La rabbia diversa del calcio romano

Aperto da Tarallo, 26 Gen 2020, 09:26

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Tarallo

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GiPoda, citi una cosa che volevo dire ma per non dilungarmi ancora di più non ho detto.
Dopo la fusione, con i giocatori più forti di tutte le squadre tranne la Lazio, se ricordo bene i fusi abruzzesi vinsero 10 derby su 11. Credo che il calcio romano stesse cercando di rendersi conto di cosa volesse dire questo cambiamento radicale, mentre immagino che noi continuassimo ad occuparci delle nostre attività calcistiche e sportive. Presto arrivarono le leggi razziali e poi la guerra (con lo scudetto di cui sappiamo) e poi il dopoguerra che doveva riportare stabilità dopo un paio di decenni molto turbolenti. Fu solo dopo, negli anni 60 e 70, che la realtà del fatto che non eravamo spariti lì colpì davvero e iniziò la serie di riferimenti cinematografici di cui parli. Fu il primo, molto forte esempio di uso di mezzi di comunicazione (Sordi era un fenomeno, il suo successo enorme) per schiacciarci giù. Giocando, all'inizio. Ma lo scopo si vedeva, così come la matrice. Da occupare spazi cinematografici ad allargarsi ad altri media il passo fu breve, e le dinamiche le conosciamo fino ad arrivare ad oggi, dove con una RAI sotto occupazione romanista, sky e gazzetta con contratti di collaborazione con la roma, per sentire parlare in modo onesto della Lazio bisogna ascoltare marione. 

JoeStrummer

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Citazione di: PARISsn il 26 Gen 2020, 14:55
non credo di essere Ot e mi spiego, tu fai risalire questa asprezza nei nostri confronti al 1927, a non aver accettato la fusione, puo' darsi che la cosa all'epoca abbia generato livore nei nostri confronti ma alla fine sto' livore era evaporato, sopito  e ridotto al mero sfotto' alla Orazio Pennacchioni di cui pure noi laziali si rideva, il laziale burino, che  porta le caciotte e altre amenita' del genere....è a cavallo degli anni 80/90 che la  politicizzazione delle curve e la nostra  in particolare, ha dato spunto e sostegno a quel livore sopito che ha trovato all'improvviso e servito su un piatto d'argento tutto il necessario per riportare quel livore allo scopo iniziale e che si era perso nel tempo...e cioe' l'annichilimento della Lazio e dei laziali...le croci celtiche, le bandiere con Mussolini, i cori razzisti, Arkan ect ect...senza tutto cio' sarebbe rimasto lo sfotto'...a volte anche acido e cattivo ma sfotto'...e relegato alle tifoserie e stop....invece abbiamo ( hanno ) offerto il fianco alla narrazione artefatta e becera ma che sta li sotto gli occhi di tutti....insomma Tarallo..se  io voglio darti una coltellata ma non ho il coltello..ci devo rinunciare..ma se tu stesso me ne passi uno, oltre a prenderti la coltellata sei pure  un po [...] no ??

È invece ha ragione Tarallo, la tua considerazione èO/T perché porta necessariamente ad una risposta altrettanto O/T. Con tutti i loro imperdonabili eccessi, gli Irriducibili, a memoria d'uomo, dal 1927 sono l'unico gruppo di laziali che ha dominato in lungo in largo a Roma. Dominato, eh, non per modo di dire, ma nel vero senso della parola. E qui chiudo l'OT per lasciare questo splendido topic al suo giusto fluire.

ronefor

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Citazione di: JoeStrummer il 26 Gen 2020, 15:31
È invece ha ragione Tarallo, la tua considerazione èO/T perché porta necessariamente ad una risposta altrettanto O/T. Con tutti i loro imperdonabili eccessi, gli Irriducibili, a memoria d'uomo, dal 1927 sono l'unico gruppo di laziali che ha dominato in lungo in largo a Roma. Dominato, eh, non per modo di dire, ma nel vero senso della parola. E qui chiudo l'OT per lasciare questo splendido topic al suo giusto fluire.

cartesio

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Citazione di: RG-Lazio il 26 Gen 2020, 15:20
Personalmente la realtá narrata da Tarallo ho iniziato a percepirla quando ho conosciuto i romani...rosicamento pazzesco e odio vero...soprattutto rommico...non sopportano la nostra esistenza.


