Citazione di: fish_mark il 16 Nov 2016, 12:20
Fat
ho citato quei precedenti non per dare giudizi politici o storici ma soltanto per ricordare quanto fosse importante e condizionante la presenza di Rifondazione in quei Governi. Tutto logico nella democrazia, niente di inaccettabile nè di criticabile.
Le missioni di pace furono quelle in Albania 1997 dove RIfondazione mi pare votò in senso contrario, mentre non si può dimenticare il fiato sospeso che si aveva al Senato al rinnovo delle missionio pesantemente condizionate dai voti di Turigliatto (dieci anni dopo), visto che si giocava sul filo dei singoli voti.
Tutto normale tutto logico, forse un pochino precario, ma da altre parti avviene lo stesso.
io non parlavo di giudizio politico/storico, ma di eventuale blocco dell'azione di governo visto che si dice che questo ha prodotto la presenza dei partiti piccoli.
La missione in Albania (98, non 97) non venne bloccata per il semplice fatto che il PRC non era più al governo. E l'approvazione di una riforma come il pacchetto treu dovrebbe invece dirti quanto la presenza del PRC fu tutt'altro che decisiva o bloccante. Tutt'altro.
Se così fosse stato il pacchetto treu non sarebbe stato approvato.
L'esempio di Turigliatto è ancora più significativo e in questo caso sono testimone di tutta la vicenda, retroscena compresi.
1) Il voto di Turigliatto e Rossi non fu determinante, il governo cadde al centro per il voto dei senatori a vita (che nulla c'entrano con i piccoli partiti).
Il governo sarebbe caduto lo stesso anche se Turigliatto e Rossi avessero votato SI, era già deciso.
Eppure gli elettori, te compreso, ricordano il contrario.
2) Fu D'Alema a volere la prova di forza mettendo la fiducia, perché quella mozione sarebbe passata a maggioranza senza alcun problema, avendo anche i voti della destra. Non c'era nessuna necessità della fiducia né alcuna azione bloccante da parte di Turigliatto e nemmeno del PRC (che comunque votò SI). Si poteva approvare e andare avanti con l'azione decisa dal governo.
D'Alema non solo rifiutò tutte le mediazioni proposte per rendere quel documento votabile (e ti assicuro che ne proponemmo parecchie), ma mise la fiducia proprio per costruire la narrazione del governo caduto per colpa dell'estrema sinistra.
Il "caso Turigliatto" è significativo proprio perché dimostra diverse delle mie tesi:
- ai piccoli partiti vengono attribuite responsabilità non loro attraverso una narrazione volutamente artefatta in modo interessato.
- il problema non è la mediazione ma esattamente al contrario la volontà contemporanea di non voler mediare in alcun modo rispetto agli interessi dei poteri forti, che si tratti di confindustria o degli alleati atlantici. La democrazia è svuotata non per la troppa mediazione, ma per la sua totale assenza.
E' chiaro che se poi agli elettori viene raccontata un'altra storia questi eviteranno di votare i partiti piccoli a favore di quelli grandi. E torniamo all'orientamento dell'opinione pubblica attraverso i media mainstream che è a diretta disposizione solo di alcune forze politiche.
Citazione di: Gio il 16 Nov 2016, 12:28
Io non ho capito perché il mio esempio sia una mistificazione (addirittura ...). Alfano che sorregge il governo di sinistra non incide sull'azione della destra da cui Alfano proviene? Cambiare schieramento senza chiederlo ai propri elettori tutela la loro rappresentatività che sta cosí a cuore?
perché il tuo esempio di Alfano non ci azzecca nulla né con i piccoli partiti (che sarebbero causa di instabilità) visto che è stato votato in uno dei due partiti di maggioranza, né con la riforma costituzionale che interviene sulla prassi parlamentare e non sulla legge elettorale.
Il fatto che Alfano sia stato eletto da una parte e poi governi con un'altra è questione legata alla legge elettorale e non alla prassi parlamentare.
Per questo è una mistificazione: promuovi questa riforma come risolutoria di problemi che non attengono a questa riforma e che quindi potrebbero presentarsi lo stesso.