coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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mr_steed

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Coronavirus, 1 miliardo di mascherine e milioni di litri di gel per i lavoratori: i calcoli del Politecnico di Torino per la ripartenza

Il dossier, che si chiama "Imprese aperte", riunisce cinque studi sui sistemi più efficaci per garantire la riapertura di fabbriche e luoghi di aggregazione riducendo al minimo il rischio di contagio. La task force di esperti è stata guidata dal rettore Guido Saracco

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/14/coronavirus-1-miliardo-di-mascherine-e-milioni-di-litri-di-gel-per-i-lavoratori-i-calcoli-del-politecnico-di-torino-per-la-ripartenza/5769660/

Armiamoci per la ripartenza. Prima di entrare nella fase due – avverte il Politecnico di Torino – bisogna garantire a tutti i luoghi di lavoro un imponente esercito di protezioni individuale. Un team di ricercatori guidati dal rettore Guido Saracco ha fatto i calcoli al dettaglio, azienda per azienda, differenziando le esigenze anche in base ai ruoli: collaboratore, dirigente, apprendista e così via. Il Corriere della Sera ha anticipato parte dei risultati dello studio: in totale, ogni mese in Italia i lavoratori avranno bisogno di 960 milioni di mascherine, di cui circa il 10% potrebbe essere di tipo Ffp3, 456 milioni di guanti, 2,1 milioni di termometri, 250mila cuffie per capelli. Serviranno 175.000 termometri a infrarossi, per assicurarsi che chiunque entri in un luogo di lavoro sia in perfetta salute. Infine, anche se la regola d'oro resta quella di rispettare le distanze e lavarsi frequentemente le mani, il team stima che serviranno litri su litri di gel igienizzante: precisamente 9 milioni di litri per tutto il Paese.

Il dossier, che si chiama "Imprese aperte", riunisce cinque studi sui sistemi più efficaci per garantire la riapertura di fabbriche e luoghi di aggregazione riducendo al minimo il rischio di contagio. Oggi verrà discusso in Prefettura. Nella task force radunata dal rettore Saracco compaiono oltre 80 esperti provenienti dal mondo della sanità, delle imprese, dei sindacati e delle associazioni dei datori di lavoro. Da Annalisa Lantermo, igienista del lavoro a Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'Università di Pisa; da da Giovanni Asaro, direttore dell'Inail Piemonte a Carlo Petrini di Slow Food, fino a Evelina Christillin per il Museo Egizio, e aziende come Smat, Fca, Italdesign e Rinascente. L'obiettivo è far arrivare il dossier sul tavolo del governo e all'Istituto Superiore di Sanità per aiutare il decisore politico, vale a dire il premier Giuseppe Conte.

Il calcolo dei dispositivi necessari per ogni settore tiene conto di diverse variabili, per esempio, l'impossibilità di mantenere le distanze sociali: 100% per chi lavora nella ristorazione, ad esempio, ma circa il 60% per chi opera nel settore della silvicoltura e della pesca. Sempre con delle differenze interne: un conto è il dirigente, che tendenzialmente ha un suo ufficio privato, un conto è l'operaio o il collaboratore domestico, che si trova sempre vicino ad altre persone.

Barriere in mensa, e liste per le riunioni: la nuova giornata lavorativa – Il vademecum del Politecnico, scrive ancora il Corriere, scandisce tutta la giornata, già ancor prima di timbrare il cartellino: le imprese dovranno scaglionare gli orari di ingresso (e di uscita) in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni come atrii o spogliatoi. Meglio raggiungere l'ufficio con le scale e non con l'ascensore, luogo chiuso e poco areato. Per diverso tempo andranno abolite le postazioni di coworking e i gruppi negli open space. Per le riunioni è ancora preferibile il sistema delle videoconferenze; altrimenti, nel caso di meeting fisici, è obbligatorio stilare una lista di tutti i partecipanti, compresi i contatti e l'indirizzo a cui possano essere rintracciati se uno dei partecipanti risultasse positivo. Massima attenzione anche alle mense: non ci si potrà più sedere a tavola con un commensale di fronte. Nel caso sia impossibile evitare il "faccia-faccia" un'alternativa può essere l'installazione di barriere "antirespiro" in plexiglass.

In un'intervista a Repubblica, il rettore del Politecnico Guido Saracco spiega che verosimilmente saranno fabbriche e aziende le prime a riaprire, ambienti 'chiusi' dove le persone si conoscono: solo dopo sarà la volta dei negozi e dei luoghi di socialità, che hanno un pubblico sempre diverso.

