Sono appena uscito da un'oretta di video call col capo dell'europa della societa' per cui lavoro, leader mondiale in diagnostica, un collega e vecchio amico perche' lavoriamo insieme dal 2002 (mi ha assunto lui...)..
Oltre alle ovvie discussioni personali abbiamo approfondito un po' l'aspetto del testing, e come previsto le notizie non sono eccellenti nel senso che ci sono almeno due fattori limitanti all'espansione dei programmi di testing: 1) noi stiamo aumentando la nostra produzione ma in modo lineare (e purtroppo mi sa che abbiamo gia' raggiunto saturazione), mentre il contagio aumenta in modo esponenziale e 2) per fare il test servono gli strumenti per cui il test e' sviluppato. Se non li hai, non puoi farlo. Aumentare la produzione degli strumenti e' difficile, sono piattaforme complicate. Anche quelle piu' facili, per dire, come quella Point of Care Abbott, bisogna averla, comprarla, distribuirla, installarla. Si sta lavorando con l'unione europea (c'e' una call settimanale, noi siamo gli unici in diagnostica presenti, le altre sono soceita' farmaceutiche) per vedere cosa si puo' fare. Inoltre tutti i laboratori di analisi hanno pensato bene, anticipando restrizioni in produzione o circolazione internazionale, di ordinare 6.5 volte la quantita' di test non-Covid (quelli degli esami del sangue normale) bloccando cosi' ogni altro step della catena (trasporti, supply chain, production eccetera), una cosa che non ci aiuta in questo momento. Stiamo cercando di limitare gli ordini per prodotti non-Covid.
Si e' toccato il serio problema della qualita' del test, ne abbiamo gia' discusso qui sopra. Nessun test ad oggi indica con chiarezza specificita' e sensibilita', quindi si va un po' a naso seguendo la reputazione dei produttori. Questo comitato EU ha ricevuto domanda da 220 societa' che fanno il test. Almeno 200 sono assolutamente inutilizzabili, con sensibilita' anche sotto al 30% (meglio lanciare una monetina). Ma piu' test buoni si approvano e meglio e'. Come dicevo prima, pero', per fare questo serve tempo. Grosse societa' non possono permettersi di mettere sul mercato test di bassa qualita', hanno troppo da perdere. Piccole startup invece possono correre il rischio e se convicnono qualcuno magari fanno un buyout o ottengono grossi contratti che gli risolvono la vita.
Chiudo col test serologico, quello che trova gli anticorpi. Si sentono buone notizie in giro, pare che si stiano facendo buoni progressi. Noi, per ora, non siamo vicini a produrne uno. Semrba che ci vorra' piu' del previsto pe rassicurarsi che sia della qualita' desiderata. Inoltre, abbiamo preso un centinaio degli articoli scientifici su questo argomento, selezionato i 10 piu' interessanti e iniziato discussioni con questi laboratori per vedere se possiamo aiutarli a mettere il test in circolazione in modo rapido.
Un ultimissimo dettaglio, che ad alcuni interessa. Nella TV del paese in cui e' la sede di questa societa', al CEO e' stato chiesto se questa e' una opportunita' per il business. Io ho visto le cifre, e le indicazioni piu' preziose per ora arrivano dalla Cina (in Europa, causa quel salto di 6.5 volte descritto prima, Marzo sara' positivo - Aprile e Maggio riperderanno tutto). Causa chiusura di tutte le altre attivita' diagnostiche, e ribasso notevole di tutte le altre attivita' mediche, la perdita negli ultimi tre mesi e' stata enorme (non vi dico le cifre) e per riprendersi dal colpo (anche includendo potenziali ricavi dal business del Covid) serviranno almeno un paio d'anni. Ovviamente questo non e' tra i business piu' colpiti quindi lungi da me dare un tono malinconico a questa informazione, era solo per dovere di cronaca.