E comunque.
A sto punto scatta la parabola, indicativissima per il topic in questione.
Titolo:
Barabba e la collana d'aglio.
Barabba è colui che, durante gli ultimi anni universitari, rappresentò la mia coscienza filosofica occidentale.
Fu lui ad iniziarmi al Castaneda, al peyote, ai funghetti allucinogeni.
Insomma, tramite queste droghe naturali per la prima volta mi posi il dubbio circa le correlazioni tra la filosofia orientale, il nirvana buddistico, e questi nuovi stati di realtà non ordinari.
Il Barabba spesso partiva per la giungla amazzonica, e lì amava dormire.
Una volta mi disse: "viecci pure tu, a dormire nella giungla amazzonica."
Io gli risposi: "Barà, io te vojo bene, ma vacci te a dormire nella giungla amazzonica, poi mi racconti."
( Anche perché in quel periodo ero attivissimo per la firma di Terry, una Top austriaca con ingaggio elevatissimo, ma questa è un'altra storia).
Ma Barabba era anche colui il quale non usava medicine. Mai, mai.
Aveva la febbre a 39? Si masticava sti caxxo di agli crudi, e dice che guariva.
Un giorno, e quí veniamo al topic, mi venne all'università tutto smocciolante, con una grande collana di aglio al collo.
Se ne masticò uno, mi disse era il terzo, poi convinto fece per entrare nelle aulette...
Io lo fermai, "Barà mando caxxo vai? se entri così appesti tutta l'auletta di aglio, rimani fuori!!!"
Ma lui, che come detto era la mia coscienza filosofica, mi disse, testuale, ancora ricordo:" non possono sentire l'odore, poiché l'aglio è diventato spirito".
Io, che sto sempre dalla parte delle minoranze, in pratica una dannazione eterna di cui qualcuno mi dovrà render conto, non potei abbandonarlo, e decisi che dovevo condividere sta grandissima figura di melma con lui.
E così fu, dopo pochi minuti, le prime occhiate, i primi borbottii, " ma che è sta puzza?" " Ma che ce fai con tutto quell'aglio?", " Ma esci oh!!", lo presi e lo portai fuori.
Lì cominciammo una lunghissima disquisizione circa il potere dell'aglio, che è sì un antibiotico naturale, ma non ha sto caxxo di potere di diventare spirito. È un aglio. Non diventa spirito l'aglio, anche se lo mastichi. Ognuno rimase della propria idea.
Ecco.
Rifletta la Lazio su questo: l'aglio, seppur masticato e rimasticato, non cambia di sostanza, non diventa altro, non diventa spirito. Rimane aglio, e ti rimane quella caxxo di puzza addosso che la sentono tutti.
Mi riferisco a taluni esuberi.
Credo di essere stato chiaro.