuovo regolamento impone un elenco di 25 giocatori. Non ti è permesso di allestire una rosa extralarge. Sapendo che per ogni ruolo servono due giocatori, più tre portieri, arrivi alla somma dei 25. Klose e Djordjevic punte centrali. Keita, Kishna, Felipe Anderson e Candreva gli esterni impostando la squadra sul 4-3-3, più un altro giovane come Oikonomidis. Questa non è una giustificazione ma lo dico per spiegare quali fossero le nostre strategie estive. Questa è una squadra molto importante. E tutti, parlo dei giocatori, dobbiamo sapere che la maglia è importante. Gli obiettivi devono essere raggiunti. La squadra ha trovato delle difficoltà. Non uso la scusa degli infortuni, non ne ho mai parlato in questi mesi per non dare alibi, è vero però che siamo la terza squadra per infortuni subìti nel campionato italiano. E tutti sappiamo quanto sarebbe importante poter affrontare il campionato, una domenica dopo l'altra, al completo».
 
Con tutto il rispetto per Bisevac, non si poteva acquistare niente di meglio a gennaio?
 
«Ho sempre cercato, conoscendo il mondo della Lazio, di essere onesto nelle spiegazioni. A gennaio, considerando l'assenza di De Vrij, sarebbe stato importante portare un giocatore esperto. Uno pronto da subito per aiutare la Lazio e Bisevac nelle prime due partite, con Juve e Chievo, lo ha dimostrato. Investire a gennaio è difficile. Se programmo un investimento, lo faccio con le dovute misure, sapendo di dover dare il tempo ai giocatori di ambientarsi in un contesto del genere. Nel caso di Bisevac, ricordando giocatori presi in passato come Biava e Dias proprio a gennaio, ho deciso di fare questo tipo di scelta».
 
Biava e Dias furono due intuizioni di mercato così come Candreva, Keita preso dal Barcellona, e Felipe. Qual è invece il più grande rimpianto o quale l'errore che si riconosce?
 
«Non lo vivo così. Il nostro mestiere è fatto di alti e bassi. Non ho rimpianti per quanto riguarda degli affari. Ci sono delle dinamiche. Mi è dispiaciuto, sotto la gestione Reja, di aver perso per due anni consecutivi la possibilità di giocare i preliminari Champions. Una volta per la differenza reti e l'anno successivo, dopo che l'Italia aveva perso un posto nel contingente, per un punto dietro all'Udinese. Entrare in Champions ci poteva aiutare per la crescita, per la maturazione della squadra e della società».
 
I risultati sono importanti per una società di calcio, ma evidentemente non sono tutto. La Lazio alcuni risultati li ha centrati, nonostante questo c'è un clima di assedio attorno alla società. Vi siete chiusi o vi sentite chiusi dentro un fortino con tutti contro?
 
«Non credo sia così. E lo capisce chi vive il mondo Lazio da dentro. Ho avuto anche il modo di parlare con tanti tifosi venuti a Formello, alcuni hanno espresso il desiderio di visitare il centro sportivo o viverlo da dentro, e li abbiamo accontentati. La Lazio non è di Tare, è di tutti quanti. La società ha un obbligo, quello della gestione sana e questa linea è stata mantenuta per dare un ordine: raggiungere degli obiettivi progettando prima tutto quello che poi è successo. Le parole le porta via il vento. I fatti sono chiari. Quello che abbiamo raggiunto e tradotto in termini di trofei e finali, parlo della prima squadra e della Primavera, sta sulle tabelle. Si possono analizzare e paragonare con tante realtà che superano le possibilità della Lazio. Ognuno è in grado di fare un'analisi giusta sotto questo aspetto. Ci tengo tantissimo al fatto di dare l'opportunità a qualsiasi tifoso di vivere una giornata a Formello insieme ai propri beniamini o di conoscere il centro sportivo come se fosse casa sua. Questo ci tengo a sottolinearlo».
 
Da tempo, ogni giorno, ricevete una pioggia di critiche, qual è quella che in fondo è disposto ad accettare e quella inaccettabile?
 
