coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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mr_steed

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Se non mi ero depresso già con l'ultimo link di vaz, questa è la "ciliegina sulla torta"...

Coronavirus: studio sui primi malati italiani mostra i gravi danni ai polmoni

In via di pubblicazione sull'International Journal of Infectious Diseases le radiografie e le immagini della Tac dei polmoni appartenenti alle prime due persone risultate infette in Italia, due turisti cinesi in vacanza. Che danno un'idea di quanto possa essere devastante il nuovo coronavirus

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/03/17/news/coronavirus_studio_sui_primi_malati_italiani_gravi_danni_ai_polmoni-251524546/?ref=RHPPTP-BH-I251485995-C12-P4-S2.4-T1

LONDRA - Le immagini sono scioccanti e fanno parte della cartella clinica dei primi due malati cinesi in Italia, guariti dal coronavirus dopo esser stati curati a Roma. Diffuse dai ricercatori dell'Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani di Roma in uno studio che verrà pubblicato sull'International Journal of Infectious Diseases, mostrano le radiografie e le immagini della Tac dei polmoni appartenenti alle prime due persone risultate infette in Italia, due turisti cinesi in vacanza. E rendono l'idea di come può essere devastante il nuovo coronavirus. I due pazienti, un uomo di 67 anni e una donna di 65, erano in forma e in salute. Seguivano soltanto una terapia orale per tenere a bada l'ipertensione.

Dopo aver riscontrato problemi respiratori e febbre, la coppia è stata sottoposta a test di laboratorio che hanno confermato l'infezione con il virus SARS-COV-2. Entrambi i pazienti hanno continuato ad aggravarsi fino a sviluppare la sindrome da distress respiratorio dell'adulto (ARDS). Ci sono voluti solo quattro giorni per arrivare all'insufficienza respiratoria e due giorni dopo entrambi i pazienti respiravano solo grazie a un ventilatore. Le prime radiografie effettuate sui pazienti mostrano "opacità del vetro smerigliato".

In pratica, gli spazi aerei nei loro polmoni si erano riempiti di liquido, generalmente pus, sangue o acqua. L'opacità del vetro smerigliato è spesso associata all'ispessimento o al gonfiore dei tessuti molli, noto come consolidamento. E' stato anche visto un fenomeno chiamato "pavimentazione pazza", che indica un ispessimento del setto e del setto intralobulare, che può inibire le prestazioni. I pazienti con Covid-19 hanno mostrato sacche piene di liquidi o muco nei polmoni, che possono peggiorare progressivamente con lo sviluppo della malattia.

Lo studio ha anche scoperto che i vasi sanguigni che trasportano il sangue dal cuore ai polmoni per ossigenarsi si stavano allargando. Questa condizione, nota come ipertrofia, riduce lo spazio per l'aria, causando difficoltà respiratorie e problemi respiratori. E' probabile che questo segno sia correlato all'iperemia - eccesso di sangue nei vasi polmonari - causato dall'infezione virale. "I modelli polmonari in entrambi i pazienti sono caratterizzati da ipertrofia dei vasi polmonari, che sono aumentati di dimensioni, in particolare nelle aree con danno interstiziale più pronunciato", spiegano i ricercatori. "Questa nuova evidenza radiologica suggerisce un diverso modello di coinvolgimento polmonare rispetto a quelli osservati nelle altre infezioni note gravi causate da coronavirus (Sars e Mers)", aggiunge. I ricercatori affermano i loro risultati concordano con quelli precedenti, ma la presenza di infiltrati polmonari - una sostanza anormale che si accumula gradualmente all'interno delle cellule o dei tessuti corporei - potrebbe descrivere un predittore precoce della compromissione polmonare.


FatDanny

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Citazione di: genesis il 17 Mar 2020, 23:34
Ci sono foto prese dalla metropolitana di Milano questa mattina.
Troppa gente, smart working.

https://www.huffingtonpost.it/entry/a-milano-la-metro-continua-ad-essere-piena_it_5e70f937c5b63c3b64859f17

questo non andrebbe attribuito a queste persone ma ai propri datori di lavoro e alla politica che non chiude tutto ciò che non è essenziale e/o telelavorabile

mr_steed

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Citazione di: FatDanny il 17 Mar 2020, 23:52
questo non andrebbe attribuito a queste persone ma ai propri datori di lavoro e alla politica che non chiude tutto ciò che non è essenziale e/o telelavorabile

Sicuramente... ma anche chiudendo il chiudibile poi il problema si pone con l'inchiudibile, come alla Pfizer...

