How dare you?

Aperto da Rorschach, 24 Set 2019, 10:16

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FatDanny

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Essere brave persone
Come detto prima, il consumo sostenibile può darci la sensazione di avere il controllo. Ma, in primo luogo, è una questione di comfort ed estetica. Secondo uno studio del 2009 pubblicato dall'Otto Group, un'azienda di commercio on-line tedesca, i consumatori di oggi sono motivati a comprare prodotti biologici e del commercio equo soprattutto per ragioni individuali e non per un più ampio senso di solidarietà sociale. Il comportamento etico è percepito come un fattore di comfort individuale, mentre l'estetica, l'indulgenza e l'auto-miglioramento hanno sorpassato gli ideali diffusi nel movimento ambientalista degli anni Ottanta, come la riduzione dei consumi e l'azione collettiva per cambiare il mondo. Non ci sorprende, allora, che il Dr. Johannes Merck, il direttore responsabile di Otto Group, abbia cercato testimonial di spicco che trasformassero il consumo etico in uno status symbol. Ha insistito sul fatto che persino la condotta etica è mossa dal desiderio di consumo.

Tuttavia, il consumo sostenibile ha anche un aspetto più brutalmente regressivo: costituisce uno spostamento della responsabilità dal settore produttivo e commerciale verso il consumatore. Salvare il pianeta diventa una questione di scelte personali anziché di regole sociali generali. In realtà, anche se il consumo etico fa distinzione tra prodotti buoni e cattivi, non si ferma lì. Oggi, sempre più persone si definiscono – e definiscono la loro superiorità sugli altri – in base a quello che comprano. La scelta di comprare o non comprare un determinato prodotto può influenzare la tua immagine di brava o cattiva persona, e può concretamente generare giudizi molto duri su sé stessi o sugli altri. In realtà, non tutti possono permettersi di partecipare al movimento del consumo etico. Non tutti hanno il tempo, i soldi, o l'energia per consumare eticamente. Fino al 1562, un seguace della Chiesa Cattolica poteva comprarsi l'indulgenza plenaria dai peccati con una lettera, dando soldi alla Chiesa in cambio della salvezza dell'anima. Oggi, se la responsabilità morale per l'impatto ecologico dei prodotti è spostata dal produttore al consumatore individuale, le persone a basso reddito semplicemente non possono permettersi una buona coscienza.

Anche per le aziende le ragioni per promuovere prodotti sostenibili sono più economiche che etiche. Il mercato di questi prodotti ha un grosso potenziale di crescita, e un "autentico" aspetto ecologico dà alle aziende un vantaggio competitivo: secondo lo studio "Green" Winners dell'agenzia di consulenza A.T. Kearney, le aziende ecologiche hanno fatturato circa il 10-15 percento in più rispetto alle aziende convenzionali durante la crisi finanziaria. Si suppone che il consumo etico arricchisca il significato del consumo stesso, combinandolo con valori immateriali come l'autonomia, la comunità, l'onestà, la giustizia e la natura. Si può fare un parallelo con la particolare trovata di marketing di Edward Bernays, spesso considerato il fondatore delle pubbliche relazioni. Nel 1929, pubblicizzò le sigarette per donne come «torce della libertà». Pagò alcune donne per fumare le loro «torce della libertà» alla Parata Pasquale di New York; a quei tempi fumare in pubblico era per le donne ancora un tabù sociale forte. La campagna mise sullo stesso piano le sigarette e l'emancipazione femminile che tentava di superare questo tabù sociale, e dunque utilizzò la lotta femminista per aprirsi un nuovo mercato.

Il consumo etico è l'esempio per eccellenza di "capitalismo verde". Non solo maschera la critica alle conseguenze distruttive del capitalismo, ma le incorpora, e dunque si presenta come soluzione ai problemi che il capitalismo stesso ha generato. Eppure le misure orientate al mercato proposte dal capitalismo verde sono tanto antidemocratiche quanto apolitiche. Trasformano il valore ambientale in una questione di reddito e consumo in modo da mantenere invariato lo status quo. Le grandi aziende possono mantenere, se non addirittura aumentare, il loro attuale potere mentre vengono esentate dal rendere conto delle loro colpe dal mercato, che a sua volta carica gli individui del peso della responsabilità morale e li priva di un vero potere politico. Il capitalismo verde stabilizza il sistema attuale offrendo alle persone delle "soluzioni" al suo interno – "soluzioni" che non mettono in discussione, ma anzi promuovono, la smania di profitto che ne è alla base.

