Lazio - Empoli

Aperto da bak, 11 Apr 2016, 16:45

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Omar65

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Citazione di: gentlemen il 13 Apr 2016, 19:56
13 Aprile 2016
"Voi coltivate una speranza infondata"...
di Paolo Scafati

Questo è il pensiero di Paolo Scafati. Capisco la sua delusione e la sua stanchezza, ma per quel che mi riguarda non c'è nessuna resa e combatterò fino alla fine, costi quel che costi... Stefano Greco


"Voi coltivate una speranza infondata". Parto da questa affermazione fatta domenica sera da Marcello Micci


Io mi sono fermato qui. È sufficiente, arrivato a quel nome non sono andato più avanti. Mi sono perso qualcosa?

DajeLazioMia

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Citazione di: Omar65 il 13 Apr 2016, 20:37
Io mi sono fermato qui. È sufficiente, arrivato a quel nome non sono andato più avanti. Mi sono perso qualcosa?
Ti direi di no, ma secondo me sì.

skizzo87

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MTL

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13 Aprile 2016
"Voi coltivate una speranza infondata"...
di Paolo Scafati

Questo è il pensiero di Paolo Scafati. Capisco la sua delusione e la sua stanchezza, ma per quel che mi riguarda non c'è nessuna resa e combatterò fino alla fine, costi quel che costi... Stefano Greco

....

Ma da oggi non ho più tempo, da oggi voglio stare spento.


[/quote]

1) Chi caz.zo è sto Paolo Scafati?
2) Questo poveretto ha urgente bisogno d'aiuto, devono somministrargli una terapia con dosaggi forti ed adeguati. Roba da camicia di forza

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nestorburma

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Citazione di: gentlemen il 13 Apr 2016, 19:56
13 Aprile 2016
"Voi coltivate una speranza infondata"...
di Paolo Scafati
bla bla bla

[...]nella vita si può anche cambiare fede religiosa, figuriamoci quella calcistica.[...]

bla bla bla


Niente, un romanista de passaggio.

tallondachille

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A scafa' mavvaff

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GoodbyeStranger

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Citazione di: rocchigol il 13 Apr 2016, 15:43
quella che vince e' una su 20. Le altre e' solo amore.

noi negli ultimi 5 anni abbiamo vinto 3 coppe e fatto 5 finali...

tutto sommato e' andata anche bene.

sticaxxi de Lotito.

io la LAZIO mia me la vedo e la amo sempre. palermo empoli o derby...

Sarebbe il caso che qualcuno si stampasse queste poche righe e se le appendesse in un punto ben visibile,
sopra la scrivania, sulla porta di casa, sopra la tazza del cesso, dove gli è più comodo.

E scusate in anticipo se ho urtato la sensibilità di qualcuno o ne ho leso i diritti inalienabili come essere umano
o come cittadino di uno stato democratico...





Kredskin

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Gent lo so che non sei tu, figurati.

Io chiedevo chi era sto scafati... Cioè dall'alto di cosa parla?

Chi se ne fotte del suo pensiero?



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Ranxerox

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Citazione di: gentlemen il 13 Apr 2016, 19:56
13 Aprile 2016
"Voi coltivate una speranza infondata"...
di Paolo Scafati

Questo è il pensiero di Paolo Scafati. Capisco la sua delusione e la sua stanchezza, ma per quel che mi riguarda non c'è nessuna resa e combatterò fino alla fine, costi quel che costi... Stefano Greco


"Voi coltivate una speranza infondata". Parto da questa affermazione fatta domenica sera da Marcello Micci a Gol di Notte per descrivere le sensazioni di un laziale qualunque all'indomani dell'ennesimo tentativo da parte di Michele Plastino di muovere le coscienze e non solo di un ambiente ormai alla deriva.

Chi ha letto altri miei articoli pubblicati su Millenovecento, ormai dovrebbe sapere che sono romano di nascita ma che da più di trent'anni vivo lontano da Roma, e se fino all'anno scorso riuscivo ancora a seguire Gol di Notte tramite il satellite da quest'anno non riesco più dato che ora è visibile soltanto sul digitale terrestre o in streaming. Quest'anno non ho mai trovato neanche la voglia di accendere il computer per non sentire sempre le stesse cose, le stesse critiche "costruttive" e non rivolte a Lotito, né tantomeno ho mai avvertito la necessità di ascoltare disquisizioni tecniche sui dribbling di Candreva o sull'utilità tattica di Biglia.