App per prenotare gli ingressi (evitando gli assembramenti) – La tecnologia diventa una carta fondamentale da giocare nel controllo dei flussi di accesso: gli ingressi in fabbrica o al cinema, ad esempio, vengono monitorati e controllati da digitale in modo da poter prevenire affollamenti indesiderati. Così si possono dare turni di ingresso, prenotare l'entrata e avvisare le persone ancor prima che escano di casa. Un sistema utile anche a chi si sposta per lavoro, che viene avvisato in anticipo di eventuali affollamenti nel luogo in cui è diretto tramite le app. Sempre al chiuso, consiglia il report, si consiglia di registrare gli accessi in modo da poter rendere più facile la tracciatura dei contatti sociali nei giorni precedenti di un eventuale positivo al Covid-19.

Biafra

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Fenomeno...a domanda scomoda sul fatto che gente malata non vine testata, dice che dipende dai governatori e poi urla al giornalista  "quiet, quiet, quiet,quiet!" e gli toglie la parola...

roba da film  :o

MadBob79

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Citazione di: AquiladiMare il 14 Apr 2020, 23:21
Ma aveva i sintomi del Covid ed ha avuto complicanze oppure stava bene ed improvvisamente ha avuto l'infarto?

PS..
Ci cominciamo a fare eparina preventiva?

Stava benissimo (sport etc..), ha cominciato ad avere tutti i sintomi del covid, isolato a casa per due settimane, poi i sintomi sono spariti e ha avuto l'infarto. Sono stati trovati due trombi e finalmente gli hanno fatto il tampone, dove è stato scoperto che era ancora positivo.

Tarallo

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Poi dice che gli scienziati devono dare certezze.
Ammazza che merda sto virus.

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MadBob79

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la cosa assurda è che con tutti i sintomi del covid (febbre che non passava, perdita totale di gusto e olfatto), non gli hanno fatto il tampone e, quindi, quasi sicuramente ha contagiato la famiglia (anche se i sintomi più pesanti li ha avuti lui, ma sta a capi' che strascichi può avere lasciato negli altri, senti in televisione e nessuno sa un cazzo), gente al supermercato la mattina prima di stare male, i paramedici dell'ambulanza no, quelli sono venuti a casa sua con le tute anti-contagio. Il tampone glielo hanno fatto all'ospedale dove, oltre a trovarlo positivo, gli hanno trovato ancora la polmonite in corso.

"è poco più di una influenza" (cit.), io li iscriverei tutti al campionato russo de schiaffi in faccia

vaz

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Tu sei in Svizzera se non ricordo male, vero?

Tarallo

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Si Mad è in Svizzera. Daje Mad quando s'aribeccamo?
Storia allucinante.

DajeLazioMia

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Citazione di: Tarallo il 15 Apr 2020, 06:53
Poi dice che gli scienziati devono dare certezze.
Ammazza che merda sto virus.
Vero. Ma almeno un test affidabile al 99%... quanto può volerci?

Scusate se mi ripeto, perché ci sto passando, ma almeno sapere se chi ha sintomi è o non è positivo. La base proprio.

Poi un minimo di protocollo condiviso sulla terapia. Un minimo.

Quanto ci vuole? Da quando gira il virus sono passati 4-5 mesi.

Oppure anche test affidabile e terapia condivisa potremmo non riuscirci? Chiedo.

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Tarallo

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E io rispondo. Ci vuole il tempo che ci vuole. Come si fa, su quali basi di può prevedere quanto ci voglia a scoprire una cosa? A produrre una cosa che non esiste e che dipende da mille variabili biologiche?
Da un giorno a mai tutto è possibile. Quanta gente aspetta il virus dell'Aids? Non è che rallentano apposta eh, o che la Spectra lo ha nascosto tra le armi che distruggeranno l'aggressore alieno.
Ma che domande so'?

DajeLazioMia

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Citazione di: Tarallo il 15 Apr 2020, 08:06
E io rispondo. Ci vuole il tempo che ci vuole. Come si fa, su quali basi di può prevedere quanto ci voglia a scoprire una cosa? A produrre una cosa che non esiste e che dipende da mille variabili biologiche?
Da un giorno a mai tutto è possibile. Quanta gente aspetta il virus dell'Aids? Non è che rallentano apposta eh, o che la Spectra lo ha nascosto tra le armi che distruggeranno l'aggressore alieno.
Ma che domande so'?
Scusa. Sono domande di chi è preoccupato.
Vi lascio tra voi esperti.

Tarallo

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Ma siamo tutti preoccupati. Ma ormai si è capito, e tu il topic lo hai seguito, come funzionano ste cose. Non se sa. Si danno tempistiche teoriche, basate su premesse che potrebbero rivelarsi fallaci. È così, purtroppo. La mia opinione l'ho detta fin dall'inizio, ovviamente con un margine di errore enorme a causa delle variabili, trattamento 6 mesi e vaccino 18. I test PCR sono stati messi su in fretta, va a sapere se le sequenze scelte siano state le migliori. Hanno tirato fuori un test, non è perfetto. Ne tireranno fuori di migliori.

