Citazione di: giovannidef il 21 Mar 2016, 10:45
non è vero che è simbolica
anzi è simbolica nel mondo reale ma non nel mondo Lazio
Un pareggio con gol al Milano è una soddisfazione poco più che simbolica in assoluto, di molto simbolica in questo preciso momento con una squadra, la nostra, che è fuori da tutto in una stagione molto deludente e una squadra, il Milan, che ha soltanto una finale di Coppa Italia da giocarsi per dare un po' di senso a una stagione altrimenti deludente, con l'aggiunta dell'assenza dalle coppe.
Anni fa andai proprio a Milano in trasferta contro il Milan dei Gullit e Van Basten, ci andammo a scontrare con i nostri Dezotti e Ruben Sosa. Ne ve ne fuori un miracoloso pareggio senza reti. Quella poteva essere una soddisfazione, con un risultato utile contro uno squadrone (che ci prese a pallate peraltro) non il pareggio di ieri sera che non serve a nessuno: né a noi, né a loro.
Citazione di: giovannidef il 21 Mar 2016, 10:45
si sono scritti fiumi di pagine con studi di funzione annessi sulle posizioni finali in classifica degli ultimi 12 anni
per noi un 13° o un 7° posto fanno tutta la differenza del mondo, si può passare da una stagione nella media ad una stagione pessima anche se sappiamo tutti che le ultime partite si giocano senza motivazioni
anzi nel caso nostro giocando contro inter e fiorentina le quali magari lottano per il terzo posto arrivare 13° sarebbe pure meglio
Può darsi che per te tra un 13 e un 7 posto ci siano grandi differenze. Per un tifoso medio e per un ambiente in generale quelle differenze sono impercettibili in una stagione, come questa, che verrà presto consegnata al dimenticatoio.
Citazione di: fabichan il 20 Mar 2016, 00:02
Mi sfugge davvero: vincevano piu' o meno sempre le stesse (anzi le merde erano nettamente superiori a oggi), avevamo risorse (in proporzione) simili a oggi ma andavamo peggio; con un bacino di utenza piu' o meno come oggi.
C'era piu' passione, si', e forse (boh) meno ambizione.
Negli anni 80 c'era un'altra cosa all'ordine del giorno del laziale. Erano passati soltanto 10 anni dal nostro scudetto ma sembrava passato un secolo, visto che avevamo il bisogno, anzi la necessità di salvarsi, ma non da una retrocessione qualsiasi, ma dalla sparizione anche perché – come giustamente ricordi – i nostri vicini di casa rumoreggiavano, tra scudetti e finali perse. Non era un bel vivere per il laziale, ma dovevamo resistere e ce l'abbiamo fatta.
Oggi abbiamo altre cose all'ordine del giorno, come quella di sfidare il nostro limite non di ritrarsi sempre indietro. Sta qui il nostro problema come l'insufficienza di una dirigenza e proprietà che non è interessata a questa sfida, come acclarato da 12 anni a questa parte.
Non si possono confrontare epoche diverse con scenari diversi. A un malato grave non ha senso dirgli alzati e prova a fare i 100 in 10 secondi netti, anche se era capace di farlo poco tempo prima. A quella persona l'emergenza vera e anzi unica è quella di tornare a vivere. Questi erano i nostri anni 80.
Oggi abbiamo altri problemi e priorità.