guarda, te la spiego molto chiaramente la mia posizione:
io sono emigrata per avere una vita degna. non in temrini di lavoro, che in italia avevo sempre trovato e avuto, a in termini di cittadinanza. Me ne sono andata per avere una famiglia in una società più giusta, più inclusiva.
Ho atteso dieci anni, o forse qualcosa in più, per non lasciare la mia famiglia, i miei amici, per non estirpare le mie radici.
Sto con la mia compagna da dieci anni. l'anno prosismo ci sposeremo. nel frattempo, o dopo, vorremo avere dei figli.
E' inaccettabile, inaccettabile pensare di crescerli in italia e di dover sempre sperare nella comprensione o nella gentilezza di qualcuno.
Che te li faccia prendere a scuola senza una deroga firmata, portare dal medico, decidere del loro futuro.
Chiedere di rinunciare a questo diritto, il diritto di essere uguali, è [...].
E sbaglia profondamente chi ci rinuncia.
Perchè sta solo abbassando il livello della sua vita e perchè non si combate per diritti a metà.
Perchè, lo ripeto, i diritti non sono una concessione fatta da qualcuno. non sono un regalo, un contentino.
Sono ciò che ci definisce all'interno della società in cui viviamo.