"La maggior parte di noi, a questo punto, sarebbe tentato di lasciar correre, mettere un punto ad una stagione, seppur non giunta al termine, ed archiviare. Ma non noi della Lazio. O almeno, chi ancora ama pervicacemente questi colori. Tutto porterebbe a gettare nel cestino il lavoro fatto, andando alla ricerca di un unico colpevole, criticando tutto e tutto. E forse, anzi sicuramente, alcune delle critiche sono sacrosante, e per una serie di motivi, per una serie di considerazioni, per una serie di aspettative che poi sono stare disilluse, non sono state analizzate, probabilmente fino in fondo"Questa squadra aveva raggiunto, trionfalmente, il terzo posto e l'entusiasmo era tale che, se il giorno successivo fosse partita la campagna abbonamenti per il campionato attuale, oggi avremmo almeno il doppio di abbonati (e ragiono al ribasso). Niente di tutto ciò, anzi, di fronte all'attacco del prefetto Gabrielli sulla divisione delle curve, nessuno, tanto meno Lotito, in società ha pensato fosse giusto reclamare.
Il terzo posto ha portato ad uno spareggio che
andava vinto, per alimentare l'entusiasmo e, perché no, le entrate e la visibilità del pianeta Lazio in Europa. Essersi presentati senza una punta di ruolo (squadra difficilmente migliorabile) a quell'appuntamento è il chiaro segnale di non aver colto l'importanza di quel confronto, con conseguente depressione dell'ambiente.
L'immediato gravissimo infortunio di De Vrij e la contemporanea presa di coscienza che Gentiletti non era propriamente un fenomeno né Mauricio quello visto al fianco dell'olandese, che Hoedt era acerbo, e Radu infortunato
richiedeva interventi immediati, mai presi in considerazione se non, a gennaio, ricorrendo ad un infortunato cronico di 33 anni, mestierante di lunga data e senza alcun curriculum, nel segno della tradizione dei vari Saha, Postiga, Kakuta.
A questo si aggiungono, dopo una illusoria partenza, le innumerevoli figure di m. collezionate, a partire dal Chievo e conclusasi (per ora) con il derby, di una squadra senza giusti attributi e con una guida come Pioli non più rispettata dal gruppo, che quindi (la guida) andava sostituita almeno 4 mesi prima, perché la stagione poteva essere recuperata anche per la pochezza della maggior parte delle avversarie, merde comprese.
Loro, le merde, hanno svoltato con Spalletti, El Sha e Perotti, noi con Bisevac.