Io riavvolgo parzialmente il nastro e ritorno indietro.
Premessa:
I virus: i virus (genericamente intesi) si trasmettono da persona a persona investendo il campo relazionale tra le persone, lo so sembra ovvio, ma su questa cosa bisogna ragionarci; altra cosa ovvia, i virus si trasmettono in grossi agglomerati di persone, soprattutto al chiuso in ambienti scarsamente e malamente areati, e nell'Italia pre coronavirus lo sono gran parte dei luoghi di lavoro e delle scuole, tanto è che i picchi di influenza stagionale si registrano in questi due luoghi.
Italia pre coronavirus: alto tasso di trasmissibilità d'infezioni di ogni tipo negli ospedali (molta gente ha contratto infezioni e malattie negli ospedali italiani, spesso arrivando al decesso) quindi esisteva (esiste?) un problema grosso ma tanto, su come proteggi le persone che per un X motivo entrano in cura in ospedale, su come si proteggono i medici e gli infermieri e più in generale chi lavora soprattutto negli ospedali e nei pronto soccorso ma so che anche negli studi medici molte cose vengono fatte alla carlona, con decine di eprsone che aspettano ore affollate nelle sale di aspetto, ammucchiati, con tanti anziani e donne incinte e bambini con influenza....
Italia pre coronavirus: linee di contrasto ad un eventuale pandemia messe nero su bianco, indicano che le epidemie e le pandemie si combattono sul territorio in primis e in secundis con percorsi differenziati ospedalieri, separati da chi magari sta all'ospedale perchè si è rotto una gamba giocando a calcetto con gli amici
Ora in questo scenario, pre coronavirus cosa è che andava fatto al momento che l'Italia a gennaio è stata avvisata del coronavirus?
E inoltre ripeto ancora la domanda, anche se qui se ne è parlato moltissimo, che senso aveva impedire alla gente di uscire di casa per darsi una schiarita alla mente? Ma si è concesso sempre di andare ala lavoro in posti affollati?
Inoltre nell'ambito relazionale, perchè non investire sulla relazionalità consapevole, responsabilizzando le persone su contatti umani differenti? Distanziati ma all'aria aperta. Io ho fatto il rappresentante al consiglio scolastico dal primo anno di nido, e ancora lo sono oggi al secondo anno di elementari, in tutti gli edifici in cui è andato mio figlio (nido, materna, elementari), le classi che escono di più in cortile, sono quelle che hanno casi di influenza più diluiti nel tempo, mediamente meno forti come intensità, di durata mediamente più breve e mai che prendono la totalità degli alunni (c'è sempre qualcuno che non se la piglia, a rotazione). Le classi che hanno avuto gli insegnanti che invece non ci vogliono sentire o che non condividono l'uscire spesso in cortile anche quando magari fa un po freddo, avvengono dei fenomeni d'influenza a tappeto, con forte virulenza e durata più lunga, quasi sempre totali e concentrati in un unico periodo continuo...certo, poi il picco dopo scende rapidamente in quelle classi ma vivono praticamente una quasi interruzione didattica e relazionale, un vero e proprio buco nella vita della comunità di classe ma comunque parliamo di un virus, quello dell'influenza stagionale,che nei giovani crea cose molto gravi in fasce di età molto piccole, in genere in quelle pre nido o inizio nido.
Ribadisco, uscire di per se non è un problema anzi, garantisce un livello sanitario completo perchè ti tuteli sia a livello fisico ma anche psichico (che è poi la definzione di salute è proprio quella benessere fisico e mentale).
Andava a mio avviso responsabilizzata la popolazione. Fatta una campagna informativa mastodontica. No a lavoro in tutti i casi in cui era possibile ma veramente no, si all'aria aperta, distanziati.
Oltre ovviamente a percorsi ospedalieri divisi per il coronavirus. Protezioni sanitarie adeguate per tutti, in primis negli ospedali. Intervento in primis sul territorio.
Insomma a mio avviso si è fatto un gran pastrocchio catastrofico, visti i risultati. Quarantena farlocca in molti posti di lavoro. Gestione ospedaliera disastrosa, mancato serio intervento sul territorio. Colpevolizzazione delle persone e mancanza di assunzione di responsabilità. Praticamente un TSO virtuale obbligatorio a tutti.
Ovviamente si poteva fare come gli antichi (termine che non sto usando in senso dispregiativo anzi) e come hanno fatto nelle zone cinesi più colpite: vera e propria quarantena. Ci chiudi dentro casa a tutti ma proprio a tutti (salvo solo i servizi veramente essenziali, che a quel punto diventano pochi) per circa uno/ un mese e mezzo massimo due, ma mi passi tutto, ma proprio tutto l'essenziale fuori la porta e mi garantisci lo stipendio e il ritrovare il posto di lavoro, ma a tutti proprio tutti.
Non si è fatto ne il metodo antico e ne quello moderno (taglio con l'accetta). Si è fatto un disastro. Disastro dovuto anche a come si è devastata la sanità. E non ci si può lamentare. Se ti lamenti sei quello irresponsabile e viziato. Se esci sei l'untore maledetto. L'asintomatico irresponsabile a prescindere. Poi con tutte queste restrizioni anche alla vita democratica ovviamente non puoi neanche protestare (pare neanche a distanza...) Non sto accusando nello specifico questo governo si capisce che il problema è sistemico.