E questo appare anche in un'espressione che ho sentito spesso negli anni, "i laziali devono sempre fa' i diversi". Ovvero quelli che non si fanno omologare, come se farsi omologare fosse una virtù.

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ronefor

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Ho vissuto (e vivo) una vita a Roma  in mezzo a loro per motivi sociali e di lavoro
Corrisponde perfettamente a quello che dice Tarallo
Mai invece mi è apparso il discorso politico, mai nessun riommico ne ha accennato
Per quanto riguarda gli Irriducibili confermo che li hanno sofferti alquanto ma anche invidiati

purple zack

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l'unica squadra con il nome di città che porta l'articolo femminile

iniziare a cambiare questa pratica e a spiegare questa cosa.

la grammatica ci chiede di dire "il roma"

PARISsn

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Citazione di: GiPoda il 26 Gen 2020, 15:22
Te lo dico sinceramente, a me Pennacchioni nn ha mai fatto ridere come nn mi ha mai fatto ridere vedere Sordi insultare ("a zozzi a profughi") i tifosi della Lazio nel film "Il Marito" (1958).
Pensa quindi da quanto tempo, ben prima della "tigre Arkan", questi amano insultare in modo becero.
Ah ma so' goliardici certo.

che  Pennacchioni non ti faceva ridere ok, ci sta, il riferimento che fai al film di Alberto Sordi no, per  un semplice  motivo e cioe' che all'epoca quel tipo di sfotto, becero e acido, pur biasimabile e gratuito non era cmq preso come  un offesa seria...e ti faccio un altro esempio reale...la  mia prima partita della Lazio allo stadio fu un Lazio- Vicenza...perdemmo 1 a 0 in casa..era il 1968 credo..e per tutta la partita Cinesinho, che ci fece il gol ed era di colore, fu accompagnato dai buhhhh ogni volta toccava palla...ma erano altri tempi e temi che oggi sono sulla bocca di tutti, il razzismo per esempio, all'epoca non erano sentiti...Cinesinho non ando' in conferenza stampa a dire di essere offeso...l'arbitro non fece sospendere la partita...poi i tempi sono cambiati e non aver capito che fare oggi i buhhh non passa inosservato ma presta proprio il fianco a chi è passato da sfotto' beceri a una caccia al laziale vera e propria, è grave !  abbiamo fornito noi ( loro ) in primis i mezzi a certa stampa, media ect di rimpolpare gli attacchi e riprendere la narrazione artefatta nei confronti del laziale...su questo non ci piove...secondo me.

BalkanLaziale

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A Milano, Genoa e Torino non c'erano fusioni artificiali.

Questo è differenza.

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Tarallo

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Non è vero, come forse sai.
L'Unione Calcio Sampdoria è nata a Genova il 12 agosto 1946 dalla fusione tra Sampierdarenese e l'Andrea Doria.
Volevano contrastare la forza del Genoa, non rappresentare la potenza di Genova e del suo impero al mondo. Quindi non andarono proprio a proporre al Genoa di fondersi, il Genoa gli avrebbe riso in faccia. Una delle due squadre era in difficoltà finanziaria e si fuse con l'altra.
Premesse completamente diverse in cui il concetto di dominio, potenza, spezzare le reni alla Grecia non c'entravano proprio.

Tornando agli anni 60-70, chiedetevi perché quello che si vedeva nei cinema era solo in una direzione. Davvero i laziali non erano comici o talentuosi? Davvero Montesano, che dominava in RAI, non aveva una audience a cui far arrivare un messaggio di denigrazione della roma e dei romanisti? O c'era proprio una dinamica diversa, stavamo du due livelli diversi? E c'entra con quello che successe dopo fino ai nostri giorni?