Davy_Jones

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Citazione di: DajeLazioMia il 15 Apr 2020, 08:01
Vero. Ma almeno un test affidabile al 99%... quanto può volerci?

Scusate se mi ripeto, perché ci sto passando, ma almeno sapere se chi ha sintomi è o non è positivo. La base proprio.

Poi un minimo di protocollo condiviso sulla terapia. Un minimo.

Quanto ci vuole? Da quando gira il virus sono passati 4-5 mesi.

Oppure anche test affidabile e terapia condivisa potremmo non riuscirci? Chiedo.


forse nella concitazione del periodo non sembra ma l'affidabilita' dei tamponi e' migliorata da quando e' iniziato il casino, ovvero un paio di mesi fa (2 mesi). deve migliorare ancora ma non e' com'era all'inizio. poi hanno sviluppato dal nulla decine di test serologici che secondo me non sono male (devono migliorare ancora), stanno testando in fase 1 non so quanti vaccini e non so quanti altri sono in arrivo (vaz ha postato ieri i numeri). questo e' un virus, non un batterio. si risolve col vaccino. fino ad allora ogni malato e' un caso singolo. serve sorveglianza continua per capire i rischi che corre (se uno rischia l'infarto un altro rischiera' altro). protocolli condivisi a mio avviso non ce li avremo.

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vaz

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Tarallo

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Citazione di: vaz il 15 Apr 2020, 08:39
http://cov.genometracker.org

E' bellissimo, pero' continuo a leggere che il mutation rate di questo virus e' piu' o meno medio. Niente di esorbitante. Pare.

Davy_Jones

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Citazione di: vaz il 15 Apr 2020, 08:39
http://cov.genometracker.org

fico. qui https://nextstrain.org/ncov/global?l=unrooted danno circa la stessa picture
no, non sembra mutare tanto. non so perche' a un certo punto era girata l'idea che questo mutasse a velocita' supersonica

meanwhile

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Posto questo articolo, convinto che ormai per avere un'idea un pò più profonda del fenomeno vadano cercati spunti nelle cronache locali, la grande stampa sembra non fare altro che rimpallarsi i vuoti numeri delle sempre più inutili (e come abbiamo visto anche imbarazzanti) conferenze stama giornaliere.
Sull'attendibilità, ovvio, non mi pronuncio.

Coronavirus Pesaro, spende 18mila euro per fare i test sierologici ai dipendenti

L'iniziativa di Massimo Cecchini, di Str Automotive, per i primi 48 su 300: "Quattro sono risultati molto infettivi eppure stavano benissimo"

Pesaro, 15 aprile 2020 - "Test sierologici a tutti i dipendenti. Solo gestendo il virus, la nostra economia potrà ripartire". Ne è convinto Massimo Cecchini, ceo e amministratore delegato di STR Automotive, società con sede a Pesaro (fondata nel 2002 da Vittorio Strapazzini) che produce componenti per auto in poliuretano. Lo è così tanto da aver acquistato 300 kit di screening (analisi seriologiche con la tecnologia chemiluminescenza) al costo di 60 euro l'uno, direttamente in Cina. "L'ho fatto e lo rifarei - spiega Cecchini, cercando di dare il buon esempio ad altri imprenditori locali - perché è chiaro come le non competenze di questo esecutivo e l'incapacità di usare la logica più elementare, costringano noi imprenditori a fare tutto da soli".
Per Cecchini questa non è un'emergenza economica, ma un'emergenza sanitaria che rischia di creare un disastro economico (con le relative conseguenze) che le imprese devono evitare in tutti i modi. "E così 18mila euro investiti in screening sono una cifra ridicola rispetto alla salute delle persone, delle famiglie dei nostri dipendenti e delle attività economiche legate a tutte queste persone" dice. L'operazione di Cecchini ha quindi un alto valore sociale, ma lo si capisce solo analizzando i numeri, che purtroppo sono parziali. Di quei 300 test acquistati, infatti, in Italia ne sono arrivati solo 60, in due mandate. "Il Governo italiano ne ha bloccato la distribuzione in partenza, tramite gli importatori di riferimento - denuncia Cecchini -. Una scelta scellerata".
Ciò nonostante Cecchini ritiene utile trasmettere i risultati della sua esperienza. "Preparandoci alla ripartenza - racconta - ho preso contatto con una laboratorio di Pesaro che esegue test per la verifica quantitativa degli anticorpi IGm e IGg (il tipo di test che oggi la comunità scientifica descrive come il più efficace ed utile). Venerdì 3 aprile siamo riusciti a verificare un primo campione di 48 persone, abbastanza eterogeneo per sesso e fascia di età, quindi discretamente rappresentativo. Il test tra l'altro è velocissimo, i risultati arrivano dopo 2 ore". Su 48 persone tutte asintomatiche, 12 (il 25%) sono risultate positive alle immunoglobuline di cui 4 con elevata presenza di IGm (molto infettivi); altri 4 con discreta presenza di IGm e di IGg (infettivi) e gli ultimi 4 con elevata presenza di IGg e quindi immunizzati e non infettivi.
"Abbiamo messo in contatto i nostri medici del lavoro con il laboratorio per la gestione dei risultati - prosegue Cecchini -. E' emerso che: senza questo test gli 8 soggetti infettivi, non avendo avuto neanche un leggero raffreddore nelle ultime settimane, sarebbero rientrati al lavoro rischiando di infettare altro personale. Alla luce del risultato invece non rientreranno. Gli immunizzati, sempre previa indicazione del nostro medico del lavoro, riprenderanno a lavorare e potrebbero essere dei veri 'jolly' per l'azienda". La proiezione di questi dati sulla totalità dei 300 dipendenti della STR, però, dice anche che potrebbero essere 75 gli impiegati contagiati che non sanno di esserlo e 50 gli infettivi, dietro cui ci sono famiglie e altre occupazioni lavorative.
Ma per Cecchini emergono altri utili spunti: "Se applicassimo questa percentuale alla popolazione della città di Pesaro (100.000 abitanti) possiamo ipotizzare 25mila contagiati asintomatici, che in casa possono infettare i parenti, con incubazioni da 7 a 21 giorni e successive possibilità di contagio per i successivi 21/37 giorni. La strategia del governo quindi implica tempi di risoluzione non sostenibili per le imprese. Effettuare i test a tutti, invece, limiterebbe i contagi, in più si potrebbero utilizzare gli immunizzati (ognuno nell'ambito della propria realtà lavorativa) per i servizi di pubblica utilità con grande utilità per tutti e più tranquillità per gli operatori stessi".


