Lotito:
SUGLI ACQUISTI - Come è la situazione delle entrate e uscite? Che faccio il mago? Sono andati via tre giocatori. Biglia è andato via e lo abbiamo sostituito. Va bene Leiva? È andato via Cataldi e abbiamo preso Di Gennaro. È sbagliato? Poi è arrivato Marusic. Nella vita tutti mancano meno che i giocatori. Mancano i presidenti, non i giocatori. Non vi preoccupate. Siamo sempre disposti a risolvere i problemi, li abbiamo sempre risolti tutti.
SU KEITA - Io con Keita osservo, faccio l'osservatore. Per Keita sono arrivate diverse offerte importanti. Abbiamo lasciato libero di scegliere il giocatore. State tranquilli che la società troverà le soluzioni adeguate. Le offerte che sono arrivate lo sono. Quella del West Ham ad esempio è pubblica. L'offerta di Juventus e Inter non sono arrivate. Dall'estero sì. Rinnovo? Io non ho proposto nulla, non sono un operatore di mercato. Abbiamo tanti ruoli in società, ognuno fa il suo. Il mercato non lo faccio io. Qualcuno lo ha fatto? Io non so nulla. Ho dato dei principi.
SU DE VRIJ - Chiedetelo a lui se vuole rinnovare. La nostra volontà è quello di trattenere tutti. Neanche Biglia volevamo vendere. Ma tutti quelli che vanno via dalle altre società non li intervistate? Se sono arrivate offerte per lui? De Vrij non lo abbiamo messo in vendita. Kishna verso il Benevento? Si vede che gli piace il mare. Non è che mi arriva la posta e fanno l'offerta.
SUI TIFOSI - I tifosi è una cosa molto positiva, sono molto contento di questo. Sono valutazioni che devo fare io e le faccio volentieri. Clima positivo, sereno, affettivo, di partecipazione e supporto alla squadra. Cosa voglio dire a loro? Dopo la Coppa Italia, in una prestazione al di sotto delle nostre potenzialità, in tribuna invece abbiamo vinto 3-0. Ho apprezzato che nonostante la sconfitta abbiano applaudito la squadra. Indice di maturità e di tifo nel rispetto delle regole e in modo serio.
SULLA SUPERCOPPA - Una volta ogni tanto, toccherà pure a noi.
SU MARCHETTI - Chiedetelo all'allenatore perché non stia qui.
SUL MERCATO - Non saremo impreparati sul mercato. Azmoun? Non lo so, sta in Russia, non saprei come dirtelo. Bacca alla Lazio? A me piace avere una squadra competitiva. Alcuni calciatori sono competitivi in una squadra, altri in un'altra, a seconda del modulo, dell'ambiente, e di altri fattori. Io due anni fa non ho venduto dei giocatori, e oggi dico che ho sbagliato. Se li avessi venduti, mi avrebbero comunque criticato, ma alla fine i fatti hanno dimostrato il mio errore, proprio per il troppo amore nei confronti della società e della squadra. La Lazio è un punto di arrivo, non di partenza. Chi non ha voglia di stare qui, lo accompagniamo. Riconoscenza? Non c'entra.
SUGLI OBIETTIVI - Bisogna migliorarsi, non serve dire la posizione in classifica. Quest'anno siamo arrivati quinti. Noi ci attrezziamo e vi dico: la squadra di quest'anno sarà più forte di quella della passata stagione. Le altre squadre? Sicuramente si sono rinforzate di più, ma quello che conta è il campo. L'ho detto tante volte: le squadre non si fanno con le figurine. Vi ricordate i Cosmos? Con Pelè non fecero nulla. Conta il gruppo: l'anno scorso in Premier League ha vinto una squadra da retrocessione. Parliamo degli aspetti sportivi. Sulla carta, il Leicester, era una formazione debolissima. Nella vita contano le motivazioni. Vi faccio un esempio: se uno arriva senza una lira da qualche parte del Paese a Roma, e deve studiare, si deve laureare il prima possibile. Darà il 300% per far prima.
LULIC CAPITANO - Scelta autonoma, l'ha fatta la squadra e io la rispetto. Fa parte della nostra storia, ha dimostrato di avere una forma di affetto e interesse per questa maglia. Lo stesso fa Tare, che fa il direttore. Ci mette l'impegno ma anche la voglia e l'entusiasmo per vedere una squadra di livello. Come tutti ci auguriamo. I risultati non li faccio io in campo, io li faccio fuori. Gli altri fanno quello che faccio io? Io non voglio nessun premio.
CRISI DEL SECONDO ANNO - Ricaduta? Non penso. Bisogna pensare a godersi le prestazioni. Vendiamo i giocatori? Bene, noi con quei soldi ne compriamo altri più forti. Noi siamo orientati nel prendere calciatori di qualità, non per fare numero. Poi serve anche intuito. Immobile nessuno l'aveva preso, ora è tra i migliori. Milinkovic? Nessuno sapeva chi fosse. Torno a ripetere: la società non fa nulla per rendere la squadra più debole, anzi, vogliamo rinforzarla attraverso alcune operazioni come i rinnovi, con i giocatori che hanno la voglia di rimanere, o le cessioni. I soldi serviranno per comprare giocatori più forti.
SE KEITA RIMANE... - Non esisteranno più i casi come Pandev, non ci sono più gli arbitrati. Grazie a me, non ci saranno più casi come quelli. Inzaghi sceglierà con Keita se utilizzarlo o meno, se farà parte del progetto tecnico o no. Se uno ti dice non voglio più giocare, che devo fare? Compro un altro giocatore, lo faccio giocare e lo valorizzo. Una società valorizza un giocatore che ha disposizione nel proprio patrimonio. Perdere de Vrij e Keita a zero? Vedremo se andrà a finire così.
SULL'ATTACCANTE - Non so nulla, Tare non mi ha avvisato. La priorità è comunque una punta, non c'è ombra di dubbio. Si sta lavorando per fare una Lazio più forte dell'anno scorso. Faremo del tutto per riuscirci, poi parlerà il campo.
SULLA SELECO - Da parte nostra c'è tutta la nostra disponibilità per continuare. I rapporti sono cordiali, anzi ottimi. Il marchio fa parte della storia di questa società. Ci abbiamo messo un po', ma va dato atto che la mossa sia stata giusta.
SULLE MAGLIE - Tutte belle: la prima rappresenta proprio la storia. Anche le altre sono molto belle.
Se qualcuno trova audio o video lo posti, questa è la trascrizione di llsn