Paolo Di Canio (Topic Unico)

Aperto da Kappa, 02 Apr 2013, 21:11

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skizzo87

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Grazie merda.
Ci hai dipinto di nuovo come fascisti e razzisti. Lui si dissocia ma il tifoso Laziale e gli Irriducibili sono i cattivi fascisti e razzisti.
Grazie eh.

Ranxerox

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Citazione di: alasinistra il 03 Gen 2017, 09:09
Paolo Di Canio: «Non sono razzista
I tatuaggi mostrano i miei errori»

L'ex calciatore della Lazio sospeso da Sky: «Il saluto romano? È la cosa di cui mi pento di più. Vorrei una possibilità, far capire chi sono, pregi e difetti, lontano da quelle foto»

«Camerata Paolo, dov'era finito?». «Per favore, preferirei non scherzare. Non cominciamo così, la prego». Il passato torna sempre. Erano quasi quindici anni che Paolo Di Canio non parlava di politica. E ha trascorso gli ultimi quattro mesi in un silenzio assoluto. Da quando una fotografia postata sull'account Facebook di Sky Sport ha mostrato sul suo braccio destro un tatuaggio con la scritta «Dux». «Era ancora estate, indossavo una polo. C'è da girare un video promozionale. Se fossi stato in giacca e cravatta non sarebbe successo. Così va la vita». All'improvviso i social network, ma soprattutto alcuni esponenti della comunità ebraica, si ricordano quel che era noto da molto tempo. L'apprezzato conduttore della trasmissione sul calcio inglese che porta il suo nome è la stessa persona che quando giocava nella Lazio faceva il saluto romano, che si definiva fascista. Dopo due giorni, Sky Sport sospende lui e la trasmissione. L'appuntamento è al suo negozio di vestiti al centro di Terni, la città della moglie. Di Canio ci tiene a presentarsi come uomo tutto d'un pezzo. Ma l'ultima bufera di una vita pubblica turbolenta gli ha fatto male. «Non me l'aspettavo. Sono un'altra persona. Non ho fatto nulla, almeno questa volta. A causa di qualcosa ormai lontano nel tempo ho perso un lavoro che facevo con entusiasmo».


Cominciamo dalla fine?
«Il giorno in cui vengo sospeso sono in redazione a Sky. Alle 20 c'era la presentazione del palinsesto, i colleghi la chiamano la sera del tappeto rosso. Io e Leonardo, l'ex calciatore brasiliano, eravamo tra gli ospiti. Vedevo facce strane intorno a me. Vado in albergo per prepararmi. Entro nella hall, suona il telefono».






La sua reazione?
«Ci sono rimasto non male, peggio. Ho urlato. Non so neppure cosa sono i social network. Orgoglio ferito. Mi sono sentito un appestato. Avrei voluto reagire d'istinto».


E invece cosa ha fatto?
«Sono salito di corsa sul primo Frecciarossa per Roma. Non c'era posto. Alla capotreno ho detto che pagavo la tariffa massima e me ne stavo in piedi, pur di tornare a casa. Mi chiedevo cosa avevo fatto per meritarmi una cosa del genere».


Non le bastano quei tatuaggi sul braccio e sulla schiena?
«Il giovane Di Canio le avrebbe risposto in altro modo. Ma ormai ho quasi cinquant'anni. Ho imparato a mettermi dalla parte degli altri, a ragionare con loro. C'è tanta gente che ha ogni diritto a sentirsi ferita dall'esibizione, per quanto non voluta, di quei tatuaggi. E un'azienda importante come Sky ha diritto a non vedersi associata a una simbologia che non condivide. Ma non era stata una mia scelta. E ancora oggi ne pago le conseguenze».


A lei va bene così?
«Non rinnego le mie idee. E la gente cambia. Io sono cambiato, non da ieri».


La data del 6 gennaio 2005 le dice qualcosa?
«Il derby con la Roma. Il saluto romano sotto la curva Nord. È la cosa di cui mi più mi pento nella mia carriera. Quello è un ambito sportivo, è stupido fare un gesto politico che magari può essere condiviso da alcuni spettatori e amareggiarne molti altri. Non avrei mai dovuto farlo. Lo sport deve restare fuori da certe cose».

Dopo quell'episodio lo ha rifatto anche a Siena, Livorno, Torino.
«Per provocare. Per rabbia. Era scoppiato il casino. Mi tiravano sassi dagli spalti. Sputi, cori con insulti terrificanti ai miei genitori. Le ho detto che sono pentito, non che nella mia vita sono stato un santo».