Coronavirus, a Catania muore un dipendente della Pfizer. I sindacati: "Stop cautelativo della produzione, pensare alla salute dei lavoratori"

Nello stabilimento siciliano dell'azienda farmaceutica americana - che ha da poco annunciato l'accordo con Bion-Tech per la produzione di un vaccino contro la nuova polmonite virale - lavorano 800 dipendenti, molti di loro già in quarantena


https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/17/coronavirus-a-catania-muore-un-dipendente-della-pfizer-i-sindacati-stop-cautelativo-della-produzione-pensare-alla-salute-dei-lavoratori/5740045/

Se penso che c'è ancora gente tipo Sgarbi che dice che è solo un'influenza...  :x

COLDILANA61

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Alle 6 del mattino la metro piena ?

Ma va ?

Tutti yuppies ...

Ci vorrebbe un video di paragone sulla intera giornata oggi e prima delle disposizioni .

Ed uno se si avesse il coraggio se si chiudesse tutto .

Dare la colpa alla gente è VERGOGNOSO .

Degne delle merde che governano questa regione .

Questo intendevo sul terrorismo virtuale .

Spazio all effetto non alla causa .

Stanno andando tutti all aperitivo mattutino .

È la nuovs moda che non lo sapete

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pan

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Citazione di: MisterFaro il 17 Mar 2020, 22:30
(occiro, che ho fatto?  :o)

ma che hai fatto, niente, scherzavo su quando mi hai ripreso sulla mia frase sulla statistica ad minchiam  ;)

pan

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mammamia, distress respiratorio...
quando capita ai neonati lo curano con il surfactante, chissà se lo stanno usando pure per questi casi.

Ranxerox

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Citazione di: Fiammetta il 17 Mar 2020, 16:03
Ciao Ranx. Ti consiglierei di non leggerlo. Io l'ho fatto stanotte e mi ha ridotto lo stomaco a un cencio. In ogni caso l'ho tradotto. Se proprio vuoi farti male...

