rega', io mica ve capisco, state a parla' di cose come se fossero in contrapposizione. Perche' tributare i giusti onori a chi ha gettato le premesse di una Lazio vincente non significa rifiutare di crescere o tarparsi le ali. La Lazio di Fiorini e' e sara' sempre un mio mito personale perche' grazie a loro non stiamo adesso ad incollare i cocci della Lazio in qualche serie minore, perche' grazie a loro c'e' stata la Lazio di Cragnotti, perche' grazie a loro oggi ho ancora qualcosa per cui gioire o incazzarmi. Sapere che nella vita ci sono momenti da pane e cipolla e da caviale e champagne aiuta a crearsi un equilibrio, e l'equilibrio ti porta anche ad aver il coraggio di gettare il cuore oltre gli ostacoli. Il contrario invece porta all'isteria, al fare carne di porco di tutto un ambiente quando le cose non vanno bene. Io pagherei di tasca mia per vedere in campo i Simeone, i Nedved e i Veron, ma so che finche' ci sta Lotito questi campioni ce li dovremo crescere in casa e a volte andra' bene e a volte no, ma la Lazio resta. Se arrivera' lo sceicco io mi rifaro' la punta al cazzo pensando al derby e pensando a Torino e Milano da sfondare. Ma non mi buttero' nel fuoco perche' Sergei e Luis quest'anno non ce stanno con la capoccia. Proprio perche' c'e' stata la Lazio di Fiorini e anche perche' c'e' stata la Lazio di vinazzani.
Io porto nel cuore la storia della Lazio e i suoi eroi. E spero sempre in una nuova grande Lazio che verra'. Tutto qui.