Grande festa a corte: c'è la Lazio da ammazzare
La vicenda si sgonfierà appena la bulimica macchina dell'informazione (?) troverà qualcosa di più succulento da trangugiare. Ma nel frattempo la Lazio, i suoi vertici societari e i suoi tifosi sono ancora esposti alla macchina del fango dei media mainstream italiani. Soffrire d'insonnia non è un bene, ma a volte regala "perle" che altrimenti andrebbero perdute. Erano le 3.35 di oggi, quando su RaiNews il giornalista Gianluca Semprini (andate a cercare i suoi profili social e guardate la squadra tifata) dice testualmente: "I tifosi della Lazio avevano detto che a Bologna non sarebbero andati e invece un centinaio ce n'erano. Ebbene, durante il minuto di riflessione per Anna Frank hanno cantano "Me Ne Frego" e fatto saluti romani. Questo per chiudere il cerchio". L'aria tronfia e soddisfatta di chi sta dando lo scoop del secolo era piuttosto comica. Ma tralasciamo. Semprini è un giornalista e tra le 3.35 e le 3.37 ha appena lanciato in diretta una fake news. Una bufala. Ci sono video sul web che lo smentiscono clamorosamente e le parole di due dei presenti interpellati da questo blog: "Nessuno ha fatto quel tipo di cori -dice Mauro-, anzi ci sono stati silenzio prima e applausi poi. Neanche nell'antistadio ho sentito cori fascisti. Chi diffonde queste falsità?". Gli fa eco un altro tifoso presente al "Dall'Ara": "Io sono un amico di Mauro, facciamo insieme il dottorato all'università di Bologna e io sono interista. L'ho accompagnato a vedere la partita e nessun coro di quel tipo c'è stato. In nessun momento della gara". Pensate se noi oggi, senza prova alcuna, avessimo scritto che nella redazione di Rainews s'inneggia all'Isis. Sarebbe qualcosa di molto grave, soprattutto se non supportato da prove concrete. Peccato che nessuno abbia provveduto nelle redazioni a fare una ricerca semplice e banale come quella fatta da questo semplice blog: pure il Tg1, sentito l'odore del sangue, si è avventato senza pietà e senza deontologia sulla notizia. Una vergogna senza fine. Una vergogna che scopre i meccanismi perversi e l'incapacità dilagante che esiste nelle principali redazioni italiane. Il minuto di riflessione per Anna Frank è stato coperto in altri stadi, da altre tifoserie, ma questo non fa comodo dirlo. Si destablizzerebbero ambienti che invece vanno lasciati sereni e tranquilli. Le falsità vanno di pari passo con le generalizzazioni: il gesto di 16 sconsiderati diventa quello di tutti i tifosi biancocelesti. Tutto fa brodo, basta che si sputi sulla Lazio e la sua gente.
La macchina del fango è in moto, si prendono parole rubate da una conversazione privata, le si decontestualizzano e si crea il mostro. Rapido e remunerativo. Il messaggero ha pubblicato virgolettati e audio mozzato, ma si è guardato bene dal ricostruire il contesto in cui avveniva quella telefonata e cchi c'era all'altro capo dell'apparecchio. La ricostruzione la fa Il Tempo, a cura di Luigi Salomone: la telefonata incriminata di Lotito è diversa se la si immerge nel contesto in cui avveniva. Ovviamente le altre testate, così solerti nel riprendere la notizia de Il Messaggero ieri, non fanno lo stesso con quella de Il Tempo. Il presidente della Lazio parlava con Vittorio Pavoncello, membro della comunità ebraica, e proprio con lui si sarebbe sfogato con quella espressione "sceneggiata" perché innervosit e deluso dal no delle autorità della comunità ebraica di Roma che avevano negato la loro presenza alla deposizione della corona di fiori in Sinagoga. Nessuno ne parla, nessuno ritratta, nessuno chiede scusa. Sia mai. Meglio continuare a cavalcare l'onda e silenziare la vera notizia. Manipolare l'opinione, renderla schiava dei propri interessi, era il cardine teorico della scuola di sociologia di Francoforte. Dite che forse avevano ragione?
La corona di fiori della Lazio finisce nel Tevere (gesto incivile tra l'altro, esistono i cassonetti) e quasi si esulta. La Lazio mette le maglie con il ritratto di Anna Frank e sono "gesti retorici" come detto dalla conduttrice di Sky Calcio Show mentre ci fornisce un esempio di retorica ingessata e vuota sugli orrori dell'Olocausto. La storia, la memoria, non sono roba da giornalismo sportivo. Mettetevelo in testa. Banalizzate uno degli argomenti più delicati che ci siano, lo riducete al vostro spettacolo di luci e maxischermi, al vostro pulirvi la coscienza da anni di silenzi e polemiche inutili e urlate sul nulla. Dov'eravate quando a Roma comparivano scritte antisemite, o quando s'insultava la memoria di Paparelli, di Ciro Esposito? Quando si evocavano negli stadi forni o docce, ma a farlo non erano i terribili tifosi della Lazio? Non ci serve la vostra lezione di morale. La morale la si fa se la si ha.
Ma la macchina è partita, ha spianato la strada, pure la Figc di Tavecchio (quello di Optì Pobà e delle lesbiche) ha chiuso le indagini in meno di 48 ore. Un consiglio agli Usa: chiamate il procuratore Pecoraro per risolvere il mistero Kennedy. Responsabilità oggettiva e ora rischio concreto di punti di penalizzazione. Vi rendete conto? Proprio adesso che il vecchio patto Lotito-Tavecchio si è rotto e anzi, tra i due, scorre un per niente celato odio professionale. La sensazione è che si voglia colpire la Lazio, quella Lazio che non ha MAI avuto dalla sua una stampa "amica", che mai ha avuto dalla sua politici nelle stanze dei bottoni, quella Lazio che politicamente è invisa all'intellighenzia che regge i fili del Paese. Colpire la Lazio è facile perché nessuno il giorno dopo s'indignerà. Nessuno se non la sua gente. Ma nessuno porterà la questione in Parlamento come, invece, accaduto per un arbitraggio poco felice per la Roma qualche anno fa, quando due parlamentari (Pd e Fdi) portarono in aula la questione della direzione di gara del sig.Rocchi in uno Juventus-Roma. Esatto. Questa è l'Italia (e a leggere commenti e opinioni "popolari" vien da dire che ce la meritiamo). Se la Roma si becca un rigore dubbio contro via alle interrogazioni parlamentari, se la Lazio viene macchiata da etichetta infamanti va tutto bene. Anzi, già che ci siamo rompiamo pure lo stupendo giocattolo creato da Inzaghi e dai suoi giocatori. Sono davanti e non intendono fermarsi...
http://ilverso.com/2017/10/26/grande-festa-a-corte-ce-la-lazio-da-ammazzare/