Duca

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Qualche perplessità semmai suscita il fatto che tutto questo livore venga dal 1927 e dalla presa di posizione del Gen. Vaccaro. Dubito che tanti tifosi di entrambe le sponde ne siano esattamente al corrente ancora oggi...
Un altro dato storico che mi ha poi lasciato sempre interdetto - e che a mio avviso ha a che vedere in qualche modo con la mancata fusione - riguarda la preponderanza di tifosi coppainfacciati in città. In altre parole, mi domando come una società come la S.S. Lazio, nata più un quarto di secolo prima e presto giunta alla ribalta dello sport nazionale, abbia poi però perso consensi al punto da ritrovarsi con un grosso gap già a partire dagli anni Cinquanta.
Quando la Lazio vinse lo scudetto del 1974 il gap era già molto evidente benché i palmares delle due squadre non avessero un dislivello degno di nota (1 scudetto e 2 Coppe Italia la Riomma, 1 scudetto e 1 Coppa Italia la Lazio...).
Insomma, per me che non sono di Roma, è sempre stato poco comprensibile questa diaspora di simpatizzanti verso le sponde giallozzozze.
E allora mi domamdo:
forse la Lazio, già allora, prima della nascita dei corropolitani, non aveva il monopolio delle simpatie in città e anzi se le contendeva con il pulviscolo di altre società capitoline?
O forse lo aveva questo monopolio ma è poi finito sotto i colpi del lavoro propagandistico fatto da Regime per spingere i cittadini dell'Urbe a tifare la sua creazione...: la neonata A.S. Roma?  Squadra che a quel punto doveva essere vista e ritenuta la vera squadra della capitale , magari al grido di "i veri romani (fascisti) tifano Roma!"?
E d'altra parte non sarei sorpreso che il Regime ci abbia fatto pagare lo scotto per l'atto di ribellione supremo  del Gen. Vaccaro...



ledesma87

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Mah..

Storicizzare la questione mi sembra un tentativo assurdo.

Si potrebbero tante analisi sociali e psicologiche legate a questi fenomeni. Io non ne sono in grado.

Chi scrive e fa certe cose in una condizione di lucidità psico-fisica (ovvero non da ubriaco, drogato o in preda alla rabbia) è semplicemente un concentrato di nichilismo, ignoranza (prossima all'analfabetismo) e protervia. Unite ad un esibizionismo che negli ultimi anni è alimentato da social e porcate varie. Tutti sintomi di una società in putrefazione. Ed invece si, Roma è peggio di altre città in questo. Sicuramente peggio di Genova e Milano e basta farsi una passeggiata per le vie della città per notarlo.

PARISsn

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Citazione di: JoeStrummer il 26 Gen 2020, 15:31
È invece ha ragione Tarallo, la tua considerazione èO/T perché porta necessariamente ad una risposta altrettanto O/T. Con tutti i loro imperdonabili eccessi, gli Irriducibili, a memoria d'uomo, dal 1927 sono l'unico gruppo di laziali che ha dominato in lungo in largo a Roma. Dominato, eh, non per modo di dire, ma nel vero senso della parola. E qui chiudo l'OT per lasciare questo splendido topic al suo giusto fluire.

boh mi sembrate tutti schierati col prosciutto sugli occhi ..gli Irriducibili potevano dominare con le scenografie mostrate dalle tv di tutto il mondo e che quelli della'  manco si sognano, potevano dominare con la  loro presenza fissa e  numerosa in ogni trasferta e via discorrendo....purtroppo oltre tutto cio' hanno dominato con gli INNUMEREVOLI ECCESSI fatti proprio quando ti stanno con gli occhi addosso...ripeto, se ti vogliono da' una coltellata ma non hanno il coltello se la prendono in quel posto....se il coltello addirittura glie lo dai tu te becchi la cortellata e sei pure  un cogliione !! questa visione che avete che  il laziale è sopraffatto, deriso e annichilito dal 27  a oggi non è una narrazione vera secondo me...ci sono stati decenni e decenni di Laziotte e romette e il tutto si definiva negli sfotto' , sui giornali sportivi e non avevi gli stessi spazi...è stato citato il film di Alberto Sordi ebbene ne ricordo uno dello stesso periodo ( forse un giorno in pretura o il pretore ) in cui Peppino De Filippo aveva  il figlio calciatore della Lazio osannato sui giornali....non c'era nessun attacco a tutti i costi...non veniva strumentalizzato nulla...da quando purtroppo con gli INNUMEREVOLI ECCESSI hai prestato il fianco...ecco che chi di dovere ha trovato il modo per riportare  in auge il livore teso alla nostra sparizione o ridimensionamento piu' possibile...cazzo vuoi spiegare agli altri tifosi neutri come stanno le cose se sei stato in prima pagina su tutti i giornali d'eruopa e prima notizia in tutti i tg d'europa per le figurine di Anna Frank ?? le hanno fatte anche della'?? bene solo quelle dovevano restare...nascoste, insabbiate, nessun tg ne avrebbe parlato mai ma  SOLO LE LORO dovevano rimanere negli annali !!