https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/coronavirus-test-dipendenti-1.5108333

DajeLazioMia

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Ma i test devono essere affidabili.

È la base di partenza.
Sapere chi ha cosa, con certezza.

Aspettiamo. Se i test come dice DJ stanno migliorando vuol dire che la risposta alla domanda "quando?" è "entro poco tempo" visto che partivano da una affidabilità iniziale del 65-70%.

Senza test affidabile e diffuso non puoi riaprire niente.

Tarallo

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Citazione di: meanwhile il 15 Apr 2020, 08:48
Su 48 persone tutte asintomatiche, 12 (il 25%) sono risultate positive alle immunoglobuline di cui 4 con elevata presenza di IGm (molto infettivi); altri 4 con discreta presenza di IGm e di IGg (infettivi) e gli ultimi 4 con elevata presenza di IGg e quindi immunizzati e non infettivi.

Io vorrei che si facesse attenzione perche' non c'e' nessuna prova del fatto che il giorno che non si trovano piu' IgM il paziente non sia piu' infettivo. Le IgM scendono presto, lo fanno mentre le IgG salgono dopo il switch immunitario, ma la sparizione del virus non si misura dalla presenza di IgG e assenza di IgM, mio modesto e non qualificato parere. Esistono casi di positivi PCR dopo molti giorni dalla sparizione di sintomi e in assenza di IgM.

Resta il fatto ceh il rischio di infezione da asintomatici resta un ruschio chiaro ed evidente, e per questo il testing and tracing deve essere l'approccio futuro.

Mi giunge voce tra l'altro di una pratica comune nei laboratori molecolari di pooling di pazienti per risparmiare test PCR. Ovviamente una pratica off label, sconsigliata, ma che si unisce ad altri problemi che rendono i test in qualche misura inaffidabili.

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tallondachille

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 15 Apr 2020, 00:29

Per quello che serve, hai la mia ammirazione e il mio affetto. Da Roma non possiamo renderci davvero  conto di quello che si passa in prima linea.
Ti abbraccio fortissimo.
Hai proprio ragione. Io sono in Piemonte ed è  successo proprio così,  anche se abbiamo avuto una settimana almeno per prepararci.
I risultati sono scoraggianti i nostri numeri sono ancora alti, soprattutto le % di positivi. Le RSA decimate con direttori sanitari e OSS ricoverati ancor prima degli ospiti e ancora positivi.
Personale dell'ASL, delle chirurgie, degli ambulatori ospedalieri, dei servizi territoriali requisito per andare a coprire le carenze nelle RSA dove il personale al primo positivo s'è  dato malato.
Il pubblico che soccorre il privato.
Il fallimento delle cooperative di personale sanitario libero professionista. Tutti spariti.

vaz

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È in media di virus a rna per mutazioni.

25 mutazioni/anno

Influenza sta a 50.

La cosa buona è che finora ha una sola variante 'cattiva': quella italiana.

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