Citazione di: Tarallo il 15 Apr 2020, 13:24
E infatti te la becchi 
Intanto non si parla del quanto o come, ma del se. Tutti froci col culo dell'altri.
Secondo, io ho gia' deciso (vivo l'esempio di mia mamma che non voglio ripetere, praticamente una vita occupata interamente dallo sforzo per restare vivi) che a 75 anni, se ci arrivo, blocco tutto se non sto per morire (nel senso che non rifiuto l'ambulanza se me mette sotto un tram). Nessun test diagnostico, nessuna visita del dottore, nessun controllo preventivo.
Ma deve essere una mia decisione. Non scherziamo nemmeno.
Sul piano ecologico sono i vecchi il problema?
Annamo bene, annamo.
Premessa ulteriore: su un tema come questo mi pare sacrosanto vederla diversamente perché un termine oggettivo non esiste nemmeno lontanamente. O meglio, ognuno può prendere a riferimento i più svariati.
Ma chiarifico un paio di aspetti:
1) non sono i singoli vecchi il problema, ma si è il progressivo invecchiamento della società combinato all'allungamento dell'aspettativa di vita.
E' un problema di ciclo generazionale, di impronta ecologica, ma io credo anche di percezione e autopercezione sociale.
Quella che è stata indubbiamente una conquista oggi sta diventando anche un problema, sotto vari punti di vista. Anche perché io vedo la conquista in tale allungamento l'aver significativamente ridotto il numero di quelli che morivano a 30, 40, 50 anni, non il fatto di aver portato molti ad arrivare a 90.
Opinioni, anche queste.
2) non ho detto di abbandonare i vecchi a loro stessi perché ormai so' inutili.
Per me invece possono fare tutti i controlli che vogliono, gli deve essere garantita assistenza integrale come a qualsiasi altro ma è la soluzione a differire.
Per altro non facciamo finta che oggi invece la soluzione è del singolo. Perché spesso e volentieri è tale quando se la può permettere, anche in sistemi sanitari migliori degli USA se parliamo di malattie "importanti" (vedi le fortissime differenze regionali in Italia per la cura del cancro).
Sul parlare con facilità dei problemi altrui (hai usato un'espressione scorretta

):
guarda, io ho un papà di quasi 70 anni. So bene che, tra pochi o tra qualche anno, comunque si avvicina il momento di salutarsi.
E non è che a me, a differenza di altri, non manca l'aria al solo pensiero. Non sono una macchina.
Ma sono anche convinto che uno dei principali problemi della nostra cultura occidentale è non sapere minimamente fare i conti con la morte.
Ma proprio zero, niente niente niente. Non riesce in realtà proprio ad accettare la finitezza dell'esperienza umana, il fatto che il percorso abbia un termine e che abbia valore anche, in qualche modo, in funzione di questo termine. Mi sembra che ci arrivi sempre in modo dannatamente impreparato, come se pur sapendolo regnasse l'illusione che poteva e doveva durare per sempre.
E no, non è una caratteristica umana. Ci sono culture ben più avanti di noi in questo, passate e presenti.
Scusate tutti la digressione.