«Se dovevo ragionare da tifoso, dico è giusto. Ogni tifoso ha il desiderio di vedere la sua squadra in cima a tutto. Da professionista dico che è mio dovere agire sempre con la responsabilità di quanto facciamo. Il desiderio del tifoso e la gestione della società sono in contraddizione. Quando non ci sono i risultati, il livello del confronto diventa molto alto. Sta succedendo anche adesso. Vedo una cosa vera. Non è solo il mondo della Lazio che sta subendo questa mancanza di affetto e di rispetto. Dall'altra parte del Tevere hanno gli stessi problemi della Lazio, quattromila o cinquemila paganti, lo stadio vuoto. Lo stesso effetto, in misura più lieve, lo vedo nelle partite del Milan e dell'Inter, i tifosi non vanno in massa. Alla Lazio si evidenzia questa disaffezione ancora di più rispetto ad altre realtà. Non spetta a me dire o capire i motivi».
 
Da tifoso però sta dicendo che la Lazio dovrebbe far sognare di più...
 
«Assolutamente. Ogni giorno trovo la forza di fare il mio lavoro per realizzare un sogno per me stesso, ma soprattutto per la società e di conseguenza per ogni tifoso. L'avevo detto dopo il successo in Coppa Italia con la Roma nel 2013. Il mio modello, perché l'ho vissuto da calciatore in Germania, sono lo Schalke 04 e Borussia Dortmund. Hanno vissuto le stesse difficioltà della Lazio in passato, con idee chiare e programmazione sono riuscite a tornare competitive. Qualche risultato lo ha raggiunto anche la Lazio a livello nazionale conquistando sei finali in sette anni con la prima squadra. E con la Primavera altre sei finali. Siamo stati, dopo l'Inter, la squadra che ha fatto esordire più ragazzi in serie A. Loro 29, noi 17, più di tutte le squadre di prima fascia. Questo dato mi piace molto. Dietro al lavoro, ci sono i risultati e le conseguenze che portano. Il nostro obiettivo è fare la storia della società con ragazzi che vengono dal settore giovanile»
 
Può sembrare paradossale soprattutto a chi pensa che i gioielli vadano sempre difesi. A questo punto può essere stato un errore non aver ceduto qualcuno in estate? 
 
«Facendo un'analisi completa, a livello economico e calcistico, ho visto i movimenti di altre società, dove hanno deciso di cedere pezzi pregiati. E' successo alla Juve, alla Roma, all'Inter e al Napoli. Può essere un esempio anche per noi. Posso capire se vendo e poi reinvesto gli stessi soldi per migliorare la società. Sì, potrebbe essere stato un errore non aver venduto nessuno, ma io dico anche che l'idea di rifiutare 50 milioni per Felipe (44 più 6 di bonus) è perché volevamo fortemente dare continuità a questo progetto, a questi risultati, a questo gruppo. Con una squadra in Champions, il valore dei tuoi giocatori si alza ancora di più».
 
La sua migliore operazione di mercato forse è legata all'acquisto di De Vrij, l'ha scelto quando nessuno lo conosceva e dopo pochi mesi è diventato il miglior difensore del Mondiale. La gente è preoccupata a causa delle sue condizioni fisiche, cosa può dire?
 
«L'errore è stato il fatto di non essere intervenuti dall'inizio, non eravamo consapevoli della gravità dell'infortunio. La cosa positiva è la reazione che ha avuto il ginocchio dopo l'intervento. A due mesi di distanza la situazione era già molto positiva. Noi siamo fiduciosi e consapevoli che De Vrij tornerà al 100 per cento e sarà un giocatore recuperato in pieno nella prossima stagione».
 
Perché dopo ogni stagione vincente seguono fallimenti? Perché non riuscite a confermarvi ad alti livelli? Aumentano gli impegni ed è difficile tener botta? E' più facile lavorare nell'emergenza e quando si verifica avete più stimoli ad acquistare? 
 