Ho completamente staccato la spina dalla Lazio "di campo", non ho abbonamenti a Pay Tv per scelta che potrete facilmente dedurre e non leggo niente che riguarda la squadra, lo spogliatoio, il mercato e via discorrendo. Non è un fioretto di quaresima, è proprio disinteresse.

Ho continuato a seguire Stefano Greco, Plastino e quella sparuta minoranza che non si riconosce in questa Lazio, ritrovandomi sempre nelle opinioni di chi da anni combatte per liberare la mia Lazio: per chi vorrebbe tornare ad inveire contro l'arbitro, per chi vorrebbe di nuovo urlare per un gol al 95° o per chi vorrebbe tornare a non dormire la settimana prima del derby. A volte queste sensazioni ho anche avuto la possibilità di esternarle  su Millenovecento, forse l'ho fatto anche per sentirmi più partecipe ad una battaglia che sentivo mia, una sorta di "guerra santa" per la quale mi sono arruolato nella convinzione che fosse giusta con buone probabilità di vincerla. Da domenica sera, non più.

Riconosco ancora una volta a Plastino di averci messo la passione in quella lettera rivolta a Lotito, tutta la Lazialità che ha dentro, tutte le buone intenzioni e non solo; gli riconosco un'onestà intellettuale rara oggi giorno, o più semplicemente una sincerità di sentimenti, oltre che professionale, tipica di chi fa le cose con passione. Ma, come spesso accade, chi fa le cose con passione prima o poi deve scontrarsi con la realtà o, peggio ancora, con il realismo, con l'oggettività di chi le cose le vede con maggiore distacco e, magari, con una buona dose di cinismo, nell'accezione positiva del termine.

E allora ecco che in poco meno di due ore vengono smontate tutte le speranze "plastiniane", comprese le mie che per l'occasione, dopo aver letto la lettera aperta scritta su Facebook da Michele a Lotito, domenica sera mi sono sintonizzato sullo streaming della trasmissione perché avevo intuito quale sarebbe potuto essere l'argomento del dibattito.

E, piano piano, minuto dopo minuto, ho lentamente ma inesorabilmente capito che abbiamo perso. Ho capito che tutti gli sforzi sono stati vani, che abbiamo imbracciato le armi per una battaglia di pochi ma che ha fatto comodo a molti; ho capito che sono e che siamo impotenti.

La lettera di Plastino punta al cuore, ai sentimenti e alla sensibilità di qualcuno che oggi non voglio né descrivere né apostrofare. Oggi mi sento solo di riconoscergli la vittoria. Se "fu vana gloria" sarà il tempo a stabilirlo: non io, non oggi.

Domenica sera ho realizzato che la mia battaglia e la battaglia di chi ha creduto e, forse crede ancora, di poter liberare la Lazio forse è stata pura utopia; forse è stato un miraggio causato dalla passione di chi non si rassegnava alla realtà. O a chi la realtà semplicemente non bastava. Per quanto mi riguarda, continuerò la mia lontananza affettiva ed economica da questa società, perché posso riconoscere la sconfitta ma non disconoscere le ragioni della mia battaglia.

Ha vinto lui, con il suo 67% del pacchetto azionario "blindato"; ha vinto lui con i suoi comunicati di regime risibili e scontati, con i suoi numeri o frasi celebri, ha vinto lui con la sua scorta. Ha vinto lui ma noi non abbiamo perso. Siamo stati sempre in partita e abbiamo anche sfiorato ripetutamente il gol, ma tra pali ed errori sotto porta non l'abbiamo messa dentro. Lui, invece, è stato cinico e, aiutato anche da qualche svista arbitrale e dalla dea bendata, ci ha punito più volte.

Ci siamo scontrati con il mondo della comunicazione Lazio di professione, coloro i quali con la Lazio non "ce magnano" ma comunque "ci campano". Per chi ha trasmissioni radiofoniche, televisive, riviste o siti web, o addirittura tutto insieme la cosa più importante è che la Lazio sia sempre viva, che si parli di campo, di formazioni, di mercato e di torti arbitrali: è vitale per quella che è a tutti gli effetti una professione. Non sto accusando nessuno, ne prendo semplicemente atto: i loro interessi in questo momento non possono coincidere con i miei di semplice appassionato. Loro obbligatoriamente devono tenere alto l'interesse, quindi va bene la contestazione purché non svuoti lo stadio; va bene la contestazione purché non si abbandoni la squadra; va bene la contestazione purché sia costruttiva e spinga la proprietà a cambiare rotta; va bene la contestazione purché ad inizio stagione rientri per tornare tutti a tifare per la maglia.