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@Tarallo

Si, ma la Lazio era stato pianificato nella fusione romana. Il Genoa era nemico del fusione doriana, la Lazio pianificato per far parte della AS Merda. Percezione un po diversa, ma ci sta tua spiegazione, che accetto.

Io vivo in mezzo rivalità tra la Stella Rossa ed il Partizan. E una rivalità fortissima, ma più o meno sana, perchè entrambe società sono nate dal quadri differenti ma, alla fine, molto simili, sempre con Partito Comunista di Jugoslavia dietro entrambe. Una guerra interna.

La Lazio contro stemerde è una guerra antropologica. Non etnica, ma proprio antropologica.

mr_steed

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Quoto il post di Tarallo al 1000 x 1000... ma spiegare le nostre ragioni sta diventando impossibile perché nessuno si limita ad approfondire l'argomento e ad ascoltarti, limitandosi solo a puntare il dito dopo aver letto i titoloni sparati dai giornali...

Citazione di: Cesio il 26 Gen 2020, 15:12
Chi non tifa cloaca non ha interesse a capire come vanno le cose, per loro va bene la narrazione della realtà propinata dai media e tanto basta

Quoto al 1000 x 1000 anche il tuo post: sto "litigando" proprio su questa storia dello striscione con vari amici non romani e non romanisti e naturalmente, appena citi la mancata indignazione per i "10, 100, 1000 Paparelli" e il dito di Lulic, scatta immediatamente l'accusa di "benaltrismo"... per darvi un'idea, il tenore dei loro argomenti è questo:

"In ogni caso a me piace molto la modalità vigliacca di chi fa questa roba e non ci mette la faccia, espone lo striscione di notte, di nascosto come i ladri, e poi scappa via come i topi di fogna.
È anche questo che rende la cosa più accattivante e mostra bene lo spessore di chi lo fa.

Almeno quel branco di disagiati laziali che lo scorso 25 aprile erano andati in Piazza Venezia a sventolare uno striscione inneggiante a Mussolini firmato "Irriducibili" mentre facevano il saluto romano si erano fatti riconoscere (e infatti, grazie alla loro furbizia, erano finiti sotto inchiesta - chissà com'è finita, tra l'altro - ). Almeno nella loro miseria mentale ci avevano messo la faccia."


Che poi, aiutatemi voi a ricordare meglio, credo parli dello striscione a piazzale Loreto esibito in combutta con gli ultrà interisti, quindi sbaglia non solo la piazza e ma pure la città... ma se poi gli fai notare l'errore e gli dici che sono superficiali e disinformati si incazzano pure...

tommasino

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Citazione di: Tarallo il 26 Gen 2020, 09:26
Non si parla d'altro, e grazie a dio fra qualche ora sarà il pallone a mettere da parte le discussioni pseudo-bipartisan sul veleno del calcio a Roma.
Ma siccome una opinione non si nega a nessuno, e a leggere gli articoli in rassegna non si vede proprio l'ombra di una analisi men che superficiale, non mi nego la mia e la condivido qui.