«E' un mix di tutte le cose che avete detto. Giocare ogni tre giorni ti mette in condizione di avere più partite e di aumentare gli infortuni. E anche il rendimento dei giocatori non è stato decisivo come nelle stagioni precedenti. E' una critica giusta. Ci teniamo a migliorare questo aspetto, è una questione di mentalità che dobbiamo aggiungere alla squadra e alla società. Per competere a livello internazionale e nazionale bisogna avere la giusta mentalità. Si acquisisce nei momenti positivi, mantenendo l'umiltà». 
 
Sì, ma come si fa a trasmettere questa mentalità? L'esempio deve partire dalla società o è un concetto che riguarda solo i giocatori? 
 
«La mentalità deve partire dalla società, dall'allenatore, dai giocatori. Se l'anno prima hai dato il 100 per cento per raggiungere gli obiettivi, l'anno successivo devi dare il 101 per cento per mantenere lo stesso risultato. Le responsabilità sono maggiori».
 
Lei ha detto spesso che alla Lazio manca personalità. E' stato fatto un investimento su Milinkovic, un grande giocatore in prospettiva. Al di là dell'acquisto dei cinque giovani non sarebbe stato utile acquistare un uomo di grande personalità?
 
«Se andate ad analizzare bene, la squadra è molto esperta. La personalità si sente quando siamo tutti, non basta oggi, non basterà domani. Ogni giorno in allenamento occorre la mentalità vincente».
 
Klose e Djordjevic hanno dato meno rispetto a ciò che tutti si aspettavano. E' rimasto deluso dal loro rendimento? Perché non hanno funzionato?
 
«Ho sempre sentito criticare dei reparti. Prima la difesa, ora l'attacco. Per me conta il modo di giocare. Bisogna attaccare come squadra e difendere come squadra. Quando manca questo principio, quando non si attacca o non si difende come squadra, viene meno il rendimento dei singoli giocatori. Si difende e si attacca in undici come la Lazio è stata in grado di dimostrare a lungo nella stagione passata. L'anno scorso credo che la nostra squadra abbia giocato il miglior calcio del campionato italiano».
 
Pioli è stato ingaggiato perché aveva accettato la sfida, perché serviva entusiasmo e bisognava far divertire la gente. Non crede che quest'anno siano venute meno alcune caratteristiche della squadra? E' successo perché è più difficile fare un certo tipo di calcio ogni tre giorni?
 
«Non è così. Le statistiche dicono altro a livello fisico. E' una questione mentale, di approccio. Un dato di fatto: nel passato campionato la Lazio è stata la squadra che segnava più gol nei primi 15 minuti, quest'anno è diventata la squadra che prende più gol nei primi 15 minuti. Eravamo la squadra che faceva più gol e chiudeva in vantaggio i primi tempi, ora è il contrario. Le statistiche mi fanno pensare all'approccio. Se la squadra approccia le partite con la mentalità giusta, ha dimostrato di potersela giocare con chiunque. E' un obbligo nostro riuscirci sempre, stiamo cercando di migliorare l'aspetto mentale».
 

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Tare: «La Lazio può far sognare» - Parte seconda (Corriere dello Sport)

Lei parla di progetto, la Lazio in passato è arrivata per due volte ad un passo dalla Champions con Reja. Non esserci entrati con Pioli quanto ha rallentato questo tipo di percorso e cosa bisogna aspettarsi dalla prossima stagione?
 
«Mi dà fastidio se si fa un processo a febbraio. Se poi devo affrontare una competizione come l'Europa League con questo tipo di mentalità, pensando già di aver perso, è inutile scendere in campo. Non è questa la mentalità. Questa squadra invece ha raggiunto tanto e può raggiungere ancora di più. Non faccio promesse che non posso mantenere. Sono qui per spiegare al semplice tifoso perché è successo tutto in questi anni, perché abbia la consapevolezza che sono state create le basi di una squadra con un grande futuro davanti».
 
Una delle critiche che viene fatta dalla gente riguarda il distacco esistente tra la dirigenza e la tifoseria. In questi anni sono stati vissuti momenti topici come ad esempio il caso Varsavia. Si è detto che quello sarebbe stato il momento giusto per dimostrare vicinanza ai tifosi e invece furono abbandonati in Polonia. Cosa risponde?
 