Lei è fascista?
«Preferirei evitare le etichette. Ho sempre spiegato come la penso, non è un mistero. Ma se mi chiede delle leggi razziali, dell'antisemitismo, dell'appoggio al nazismo, quelle sono cose che mi fanno ribrezzo».


Lo sa che negli archivi ci sono un paio di sue interviste dove si definisce fascista?
«Può essere. Ma sempre con queste distinzioni. E oggi mi rendo conto che per le persone che hanno subito certe cose sulla loro pelle, non può bastare. Ho creduto in una destra sociale, ho seguito le varie svolte da Fiuggi in poi. Non ho mai preso una tessera. Sono 17 anni che non voto».


E comunque Mussolini resta pur sempre una gran brava persona?
«C'è un prima e un dopo. Alcune cose le aveva fatte bene. Quando segue Hitler sulle leggi razziali finisce tutto».


Giacomo Matteotti, chi era costui?
«La vittima di un esecrabile omicidio politico. I regimi sono spesso nati in questo modo, da tutte le parti e tutti i colori. Ed è questo che li offusca e li priva di ogni ragion d'essere».


Quando si è fatto quel tatuaggio?
«Nel 2000, a Bologna. Giocavo in Inghilterra, ero convalescente da un infortunio. Per me Mussolini rappresentava un'idea di società con regole, vere, che tutti rispettano. L'amore e l'orgoglio patrio. Cose che vorrei per il mio Paese e non vedo neppure oggi».


La sua era una famiglia di destra?
«Per carità. I miei tre fratelli votano a sinistra. Mio padre Ignazio era un muratore romano. I nazisti gli spararono addosso. Aveva rubato del formaggio, voleva portare a casa qualcosa da mangiare. Quando ci fu il bombardamento di San Lorenzo, andò in giro con un carretto per dare il poco che aveva alle persone rimaste senza tetto».


Come è successo che lei...?
«Sono nato e cresciuto al Quarticciolo, un quartiere da sempre rosso e romanista. Nel mio gruppo c'erano cinquanta tifosi della Roma e 4-5 laziali. Mi è sempre piaciuto essere minoranza. Anni Ottanta, ci si divideva anche per il modo di vestire. Le Clark e la kefiah erano di sinistra, il giubbotto di pelle Scott e gli stivali di destra».


Solo una questione estetica?
«Ambientale, piuttosto. Ammiravo Giorgio Almirante e la sua capacità oratoria. Nel 1987, quando giocavo nelle giovanili della Lazio, cominciai a frequentare in curva il gruppo degli Irriducibili, che aveva preso una certa impronta politica».


Lanciavano già banane contro i giocatori di colore?
«Cominciarono dopo. Quando non ero più alla Lazio. Trevor Sinclair, quel genio di Shaka Hislop, che terminata la carriera di portiere è diventato ingegnere nucleare, Chris Powell. Compagni di squadra. Amici ancora oggi. Ragazzi di colore. Phil Spencer, il mio agente inglese, è un ebreo praticante. Sono stato al Bar Mitzvah del figlio. Io questa cosa del razzismo non ce l'ho dentro, non mi appartiene, vorrei gridarlo».

Perché a novembre ha sentito il bisogno di scrivere una lettera all'Unione delle comunità ebraiche italiane?
«Sono a casa. Pensieri cupi, tristezza. Mia moglie mi dice che Ludovica, la nostra primogenita che studia a Londra, fa finta di niente perché mi vuole bene, ma soffre come una bestia. Mi chiedo cosa posso fare, a chi posso spiegare una volta per tutte il mio pensiero. La comunità ebraica è stata la più toccata da quella involontaria apparizione. Sono persone davanti alle quali posso solo chinare il capo. Ho preso carta e penna».


Si aspettava una risposta più calorosa da parte della presidente Noemi Di Segni?
«Assolutamente no. Mi ha scritto di fare attenzione alle parole e ai simboli, aggiungendo che a una grande visibilità mediatica deve corrispondere un senso di responsabilità ancora maggiore. Condivido dalla prima all'ultima parola».


E da questa intervista?
«Spero che mi venga data una possibilità. Far capire chi sono davvero, pregi e difetti, comunque ormai lontano da quelle foto con il braccio teso. Penso per primi ai reduci dai campi di concentramento che una volta ho incontrato in Campidoglio. E poi ai giovani che portano avanti le loro idee. Devono esserne fieri, purché rispettino quelle degli altri».


Qualcuno potrebbe risponderle che un fascista è per sempre.
«Non posso convincere tutti. Certe etichette non me le toglierò mai, ne sono consapevole. Ma giro a testa alta. Le mie figlie sanno chi sono».