"Va tutto bene", in Italia triage e bugie per i pazienti affetti da corona virus.
Milano – la lotta contro la morte va in pausa ogni giorno alle 13.00
A quell'ora, i medici dell'unità di terapia intensiva del policlinico San Donato chiamano i parenti dei 25 pazienti in condizioni critiche, che sono tutti sedati e intubati, per ragguagliare le famiglie. In questo ospedale milanese, l'ora di pranzo era solitamente destinata alle visite. Ma adesso che il Paese lotta contro un'epidemia di coronavirus che ha ucciso più di 2000 persone, i visitatori non sono ammessi. E in Italia nessuno lascia più la propria abitazione.
Quando i dottori telefonano, cercano di non dare false speranze: sanno che uno su due pazienti in TI è destinato a morire.
Con l'espansione dell'epidemia di Covid19 e il progredire della malattia, i letti in TI sono sempre più richiesti, soprattutto a causa dei problemi respiratori che la malattia può portare. Ogni volta che si libera un letto, due anestesisti si consultano con un rianimatore specializzato e con un internista per decidere chi lo occuperà. L'età e il quadro clinico preesistente sono fattori importanti. Così come avere una famiglia.
"Dobbiamo prendere in considerazione se i pazienti più anziani abbiano una famiglia che possa prendersi cura di loro una volta che lasciano l'ICU, perché avranno bisogno d'aiuto", dice Marco Resta, vice primario dell'unità di TI del policlinico San Donato. "Anche se non c'è speranza, dobbiamo guardare i pazienti negli occhi e dire "va tutto bene" e questa bugia ci distrugge".
La più devastante crisi medica italiana dalla Seconda Guerra Mondiale sta costringendo medici, i pazienti e le loro famiglie a operare decisioni che resta, un ex medico militare, afferma di non aver sperimentato nemmeno in guerra. Da lunedì, 2158 persone sono morte e 27.980 sono state contagiate – i numeri più elevati di casi registrati dietro la Cina.
Resta afferma che il 50% dei pazienti accettati in TI in Italia stanno morendo, in rapporto al normale tasso di mortalità che va dal 12% al 16% per i pazienti di tale unità su territorio nazionale.
I medici hanno denunciato che l'Italia del Nord, il cui sistema sanitario è annoverato tra i più efficienti al mondo, è l'antesignana di una crisi che la patologia sta portando in tutto il mondo. L'epidemia che colpisce le regioni settentrionali di Lombardia e Veneto principalmente, ha paralizzato la locale rete di ospedali, ponendo le TI sotto una colossale pressione. In tre settimane, in Lombardia 1135 persone hanno avuto bisogno della TI, ma la regione, secondo Giacomo Grasselli, primario della TI del policlinico di Milano, che è indipendente dal San Donato, ha solo 800 letti. Grasselli coordina tutte le unità di TI in Lombardia.
Tali dilemmi non sono nuovi alla professione medica. Nel trattamento dei pazienti con difficoltà respiratorie, i medici della TI valutano regolarmente le possibilità terapeutiche alternative all'intubazione – una prassi invasiva che consiste nell'inserimento di un tubo che dalla bocca va in gola e nelle vie respiratorie. Ma questi numeri elevati indicano che i medici devono scegliere più spesso e più velocemente chi ha più possibilità di sopravvivere, un triage che è particolarmente lancinante in una nazione cattolica che vieta la morte assistita, e dove la popolazione è, secondo l'agenzia statistica Eurostat, la più vecchia d'Europa con quasi una persona su 4 di un'età pari a 65 anni e più.
"Non siamo abituati a decisioni così drastiche" dice Resta, anestesista di 48 anni.
Dare una possibilità
I medici italiani affermano che i pazienti anziani con Covid19 che mostrano problemi respiratori sono così numerosi, da non dare opportunità a coloro che hanno una minima possibilità di guarigione. Alfredo Visioli era uno di questi pazienti. Quando gli fu fatta la diagnosi, l'ottantatreenne di Cremona aveva una vita attiva e piena, a casa con il suo pastore tedesco Holaf, regalatogli dalla famiglia. Si prendeva cura della moglie di 79 anni, Ileana Scarpanti, che aveva avuto un ictus due anni fa, a detta della nipote Marta Manfredi. All'inizio aveva solo una febbre intermittente, ma a due settimane dalla diagnosi di Covid19 sviluppò una fibrosi polmonare che consiste in un progressivo danno strutturale del tessuto polmonare che rende sempre più difficile la respirazione. I medici dell'ospedale di Cremona, una città lombarda di 73.000 abitanti, furono costretti a decidere se intubarlo o no, al fine di aiutarlo a respirare.
"Dissero che non aveva senso", riporta Manfredi. Avrebbe voluto stringere la mano di suo nonno, aggiunge, mentre incosciente sotto l'effetto della morfina si avviava a morire.
Adesso la Manfredi è preoccupata per sua nonna. Ileana ha il Covid19 a sua volta e al momento è in ospedale, anche se risponde bene all'ausilio del respiratore a bocca. Nessuno le ha detto che il marito è morto.
Il coordinatore della TI lombarda, Grasselli, afferma di ritenere che, finora, tutti i pazienti con una possibilità ragionevole di guarire e avere una qualità della vita accettabile, sono stati curati. Ma aggiunge anche che un tale approccio è determinato dalla pressione: "Un tempo, ad alcune persone avremmo potuto dare una possibilità. Adesso dobbiamo essere più restrittivi".