«Se dobbiamo tornare a quel periodo, chi ha avuto modo di seguire la Lazio a Varsavia sa perfettamente come sono andate le cose. La società è stata molto vicina ai tifosi, anche in modo pratico, facendo tante cose. A conferma di quanto dico, aggiungo che da qualche tifoso presente a Varsavia abbiamo ricevuto dei messaggi di ringraziamento. Non abbiamo mai spiegato quello che è successo intorno a questa vicenda. Io non ho nessun problema di dire che ho grande rispetto per gli ultrà, ho rispetto per gli ultrà che sanno rispettare le regole e le posizioni. Ho sentito tante volte dire brutte cose e sono intervenuto. Quando sono accaduti episodi che riguardavano i tifosi della Lazio, ho sempre difeso il vero tifoso laziale. Sono convinto e consapevole che non è un tifoso razzista, che non rappresenta il male. Non so spiegare tutto. Posso dire che mi piace avere un confronto, mi piace il fatto che tutti abbiamo un obbligo di migliorare l'immagine della Lazio, soprattutto in Europa. Anche perché non è l'immagine che rispecchia la verità».
 
Dietro la vicenda Koulibaly qualcuno ha letto un modo indiretto per contestare Lotito. E' possibile?
 
«Non lo so spiegare. L'unica cosa è che posso ripetere quanto ho detto. Ho accettato la squalifica. Era giusta. Quello che è successo allo stadio Olimpico, anche se fosse stato fatto contro Lotito, è sbagliato. E' successa una cosa brutta e quell'immagine si è diffusa in tutto il mondo, ha fatto il giro del mondo, si è parlato di nuovo dei laziali come di una tifoseria razzista. Invece non è vero. Sono contro ogni forma di razzismo, sono al fianco di chi combatte il razzismo, ho grande rispetto per le forze dell'ordine che svolgono un lavoro per garantire la sicurezza negli stadi».

I tifosi, non solo gli ultras, contestano le barriere in Curva e dicono che la Lazio non è stata molto solidale. Le barriere sono una soluzione o no?
 
«Speriamo di ritrovare presto i nostri tifosi allo stadio attraverso una soluzione condivisa».
 
I fatturati contano, come dice Sarri e come dice anche lei. Ma c'è la possibilità che la Lazio lotti stabilmente tra le prime tre del campionato e raggiunga obiettivi conseguenti?
 
«Sì, la possibilità c'è. L'anno scorso l'abbiamo dimostrato puntando su idee chiare e su un progetto chiaro, andando avanti con la consapevolezza che tutte le componenti dovessero giocare un ruolo importante. La possibilità c'è sempre. E' vero che il fatturato conta molto, ma conta anche la convinzione di essere sulla strada giusta, pure nei momenti in cui i risultati non arrivano. L'ho riscontrato durante il mio percorso alla Lazio, questa è una cosa che mi fa ben sperare».
 
Il calcio ormai va gestito come un'azienda, d'accordo. Tare si aspetta che Lotito qualche volta faccia il passo più lungo della gamba oppure è lei che lo frena?
 
«Io penso che questa domanda sia da rivolgere a Lotito, perché è in grado di rispondere. Il problema è anche un altro. Il bene non ha mai fine. Se raggiungi due, poi devi fare tre. Anche le aspettative della gente sono tali. Se fai una cosa giusta, alcuni te lo riconoscono, altri dieci non sono convinti di quello che fai. Il tempo e i fatti, il lavoro svolto e i risultati raggiunti, parlano. La cosa più importante è portare la Lazio a quel livello. Il Napoli di qualche anno fa è un buon esempio anche per me. Guardo e penso al buon lavoro fatto dai miei colleghi, sono consapevole che si possa fare anche qui alla Lazio».
 
I prossimi quattro mesi determineranno anche il futuro di Pioli?
 
