Citazione di: Dusk il 07 Set 2016, 09:10
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L'impressione che mi ha fatto è quella di una grande furbizia. Conosce bene l'ambiente Lazio e sa quanto tre quarti dei Media che se ne occupano sguazzino in queste cose
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Cardelli rincara: «Tutto sbagliato» (dal corriere dello sport) «Troppi stranieri, italiani penalizzati»di Carlo Roscito
Il caso esplode sabato mattina al termine dell'allenamento. «Mister, io me ne vado. Lascio la Lazio, anzi il calcio...». In realtà le riflessioni di Filippo Cardelli, difensore classe '98 della Primavera, iniziano quasi un anno fa, durante la fase di riabilitazione per l'infortunio al crociato. La lesione ha fermato le gambe e ha accelerato i pensieri per la testa. Si sono manifestati lunedì sera in uno sfogo su Facebook contro il sistema calcio, reo di valorizzare gli stranieri a discapito dei talenti italiani.
Due squilli e Filippo risponde, non è sorpreso della chiamata. «È tutto il giorno che sono al telefono, ne vale la pena. È una grande soddisfazione...». La sua bacheca è stata inondata di messaggi solidali. «È il lato positivo dei social, mi hanno ringraziato persone che nemmeno conosco».
TEMPISMO. Cardelli è nato e cresciuto in zona Balduina, ha vestito le maglie di Roma, Perugia e Futbol prima del biancoceleste. Con un post è diventato famoso in tutta Italia. «L'anno scorso mi sono fatto male in allenamento, ho riflettuto a lungo sul futuro. Venerdì ho deciso e il giorno dopo l'ho comunicato a mister Bonatti...».
A mercato chiuso, insomma, con la società impossibilitata ad aggiungere innesti esterni. La tempistica non è casuale. «Così non possono sostituirmi con uno straniero! Meglio un '99 italiano fuori ruolo, magari si rivela fenomenale. Non mi sento in colpa, tanti ex compagni sono stati mandati via senza preavviso. Come si dice? Occhio per occhio...».
IN USA. Ci sono gli Stati Uniti in vista. «Mi dedicherò alla scuola, ad agosto partirò per l'America. Sarei potuto restare, ma preferisco fare qualcosa per chi verrà dopo di me. Ho ottenuto una borsa di studio grazie ai voti scolastici, giocherò per il college della Rockhurst University di Kansas City. Voglio sottolineare una cosa visto che sono stato accusato di essere razzista: non ce l'ho con gli stranieri, se sono forti ben vengano. Io parlo di chi va in panchina e toglie comunque spazio agli italiani di valore. Non ha senso investire in questo modo. La strategia della Lazio spacca lo spogliatoio, non mi importa dei soldi, avrei giocato titolare. Non ne potevo più,
viene privilegiato chi viene da fuori solo perché in possesso di un contratto. Così si creano delle divisioni. Io non avevo le cure mediche, non potevo andare in palestra e mangiare a Formello neanche nelle giornate di doppia seduta. Fare avanti e indietro con la macchina può costare 20 euro al giorno».
Cardelli chiude il telefono con una speranza. «Le leggende del calcio possono sfruttare il mio assist per cambiare il corso delle cose. Hanno l'autorità per farlo...». Come per dire: io ho lanciato il sasso, ora voi non nascondete la mano.
Non ho ancora capito questa storia che alcuni non hanno un contratto, ma che significa?