Azione collettiva
La crisi climatica è la sfida più grande del Ventunesimo secolo. Da decenni la scienza è molto chiara nell'indicare di cosa abbiamo bisogno per combattere il riscaldamento globale: dobbiamo stare sotto l'obiettivo Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) di 1,5 gradi massimi di aumento della temperatura rispetto all'era pre-industriale e ridurre la rete delle emissioni globali a zero entro il 2050. Eppure i leader politici non stanno agendo abbastanza in fretta, o non lo stanno facendo affatto, affidandosi invece al mercato. Ma noi non possiamo aspettare. La crisi climatica è un problema altamente politico che ci coinvolge tutti e tutte. Risolvere questo problema richiede un cambiamento politico reale – e un'azione collettiva che ci porti a ottenerlo.

Molte persone che si preoccupano per la crisi climatica e tentano attivamente di combatterla sono già consapevoli dei problemi sollevati da questo articolo. Tuttavia, la maggior parte delle conversazioni che abbiamo con amici e familiari a proposito di ciò che «io e te» potremmo concretamente fare è incentrata sulle azioni individuali, e non collettive. Discussioni del genere influenzano facilmente il modo in cui pensiamo e agiamo nel mondo, e ovviamente questo vale anche per le conversazioni sulle possibili soluzioni alla crisi climatica. E allora perché non discutiamo più spesso su come protestare insieme e come organizzarci in gruppo? Perché non parliamo di più degli strumenti di trasformazione che si sono rivelati efficaci nel passato – tipo i movimenti di massa e gli scioperi economici?

Negli ultimi mesi, è emerso un movimento ecologista globale che sta conoscendo un notevole successo ed è in crescita. Molti dei gruppi che si sono formati da poco si ispirano alle azioni dell'attivista svedese Greta Thunberg, che ha scioperato da scuola ogni venerdì dall'agosto 2018. Il 15 marzo scorso uno sciopero globale per il clima della scuola e dell'università ha avuto luogo in oltre duecento città con più di 1 milione e mezzo di partecipanti (secondo gli organizzatori). Lo sciopero, più generalizzato, iniziato il 20 settembre ha avuto una partecipazione ancora maggiore.

Il movimento è stato attaccato da varie forze conservatrici, ma ha anche ricevuto molto consenso e solidarietà. Centinaia di scienziati hanno firmato lettere aperte, e molti sindacati stanno sostenendo attivamente il movimento, anche invitando il corpo docente a supportare le loro studentesse e i loro studenti. Alcuni insegnanti hanno addirittura partecipato direttamente agli scioperi per il clima.

È lo sviluppo più promettente da anni – forse persino da decenni – nella lotta contro la crisi climatica. Se questa dinamica continua, è possibile che gli scioperi guidati dai giovani si uniranno alle lotte delle insegnanti per migliori condizioni di lavoro, mettendo insieme le richieste ambientaliste con le battaglie sui servizi pubblici. È questo il percorso per un cambiamento più radicale: la liberazione dal modello economico capitalista e dai pericoli che comporta per le nostre vite e il nostro ambiente. Come dimostrano gli scioperi per il clima, non devi salvare il pianeta da solo.

UnDodicesimo

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Citazione di: giovannidef il 30 Set 2019, 00:16
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Citazione di: cartesio il 30 Set 2019, 02:49
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Citazione di: cartesio il 30 Set 2019, 02:51
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bella a buasserie, bello l'armadio, belle e cassapanche... bello, bello, bello tutto

pero' nel frattempo il fabbisogno energetico e' cresciuto del 2,3% solo l'anno scorso, https://www.iea.org/newsroom/news/2019/march/global-energy-demand-rose-by-23-in-2018-its-fastest-pace-in-the-last-decade.html

ed e' previsto un aumento del 50% nei prossimi 30 anni https://www.bbc.co.uk/bitesize/guides/zpmmmp3/revision/1

mentre il rinnovabile ha da recuperare qualcosa come il 75% della produzione di elettricita' mondiale.

sicuri sicuri sicuri che basta la tecnologia e non un cambaimento radicale delle proprie abitudini?

UnDodicesimo

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Citazione di: giovannidef il 30 Set 2019, 00:16
sono utili in zone desertiche
...

mi e' capitato di fare la tratta bologna-ancona un mesetto fa, di campi coperti dal fotovoltaico ne ho visti diversi

se il contadino puo' fare gli stessi soldi, o anche di piu' semplicemente affittando il proprio terreno, lo fara'.

e succede perche' comunque, nel normalissimo mondo della domanda che genera offerta, di un mondo che domanda sempre piu' energia, e' sempre possibile fare offerte irrinunciabili.

non vedo perche' nel resto del mondo possa essere differente.

tatoccolo

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Citazione di: FatDanny il 30 Set 2019, 11:33
Tuttavia, il consumo sostenibile ha anche un aspetto più brutalmente regressivo: costituisce uno spostamento della responsabilità dal settore produttivo e commerciale verso il consumatore
[...]
Tuttavia, la maggior parte delle conversazioni che abbiamo con amici e familiari a proposito di ciò che «io e te» potremmo concretamente fare è incentrata sulle azioni individuali, e non collettive.