Non conosco la storia di Boca e River, non mi interesso molto dei derby della Ruhr, non so che accade nei Balcani. Ma in Italia quello che accade a Roma è unico, è questo è fuor di dubbio.
Che i romani siano di gran lunga cittadini peggiori di milanesi e genovesi lo escludiamo subito, perché l'idiozia non ha frontiere, quindi i motivi sono altri e per me ce n'è uno e uno soltanto, il più semplice: quando invece di riconoscere un avversario, accettare un nemico, tu sei nato, ti hanno creato con la sua eliminazione totale come parte centrale del disegno della tua stessa nascita, il fallimento di questa operazione stabilisce una dinamica di "o noi o loro" che non esiste altrove in Italia.
L'aver sopravvissuto all'orrido progetto di unificazione fascista  del 1927 malgrado pressioni indicibili ha creato le basi per una relazione malsana. Da una parte la rabbia di dover accettare la nostra semplice esistenza, l'aver rigettato con successo il tentato stupro, l'essere stati capaci di un atto di ribellione al potere. Dall'altra la difesa costante della propria esistenza, il dormire sempre con un occhio aperto e la pistola sotto il cuscino, l'estrema sensibilità agli attacchi, il sentirsi sempre sotto minaccia e le sue conseguenti reazioni nervose, rabbiose, scomposte.
Crescendo si sentiva "aoo anvedi er lazialotto!", mai il contrario. Era inconcepibile. Avevano creato una realtà in cui noi, squadra di Roma, nati per amore dello sport e fieri dello spirito che ci animava, dovevamo sentirci ospiti in casa propria e nasconderci nelle nostre catacombe. Questo malgrado i colpi di coda che ci siamo permessi in particolare grazie a Chinaglia e Cragnotti.

Certo che c'è odio a Roma come da nessuna altra parte, e la ragione è semplice. È l'unica città dove un club ha nel DNA la sparizione fisica dell'altro, e usa i grandissimi mezzi a sua disposizione (stampa, TV, cinema) per scrivere questa trama che non si è verificata per un incidente chiamato Vaccaro. E l'altro reagisce in modo scomposto e violento.

Chi non capisce questo passa il tempo a scrivere articoli come quelli che si leggono oggi, cercando inutilmente di equilibrare Zaniolo con Marione, Rocca con Gascoigne, Paparelli con non si sa cosa.

Se non capite che l'odio nasce dal fatto che questo sogno infranto di unicità cittadina non è stato mai abbandonato completamente, anche solo inconsciamente, che si esprime in un bisogno - come risultato minimo se la cancellazione proprio non è possibile - di sopprimere violentemente l'avversario, umiliarlo inventando trofei, supremazie, statistiche, fascismi, purificando le loro storie di Rolex, Vautrot, passaporti e omicidi, creando storie che non esistono, se non si capisce tutto questo non si spiega l'odio e non si capisce perché il laziale vive in un bunker dal quale uscirebbe volentieri.

Il laziale è colpevole di reazioni violente ai tentativi quasi secolari di annientamento. Se questa dinamica non cambia, l'ambiente romano non cambierà mai. E c'è solo una parte che può cambiare, quella meno equipaggiata intellettualmente, storicamente e psicologicamente per fare un passo indietro.

romammerda e magari morono gonfi.
Lo vedo adesso, appena entrato in nord.
Intanto ti metto un mi piace; poi, quando sarò in grado, me lo leggo.

UnDodicesimo

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Citazione di: BalkanLaziale il 26 Gen 2020, 16:35
@Tarallo

Si, ma la Lazio era stato pianificato nella fusione romana.... la Lazio pianificato per far parte della AS Merda....

In programma era un assorbimento della fortitudo nella Lazio, tanto che sarebbe rimasto solo il nostro nome.

Non era in programma nessuna aesse.

Pergianluca

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Citazione di: Tarallo il 26 Gen 2020, 09:26
Non si parla d'altro, e grazie a dio fra qualche ora sarà il pallone a mettere da parte le discussioni pseudo-bipartisan sul veleno del calcio a Roma.
Ma siccome una opinione non si nega a nessuno, e a leggere gli articoli in rassegna non si vede proprio l'ombra di una analisi men che superficiale, non mi nego la mia e la condivido qui.

