Ho una lettura personalissima su ciò che è girato nella testa d'Inzaghi.
Il ritiro, il clima, le sensazioni, son state per tutti, simili a quelle di 2 anni fa.
Lì, mettevi chiunque e per 3/4 mesi non ce n'è stato per nessuno (manco la juve per ben due volte).
Sembrava che la brutta stagione scorsa, stregata da mancanza di continuità, decisione, prolificità sotto porta, fosse un passato ormai lontano.
Invece no.
Oggi son riapparsi i fantasmi della passata stagione.
Un primo tempo giocato con spocchia, con un po' di riserve e riserve delle riserve, tanto per dimostrare che siamo forti anche con le seconde linee.
Un primo tempo che ha dato ragione ad Inzaghi e ci ha fatto tutti credere che si entrava nella ripresa e si faceva la goleada come 2 anni fa.
Invece ecco la Lazio che non ti aspetti (o che l'anno scorso ti aspettavi spesso).
Tutti tornati coi piedi per terra, testa bassa e pedalare, perché siamo forti e dobbiamo essere compatti.
Non iniziamo a cagare il caxxo a questo e quello, alziamo la testa e mettiamoci alle spalle questa bruttissima gara.
Bisogna trovare il giusto equilibrio tra quella di 2 anni fa e quella che gestiva ed era camaleontica di 3 anni fa.
Avere un modulo fisso e alternative come le figurine, è da grandissima squadra, da squadra con fior di campioni che comunque vada, la partita te la fanno vincere uguale.
Noi siamo una buonissima squadra che deve lottare, dar spettacolo ma saper anche far legna, cambiando anche in corsa modulo, non è una vergogna, non c'è niente di male a dimostrare che non siamo una big assoluta e che le gare le porti a casa anche con il pragmatismo.
Tra Conte ed Inzaghi, la differenza è tutta lì, capire quando si può dar spettacolo e quando è il momento di far punti.
Ripartire e migliorarsi, il 4o posto, lo possiamo perdere solo noi e giocando come oggi, non andiamo da nessuna parte.
L'importante è non fare tragedie, siam solo alla 3a giornata, booni se potete.
Alla fine della fiera tireremo le somme.
Inutile avvelenare i pozzi (cit.)