Ospedali riorganizzati
Lo smistamento avviene anche fuori degli ospedali.
Venerdì, il sindaco di Fidenza, una città alle porte della Lombardia, ha chiuso l'accesso al locale ospedale per 19 ore. Era sovraffollato da pazienti con Covid19 e lo staff ospedaliero stava lavorando da 21 giorni senza sosta. Sebbene la chiusura avesse lo scopo di aiutare l'ospedale ad andare avanti, ha comportato che alcune persone "morissero a casa", dice il sindaco Andrea Massari.
Il nuovo coronavirus ha fatto la sua comparsa in Italia in gennaio, ma l'epidemia è dilagata in febbraio nella cittadina di Codogno che è circa 60 km. a sud di Milano. Alcuni esperti credono che sia stato portato da qualcuno che ha viaggiato dalla Germania all'Italia. Il Governo ha provveduto velocemente a isolare il Nord, chiudendo dapprima 10 città in Lombardia e una in Veneto. Ma ciò non ha fermato il virus. In una settimana, 888 persone sono state trovate positive e 21 sono morte. I casi sono aumentati esponenzialmente. Le piccole città sono state colpite per prime, portando un'immediata crisi ai piccoli ospedali.
Dalla settimana scorsa, tutto il territorio italiano è entrato in autoisolamento. Le scuole, gli uffici e i servizi sono stati chiusi ed è stato ordinato a chiunque non in possesso di una ragione convincente e autorizzata di rimanere a casa. Le misure, che stanno per essere seguite da altri paesi europei, sono finalizzate a bloccare la diffusione del virus. Le autorità italiane sono particolarmente in ansia sull'evitare la sua diffusione nell'Italia meridionale, che ha un sistema molto meno ben finanziato del Nord.
Le cliniche private sono normalmente destinate a pazienti a pagamento. Ma il governo ha ordinato loro di fornire cure gratuite per il Covid19. Il policlinico San Donato che è struttura privata, ma ha licenza di lavorare con il settore pubblico, ha inviato team di anestesisti e altri specialisti nelle città più colpite. Gli studenti della facoltà di medicina del quarto e del quinto anno sono stati chiamati negli ospedali per dare aiuto. I cardiologi sono stati mobilitati per assistere nei reparti di emergenza di Covid19.
Al momento, quasi tutte le sale operatorie della regione Lombardia sono state convertite in unità di TI, afferma Grasselli. Il personale ospedaliero lavora senza sosta. Alcuni sostituiscono colleghi infetti. Alcuni pazienti vengono trasferiti in altre regioni. Secondo Grasselli, il rapporto tra infermieri e pazienti presso le TI, è normalmente di 1 a 2. Adesso è di 1 a 4-5. "Abbiamo completamente riorganizzato il sistema ospedaliero", dice.
Maggiore aspettativa di vita
Tutti i contagiati che arrivano in ospedale con difficoltà respiratorie ricevono ossigeno, dice Grasselli. Il problema è fino a che punto – e per quanto tempo – tenerli in respirazione artificiale. Quelli che hanno problemi più lievi sono collegati a una macchina con una mascherina o, se non rispondono, con un casco che copre il viso. Se le loro condizioni peggiorano, i medici possono decidere se ammetterli in TI, dove sarebbero intubati. Ma c'è un problema: l'intubazione può essere gravosa, soprattutto su pazienti più anziani, dice Grasselli. Anche quando i pazienti più anziani sopravvivono, possono sviluppare possono sviluppare altri problemi, come difficoltà a camminare o danni cognitivi. Malgrado ciò, in passato, i medici tendevano a intubare anche i pazienti più vecchi, generalmente perché avevano la possibilità di farlo, dice, aggiungendo che non intuberebbe mai suo padre di 84 anni.
Prima del coronavirus, "ci concedevamo molto spesso il lusso di tentare l'intubazione di pazienti al limite", afferma Marco Riccio, primario del reparto di Anestesia all'ospedale di Oglio Po, vicino a Cremona.
Ora le cose sono cambiate. Le associazioni nazionali italiane di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e TI, hanno pubblicato le nuove linee guida il 7 di Marzo. Poiché ci si attende nelle prossime settimane un "enorme squilibrio" tra i bisogni clinici della popolazione e le risorse della terapia intensiva, sono stati fissati dei limiti "dare priorità a quelli con una aspettativa di vita maggiore".
Fammi morire a casa
La messa in quarantena da parte dell'Italia della sua popolazione aggiunge stress emotivo alla sofferenza. Ai familiari non viene concesso di accompagnare in ambulanza i propri cari, e i reparti per il Covid19 sono chiusi a chiunque non sia medico o paziente. Alcuni pazienti che non necessitano ancora terapia intensiva si sentono prigionieri in reparti sovraffollati.
"Portami via da qui. Fammi morire a casa. Voglio vederti un'ultima volta". Stefano Bollani, un magazziniere di 55 anni, ha mandato questo messaggio a sua moglie casalinga, Tiziana Salvi, dall'unità pre-intensiva del policlinico San Donato, dove è in cura per una polmonite conseguenza della contrazione del virus. I due non si sono più visti da quando lui è sceso dalla loro macchina all'esterno dell'ospedale milanese, circa due settimane fa. Tutto ciò che sa, lei dice, è che le sue condizioni negli ultimi giorni sembrano essere migliorate. "Sono cose che un marito non dovrebbe (non avrebbe dovuto) scrivere a una moglie che è all'esterno e che non può vederlo", aggiunge.
E alcuni pazienti più anziani hanno opposto resistenza ad andare in ospedale. Carlo Bertolini, un agronomo cremonese di 76 anni, che si è fatto un nome ed è localmente conosciuto per aver scritto una dettagliata storia dei vigneti e delle osterie del passato, era assai riluttante a chiedere aiuto, dice sua figlia.
Bertolini, che vive da solo, ha iniziato ad avere sintomi all'inizio di marzo. Finalmente, il suo miglior amico chiamò un'ambulanza che lo portò all'ospedale della città. Nel parlare con sua figlia al telefono, descrisse il grande numero di pazienti e la cacofonia del reparto. "Mi sento in guerra", disse, riporta sua figlia Mara Bertolini. Carlo fu poi trasferito alla TI di un ospedale milanese. Mara e sua sorella riuscirono a fargli visita indossando un equipaggiamento anticontaminazione - maschera, guanti, camice bianco – a vederlo attraverso il vetro della TI. "Ci dissero che era uno dei più gravi".
Restate a casa
L'ex medico militare Resta dice che la situazione in Lombardia sembra peggiore di quella della guerra del Kossovo nel 1999, nella quale prestò servizio con la squadra aerea di salvataggio che trasferiva feriti dall'Albania all'Italia.
Ogni volta che un paziente con Covid19 viene accettato nel suo ospedale, dice, lo staff scrive un'email ai suoi parenti garantendo loro che lo tratteranno "come una famiglia". Resta aggiunge che l'ospedale sta tentando di attivare un sistema di videoconferenza, cosicché i pazienti possano vedere i parenti durante l'orario di visita (le 13.00).
Un dottore, non un familiare, è spesso inevitabilmente l'ultima persona che un paziente affetto da Covid19 vedrà prima di morire. I congiunti non possono nemmeno avvicinarsi alle bare onde evitare il contagio.
L'ultima cosa che Mara Bertolini ha sentito di suo padre, lo storico del vino, è stata quando qualcuno dell'obitorio ha chiamato un familiare per dire che avevano il suo corpo. Dice di non serbare alcun rancore per i dottori, oberati di lavoro. Ciò che l'ha segnata maggiormente sull'ultima settimana di agonia di suo padre, fu il viso del medico quando lo incontrò. "Non saprei dire se fosse preoccupato o triste. Tutto ciò che ci disse fu "restate a casa".