Ha mai pensato di togliersi quei tatuaggi?
«No. Sarebbe una ipocrisia. Una amica di sinistra mi ha detto che per me sono ormai legati a un'idea romantica e idealista della giovinezza. Forse non è neppure così. Quel che mi porto addosso è il simbolo di ciò che sono stato, di quel che ho fatto. Compresi gli errori».

da Corriere.it

Vabbè, s'era sempre capito che era un coattone con un cervello da gallina. A 50 forse ha capito qualcosa, giusto perché l'hanno cacciato da Sky mica per altro. Comunque cazzi suoi....

jp1900

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Trovo vergognose domanda e risposta sul lancio di banane. Non mi sembra sia mai successo da noi, mentre dalle parti delle merde si (  http://geniv.forumfree.it/m/?t=40112489 e banana con maglia di Cissè ).

MisterFaro

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Mi ha fatto venire in mente i sorci che scappano dalla nave che affonda, senza curarsi di null'altro.


Ah, la nave che affonda è il personaggio "Di Canio".


Citazione di: jp1900 il 03 Gen 2017, 09:36
Trovo vergognose domanda e risposta sul lancio di banane. Non mi sembra sia mai successo da noi, mentre dalle parti delle merde si:

- url=http://geniv.forumfree.it/m/?t=40112489

- banana con maglia di Cissè

Infatti, segno evidente che di difendere i Laziali non gliene importa nulla. Pensa solo a non affogare lui, tipico.

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carib

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Davvero pensano che c'è ancora chi è interessato a quel che dice questo cialtrone? Al Corriere stanno proprio alla frutta

(senza offesa, ma addirittura un topic su Temi??)

BomberMax

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Citazione di: MisterFaro il 03 Gen 2017, 09:52
Mi ha fatto venire in mente i sorci che scappano dalla nave che affonda, senza curarsi di null'altro.


Ah, la nave che affonda è il personaggio "Di Canio".


Infatti, segno evidente che di difendere i Laziali non gliene importa nulla. Pensa solo a non affogare lui, tipico.


e a ricrearsi uno straccio di immagine accettabile/presentabile

carib

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e certo perché le leggi razziali sono state un ideale inno alla joie de vivre e al romanticismo. A dica', mavattenaffanculo

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Mancava solo dicesse che "quando c'era lvi i treni arrivavano in orario". Ah, quel maledetto adolfo...

Ciao paolè, e grazie tante per la gran pubblicità che ci hai fatto nel mondo.

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alex73

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Di Canio uomo vero che affronta pregi e difetti della sua vita....condivisibile quello che dice x chi non e' di sinistra....non ci trovo nulla di aberrante in quello che dice nell'intervista . Le leggi razziali sono stato un crimine umano orribile che tutti condividono lui compreso

skizzo87

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Citazione di: alex73 il 03 Gen 2017, 13:59
Di Canio uomo vero che affronta pregi e difetti della sua vita....condivisibile quello che dice x chi non e' di sinistra....non ci trovo nulla di aberrante in quello che dice nell'intervista . Le leggi razziali sono stato un crimine umano orribile che tutti condividono lui compreso

Uomo vero un par de palle.

Nel 1987, quando giocavo nelle giovanili della Lazio, cominciai a frequentare in curva il gruppo degli Irriducibili, che aveva preso una certa impronta politica».

Lanciavano già banane contro i giocatori di colore?
«Cominciarono dopo. Quando non ero più alla Lazio


Una merda che pensa solo al suo orticello.

COLDILANA61

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Citazione di: carib il 03 Gen 2017, 09:54
Davvero pensano che c'è ancora chi è interessato a quel che dice questo cialtrone? Al Corriere stanno proprio alla frutta

(senza offesa, ma addirittura un topic su Temi??)

:hail:

Senza offesa , ancora su LN ?

Siamo ancora alla cultura "cristiana" . Siccome mi pento , di solito dopo averlo preso nel chiulo , allora ho diritto al perdono .

Manco per il catso .

Hai diritto all'oblio .

E fattelo bastare . Quel gesto del 2005 lo pagheremo nei secoli .

jp1900

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Citazione di: skizzo87 il 03 Gen 2017, 14:05
Uomo vero un par de palle.

Nel 1987, quando giocavo nelle giovanili della Lazio, cominciai a frequentare in curva il gruppo degli Irriducibili, che aveva preso una certa impronta politica».

Lanciavano già banane contro i giocatori di colore?
«Cominciarono dopo. Quando non ero più alla Lazio


Una merda che pensa solo al suo orticello.
Esatto. "Cominciarono dopo" stocazzo.