«No. Perché Pioli ha un contratto in essere. Capisco le dinamiche del calcio, tante cose sono state dette nei due mesi in cui la Lazio non ha vinto. Noi siamo stati molto chiari con lui, soprattutto nel momento più difficile: stiamo uniti e cerchiamo di uscire insieme dal momento. Pioli ha svolto un lavoro importante in un anno e mezzo, anche lui è consapevole che in questa piazza le aspettative sono enormi e bisogna confrontarsi. Anche lui sa che alla fine ti misurano in base ai risultati. Lui ha fatto un buon lavoro, penso lo possa migliorare ancora».
 
Facciamo un gioco. Se dovesse dire una cosa brevissima su Keita, che direbbe?
 
«Di Keita direi che questo è il primo anno, da quando lo conosco, che si sta comportando da giocatore vero, sia per quanto riguarda gli allenamenti, sia per il rendimento in partita. Se mantiene questo tipo di atteggiamento, potrà fare una carriera importante».

E a Felipe Anderson cosa direbbe?
 
«Per Felipe Anderson vale lo stesso discorso con una differenza: deve capire che a volte le aspettative sui giocatori sono maggiori di quanto gli stessi giocatori possono sostenere. Ora tutti gli avversari lo conoscono, prendono le contromisure, sanno come limitarlo. Felipe deve essere in grado di imparare, di superare le contromisure degli avversari, per migliorare ancora il suo rendimento».
 
Dopo 10 mesi cosa pensa di Morrison, un grandissimo talento che non è riuscito ad imporsi. A che punto è il suo inserimento? Rifarebbe la scommessa?
 
«Morrison secondo me è un giocatore di talento, quel giocatore per cui a livello tecnico vale la pena di pagare il biglietto per andare a vedere la partita. Viene descritto come un bad boy, in verità non lo è, solo che va costruito completamente il suo approccio alla realtà italiana: dalla lingua alle abitudini, alla mentalità di lavoro, soprattutto questo. Mi sono confrontato con lui e con l'allenatore qualche giorno fa. Se Morrison riuscirà a entrare in questo contesto darà un contributo molto importante perché ha qualità».
 
Due giocatori sembra abbiano la sensazione che nella Lazio non possano vincere e per questo potrebbero andare via, il riferimento è a Candreva e Biglia. A loro che direbbe? E' giusta la sensazione che provano?
 
«Ho sempre pensato che loro siano due giocatori molto importanti, lo sa Biglia, lo sa anche Candreva. Se una stagione non va nel migliore dei modi ci sono tante spiegazioni. Biglia ha avuto due-tre infortuni in sei mesi e per metà di questa prima fase della stagione è rimasto fuori dal campo o non ha avuto continuità. Candreva lo considero uno dei due-tre giocatori più forti della Lazio, ti può far vincere la partita da solo. Le qualità le ha dimostrate, ha avuto modo di conquistare una tifoseria, non proprio favorevole nei suoi confronti all'inizio, grazie al suo rendimento. Un certo discorso vale anche per lui. Le aspettative sono importanti, anche lui ha le stesse aspettative. Non penso che questi giocatori abbiano l'idea di voler andare via, nei tempi di oggi ogni cosa può cambiare. Non credo ci saranno dei problemi nel caso abbiano un desiderio di andare via dalla Lazio, dico che qui hanno trovato un qualcosa di importante per la loro carriera. E per lasciare qualcosa di importante, devi avere qualcosa di veramente importante».
 
Sabatini, Corvino, Ausilio, Giuntoli. Il mercato dei direttori sportivi spesso è in movimento. Qual è il futuro di Tare?
 
«Ho prolungato poco tempo fa il mio contratto per altre tre stagioni. Ho avuto la possibilità di andare altrove, anche più importante della Lazio a livello di nome. Non ho fatto quel passo perché qui abbiamo costruito qualcosa di importante e voglio raggiungere obiettivi importanti. C'è un inizio e una fine per ognuno. Penso di onorare ancora questa maglia e questa società con grande impegno. Voglio fare in modo che quando acquisterò un giocatore, pensi alla Lazio come un punto di arrivo e non di partenza».
 