Non conosco la storia di Boca e River, non mi interesso molto dei derby della Ruhr, non so che accade nei Balcani. Ma in Italia quello che accade a Roma è unico, è questo è fuor di dubbio.
Che i romani siano di gran lunga cittadini peggiori di milanesi e genovesi lo escludiamo subito, perché l'idiozia non ha frontiere, quindi i motivi sono altri e per me ce n'è uno e uno soltanto, il più semplice: quando invece di riconoscere un avversario, accettare un nemico, tu sei nato, ti hanno creato con la sua eliminazione totale come parte centrale del disegno della tua stessa nascita, il fallimento di questa operazione stabilisce una dinamica di "o noi o loro" che non esiste altrove in Italia.
L'aver sopravvissuto all'orrido progetto di unificazione fascista  del 1927 malgrado pressioni indicibili ha creato le basi per una relazione malsana. Da una parte la rabbia di dover accettare la nostra semplice esistenza, l'aver rigettato con successo il tentato stupro, l'essere stati capaci di un atto di ribellione al potere. Dall'altra la difesa costante della propria esistenza, il dormire sempre con un occhio aperto e la pistola sotto il cuscino, l'estrema sensibilità agli attacchi, il sentirsi sempre sotto minaccia e le sue conseguenti reazioni nervose, rabbiose, scomposte.
Crescendo si sentiva "aoo anvedi er lazialotto!", mai il contrario. Era inconcepibile. Avevano creato una realtà in cui noi, squadra di Roma, nati per amore dello sport e fieri dello spirito che ci animava, dovevamo sentirci ospiti in casa propria e nasconderci nelle nostre catacombe. Questo malgrado i colpi di coda che ci siamo permessi in particolare grazie a Chinaglia e Cragnotti.

Certo che c'è odio a Roma come da nessuna altra parte, e la ragione è semplice. È l'unica città dove un club ha nel DNA la sparizione fisica dell'altro, e usa i grandissimi mezzi a sua disposizione (stampa, TV, cinema) per scrivere questa trama che non si è verificata per un incidente chiamato Vaccaro. E l'altro reagisce in modo scomposto e violento.

Chi non capisce questo passa il tempo a scrivere articoli come quelli che si leggono oggi, cercando inutilmente di equilibrare Zaniolo con Marione, Rocca con Gascoigne, Paparelli con non si sa cosa.

Se non capite che l'odio nasce dal fatto che questo sogno infranto di unicità cittadina non è stato mai abbandonato completamente, anche solo inconsciamente, che si esprime in un bisogno - come risultato minimo se la cancellazione proprio non è possibile - di sopprimere violentemente l'avversario, umiliarlo inventando trofei, supremazie, statistiche, fascismi, purificando le loro storie di Rolex, Vautrot, passaporti e omicidi, creando storie che non esistono, se non si capisce tutto questo non si spiega l'odio e non si capisce perché il laziale vive in un bunker dal quale uscirebbe volentieri.

Il laziale è colpevole di reazioni violente ai tentativi quasi secolari di annientamento. Se questa dinamica non cambia, l'ambiente romano non cambierà mai. E c'è solo una parte che può cambiare, quella meno equipaggiata intellettualmente, storicamente e psicologicamente per fare un passo indietro.

romammerda e magari morono gonfi.
Me mandi l'abstract?

gerdmuller

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Tarallo

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Per, una volta per me il tempo lo trovavi. :(

tatoccolo

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leggo questo topic con colpevole ritardo
Prima cosa complimenti a Tarallo, analisi lucida, consapevole, centrata. Probabilmente - ma necessariamente - un po' di parte.

Arrivo quando molto di condivisibile è stato già detto

Mi sembra che mai come ieri la scenografia della Nord risponda in qualche modo alla "rabbia diversa del calcio romano"

"La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è.
Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per gli altri c'erano i tifosi e gli è stata data una squadra da tifare"




meraviglioso, complimenti a chi l'ha pensato prima e realizzato così bene poi
:since

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