Senza voler assolutamente esprimere un pare o dei giudizi sulle singole o similari vicende, bisogna prendere atto che gli organismi internazionali, sportivi e non, adottano una politica severissima e altamente punitiva verso chi si rende responsabile di cori discriminatori, gesti e simboli che richiamano al fascismo o al razzismo; le sanzioni sono durissime ed inappellabili, l'UEFA pretende, come unica scriminante verso la responsabilità oggettiva, che i club i cui tifosi si rendono responsabili di comportamente sanzionabili adottino dei comportamenti attivi contro i loro stessi tifosi e adottino le massime misure necessarie per reprimere e prevenire queste condotte che l'UEFA individua da anni.
I comportamenti richiesti ai club, al fine di non incorrere in sanzioni durissime, che vanno dalla chiusura di settori o dell'intero stadio fino all'esclusione dalle competizioni europee, sono:
-massima collaborazione con gli organi di polizia per l'individuazioni dei responsabili,
-proibire a chi viene individuato di frequentare lo stadio per più eventi,
-revoca dell'abbonamento,
-azione risarcitorie come strumento punitivo e di deterrenza a comportamenti simili,
-promozione e partecipazione del club, e dei suoi rappresentanti, a eventi finalizzati a condannare il razzismo ed altre forme di discriminazione.
Se i club coinvolti, per responsabilità ogettiva, non adottano queste azioni, scegliendo una linea più morbide, di indifferenza o di semplice condanna verbale, affidandosi ad esempio a semplici comunicati, l'UEFA riterrà gli stessi responsabili, se non complici, adottando in misura crescente le misure più punitive possibili, arrivando anche alla squalifica del club, per più anni, dalle competizioni europee.
La situazione reale è questa, non c'è discussione nè dibattito, l'UEFA, che nel frattempo ha chiesto anche alle singole federazioni di adottare le stesse misure, non ammette deroghe nè passi indietro su queste problematiche, per cui, considerando che la Lazio è già un club recidivo, sotto la severa lente d'ingrandimento degli ispettori dell'UEFA, le probabilità che si possa andare incontro, qualora si verificassero ulteriori episodi di saluti romani, canti politici o cori che anche solo possano confondersi con buu razzisti, ad una esclusione pluriennale dalle competizioni europee è molto alto.
L'unico modo che la Lazio ha per tutelarsi ed evitare queste sanzioni durissime è adottare la linea appena attuata dalla società, quindi atto dovuto.
I tempi sono cambiati, piaccia o meno, i fatti, incontrovertibili, sono questi, ignorare tutto ciò significa essere o stupidi o ottusi.