Lazio e manicheismo vanno a braccetto da un po', non è una novità.
Anche su Inzaghi mi sembra di vedere una polarizzazione figlia più degli arroccamenti che di un commento sereno e a tutto tondo.
Premessa: parlare di esonero nei confronti di un allenatore che ha 10 punti dopo 6 giornate ad un punto dal terzo posto non si può sentire. Manco alla Juve, figuriamoci alla Lazio.
Non c'è limite o criticità che giustifichi una misura simile, anche vi fossero alternative (che sinceramente non vedo). Davvero sarebbe una scelta alla Zamparini perché questo è proprio il periodo in cui andrebbe consolidato il lavoro iniziato in estate e dunque occorre lasciar lavorare il mister, a maggior ragione se la classifica ci/gli permette di farlo con un minimo di serenità.
Al contempo sinceramente non credo sia utile fare dei 10 punti una foglia di fico, anche perché bastano tre risultati negativi e in due settimane l'argomento cade come un muro con fondamenta molto scadenti. E quando non hai un'idea di gioco non è così raro inanellare tre risultati negativi.
La Lazio di Inzaghi non è bella né convincente. Non si tratta solo di estetica tattica o di pretendere una squadra compiuta dopo una manciata di partite, è che - soprattutto in attacco - non se ne vede nemmeno un abbozzo organico, un'allusione volta al futuro, un possibile da costruire.
Come invece si vedeva nella Lazio di Pioli (lo prendo come esempio più recente) fin dalla prima partita, anche nelle sconfitte. Come era di Pioli la Lazio delle ultime sette partite dello scorso anno (e oggi si vede più che bene quanto sia così).
Quel che risulta ad oggi, personalissima percezione, si limita invece ad alcuni convincimenti su singoli giocatori e rispettive posizioni e ruoli, in alcuni casi lodevoli a livello d'intuizione, in altri decisamente poco convincenti e causa di forte perplessità. Gesulio ha usato il termine più calzante: cervellotici.
Credo che, classifica a parte, il bilancio sia piuttosto insufficiente, ma proprio grazie a questa classifica non c'è ragione per abbattersi e per non credere nella possibilità di migliorare, tanto di Inzaghi che della Lazio tutta.
Come per altri anche secondo me ad Inzaghi andava dato il tempo di crescere come allenatore e buttarlo subito nella mischia della Serie A sia stata la solita scelta "alla Lotito", ma ad oggi quest'è e quindi deve imparare in fretta e pure bene. Speriamo riesca.
Come ultimo spunto credo che, volontà di non prenderle a parte, Inzaghi stia sbattendo il cranio sul problema che ha prodotto l'incartamento iniziale della seconda stagione di Pioli: la collocazione tattica di Milinkovic Savic. il 4-2-3-1 dello scorso anno, così come il 3-5-2 di questo, credo siano dovuti essenzialmente alla volontà di schierare uno dei giocatori più forti che abbiamo, a cui in due anni ancora non siamo riusciti a trovare un ruolo adatto nel contesto di questa rosa.
Trovare la chiave a questo rompicapo sarebbe un grande merito per Simone, permetterebbe a noi di sfruttare al meglio un giocatore forte e molto promettente, nonché scacciare il dubbio non proprio aleatorio che Tare abbia fatto una mezza cazzata ad intestardirsi sul giovine serbo in rapporto al nostro modello di gioco.