Ciao bellezza. Grazie, ti penso sempre con affetto.

La realtà spesso supera di gran lunga l'immaginazione.
E leggere così a muso duro quello che uno immaginava stesse succedendo è un bel colpo al cuore.
Che riposino in pace le persone che non ce l'hanno fatta, che possano trovare un po' di conforto i loro cari, che riescano, i medici e gli operatori sanitari impegnati in questa battaglia, a mantenere il loro equilibrio psicologico perché immagino che lo stress emotivo da cui sono travolti giorno dopo giorno, sia veramente difficile da sostenere.

MisterFaro

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Citazione di: pan il 18 Mar 2020, 00:34
ma che hai fatto, niente, scherzavo su quando mi hai ripreso sulla mia frase sulla statistica ad minchiam  ;)

:)  :cheers:

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giovannidef

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bisognerà anche preparasti quando si dovrà ripartire
per i primi mesi tutti dovranno avere la mascherina e in tutte le strutture a grande concentrazione (università, scuole, stadi, fabbriche) mettere scanner per la temperatura

zorba

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Citazione di: giovannidef il 17 Mar 2020, 10:10
non per rovinare il vostro ottimismo
ma come fa ad essere chiarissimo, siamo ancora sotto le bombe
quando negli anni a venire questa malattia sarà studiata, ci si capirà qualcosa
oggi non si possono fare percentuali di letalità, non sappiamo neanche se alcuni stati nascondono i morti
e possiamo discutere degli asintomatici?
(...)

Uno a caso, la Russia, forse?

Ma è sparita dalla faccia della terra?

Perché nessuno, NESSUNO, ne parla?

Non viene nemmeno citata per sbaglio nei notiziari.

