Coronavirus: in Italia è emergenza tamponi, mentre un'azienda di Brescia ne ha inviati mezzo milione negli Usahttps://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/19/coronavirus-unazienda-di-brescia-invia-mezzo-milione-di-tamponi-agli-stati-uniti/5742785/Il carico dall'Italia è partito dalla base militare Usa di Aviano, nei pressi di Pordenone, lunedì 16 marzo ed è arrivato ieri a Menphis, trasportato da un aereo dell'Air Force, l'aeronautica americana. Quel mezzo milione di tamponi, però, secondo il calcolo degli esperti sarebbe bastato per coprire il fabbisogno di quasi tutto il nord Italia. I dati, del resto, parlano chiaro: dall'inizio della crisi, nel nostro Paese sono stati eseguiti 100mila tamponi. Troppo pochi, tanto che le varie regioni sono da sempre alla disperata ricerca per cercare di contenere l'avanzata del nuovo coronavirus. Per questo motivo, la notizia suona un po' come una beffa: la soluzione era lì, direttamente nell'epicentro del contagio.
Il primo a dare la notizia è stato il sito
defenseone.com, che ha pubblicato anche una foto che ritrae la stiva dell'aereo militare in questione (quadrireattore C-17 Globemaster) pieno dei kit in questione. Secondo quanto scrive Repubblica, il post – comparso su Instagram – è poi stato rimosso. A stretto giro, tuttavia, è arrivata l'ufficialità con le parole del portavoce del Pentagono, Jonathan Hoffman, che però non aveva precisato quale fosse l'azienda italiana da cui gli Usa hanno acquistato il materiale medico.
E' stata Repubblica, invece, a svelare il nome: si tratta della Copan Diagnostics di Brescia, una delle città che sta pagando il dazio più alto al diffondersi dell'epidemia di Covid-19. A stretto giro è arrivata anche la conferma dell'ambasciatore Lewis Einsenberg: "Siamo lieti che l'azienda italiana Copan Diagnostics continui a produrre tamponi per i test del Covid-19 – ha detto a Repubblica – in quantità sufficienti per soddisfare le richieste in Italia e le vendite all'estero. Il settore privato italiano contribuisce a salvare vite nel mondo. Mi congratulo per questo sforzo. Gli Stati Uniti continueranno ad acquistare questi tamponi da aziende italiane secondo le proprie necessità – ha aggiunto – Gli Stati Uniti e l'Italia continuano a lavorare insieme in strettissima collaborazione".
Una mezza verità, a quanto pare, visto che in Italia si sta vivendo una vera emergenza anche per la difficoltà nel reperire i tamponi che assicurano con certezza la positività al Covid-19 e, di conseguenza, di isolare anche gli asintomatici positivi che contribuiscono a loro insaputa a diffondere il virus. Tutti da capire, a questo punto, i particolari della trattativa tra la Copan Diagnostics e gli Stati Uniti. Al momento non ci sono dettagli chiari: non si sa se l'ordine di Trump sia arrivato prima o dopo il boom del contagio, né tanto meno se il premier Conte, i ministri o qualche politico italiano fossero al corrente della imminente spedizione e, quindi, avessero la possibilità di bloccarla. La Copan Diagnostic, 600 dipendenti, ha sedi in tutto il mondo e produce milioni e milioni di tamponi a settimana venduti ovunque, dall'Europa all'America fino all'Asia, con una produzione che si è chiaramente moltiplicata con l'esplosione della pandemia del coronavirus. Il segretario di stato americano Mike Pompeo ha fatto sapere di avere avuto un colloquio telefonico con il ministro degli esteri Luigi Di Maio. I capi della diplomazia americana e italiana – si legge in una nota del Dipartimento di stato Usa, hanno sottolineato "la forza delle relazioni tra Italia e Stati Uniti di fronte all'emergenza coronavirus".
Di certo ormai non fanno più notizie le aste a prezzi folli che in tutto il mondo stanno caratterizzando le vendite di prodotto sanitari che servono a combattere il coronavirus, mascherine e guanti in primis. E' di qualche giorno fa, ad esempio, il tentativo dei soliti Stati Uniti di assicurarsi per una cifra monstre (si parla di due miliardi di dollari) l'esclusiva di un vaccino sperimentale a cui sta lavorando un laboratorio della Turingia, in Germania. L'acquisto, pero, non è andato in porto. All'ultimo momento sono intervenuti sia il governo di Berlino che l'Unione Europea, quest'ultima con uno stanziamento di 80 milioni di euro per impedire la fuga del brevetto verso gli Usa. Nel caso dei tamponi di Brescia, invece, non è successo.