Citazione di: Tarallo il 26 Mar 2020, 08:42
Forse non si e' capito, ma le mie obiezioni sono puramente epidemiologiche, niente affatto psicologiche (lo dico da sempre, quando difendevo gli odiati runners).
Ad oggi, il test diagnostico ha una sensibilita' intorno al 60% (migliorera' per diversi motivi, in particolare grazie al test sierologico).
Cioe' su ogni 1000 malati 400 positivi potrebbero sfuggirci.
Vo' e la Diamond Princess hanno rivelato che la meta' (e me tengo stretto) dei positivi sono asintomatici.
Quindi se ai 1000 di prima ci aggiungiamo altri 1000 di un piccolo paesotto o quartiere qualunque diciamo di 10000 abitanti (inventiamoci un tasso di sintomatologia del 10% con un R relativamente basso, cioe' aggiungiamo altri 1000 potenzialmente a contatto col virus), potremmo avere 600+ 400 undetected +500 asintomatici = 1500 positivi, di cui 900 che non ne hanno idea, e di questi 900 400 sono anche certi di non averlo perche' sono stati testati.
Mi piacerebbe sapere come funzionano questi rilasciamenti parziali della quarantena.
Ma questi numeri ci dicono quanto, non come.
Mentre è proprio sul come che si gioca la partita, visto che, come voi stessi dite, il lockdown serve a rallentare il contagio, non a eliminarlo (almeno fino a che non abbiamo cura e vaccino).
Parto dalla mia esperienza con la sicurezza informatica che guarda caso usa il termine virus per descrivere malware che disabilitano le macchine.
Le infezioni sono SEMPRE dovute a comportamenti che le favoriscono, non è che avvengono da se. Non sono numeri astratti, funzioni matematiche pure, ma numeri che dietro nascondono comportamenti, nel 99% dei casi inconsapevoli (non a caso l'hacking nella stragrande maggioranza dei casi si basa su ingegneria sociale).
Restando al paragone del lockdown sarebbe come dire "dinanzi ad un malware potentissimo che distrugge il PC non andate in rete".
Ma a questo sei costretto dal fatto che gli utenti non sanno quali comportamenti causano l'infezione o non sono abituati ad attenervisi.
In una prima fase quindi sei costretto a questo.
Ma questa prima fase non può durare a tempo indefinito finché non trovi l'antivirus corretto, perché per certi versi oltre che pericoloso per altri versi è anche inutile.
Se gli utenti iniziano a seguire certi comportamenti il virus non lo prendono, è garantito.
Ora, chiaramente la complessità dei comportamenti umani è ben più ampia di quelli informatici.
Ma questo non rende impossibile un ragionamento analogo.
In questa fase vanno istruito gli utenti e, pian piano, reintrodotti i comportamenti "in rete" più sicuri, quelli che certamente non causano contagio.
Non "riandate in rete ovunque ma attenetevi alle regole", chiaro che questo si scontrerebbe ancora una volta sul piano dei comportamenti involontari che causano infezione. Si tratta di permettere SINGOLI comportamenti che sappiamo essere a basso impatto.
Ci sono? A mio avviso si, il punto è piu che altro porsi il problema in questi termini cosa che alcuni mi sembrano non fare.
Infine Adler la mia battuta sul suicidio non era legata al non poter stare in giardino ma nel ritenere IMPOSSIBILE alcuna gradualità del lockdown, vedendolo solo come ON/OFF. in tal caso significherebbe che almeno fino ad agosto queste misure devono restare integralmente come sono e i disagi finora procurati sembreranno ben presto un'inezia rispetto a quelli che verranno