Negli anni gli investimenti più grandi sono stati fatti per acquistare difensori, centrocampisti e punte esterne. Klose e Djordjevic sono arrivati a parametro zero, Matri è in prestito secco. E' prevista una grossa spesa per l'arrivo di un forte centravanti?
 
«Penso che quando la squadra gioca da vera squadra possono fare la differenza anche loro, lo hanno fatto nel passato, hanno avuto dei problemi. Al momento opportuno vedremo. Ho le idee chiare su cosa fare prossimamente, devo avere risposte nei prossimi mesi. Saranno importanti anche per le decisioni da prendere».
 
Stefano Fiore, durante il forum svolto con cinque grandi laziali al Corriere dello Sport-Stadio, ha espresso un concetto chiaro: spera che la Lazio investa di più sugli italiani per aprire un ciclo solido. Siete stati anche accusati di comprare solo stranieri e di non avere rapporti sul mercato italiano. Cosa risponde?
 
«Io rapporti in Italia ce li ho con tutti i direttori sportivi di tutte le squadre di serie A e B. Parlo di rapporti a livello professionale. Ci sono club come la Juve che riescono a prendere subito i dieci migliori giovani della serie B e poi li fanno crescere in altre realtà. Io ci tengo agli italiani e sono molto felice del nuovo contratto di Cataldi, ci tengo che ragazzi usciti dal nostro vivaio possano diventare simboli di una generazione. Ci tenevo a prolungare il contratto di Danilo, esce dal vivaio, è da una vita nella Lazio. Come Guerrieri e presto succederà con Murgia, a cui rinnoveremo il contratto. Ho le aspettative anche per ragazzi che sono in giro in prestito come i vari Pollace, Rozzi, Crecco e tutti gli altri. Mi aspetto che qualcuno di loro faccia il salto di qualità per meritare di tornare alla Lazio e poi giocare con la prima squadra. Cataldi è la prova di quanto dico».
 
INVITO - La domanda e l'interrogativo sollevato da Stefano Fiore ha dato lo spunto perché la Lazio invitasse gli ex che qualche giorno fa erano stati ospiti del Corriere dello Sport-Stadio. Stefano De Martino, responsabile della comunicazione, ha lanciato l'idea di un incontro. «Ritengo componenti importanti tutte quelle che rappresentano il contesto in cui opera la Lazio. Voglio sottolineare e contestare quella che è diventata prima una voce e ora una leggenda metropolitana: la Lazio non è chiusa. La dimostrazione è anche nelle parole del direttore sportivo Tare, in quanto vi ha raccontato. Vorrei che il messaggio arrivasse a tutti, anche ai cinque saggi che avete interpellato, per sentire il parere di persone che in passato hanno lavorato, giocato, sofferto e vinto per la Lazio. Invito a Formello queste persone, come chiunque abbia avuto un ruolo in passato all'interno della Lazio, perché con i tifosi già lo facciamo e lo possiamo ripetere. Sono invitati loro, come sono invitati gli altri, per esempio gli opinionisti, a confrontarsi con noi, tutti i giorni, di tutto l'anno, a venire a Formello. Mi auguro che questo invito possa essere accolto, mi farebbe piacere organizzare un incontro cominciando da chi ha interpellato il Corriere dello Sport-Stadio. Non è un invito legato al momento, sia chiaro. Penso che il confronto possa produrre qualche punto. Come la mancanza di pubblico all'Olimpico ci toglierà di sicuro dei punti in classifica, proprio come era successo due anni fa e lo sappiamo bene». Anche Igli Tare, pensando ai prossimi impegni, ha voluto inviare il suo messaggio. «Sembra che stiamo andando a fare i turisti a Istanbul. Dobbiamo giocare l'Europa League, poi ci sono altre 13 giornate di campionato per cercare di risalire la classifica. Non tutto è andato, non tutto è perduto. E' facile parlare, giudicare. Noi stiamo ancora cercando di lavorare per questa stagione, che non è conclusa».