:o

FatDanny

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Citazione di: zorba il 18 Mar 2020, 06:42
Uno a caso, la Russia, forse?

Ma è sparita dalla faccia della terra?

Perché nessuno, NESSUNO, ne parla?

Non viene nemmeno citata per sbaglio nei notiziari.

:o

Perché ha appena cento casi.
Ma se ragioniamo in questi termini, a mio avviso assurdi, se la Russia ha qualcosa che non va la Germania è tornata a baffetto senza dirlo a nessuno

giovannidef

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per me la germania, specie i morti anziani, li considera morti di vecchiaia e la chiude qui
russia, turchia, stati uniti non fanno i test, se non fai i test i numeri restano bassi
il giappone ha le olimpiadi, credo che non farli sia peggio di uno tsunami, per cui se possono evitare una cattiva pubblicità...
e dimenticavo la corea del nord

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Maremma Laziale

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Citazione di: FatDanny il 18 Mar 2020, 07:05
Perché ha appena cento casi.
Ma se ragioniamo in questi termini, a mio avviso assurdi, se la Russia ha qualcosa che non va la Germania è tornata a baffetto senza dirlo a nessuno

Hanno, dati attuali alla mano, appena 2 pazienti affetti da Covid in terapia intensiva. Dichiarano di avere in dotazione 28.000 posti letto in TI, con la possibilità di aumentarli in breve tempo a circa 34000.
Lo stesso accade in Svizzera con circa 2700 casi, ma soli 20 ospedalizzati e nessuno in TI.
A questo punto, o questi due paesi mentono, oppure bisognerà iniziare a chiedergli di darci una mano. Boh.

DajeLazioMia

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Citazione di: Maremma Laziale il 18 Mar 2020, 07:28
Hanno, dati attuali alla mano, appena 2 pazienti affetti da Covid in terapia intensiva. Dichiarano di avere in dotazione 28.000 posti letto in TI, con la possibilità di aumentarli in breve tempo a circa 34000.
Lo stesso accade in Svizzera con circa 2700 casi, ma soli 20 ospedalizzati e nessuno in TI.
A questo punto, o questi due paesi mentono, oppure bisognerà iniziare a chiedergli di darci una mano. Boh.
Mi sembrano strani i dati della Svizzera. Il Ticino dichiara molte piu ospedalizzazioni e più TI. O sono tutti in Ticino o è strano.

vaz

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Citazione di: FatDanny il 18 Mar 2020, 07:05
Perché ha appena cento casi.
Ma se ragioniamo in questi termini, a mio avviso assurdi, se la Russia ha qualcosa che non va la Germania è tornata a baffetto senza dirlo a nessuno

La Svezia, regá, la civilissima Svezia del Nordic welfare. 1000 casi accertati ma stime dicono ce ne siano almeno il triplo. Qui ci sarà un'emergenza sanitaria a brevissimo. Ci sono 250 posti di TI

superaquila

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Citazione di: DajeLazioMia il 18 Mar 2020, 07:31
Mi sembrano strani i dati della Svizzera. Il Ticino dichiara molte piu ospedalizzazioni e più TI. O sono tutti in Ticino o è strano.
Il Ticino, se non sbaglio, è Svizzera italiana.
Ognuno si fa i cantoni suoi.

SSL

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Citazione di: mr_steed il 17 Mar 2020, 23:00
Sì , infatti... lo ha detto il prof Galli del Sacco dalla Berlinguer... all'inizio non c'era proprio possibilità di farne troppi per mancanza di laboratori idonei, così si scelse di farli solo ai sintomatici
Con i tamponi per me prendi solo atto di una condizione istantanea, che può mutare un'ora dopo in un lavoratore a rischio.
Secondo me devono pensare già a proporre test ematici per le immunoglobuline IgG così da sapere se uno l'ha contratta o meno e di conseguenza valutare pian piano la popolazione per un possibile vaccino. O comunque separare chi è da considerarsi immune da chi invece è ancora a  rischio

giovannidef

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Citazione di: SSL il 18 Mar 2020, 07:38
O comunque separare chi è da considerarsi immune da chi invece è ancora a  rischio
perché separarli? era proprio quello che voleva fare Bojo, gli immuni (tanti) proteggono quelli a rischio

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Tarallo

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Si, la metà moriranno ma sticazzi.

giovannidef

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:=))

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