Citazione di: Ranxerox il 30 Set 2018, 22:53
Io, sinceramente, la penso esattamente al contrario.
Se devo valutare il lavoro di un tecnico non posso valutare solo il presente o la singola partita che mano mano interpreta più o meno bene.
Valuto il lavoro che ha svolto complessivamente da quando ha preso in mano la guida tecnica della squadra.
Se in tre anni perde tre derby su sei, cinque scontri diretti ma mi porta 2 volte in EL, magari il terzo in Champions (vedremo alla fine) e infila un paio di trofei, dei tre derby e degli scontri diretti me ne sbatto serenamente.
Partendo anche dalla considerazione di base che:
1) sono solo due anni ed un pezzetto che allena in A;
3) la Lazio sotto la sua gestione gioca in calcio moderno e quasi sempre divertente;
2) ha almeno altre 5 competitor che hanno possibilità economiche maggiori e spendono molto di più sul mercato;
3) nella maggior parte dei casi è riuscito a tirare fuori il massimo possibile dai giocatori a disposizione;
4) a parte pochi casi isolati, tiene in mano lo spogliatoio e c'ha il rispetto di quasi tutti i giocatori della rosa.
5) Dal 99% delle interviste dei giocatori esce fuori che il gruppo è compatto e l'ambiente nello spogliatoio è sereno. Di solito è un merito del tecnico
6) (quella che per me è la più importante) É LAZIALE FINO AL MIDOLLO.
Ranx da molto tempo a questa parte solitamente siamo allineati su quanto riguarda l'approccio al mondo Lazio io te.
Ma stavolta faccio fatica a seguirti. Quello che è successo sabato mi ha trasmesso un "senso di urgenza" che sovrascrive al momento quella che è la storia ultrapositiva dell'esperienza di Inzaghi come allenatore della Lazio.
Siamo, IMHO, in un momento chiave. Udine ci aveva illuso un pò tutti, certamente me e te, al di là del gol sfortunato subito, sembrava che Inzaghi avesse imboccato di nuovo la strada di un atteggiamento più guardingo, più maturo, più consapevole per portare a casa una partita insidiosa in un campo difficile.
Il derby, anzi,
lo scontro diretto contro l'avversaria più quotata per il quarto posto ha smentito clamorosamente tutto questo in maniera inequivocabile. Il solito canovaccio tattico, quello dell'aggressione sterile e sconclusionate dei primi 20 minuti ricalca il mio incubo ricorrente, la Roma di Zeman. Poi le merde ti prendono le misure e al primo affondo sfiorano il gol mettendo a nudo le tue incertezze e certificando il fatto che quello che ha detto Manolas "sappiamo come gioca la Lazio" rispondeva a verità. Poi avviene l'evento che cambia gli equilibri e dimostra le maggiori capacità di Di Francesco,ossia l'infortunio della foca Pastore. Ecco, laddove mi gioco anche le mutande sul fatto che Inzaghi in una situazione analoga avrebbe messo dentro un altro giocatore con propensione offensiva, Di Fra invece ti puntella ulteriormente il centrocampo mettendo killi e centimetri e conquistando definitivamente il controllo della mediana. A quel, punto, senza contromosse, malgrado l'avvisaglia della punzione dalla 3/4 di Kolarov, la Lazio va in bambola tipo Lazio Napoli e prende il dolorosissimo pallino di fine primo tempo.
Nel secondo tempo il quadro non cambia, malgrado il consueto doppio cambio scaramantico del menga e l'inserimento di Badelj, che anzichè dare ritmo e sostanza al centrocampo si è fatto trascinare lui per primo nel gorgo della frenesia. Malgrado questo, per una volta l'episodio che può cambiare una stagione capita a noi e non a loro e il difensore che fa la cappella stronca-carriera ha la maglia giallorossa e regala ad Immobile la palla dell' 1-1che non sbaglia, dimostrando perchè malgrado tutti i suoi difetti King Ciro sia così amato dalla gente laziale.
A questo punto avviene l'incredibile: a parti invertite per noi sarebbe stato psicodramma e sicura sveglia dolorosa. Invece noi riusciamo nella storica impresa non dico di non affondare il colpo approfittando della situazione, ma neanche di bloccare la gara sull'1-1, dato che il pareggio per noi sarebbe stata una mezza vittoria ma tutto sommato non avrebbe fatto schifo neanche alle merde convalescenti e sicuramente non coriacee.
Invece colti da un'allucinante frenesia da scuola calcio riusciamo a prendere un'imbucata dal rimessa da fondo, che peraltro Olsen ha effettuato con calma Olimpica( al contrario delle nostre, che pare sempre che stiamo perdendo 1-0 a 30'') dalla fine.
Ecco, detto questo, se io fossi il Presidente Lotito oggi il dipendete Inzaghi starebbe nel mio ufficio in ginocchio sui ceci( in realtà se fosse per me sarebbe in compagnia di Tare, che è il vero mandante di questi atteggiamenti suicidi, ma vi prego di non dare seguito a questo mio flame, perchè riconosco che trattasi di mia ossessione) a promettere un cambio di rotta in vista delle sfide contro le altre aspiranti competitors al quarto( secondo me quinto) posto: Fiorentina e Milan.
Per me non c'è più tempo o, a partire da Francoforte si cambia, magari con una bella difesa a 4 con Caceres e Durmisi terzini e la coppia Leiva/Badelj davanti alla difesa, o Inzaghi è destinato a fare la triste fine dei vari Petko e Pioli, con l'incubo de Zerbi che già bussa alla porta.