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StylishKid

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Vado controcorrente, lo so.
Se esprime pentimento vero e un maturo ripensamento sulle sue posizioni giovanili per me va bene così.
Ove così non fosse rimane un problema suo.


Il 15 gennaio 1989 era una domenica, il giorno del mio compleanno, 13 anni.
Il lunedì potevo tornare a scuola, per una volta, a testa alta e col dito indice alzato.

In culo a quelle merde.
Non me lo scorderò mai.

alex73

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Io ho goduto tanto con paoletto...sparare a zero su di lui solo perché si e' di uno schieramento politico diverso x me non e' onorevole

skizzo87

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Citazione di: alex73 il 03 Gen 2017, 15:08
Io ho goduto tanto con paoletto...sparare a zero su di lui solo perché si e' di uno schieramento politico diverso x me non e' onorevole

ma uno puo' rispettare o meno le idee politiche (che tralaltro si sta rimangiando).
Lui sta scaricando tutta la colpa sugli Irriducibili/tifosi della Lazio dicendo che sono razzisti. Poi la bellissima pubblicita' alla Lazio con quelle braccia tese l'ha fatta lui non io.
A me sembra proprio un piccolo uomo.

turco

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Citazione di: alex73 il 03 Gen 2017, 15:08
Io ho goduto tanto con paoletto...sparare a zero su di lui solo perché si e' di uno schieramento politico diverso x me non e' onorevole

E' lui che spara a zero su di noi e non da ora...
Il suo braccio teso ha rovinato la nostra immagine in modo indelebile.
La frase sulle banane è VERGOGNOSA verso i tifosi laziali (in particolare verso la CN)...

alasinistra

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Citazione di: StylishKid il 03 Gen 2017, 15:00
Vado controcorrente, lo so.
Se esprime pentimento vero e un maturo ripensamento sulle sue posizioni giovanili per me va bene così.
Ove così non fosse rimane un problema suo.


Il 15 gennaio 1989 era una domenica, il giorno del mio compleanno, 13 anni.
Il lunedì potevo tornare a scuola, per una volta, a testa alta e col dito indice alzato.

In culo a quelle merde.
Non me lo scorderò mai.

Concordo.
Nonostante le sue caz.zate ci ha fatto godere, non dimentichiamolo! :since

Constantine

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L'unica cosa buona che avrebbe potuto fare per noi sarebbe stato dichiararsi tifoso delle merde.

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: alex73 il 03 Gen 2017, 13:59
Di Canio uomo vero che affronta pregi e difetti della sua vita....condivisibile quello che dice x chi non e' di sinistra....non ci trovo nulla di aberrante in quello che dice nell'intervista . Le leggi razziali sono stato un crimine umano orribile che tutti condividono lui compreso

Alex, è indifendibile nel merito e nel metodo. Si sta scavando la fossa da solo, secca che la stia facendo a 2 piazze (l'altra è per i tifosi Laziali). Poi, possiamo fare discussioni all'infinito sulla modalità di risonanza delle giuste critiche che gli piovono addosso. Ad esempio, a me piacerebbe che piovessero pioggie di sputazzi (anche) a chi si permette di citare con rimpianto Lenin o Mao, mostruosi macellai usciti silenziosamente dalla storia. Ma qui nessuno ha inneggiato a Lenin, qui abbiamo un nostro ex calciatore che, da ragazzo,  ha fatto un saluto romano ai tifosi: e transeat (uff!) pure. Ma poi da padre di famgilia e opinione maker se ne esce in questo modo. Sommergendo la Lazio e i Laziali di letame. Mi pare proprio troppo.

carib

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Io lo disprezzo come persona come disprezzo tutti i fascisti come lui. Il suo "schieramento politico" dovrebbe essere spazzato via dalla faccia della terra perché le idee a cui quello "schieramento politico" si ispira giustificano ancora oggi i peggiori crimini contro l'umanità. Altro che "ideale romantico", sì destocazzo.
Non me ne frega untazzo che ha vestito la maglia della Lazio, la considero una macchia indelebile nella storia del nostro tifo e di questa squadra. Non me ne frega untazzo che ci ha fatto vincere due derby: in campo si va in 11 e non occorre certo di cane per farmi gioire. Il solo fatto di essermi innamorato dei colori del cielo e non di quelli della merda putrefatta - non so voi - a me fa gioire ogni giorno. Per sbeffeggiare quelli dellà - poi - non avevo certo bisogno del ditino alzato di un di cane: lo facevo già - ahimé - ben prima dell'89, ho continuato a farlo dopo l'89. Vittoria o sconfitta non fa differenza, è sufficiente essere della Lazio per sentirsi sempre in vantaggio.

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