Citazione di: UnDodicesimo il 26 Mar 2020, 16:34
Ce so tanti che in nome dell'economia sabotano la mobilitazione unitaria di forze per salvare altre persone, non te scorda'.
vedi, è questa la grande differenza.
in guerra la mobilitazione serve a UCCIDERE altre persone.
Qui invece la mobilitazione serve a SALVARE altre persone.
In guerra ci sono due forze consapevoli che si misurano, si scontrano e cercano di trarre vantaggio dalle debolezze reciproche. La guerra ha un numero enorme di aspetti imprevedibili.
Qui c'è una sola parte consapevole, l'altra continuerà a comportarsi allo stesso identico modo a prescindere da come noi pensiamo e agiamo (il nostro comportamento è quindi determinante ma in rapporto ad un comportamento del virus standard e mediamente prevedibile).
La retorica di guerra serve a rendere non discutibile quello che in realtà dovrebbe esserlo, ad avere un capo che guidi, perché le guerre si vincono attraverso gli ordini e le gerarchie funzionanti.
In una pandemia invece è essenziale l'empatia, la solidarietà, la capacità di trovare modi alternativi di soddisfare bisogni resi monchi dalle ristrettezze dovute all'autoreclusione.
La risposta bellica è la risposta di un blocco che si rende monolitico per colpire più duramente, la risposta antiepidemica è la risposta di una rete molteplice che diviene più capace ad adattarsi e trovare soluzioni innovative per fare fronte alla difficoltà.
Non ci può né ci deve essere paragone tra guerra e misure antiepidemiche, perché per certi versi sono due fenomeni esattamente agli antipodi.