Si contano sulle dita di una mano (Greco, Plastino e Scarcelli su tutti, a mio parere...) coloro che hanno anteposto il bene della Lazio al loro, anche dal punto di vista professionale, oltre che personale. Qualcuno direbbe per onestà intellettuale, io aggiungerei per quella passione che alla fine viene inevitabilmente confusa con l'ingenuità di chi crede in un'ideale. Non discuto la buona fede degli altri, ma gli interessi sono palesemente diversi, o almeno diversificati.

Ha vinto lui perché la confusione nell'ambiente Lazio è all'ennesima potenza, con la curva in altre faccende affaccendata e l'intelligentia laziale che nonostante comitati, manifesti cancellati e riscritti e buoni propositi fatica a prendere un indirizzo preciso.

Ha vinto lui perché ci ha sfiancato, nel vero senso del termine, con quel continuo atteggiamento di sfida, la sua ferma intenzione di non vendere, la sua impassibilità mentre tutto intorno sembra crollargli addosso, mentre riorganizza le truppe e impartisce ordine ai pretoriani. Quei pretoriani che da qualche giorno hanno ricominciato a parlare di cambio di atteggiamento, di figure all'interno della società che facciano da tramite e di un nuovo corso: una rivoluzione!!! L'ennesima...

Anche domenica sera a Goal di Notte ci hanno provato in modo abbastanza goffo e in quel contesto anche un po' ridicolo, ma bisogna ammetterlo, sono veramente irriducibili. Non so come Plastino riesca a trattenersi quando sente sempre le stesse frasi dette sempre dalle stesse persone. Devo ammettere che è molto più cristiano di me!

Ha vinto lui perché la Lazio è l'unica società quotata in borsa al mondo di cui non si può parlare, le azioni della S.S. Lazio non si possono neanche nominare chiusi nel cesso di casa propria senza essere accusati di aggiotaggio o rischiare una denuncia, perché "non si può influenzare il mercato...". Con questo concetto dovrebbe chiudere il Sole 24 ore dato che per decine e decine di pagine tratta di possibili acquisti e cessioni di pacchetti azionari e assets vari. Ma per la Lazio no. Per la Roma sì ma per la Lazio no, per le borse di Londra e Francoforte interessate ad una fusione sì ma per la Lazio no, per Microsoft e Yahoo sì ma per la Lazio no.

Se le cose stanno così cosa vogliamo fare? Una manifestazione in piazza? Stadio vuoto? Boicottaggio economico? Striscioni di disappunto? Petizioni o manifesti? Dopo domenica sera ho comunque consolidato una certezza: l'unica cosa che indebolisce Lotito sono le sconfitte, quelle sul campo. Questa è l'unica cosa che ricompatta l'ambiente e l'unica cosa che lo mette all'angolo rendendolo indifendibile addirittura dai suoi fedelissimi. E io è da tempo che spero nelle sconfitte: me le auguro, le auspico.

Sì, sono uno di quei gufi spesso evocati da Salomone o Pantano, dal dott. Capua o da De Angelis: sto sull'Aventino e ad ogni sconfitta spero. Ma non ci provate: io sono laziale come voi e forse anche di più, questo stampatevelo nel cervello. Semplicemente a mali estremi rimedi. Voi siete per il compromesso e il quieto vivere, io no. Io rivoglio la mia Lazio, anche se questa volontà sento che si sta affievolendo giorno dopo giorno.

Io da questa notte mi sono arreso psicologicamente, non spero più, e invidio Plastino che invece avverte qualcosa di irrazionale. Io non ci riesco. Ho sempre creduto nello stellone, ma stavolta è diverso. Non spero più. E non saprei neanche in cosa sperare. Non so se la sua minaccia di trasmettere la proprietà della Lazio "di padre in figlio" sia più per noi o per il suo erede, ma oggi non mi pongo più il problema. Non ho più la forza di pormi certe domande né ho la voglia di rispondere. Mi consola il fatto di fare comunque un dispetto ai romanisti: un nemico per poterlo combattere deve essere vivo, e noi non lo siamo più.

Per me da ieri non è più "LIBERA LA LAZIO", ma solo "LIBERA COSCIENZA", quella con la quale devo riconoscere a Lotito di aver vinto. Molte volte ho detto e scritto "O LUI O IO!"... oggi è evidente che è "LUI", perché io non ci sono più.  Uno in meno, anche se non sa neanche chi sono.

