1) L'allenatore
A me sembra Simone le partite le imposti abbastanza bene, si percepisce lo studio dell'avversario, almeno in fase di contro gioco.
Dove mi sembra si perda è nella gestione della stessa, spesso i cambi sono surreali.
Ieri penso fosse chiaro a tutti che Parolo stesse in un sistema inerziale tutto suo, senza spinta, sguardo perso nel vuoto. Il primo goal lo prendiamo perché lui rincula e si limita a frapporre una difesa posizionale quando avrebbe invece dovuto aggredire l'uomo.
Sintomatico.
Togliere poi Caicedo, che come spesso capita, detto più volte anche da Marianella, è stato tra i migliori in campo, un piccolo suicidio.
Imporre alla squadra di gestire il pallone dal basso è doveroso, non diventi una grande squadra altrimenti, ma che questo costituisca un dogma imprescindibile è un peccato capitale. Lo abbiamo (ri)visto ieri.
2) La rosa.
Si sta dimostrando, fatti alla mano, lacunosa in alcuni ruoli. Credevo non fosse verosimile un giocatore come jony, visto tutto il periodo estivo, non potesse adattarsi al ruolo. Che calcoli hanno fatto? Cosa hanno visto in ritiro? Io spero torni Lukaku, potrebbe di incanto risolvere vari problemi.
Vavro ha fatto una discreta prova, ma a noi serviva un dc sx, lo sapevano anche i sassi.
Sembra una campagna acquisti fatta per sfidare il mare in tempesta con un peschereccio.
3) La squadra in campo.
Anche l'allenatore vi avesse detto di continuare a gestire il pallone dal basso, con gli scozzesi che continuavano a venire giù stile Unni, la palla si butta via, sti caxxi dell'allenatore, siete giocatori di serie A.
4) I fluidi.
Poi torniamo sempre qui, come trascinati da un vortice.
Va bene, Correa segna una volta su 5, ma Ciro, in splendida forma, quel tiro a 5 metri fuori dalla porta... E quelle parate su Parolo e Cataldi... Va bene, i portieri ci sono apposta, ma spesso con noi si trasformano in supereroi.
Ci dice pure sfiga, e parecchio, dal derby in poi.
5) Conclusioni.
Bisogna cambiare gli eventi, senza bisogno di cambiare gli uomini. A volte basta un soffio, un cambio di modulo, un titolare al posto di un altro. Ma rimanere fermi, in questo sistema di inerzia, senza spinta, ci farà fare la fine di Parolo: guardare l'avversario mentre ci segna.