Messo un lasso di tempo sufficiente per sbollire la rabbia tra me e la partita, dico questo.
Benché avessimo il controllo della partita, già dal primo tempo si vedeva che le gambe dei giocatori in campo non giravano. Cartina di tornasole Leiva: difficilmente l'ho visto più lento di oggi. Da cosa sia dipeso non lo so: cattiva preparazione svolta in settimana, il caldo umido di Ferrara, indigestione da salama da sugo, può essere tutto, per me.
Data l'ambascia fisica evidente, si doveva gestire meglio la partita. Innanzitutto imbustarne qualcun altro quando abbiamo avuto le occasioni, non tantissime oggi nel primo tempo ma sufficienti per chiudere il tempo con un vantaggio più largo. E poi ogni tanto si dovrebbe avere l'umiltà di capire che se la gamba non gira è inutile mettersi a fare i tocchetti di fino: tutta la classe del mondo non serve a niente se sulla palla ci arriva sempre prima l'avversario. E allora ogni tanto non fa male assumere un atteggiamento da provinciale, mettersi dietro e randellare e aspettare che si presenti l'occasione giusta per attaccare in modo pericoloso. Eravamo in vantaggio, loro dovevano scoprirsi e noi approfittarne. E invece no, noi a fare tocchetti insulsi sulla loro tre quarti, loro a mordere le caviglie, riconquistare palla e ripartire pericolosamente. Il gol del 2-1, arrivato in questo modo, rasenta l'assurdo (stendo un velo sul primo gol e su chi si è perso petagna, incredibilmente solo e indisturbato nello stop e nella conclusione in quella posizione: il tempo che ci ha messo la palla per andare dal petto al piede era più che sufficiente perché un paio di difensori gli saltassero addosso per contenerlo).
E poi più o meno quello che è già stato evidenziato sui singoli e sull'allenatore. Non sto a fare la classifica dei responsabili. Siamo alla terza di andata, la sconfitta di oggi è stata brutta ma c'è tempo per rimettersi sui giusti binari. A patto di cambiare radicalmente atteggiamento.