Ma da oggi non ho più tempo, da oggi voglio stare spento.


Qualcuno potrebbe ricordargli:
- che si parla comunque di calcio, una grande passione, ma cmq di calcio;
-che vivere in questo modo il calcio, per l'appunto, è un controsenso, ma non x il calcio stesso, ma nella vita;
-basta semplicemente cambiare squadra per cui tifare (Galliani, una delle figure più rappresentative del tifoso/dirigente, in questo caso del Milan, è diventato del Milan dopo i 40 anni, essendo prima juventino, eppure sprizza passione ed amore rossonero da tutti i pori....), non c'è nulla di male, nella vita si può anche cambiare fede religiosa, figuriamoci quella calcistica.

Ossessione più che passione.
Che poi fa dei distinguo con gente come Pantano, De Angelis, Capua e Salomone. Sta messo male. Tifa per le sconfitte, per troppo amore da quanto di capisce. Vabbe', tutt'apposto.

Kredskin

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Citazione di: Ranxerox il 13 Apr 2016, 23:34
Ossessione più che passione.
Che poi fa dei distinguo con gente come Pantano, De Angelis, Capua e Salomone. Sta messo male. Tifa per le sconfitte, per troppo amore da quanto di capisce. Vabbe', tutt'apposto.
Anche a me è capitato di amare una alla follia ma allo stesso tempo sperare che morisse.

Ah no aspetta, in realtà me stava surcà.

genesis

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Citazione di: Omar65 il 13 Apr 2016, 20:37
Io mi sono fermato qui. È sufficiente, arrivato a quel nome non sono andato più avanti. Mi sono perso qualcosa?

Ti potevi fermare pure prima, visti i nomi  :beer:

MadBob79

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Non se po' però commentà ogni scureggia che esce su internet, siate buoni.

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laziAle82

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Certo che uno che dice che non gliene prega più nulla e poi ci sfettuccia le palle con dieci pagine di deliri..

Achab77

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Il fatto che poi si parli di scarcelli, Capua, pantano e Plastino la dice lunga.
Sta gente venisse su Lazionet a fare un bagno di Lazialità, in cui sfogarsi anche sulle cose che non piacciono. Preferisco farmi uno scambio di post con inquisitor e monsieur opale per ritrovare equilibrio piuttosto che ingolfarmi di quelle boiate sparate a caso dai "comunicatori".

Lazio Patria Nostra


Tarallo

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Citazione di: Achab77 il 14 Apr 2016, 09:30
Il fatto che poi si parli di scarcelli, Capua, pantano e Plastino la dice lunga.

Non solo. Ascolta SOLO loro, manco vede le partite o segue altro.
Pure Goebbels lo troverebbe eccessivo.

rocchigol

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io me so fermato a SCAFATI

e non e' una battuta...

ho visto una cosa lunga e brutta, firmata da un ignoto Scafati.
ma devo davero perde tempo?

mavaff

inquisitor

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Citazione di: MadBob79 il 14 Apr 2016, 08:25
Non se po' però commentà ogni scureggia che esce su internet, siate buoni.
Ecco, bravo. La colpa maggiore non è di chi scrive scemenze ma di chi le riporta e le commenta pure.
Si riesce così nell'impresa di dare consistenza alle flatulenze.

vagabond

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Citazione di: rocchigol il 14 Apr 2016, 09:54
io me so fermato a SCAFATI

e non e' una battuta...

ho visto una cosa lunga e brutta, firmata da un ignoto Scafati.
ma devo davero perde tempo?

mavaff

100%

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aquilante

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simone inzaghi ha portato migliaia di laziali al Fersini a tifare per la Lazio primavera. mandandoli a casa, quasi sempre, assai più contenti di quando erano arrivati
con la prima squadra saprà fare di meglio e decine di migliaia di laziali si metteranno in coda per vedere allo stadio Olimpico le imprese della (sua) Lazio che sta nascendo
solo alcuni di loro però potranno dire di averla vista nascere, una domenica di metà aprile, contro l'empoli

ps: purtroppo, caro giorgio (wbb), io non sarò tra questi, dovrò accontentarmi di vederla da casa, in tv. non escludo però una puntatina a Roma contro l'inter o contro la fiorentina. potrebbe essere quella l'occasione per una buona birra insieme. ciao e sempre forza Lazio

tommasino

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Domanda : non ho letto tal scafati, ma sbaglio o con Lazio - empoli non c'entra una mazza?

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