Credo che questo sia un punto molto importante, finora un po' sottovalutato.
Ciascuno di noi, nel suo piccolo, ha iniziato a fare ciò che può.
Ma il punto è che resta "il nostro piccolo", e sposta veramente poco rispetto alla faccia produttrice

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Davy_Jones

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la mia impressione e' che al momento ci sono troppi problemi diversi sul tavolo tutti assieme. capire l'origine del cambiamento climatico e valutarne l'entita' nel contesto della storia del pianeta e della sua interazione col sole. capire quanto e come le attivita' umane impattano su queste dinamiche. capire quali cambiamenti sono reversibili. capire quali sono necessariamente negativi per l'uomo e quali non lo sono necessariamente (e quindi capire dove dovremmo idealmente agire). capire quali modifiche apportare al nostro sistema per ridurne l'impatto sul clima. valutare tutti i costi economici e sociali di queste modifiche a fronte del beneficio che se ne trarrebbe. promuovere sistemi in qualche senso alternativi (che secondo me sarebbero importanti comunque). con tutta sta roba sul tavolo ognuno (ogni paese, ogni gruppo, ogni lobby) puo' mettere l'accento dove gli pare. insomma c'e' ancora troppo casino per delineare una politica comune. alla fine suggerire responsabilita' nell'azione individuale e' la cosa piu' semplice ed e' quello che a mio avviso faranno. per me e' inutile, ma tant'e'.

cartesio

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Citazione di: UnDodicesimo il 30 Set 2019, 11:44
bella a buasserie, bello l'armadio, belle e cassapanche... bello, bello, bello tutto

pero' nel frattempo il fabbisogno energetico e' cresciuto del 2,3% solo l'anno scorso, https://www.iea.org/newsroom/news/2019/march/global-energy-demand-rose-by-23-in-2018-its-fastest-pace-in-the-last-decade.html

ed e' previsto un aumento del 50% nei prossimi 30 anni https://www.bbc.co.uk/bitesize/guides/zpmmmp3/revision/1

mentre il rinnovabile ha da recuperare qualcosa come il 75% della produzione di elettricita' mondiale.

sicuri sicuri sicuri che basta la tecnologia e non un cambaimento radicale delle proprie abitudini?

Mi sa che stai rispondendo alle persone sbagliate. Non abbiamo detto che basta la tecnologia.

UnDodicesimo

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Citazione di: cartesio il 30 Set 2019, 14:57
Mi sa che stai rispondendo alle persone sbagliate. Non abbiamo detto che basta la tecnologia.

ma 'avete' detto che non mi bisogna preoccuparsi dello spazio.

giovannidef

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Citazione di: NandoViola il 30 Set 2019, 09:56
puoi spiegare? grazie.
ci sono i pannelli per produzione di acqua sanitaria molto efficienti con produzione quasi per tutto l'anno e pannelli vecchi e poco efficienti che producono da aprile fino a settembre (la maggioranza)
i pannelli molto efficienti però le giornate calde producono troppo e creano problemi anche gravi se non disperdono l'eccesso di energia, hai una pentola a pressione sul tetto
il problema è che con i pannelli vecchi produci acqua calda quando ti serve meno e ad agosto magari stai pure in vacanza
altro problema è il percorso che fa l'acqua calda prima di raggiungere il rubinetto ma questo è tecnicamente ovviabile anche se molti tengono i rubinetti aperti fino a che non diventa calda

col fotovoltaico produci sempre, la usi, la conservi, la vendi e se vuoi con una pompa di calore ti produci pure l'acqua calda

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giovannidef

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Citazione di: UnDodicesimo il 30 Set 2019, 14:59
io però non capisco dove vuoi arrivare
se domani tutti i tetti italiani avessero pannelli fotovoltaici te cosa perdi?
sarebbe possibile persino a costo zero, perché un impianto si ammortizza in 10 anni
lo stato interviene finanziando e in 10 anni recupera tutto
poi in un'economia di scala probabilmente si recupera anche molto prima
oltretutto molti terreni dovrebbero smettere proprio di produrre, quando il grano sta a 20€/q chi fa meno di 30q dovrebbe chiudere

cartesio

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Citazione di: UnDodicesimo il 30 Set 2019, 14:59
ma 'avete' detto che non mi bisogna preoccuparsi dello spazio.

