io però vorrei ricordare che questi discorsi sulla libertà individuale, sociale, la autodeterminazione, la autoresponsabilizzazione, le città come recinti, alienazioni, ribellismi pronti a venire per situazione al limite dell'ingestibile, e mi fermo qui... sembrano la testimonianza di una società e di una situazione apocalittica che perdura da lustri. sò poco più di trenta giorni che famo sta vita eh. e già alla seconda settimana (che alla prima si era nella fase 1, quella dell'ostentazione della resilienza (brrr), toto cutugno cantato dai balconi, guarda come siamo bravi, e che ce vo a sta a casa, faccio yoga, leggo) alla seconda, contrordine, si scopre che non ce la si fa più e che tutto è stato organizzato male, e che sicuramente, quindi, se ci dicono di stare a casa ci sono altri motivi correlati a tematiche economiche, di controllo di noi pecore e sequestro di stato e vai così. una reazione spropositata, inerente alla situazione che stiamo vivendo, anche per le modalità con la quale la stiamo vivendo. altro che 28 giorni dopo.
1 mese. e dopo 5 giorni già c'erano le dissertazioni su le libertà, con una pandemia in atto.