Citazione di: FatDanny il 02 Feb 2018, 22:37
Hai perfettamente descritto la mandria di esseri umani ipertecnologizzata e capacissima ad essere utile alla valorizzazione di qualche capitale, ma totalmente incapace di comprendere il mondo.
L'istruzione deve avviarti a delle capacità utili socialmente ma deve anche renderti libero.
Non serve ad un cazzo saper fare le cose cosi. Serve ad altri.
A te serve solo per accucchiare un salario.
La vita per me non è questo.
Se questa è vita preferisco la morte in battaglia.
Ah io lavoro come informatico da quando ho 21 anni ma ho una formazione da storico e da scienziato politico, studiando a livello personale filosofia.
Tutto questo non per virtù personali, ma grazie all'istruzione.
Io e te abbiamo seguito percorsi simili , per questo ti ho in simpatia aldilà delle convinzioni politiche totalmente divergenti.
Io ho ampliato i miei studi informatici per interesse e perchè, mi parevano, allora, agli albori dei 2000, la wild card del futuro lavorativo.
Era facile prevederlo, mica io sia un genio, intendiamoci.
Allo stesso modo mi sono studiato, per i fatti miei, economia, geopolitica e relazioni internazionali est-ovest dal 700 in poi, tutta roba mai minimamente trattata dal programma di studi, che di economia parlava zero e alla guerra fredda manco ce siamo arrivati ma leggendo sul sussidiario dell'epoca vi erano banalità inaudite che non spiegavano nulla di quali fossero i processi che avevano portato alla guerra fredda e alla contrapposizione dei blocchi, ovviamente niente sui paesi non allineati (mai esistiti, per la scuola pubblica italiana), niente sul processo di decolonizzazione, niente di niente...
Però oh, avevamo ore e ore totalmente sprecate su antichi greci, antichi romani e quant'altro.
Intanto nella mia stessa scuola, vi erano classi che studiavano meccanica con il tornio.
Roba così obsoleta che aiutame a di obsoleta.
Posso immaginare che nell'italia post-industriale odierna nessuno di loro abbia trovato impiego e che pertanto il loro percorso di studi sia stato nondimeno un totale fallimento?
Per essere libero, devi avere un lavoro con cui mantenerti e di cui vivere, sennò caschi nel principio di dipendenza denunciato da Mises prima e Friedman poi e si, a quel punto diventi veramente uno schiavo, un mantenuto, uno strumento del sistema, del leviatano, della bestia chiamata "politica", quella si capacissima di sacrificarti al suo tornaconto.
Se lavori no, se lavori puoi dire liberamente governo ladro (dopotutto ne avresti ben donde).
Quindi immagina che succede quando miriadi di persone senza conoscenze tecniche-applicative entrano nel mercato del lavoro rivendicando titoli di studi non funzionali ai bisogni del mondo del lavoro... che restano a casa in favore di chi il lavoro richiesto lo sa fare.
Sta accadendo, mentre noi parliamo e ci confrontiamo, è la realtà odierna.
E le colpe sono del sistema che li ha formati, che li ha letteralmente bombardati di nozionismi inutili, obsoleti e puramente formali, ma non li ha preparati minimamente a confrontarsi con la realtà quotidiana odierna.
Anche il perchè a sto punto diventa irrilevante.
Quindi no, la predisposizione personale e individuale è necessaria nel comprendere come gira il mondo e cercare di trarne il massimo vantaggio, piuttosto che rimanerne ai margini.
Perchè anche se poi vorrai morire in battaglia, se non c'hai un penny, te ce voglio vede a comprà i proiettili.
p.s. scusami per averti tagliuzzato il post, tvb.
p.p.s. ma le mandrie ipertecnologizzate in italia io non le vedo. sanno accende uno smartphone o un pc e fine.