Difficile, quasi impossibile intervenire in un "dibattito" in cui si fa il tifo per le proprie posizioni. Da un lato si critica il Papa e la Chiesa quando parlano di accogliere i migranti, senza mettere a rischio le tradizioni locali, dall'altro se si propone il tortellino con il pollo (che ad occhio e croce non mi convince) e' un tentativo di afflato con altre religioni, da condannare. Ovvio che il tortellino di pollo non mette a rischio niente, come invece magari la poligamia, la sharia, il divieto di mangiare carne bovina o il maiale (imho reale significato delle parole del Papa). Poi, in loop, si torna al danno che fanno le religioni contrapponendole al sano ateismo (mah!). Sull'8 per mille, e' un contributo volontario previsto anche per soggetti differenti dalla Chiesa cattolica, che c'entra tra i privilegi (alcuni veri quali l'esenzione dell'IMU). Sul fine vita, non credo si possa semplificare il dibattito riducendolo a una scelta strettamente personale. Cerco di spiegarmi meglio: sulla decisione di porre termine alla propria vita ci potrebbero essere forti pressioni psicologiche di terzi (familiari di persone con malattie croniche e costose ad esempio, o con malattie mentali o con forte stato di depressione). A costo di sembrare retorico, un suicidio (non un'interruzione delle cure) e' una sconfitta per la societa'. Scusate se ho fatto una macedonia, mischiando forse troppi ingredienti