No, "abbiamo" detto che il discorso che facevi non era corretto. Poi dipende dal contesto, se sei in Libia lo spazio non è un problema, i pannelli fotovoltaici li metti nel deserto, ma ad Hong Kong mi sa che non puoi farlo.

cartesio

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Tornando al tema principale della discussione, ci sono dati abbastanza recenti che mostrano che il ghiaccio  nell'Antartide si sta espandendo.

https://www.nasa.gov/content/goddard/antarctic-sea-ice-reaches-new-record-maximum

Lo stesso articolo dice che il bilancio globale del ghiaccio è in deficit, la perdita nell'Artico è il triplo dell'aumento nell'Antartide.

UnDodicesimo

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Citazione di: giovannidef il 30 Set 2019, 18:54
io però non capisco dove vuoi arrivare
se domani tutti i tetti italiani avessero pannelli fotovoltaici te cosa perdi?
...

Niente.

È però da dimostrare che il rinnovabile, qualora fosse sfruttato in ogni forma al massimo delle possibilità reali, e non teoriche, possa da solo comunque soddisfare il fabbisogno energetico in constante aumento.

Magari è difficile da capire perché si fa per scontato che non sia così.

Ma contento di sbagliarmi, ovviamente.  :)

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UnDodicesimo

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Citazione di: cartesio il 30 Set 2019, 19:08
No, "abbiamo" detto che il discorso che facevi non era corretto. Poi dipende dal contesto, se sei in Libia lo spazio non è un problema, i pannelli fotovoltaici li metti nel deserto, ma ad Hong Kong mi sa che non puoi farlo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Desertec

Maremma Laziale

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Citazione di: cartesio il 30 Set 2019, 19:18
Tornando al tema principale della discussione, ci sono dati abbastanza recenti che mostrano che il ghiaccio  nell'Antartide si sta espandendo.

https://www.nasa.gov/content/goddard/antarctic-sea-ice-reaches-new-record-maximum

Lo stesso articolo dice che il bilancio globale del ghiaccio è in deficit, la perdita nell'Artico è il triplo dell'aumento nell'Antartide.

In realtà l'estensione sta crollando proprio negli ultimissimi anni, a partire dal 2014

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/terra_poli/2019/07/02/antartide-i-ghiacci-si-stanno-sciogliendo-a-tempo-di-record_8aa581aa-59b1-431b-9b90-764bc6038bd9.html

FatDanny

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Citazione di: Davy_Jones il 30 Set 2019, 12:27
capire l'origine del cambiamento climatico e valutarne l'entita' nel contesto della storia del pianeta e della sua interazione col sole. capire quanto e come le attivita' umane impattano su queste dinamiche. capire quali cambiamenti sono reversibili.

prendo lo spunto solo perché spesso questo è un argomento utilizzato per dire che non c'è alcuna anomalia perché veniamo da una piccola era glaciale dopo un altro periodo caldo durante il medioevo.
Peccato che lo scostamento non sia esattamente lo stesso:


Tarallo

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Fat, grazie per aver postato quegli articoli.
Purtroppo sono convinto anch'io che lo spostamento della responsabilita' sull'individuo e' non solo erroneo ma strumentale, per spostare le colpe su di noi quando e' ben chiaro dove siano.

cartesio

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Citazione di: FatDanny il 01 Ott 2019, 12:48
prendo lo spunto solo perché spesso questo è un argomento utilizzato per dire che non c'è alcuna anomalia perché veniamo da una piccola era glaciale dopo un altro periodo caldo durante il medioevo.
Peccato che lo scostamento non sia esattamente lo stesso:



Fat, quando posti qualcosa indica anche la fonte, così si capisce di che si tratta, e magari si riesce anche a leggere un grafico. Quel grafico me ne ricorda uno simile,in cui in ordinate veniva indicato l'aumento/diminuzione della temperatura rispetto al periodo precedente (anomaly). Se si trattasse dello stesso grafico, vorrebbe dire che per 1.800 anni la temperatura è andata decrescendo, con picchi negativi (-0.8 ) superiori al picco positivo recente (+0.6), e solo recentemente ha iniziato a crescere.

carib

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FatDanny

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La fonte di questo specifico grafico è wikipedia ma si può trovare in varie salse.
Direi che ci parla di tante cose: io più della maggiore consistenza del picco negativo vedo la pendenza degli ultimi anni (o derivata o delta) senza precedenti nel passato e che per trovare anomalie analoghe (non presenti in questo grafico) occorre tornare a quando la terra era un guazzabuglio di eruzioni vulcaniche

cartesio

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Ma come, "vedi". Hai le visioni? Vediamo piuttosto di capire cosa dice quel grafico. Dacci la pagina di wikipedia da cui l'hai preso.

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