Quell'anno fino alla sconfitta col Napoli in casa e contestuale cacciata del trombatore svedese che aveva la capoccia da tutt'altra parte, fu una via Crucis. Troppi punti persi per strada, dal pareggio a Bergamo alla prima, fino alle sconfitte con Verona e Parma per finire col derby maledetto e la sconfitta col Napoli.
Crociati a parte, Ciucci e Hellas lottavano per la B (il Napoli scese quell'anno e gli scaligeri si salvarono nello spareggio contro la Reggina).
Con l'arrivo di Poborsky e di Zoff la squadra si riequilibrò, però troppi punti di svantaggio avevamo accumulato. I ratti sfruttarono a fondo la sapienza calcistica di Capello e quella bestia che rispondeva al nome di Batistuta; Montella fece il resto oltre alla dose massiccia di bucio di culo nei momenti culminanti. Cretinetti, come sempre, nei momenti topici restò ai margini.
A dire il vero, l'unico momento che ho pensato di vincere il campionato o di riacciuffarlo fu quando loro erano sotto contro il Milan in casa e noi in vantaggio sull'Inter.