Sardegna Arena, tre misure interdittive
Il Cagliari Calcio comunica di avere emesso tre misure interdittive rivolte ad altrettante persone riconosciute e denunciate per aver rivolto a giocatori avversari parole discriminatorie e offensive di carattere razzista durante le gare disputate alla Sardegna Arena nel corso degli ultimi mesi.
L'individuazione dei soggetti coinvolti, titolari di biglietto occasionale nei settori Distinti e Tribuna, è stata possibile grazie all'azione coordinata di steward e del personale preposto alla sicurezza interna del club. In ottemperanza al codice regolamentare in vigore, ma soprattutto a tutela dei tifosi del Cagliari, della città di Cagliari e di tutta la Sardegna, che in termini di accoglienza e rispetto non hanno certo bisogno di prendere lezioni, sono state irrogate sospensioni del gradimento perpetuo, che impediranno a chi si è macchiato di queste azioni deprecabili di entrare alla Sardegna Arena, per qualsiasi manifestazione, per sempre.
Il livello di attenzione e sensibilità atto ad impedire che nessuno possa compromettere i valori nei quali la Società e i suoi tifosi credono è e sarà sempre la priorità del Cagliari.
Dopo l'interdizione di ieri per razzismo a tre tifosi del Cagliari, oggi nuovo Daspo per un tifoso olbiese che ha insultato il giocatore della squadra ospite.
Il Questore di Cagliari ha applicato la Misura di Prevenzione del D.A.SPO (Divieto di accesso alle manifestazioni sportive), della durata di 5 anni nei confronti di un tifoso olbiese del Cagliari Calcio, denunciato all'A.G. dalla locale DIGOS per fatti commessi il 16 dicembre scorso in occasione dell'incontro di calcio Cagliari – Lazio, valevole per il Campionato di calcio di serie A e disputatosi presso lo stadio 'Sardegna Arena' .
Lo spettatore, che ha assistito alla partita nel settore 'distinti', al termine dell'incontro ha urlato verso il giocatore della Lazio Felipe Caicedo l'insulto a sfondo discriminatorio-razziale "Negro di merda".
Nonostante l'invito rivoltogli dal personale steward presente in quel settore, ad interrompere immediatamente tale condotta, lo spettatore ha ignorato il richiamo e ha continuato a rivolgere improperi a sfondo razziale nei confronti del calciatore della squadra ospite.
Invitato dagli steward ad esibire il suo titolo d'accesso unitamente al suo documento d'identità, l'uomo si è rifiutato di esibire quest'ultimo e ha consegnato solo il titolo d'accesso.
Pertanto si è reso necessario l'intervento dei poliziotti che hanno proceduto alla sua identificazione.
Si fa presente che tale comportamento, suscettibile di diffondere idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico in occasione di una manifestazione sportiva, rientra tra le condotte che consentono l'adozione della misura di cui all'art. 6 comma 1 della Legge 401/89, e che l'art. 2 co. 3 della Legge n. 205/1993 prevede che per tale reato il D.A.SPO abbia una durata di 5 anni.
L'uomo, un sessantenne nato e residente a Olbia, pluripregiudicato per diversi reati, per 5 anni non potrà accedere all'interno degli stadi e di tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale ove si disputano manifestazioni sportive del gioco del calcio, calendarizzate e pubblicizzate, a qualsiasi livello agonistico, professionistico, dilettantistico nonché giovanile, anche amichevole e per finalità benefiche, nonché alle partite della nazionale italiana e di tutte le squadre italiane che verranno disputate nel territorio nazionale e all'estero.
Per lo stesso periodo inoltre avrà il divieto, in occasione delle gare interne del Cagliari Calcio, nelle 24 ore precedenti e nelle 24 ore successive allo svolgimento delle suddette manifestazioni sportive, di accedere ad una serie di strade e luoghi in Cagliari, Elmas e Assemini, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che assistono o partecipano alle manifestazioni sportive.
Ottimo. Sono contento che proprio Lazio e Cagliari si stiano muovendo fattivamente, orgoglioso di loro.
Speriamo che i provvedimenti necessari li mettano in pratica tutte le persone predisposte ad attuarli.