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Dichiarazioni a tratti provocatorie come quando si dice soddisfatto di hoedt e dice che lazo e' stata vicino ai tifosi x i fatti di Varsavia.
Andasse a far firmare n'koulo se vuole recuperare credibilità.

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Citazione di: RubinCarter il 15 Feb 2016, 07:43
Al di là degli infortuni, come si dice a Roma non ve la siete andati a cercare non rinforzando la squadra con un centravanti? D'accordo i problemi fisici di Klose e Djordjevic, ma che servisse un rinforzo in avanti è stato dimostrato dal fatto che avete acquistato Matri a fine mercato. Non era possibile comprare un attaccante prima del preliminare anziché giocare con Keita prima punta?

«Nel preliminare di ritorno abbiamo giocato con Keita centravanti perché sono venuti a mancare Klose e Djordjevic. Non era prevedibile, nei nostri calcoli, aggiungere un altro attaccante avendo in organico Klose e Djordjevic. Per la prima volta quest'anno il nuovo regolamento impone un elenco di 25 giocatori. Non ti è permesso di allestire una rosa extralarge. Sapendo che per ogni ruolo servono due giocatori, più tre portieri, arrivi alla somma dei 25. Klose e Djordjevic punte centrali. Keita, Kishna, Felipe Anderson e Candreva gli esterni impostando la squadra sul 4-3-3, più un altro giovane come Oikonomidis. Questa non è una giustificazione ma lo dico per spiegare quali fossero le nostre strategie estive.


La parte in neretto rappresenta la base di tutte le critiche si fanno al modo di gestire la squadra.
Abbiamo due attaccanti, non importa quale sia il loro rendimento, non ne possiamo prendere un terzo.
Sono tre anni che abbiamo bisogno di attaccanti.
Perché il prossimo anno ne dovrebbero arrivare almeno due, invece, visto il passato, penso che ci sarà un solo nuovo innesto e si punterà sul rilancio di Djordjevic, che invece andrebbe venduto o dato in prestito, anche pagandogli parte dell'ingaggio, cosa che questa società non ha mai fatto.

viking68

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Bellissima intervista di Tare



Sabatini, Corvino, Ausilio, Giuntoli. Il mercato dei direttori sportivi spesso è in movimento. Qual è il futuro di Tare?

«Ho prolungato poco tempo fa il mio contratto per altre tre stagioni. Ho avuto la possibilità di andare altrove, anche più importante della Lazio a livello di nome. Non ho fatto quel passo perché qui abbiamo costruito qualcosa di importante e voglio raggiungere obiettivi importanti. C'è un inizio e una fine per ognuno. Penso di onorare ancora questa maglia e questa società con grande impegno. Voglio fare in modo che quando acquisterò un giocatore, pensi alla Lazio come un punto di arrivo e non di partenza».



ma no Tare non lo cerca nessuno ve?

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Citazione di: genesis il 15 Feb 2016, 08:15
La parte in neretto rappresenta la base di tutte le critiche si fanno al modo di gestire la squadra.
Abbiamo due attaccanti, non importa quale sia il loro rendimento, non ne possiamo prendere un terzo.
Sono tre anni che abbiamo bisogno di attaccanti.
Perché il prossimo anno ne dovrebbero arrivare almeno due, invece, visto il passato, penso che ci sarà un solo nuovo innesto e si punterà sul rilancio di Djordjevic, che invece andrebbe venduto o dato in prestito, anche pagandogli parte dell'ingaggio, cosa che questa società non ha mai fatto.

Secondo me la parte in neretto che evidenzi tu deve includere anche la frase successiva ovvero che per la prima volta quest'anno c'è l'obbligo di una rosa di 25 calciatori.
Senza considerare quello, non regge tutto il resto

vaz

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* 56.085
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quindi il teorema è Lotito che decide è 'na calla.
questo è pure convinto di non sbagliare.

nessuno sbaglio di strategia, nessuno sbaglio in sede di mercato, valutazioni giuste. giustifica pure Morrison.

la fracca di squadre che ci sta davanti evidentemente gioca un altro sport.

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